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IL RAZZISMO CHE HO VISSUTO IO GIOVANE TRAPANESE IMMIGRATA NEL PROFONDO NORD

 

- di Lella Vultaggio -

 

Non sembri neppure siciliana…

Sei simpatica, intelligente, aperta non pensavo i siciliani fossero come te…

Con tali frasi mi accoglievano, a Bologna, i colleghi di lavoro nel lontano 1963 , quando ebbi la prima nomina per insegnare materie letterarie nella Scuola Media Unificata.

Le frasi non erano ostili, in fondo esprimevano simpatia ed anche un senso di liberazione per loro , costretti a supplire le ore dell’insegnate di lettere che non era stata ancora nominata, a un mese dall’apertura delle scuole, poiché esaurite le graduatorie degli aventi diritto, in tutta Bologna e provincia non si trovavano più laureati che potessero ricoprire il ruolo Proprio di laureati, in giro, non se ne trovavano. A Bologna

Ancora non era esplosa la scuola di massa , si sarebbero dovuti diplomare i giovani che, intrapreso il percorso della scuola media obbligatoria e poi di quella superiore, avrebbero deciso o avuto la fortuna di frequentare l’Università.

L’Emilia Romagna anni 60, terra di piccoli imprenditori, coltivatori diretti, agricoltori con aziende fiorenti nel campo della trasformazione delle carni suine e della conservazione dei cibi, impiegava molto bene in tali settori lavorativi , i suoi giovani e le sue giovani.

Con la nomina di insegnanti e il contratto di lavoro per un anno, arrivavano i giovani laureati dal Sud. Non solo per la scuola, anche per ricoprire ruoli dirigenziali per le poste i tribunali e altri enti statali .

La chiamata dei “laureati” dal Sud deve aver fatto scattare, nei nativi del profondo Nord , la molla del complesso di inferiorità intellettuale se con aggressività , quasi colpevolizzandoci ci dicevano che “…tanto in Sicilia le lauree le regalano “ e che “ loro del Nord preferivano lavorare e mandare avanti l’economia del paese, contrariamente ai meridionali scansafatiche capaci di chiedere soltanto soldi allo Stato e vivere sulle spalle del Nord produttivo… “ e “quelli che si laureano a Bologna devono continuamente difendersi dai meridionali che rubano loro il posto di lavoro, quando non addirittura le donne… ”

Assurde discussioni per sostenere che io la mia laurea l’avevo sudata, perché studiare mi piaceva, perché attraverso la conoscenza , la ricerca , il sapere vedevo l’unica possibilità di emancipazione…

Frequentare il liceo classico a Trapani e poi l’Università , per me adolescente siciliana di genere femminile, alla fine degli anni 60 non è stato un problema . Era questa anche la volontà dei miei genitori, ma capivo perché molti giovani sceglievano l’Università mancando la possibilità di inserirsi, dopo il diploma, nel mondo del lavoro.

Così stranamente, laurearsi in Sicilia aveva più possibilità che in altre regioni d’Italia

….E qui altri LUOGHI COMUNI sull’intelligenza dei meridionali …

Pirandello, Verga , Sciascia …grandi teste ma incapaci di cambiare le cose …. L’aveva capito anche TOMMASI DI LAMPEDUSA

E poi, la gelosia dei Siciliani?

Se io uscivo da sola o con amici maschi …. il riferimento era a CUMPARI TURIDDU , alla lupara . E visto che tornavo sempre a scuola senza lividi o segni di botte del coniuge … scattava, soprattutto da parte delle colleghe, la frase : ma tuo marito ti lascia fare tutto ?

Scusate ma perché mio marito ha il diritto di prelazione… deve darmi il permesso ? perché sono incapace di intendere e volere ?

Razzismo ? forse soltanto pre-giudizi. Non conoscenza, ignoranza e competizione immotivata o semplicemente paura di essere contaminati: da una cultura, anche in senso antropologico, differente.

Erano gli anni del boom economico el’immigrazione era soltanto interna così a disturbare la “ pace sociale” erano gli immigrati “ terroni – detti anche marocchini in senso dispregiativo “ insomma quelli che non si lavavano, buttavano l’immondizia dal balcone e nel bidè conservavano le olive in salamoia e nella vasca da bagno coltivavano prezzemolo.

A Bologna collocarono, tutti i meridionali arrivati per lavorare nelle fabbriche , in edilizia pubblica in un quartiere –ghetto che adesso è utilizzato per gli extracomunitari, mentre chi era arrivato per un lavoro intellettuale, in fondo era autonomo e si integrava facilmente partecipando alla vita culturale della città.

In quel periodo i meridionali immigrati erano oggetto di osservazione sociologica o attenzione giornalistica , così ad una intervista fattami dal Resto del Carlino , quotidiano locale allora diretto da Enzo Biagi, dichiarai, con l’arroganza tipica dei giovani… che sia io che mio marito eravamo arrivati, si con il Treno del Sole non con la valigia di cartone ma con un grosso bagaglio pieno di cultura che a Bologna mancava.

Così il giorno dopo , sul muro della mia scuola lessi a caratteri cubitali “meglio negri che terroni “

Nessuna frase è stata meno profetica di questa Anni dopo i “ negri” sono arrivati assieme ai “ marocchini” gli unici che hanno diritto a pieno titolo di essere chiamati tali e così il rifiuto, la non accettazione, la paura del diverso…. si è spostata su di loro Noi, adesso, siamo sempre gente del Sud ma veniamo considerati intelligenti, generosi, con un grande entroterra culturale alle spalle, un mare meraviglioso, opere d’arte eccellenti, una gastronomia eccezionale…

Un solo neo : non riusciamo a liberarci dalla MAFIA…perché aspettiamo ancora un Garibaldi che faccia il lavoro al posto nostro.

Ho vissuto quasi mezzo secolo della mia vita al Nord. Ho conosciuto artisti, intellettuali, politici, emarginati, immigrati, donne e uomini di questo luogo e di altrove… riscoprendo, anche attraverso il confronto con loro, continuamente le mie origini e le mie profonde radici che affondano nella terra a forma di falce caduta nel mare Mediterraneo.

Sono queste la mia ricchezza e l’energia che ancora oggi dominano la mia esistenza . Rivendico, con forza, il mio essere trapanese che, a mio avviso, e’ un modo particolare, culturalmente ed etnicamente più complesso – di essere siciliani.

dal sito - Trapani Nostra

L'archivio della memoria di Trapani e provincia

Ultima modifica il Sabato, 08 Ottobre 2016 14:49
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