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- di Maria Teresa  Prestigiacomo -

Messina.Riceviamo su Facebook  un messaggio dell' ex Sindaco Giuseppe Buzzanca oggi assolto."Dopo 7 anni, la Corte di Cassazione cassa senza rinvio e mi ASSOLVE perché il fatto non sussiste. 

Il Tribunale di Messina nel 2016 mi aveva condannato alla pena di anni 1 e mesi 8 senza sospensione condizionale della pena (il PM aveva chiesto 4 anni). 

La Corte d’Appello nel 2018, pur riducendo la pena ad un anno, aveva confermato la sentenza di condanna per il reato di abuso d’ufficio. 

Anche in questo caso (é la quarta assoluzione), nutrendo da sempre rispetto e fiducia nella Giustizia, ho aspettato in silenzio, difendendomi nei processi.

Dopo aver attraversato il tunnel infernale dei processi sono ancora vivo! 

Restano l’amarezza ed il dolore che ho dovuto sopportare per tanti anni.

Ringrazio la mia famiglia, che mi é stata vicina, e chi mi ha difeso (Marcello Scurria, Tommaso Autru Riolo e Giorgio Perroni che ieri ha discusso in Cassazione).

Spero che anche alla sentenza di assoluzione venga riservato lo stesso rilievo e la stessa collocazione."

Come è  giusto che sia...noi pubblichiamo l'assoluzione.

 

- di Maria Teresa Prestigiacomo -

Messina. Nella giornata dedicata a San Francesco di  Sales oggi 28 gennaio, l 'Ucsi

Si è  riunito (con il Direttico e i soci, unitamente ad una classe dell Ist Tecnico Maria Jaci ed ad altre scolaresche)  nella chiesa di Santa Caterina, per una Santa Messa, presente il presidente Laura Simoncini e i soci e l' Assostampa, con la presidente Graziella Lombardo e i soci.Le due presidenti hanno sottolineato, nel loro brillante intervento, la responsabilità sulla verità  che i giornalisti debbono possedere. In particolare, Simoncini ha ricordato il decano dei giornalisti Carmelo Garofalo cui è  dedicata la sezione Ucsi Messina. S.E. il prefetto si è  rivolta ai giovani  ed ai giornalisti presenti, affinché responsabilità e verità  possano avere sempre il sopravvento. 

Domenico Interdonato ha invece esposto l' excursus  storico dei 60 anni dell' Ucsi, esplicitando  le attività culturali Ucsi e le articolazioni ed i programmi dei gruppi che tendono a coinvolgere i giovani e non solo.Interdonato ha anche manifestato compiacimento del rapporto di collaborazione con l' Assostampa che ha aperto,maggiormente a tutti, le iniziative Ucsi. Erano presenti rappresentanti della Croce Rossa  e autorità civili e militari.

Presente anche  il  vice presidente accademia euromediterranea delle arti a.c Gennaro Galdi . A seguire la Santa Messa e la brillante  toccante omelia di padre TAVILLA.

 

- di Maria Teresa Prestigiacomo -

LEGITTIMA DIFESA al TEATRO SAVIO per ARIA NUOVA IN ME
Parte dal Teatro Savio, domenica 9 febbraio alle ore 18,

la tournée dello spettacolo scritto da Laura Giacobbe per la regia di Roberto Zorn Bonaventura.
Interpreti: Giuseppe Capodicasa, Francesco Natoli, Michelangelo Maria Zanghì


Un cast tutto messinese per LEGITTIMA DIFESA, lo spettacolo scritto da Laura Giacobbe e firmato alla regia da Roberto Zorn Bonaventura che andrà in scena domenica 9 febbraio alle ore 18 per la stagione teatrale Aria Nuova In Me organizzata da Davide Liotta e Dinah Caminiti (Ass. Culturale ARB). La pièce teatrale, che è prodotta da Maurizio Puglisi per Nutrimenti Terrestri, ha ottenuto due importanti riconoscimenti in quanto vincitrice del bando NUOVE OPERE Sillumina 2017 del MiBAC-SIAE, che ne ha sostenuto il debutto avvenuto a novembre 2018, e del bando LIVE Per Chi Crea 2018 del MiBACT-SIAE, in riferimento alla sua circuitazione.
Dal palcoscenico del Teatro Savio-Piccolo Teatro ARB, Giuseppe Capodicasa, Francesco Natoli e Michelangelo Maria Zanghì (con la partecipazione di Cristiana Nicolò) inaugureranno l'importante ed attesa tournée che toccherà successivamente le città di Milano in collaborazione con Latitudini (Teatro Libero 14-15-16 febbraio), Calascibetta (En) in collaborazione con Latitudini (17 aprile), Catania (Piccolo Teatro della Città, 18-19 aprile) Palermo (Spazio Franco, 9-10 maggio) Roma (Spazio Diamante, dal 22 al 25 maggio) con ulteriori date e destinazioni in aggiornamento.

LEGITTIMA DIFESA di Laura Giacobbe affronta un tema tanto attuale quanto delicato che continua a spaccare l'opinione pubblica e che, come spiega l'autrice, al tempo della sua stesura, non si trovava ancora quando al centro di cocenti dibattiti e proposte di legge. "La scrittura di Legittima Difesa - afferma - riguarda un’idea maturata molto tempo fa, quando le opinioni attorno a questo argomento apparivano come sintomi e sentori e non erano ancora il fiume in piena che sono oggi. Allora la circostanza di un rapinatore in casa appariva come un valido pretesto teatrale, uno zoom potente sull’umore nero che bolliva nel ventre del Paese. Era la situazione perfetta in cui vedere un principio giusto, quale è la necessità di difendersi dalla violenza ingiusta, deformato dalla nascente propaganda che solleticava abilmente insoddisfazione, appetiti violenti e irrazionali. Ingrandire a dismisura, o meglio forse, comprimere, mettere alla prova dei fatti gli slogan e i deboli argomenti di cui è infarcita la rivendicazione del diritto alla legittima difesa, ha rivelato tutta la solitudine del cittadino digitale e insieme il contesto ingenuamente tragico in cui ci siamo abituati a vivere, fatto di nuove e sempre più inquietanti forme di entusiasmo negativo, golose di insulti, di frizioni, di disvalori, di miserabili ripicche sociali che funzionano come il pronto soccorso di un’autostima che in altri ambiti dell’esistenza continua ad essere mortificata. Quando tutto diventa troppo complicato, è bene diffidare da chi ci dice che tutto è semplice. Quando sentiamo di non appartenere più a niente, è bene diffidare da chi ci dice che apparteniamo al popolo del buonsenso".

Nelle note di regia di Roberto Bonaventura leggiamo: "Incredibile signori: le rapine e gli omicidi sono nettamente in calo, mentre la paura aumenta. Come mai? Cosa o chi si nasconde dietro questo paradosso? È questo il nascosto nel testo “Legittima difesa”, è nascosto perché non lo dice, te lo porge gentilmente, per farti rendere conto di. cosa sia, adesso il nostro paese. L'Italia impaurita, depressa e cosparsa di odio. L'Italia che cerca di reagire ma viene fermata da un muro invisibile. Che muro? L'ignoranza, il facile schierarsi con il più forte, il difendersi con le armi, con l'insulto, con la negazione dei diritti dell'uomo, con il perdere tutto ciò che di bellezza c'è nell'animo umano. Fermiamoci su una panchina di una piazza, incontriamoci, non facciamoci fregare, forse le soluzioni le possiamo trovare, guardandoci negli occhi. “Siamo uguali capo, a me non mi spetta l'orologio tuo e a te non ti spetta la vita mia".

LEGITTIMA DIFESA
di Laura Giacobbe
con Giuseppe Capodicasa, Francesco Natoli, Michelangelo Maria Zanghì
Regia Roberto Zorn Bonaventura
Allestimento di Mariella Bellantone
Disegno luci di Stefano Barbagallo
Costumi di Cinzia Preitano
Collaborazione artistica Monia Alfieri
Collaborazione tecnica Marilisa Busà
Aiuto regia Martina Morabito
Foto di scena Giuseppe Contarini - FotoInScena
Grafica Riccardo Bonaventura
Ufficio Stampa e Comunicazione Marta Cutugno
Produzione Maurizio Puglisi per Nutrimenti Terrestri
con il sostegno del MiBACT e di SIAE.

Teatro Savio, spettacolo unico 9 febbraio ore 18
biglietto intero € 15
ridotto € 13 (over 60 e under 35)
tariffa gruppi da e oltre 5 spettatori € 11
socio ARB e CRAL convenzionati € 10

biglietteria Teatro Savio:
martedì e Giovedì dalle 10 alle 12
lunedì e venerdì dalle 17 alle 19

biglietteria on line:
https://www.clappit.com/biglietti-arb-associazione-culturale/showProductList.html

 

- di Maria Teresa Prestigiacomo -

Messina.Con il suo spettacolo   *STANNO IN MEZZO A NOI*

sabato *1 febbraio ore 21* al Teatro Savio per la rassegna  *"Aria nuova in ME"*

Ad esibirsi sarà un vero e proprio professionista della risata, Marco Capretti, uno dei comici più amati della trasmissione di Raidue, Made in Sud, e apprezzato dal grande pubblico come conduttore del format SCQR (Sono Comici Questi Romani).

Comico romano ormai da anni presente nei teatri e nei locali della capitale , i suoi spettacoli sono talmente coinvolgenti che tendono ad annullare la distanza tra l’artista ed il pubblico, risultando estremamente divertenti. Sarà una serata all'insegna del divertimento e della comicità. Sabato 1 febbraio ore 21 al Teatro Savio.

Giovedì 23 Gennaio, presso una gremitissima Sala De Seta dei Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo, si è tenuta la XXXII Edizione del Premio Internazionale di Sicilianità “Pigna d’Argento”, organizzato dall’Accademia di Sicilia.

Quest’anno, nella sezione “Letteratura”, il prestigioso riconoscimento è andato allo scrittore e poeta messinese Renato Di Pane, per l’impegno profuso in ambito culturale.

All’evento era presente una delegazione composta dal Presidente Provinciale, Dott. Filippo Scolareci e dagli accademici Dott.ssa Domenica Iero, Dott. Luigi Antonio Pilo e Dott. Francesco Rigano.

 

NOTA BIOGRAFICA

Renato Di Pane nasce a Messina il 10 febbraio del 1977.

Ha iniziato la sua carriera letteraria a Gennaio 2016 e, da allora, ha ottenuto numerosi riconoscimenti a livello nazionale.

Ha pubblicato un libro fantasy, intitolato “John Bale e la leggenda di Ashkan: i quattro Medaglioni d’Oro” e una silloge poetica dal titolo “Dentro me stesso”.

È presente con le sue opere in varie antologie edite da importanti case editrici nazionali.

Scrive poesie in lingua italiana e dialettale, cimentandosi anche con i racconti brevi.

La videopoesia della lirica “Amore Immenso” è già pluripremiata.

Il 22 Giugno 2017 gli viene conferita la carica di Presidente Comunale dell’Unione Mondiale dei Poeti (U.M.P.).

Il 13 Marzo 2018 è stato insignito del titolo di “Accademico” dall’Accademia Internazionale Vesuviana nella classe “Lettere, Arti e Scienze”.

Il 29 Settembre 2018 entra a far parte dell’Accademia di Sicilia come membro effettivo nella classe “Letteratura”.

Il 16 Marzo 2019 viene nominato Delegato Comunale dall’Accademia Regionale dei Poeti Siciliani “Federico II”.

Il 12 Aprile 2019 diventa membro ordinario dell’Accademia Culturale Zanclea.

L’11 Ottobre 2019 gli viene conferita la carica di Coordinatore della Sezione Letteraria dell’Accademia Internazionale “Amici della Sapienza” Onlus.

Il 28 Dicembre 2019 l’Accademia Euromediterranea delle Arti, nel corso della premiazione della VIII Edizione del Concorso Nazionale “Maria Celeste Celi”, gli conferisce una Segnalazione di Merito per la promozione culturale e la scoperta di nuovi talenti.

Il 23 Gennaio 2020 l’Accademia di Sicilia lo premia con la prestigiosa “Pigna d’Argento”, riconosci-mento ottenuto per l’impegno profuso in ambito culturale.

Dal 2017 organizza eventi culturali a livello nazionale.

- di Maria Vadalà -

In occasione del “Giorno della Memoria” il 27 gennaio nel Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca, sotto l’egida dell’Istituto Comprensivo ad indirizzo musicale di Gravitelli, si è svolta una interessante manifestazione sulla “Presenza ebraica a Messina. La Dirigente scolastica, prof.ssa Domizia Arrigo ha sottolineato l’importanza di questa ricorrenza internazionale che vuole ricordare le vittime dell’olocausto nell’anniversario della liberazione, da parte delle truppe russe, del campo di concentramento di Auschwitz, simbolo universale dello sterminio del popolo ebraico durante la seconda guerra mondiale. Il sindaco Cateno De Luca ha lodato l’iniziativa dei giovani allievi ed ha ricordato la figura della senatrice Liliana Segre, superstite dell’immane tragedia e attiva testimone della Shoah italiana. Ha aperto il pomeriggio il Piccolo coro delle classi terze scuola primaria M. Passamonte che insieme all’Orchestra dell’XI I. C. Gravitelli - Paino hanno eseguito dei canti tipici ed il toccante brano di Nicola Piovani “La vita è bella”. E’ poi intervenuto il dott. Giuseppe Campagna, docente universitario, che ha trattato in modo chiaro e pregnante il tema della “Comunità ebraica di Messina tra Medioevo ed età moderna”, illustrando con immagini la diffusione degli ebrei nel bacino del Mediterraneo dopo la diaspora del 70 d.C. avvenuta a seguito della distruzione del Tempio di Gerusalemme.

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Fin dal VI secolo d.C. in molti centri siciliani è attestata la presenza di comunità ebraiche, che parlavano oltre al dialetto siciliano anche un’altra lingua simile a quella maltese. Diversi documenti testimoniano l’attività ebraica sotto le varie dominazioni che si sono alternate nella nostra isola: Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi. Gli ebrei erano professionisti anche di una certa rilevanza: orafi, medici, commercianti di stoffe pregiate come la seta, ma nel corso dei secoli subirono anche dei provvedimenti restrittivi, nel 1310 sotto il re di Sicilia Federico III, furono costretti a contrassegnare le vesti e le botteghe con il “signum”, la “rotella rossa” e furono anche vietati i rapporti con i cristiani. Nel 1492 con il Decreto di Alhambra, per volere dei sovrani Ferdinando II di Aragona ed Isabella di Castiglia, gli ebrei non convertiti furono espulsi dalla Sicilia, così ebbe fine la pacifica convivenza con il popolo siciliano. Il dott. Franco Chillemi, giurista, ha focalizzato storicamente il “Quartiere ebraico di Messina” che non aveva dei confini precisi, non c’era un vero e proprio “ghetto”, ma si estendeva lungo la zona del para-porto, dove oggi vediamo l’Istituto Tecnico A. M. Jaci e la via Cesare Battisti.

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I documenti notarili, come alcuni nomi delle strade e dei torrenti, attestano la presenza di case ebraiche, di una Sinagoga con un pozzo di acqua sorgiva, un ospedale ed un edificio simile al Comune, probabilmente ubicati lungo la strada della Giudecca, che dalla Chiesa dei Catalani arrivava fino alla Porta della Giudecca, l’odierna Università. Fuori dal centro abitato, verso la nostra Stazione ferroviaria e la Dogana, doveva trovarsi il cimitero ebraico. A conclusione della serata il prof. Demetrio Chiatto, musicista e direttore della collana di studi “Musica e Musicisti a Messina”, per la quale ha ricostruito la Storia Musicale della nostra città dal IV secolo a.C. fino al 1908, ha curato un’attenta e puntuale disamina su “Salvatore Saya musicista messinese (1856 /1934) Maestro di Cappella della Sinagoga Maggiore di Roma”. Messinese di nascita, per le sue notevoli doti musicali il Consiglio Comunale gli offrì un sussidio per permettergli di studiare a Firenze, dove si diplomò in Composizione. In seguito si trasferì a Roma, dove insegnò in vari Istituti musicali, diventando poi il Direttore nel Tempio Israelitico di Roma sin dalla sua fondazione fino al 1933, anno della sua morte. Ha trascritto importanti canti antichi e scritto composizioni sacre originali, gran parte del repertorio che ancor oggi viene eseguito nella Sinagoga. Fra le sue opere spicca la “Messa funebre” del 1889 composta in occasione della morte del re Vittorio Emanuele II; su libretto di Ugo Fleres ha scritto l’opera “Boabdil” ed il melodramma Cenerentola”. Il M° Chiatto a conclusione del suo intervento ha proiettato il video dei brani eseguiti nella Sinagoga di Padova: “Baruch Abba” e “Mi Ze’ Jemallel”, che lo stesso Saya aveva eseguito nel 1994 per l’inaugurazione del Tempio Maggiore. Ai relatori intervenuti sono state offerte delle targhe ricordo e la Dirigente Didattica ha ringraziato, per l’impegno profuso per la realizzazione di questa performance, tutti gli insegnanti: Antonio Enea, Grazia Magazzù, Malì Scalisi, Grazia Paola Bruno, Demetrio Chiatto, Maria Assunta Munafò e Carmela Santagati. 

MESSINA – Nasce il primo pane prodotto con i grani antichi siciliani seminati dagli Ambasciatori del Gusto messinesi Francesco Arena, Lillo Freni e Pasquale Caliri nei campi di Galati Mamertino. “Diamo una mano al grano” è il nome del progetto che, a distanza di 40 anni, ha fatto rinascere la coltivazione degli antichi grani siciliani nel piccolo comune nebroideo in provincia di Messina e dato nuovo impulso all’economia contadina. Grazie all’iniziativa dell’apicoltore nebroideo Giacomo Emanuele che ha coinvolto gli Ambasciatori del gusto messinesi e gli anziani del luogo, custodi delle antiche procedure di semina, nel dicembre del 2018 venti ettari di terreno sono stati ripuliti e impiantati con cinque varietà di grani siciliani: Perciasacchi, Senatore Cappelli, Bufala Nera, Maiorca e Russello. A luglio dello scorso anno, Arena, Freni e Caliri hanno preso parte alla grande festa della mietitura a Galati Mamertino alla quale hanno partecipato anche gli abitanti del piccolo centro e tanti bambini. 

Francesco Arena con il pane appena sfornato

L’impresa è riuscita ed oggi con soddisfazione si raccolgono i frutti di oltre un anno di lavoro. I tre professionisti hanno seguito tutte le fasi, fino alla raccolta. I grani sono quindi stati messi a dimora per qualche mese e 15 giorni fa Francesco Arena ha ricevuto la telefonata di Giacomo Emanuele. Il grano era pronto per la molitura. È stato scelto un Molino a Patti ed è stata prodotta la farina che si presta ad essere utilizzata in panificazione, cucina e pasticceria. Immediatamente, il bakery chef messinese del Panificio Masino Arena si è messo all’opera ed ha sfornato un pane fragrante e profumato, il più buono di sempre, anche per il valore simbolico dell’iniziativa.

Siamo stati testimonial di un progetto veramente importante che ha riportato la coltivazione del grano sui Nebrodi dopo 40 anni – ha commentato Francesco Arena – È un ritorno alla storia. Sono il primo ad utilizzare questa farina prodotta con russello, tumminia e maiorca, debole da lavorare, che richiede una buona maestria. Ho preparato il pane con l’autolisi, senza aggiunta di altre farine, in purezza, con una maturazione di 24 ore a temperatura controllata e sono molto soddisfatto del risultato. Il pane ha un profumo e un sapore eccezionale ed è molto leggero e digeribile”.

Il primo pane realizzato con i grani antichi degli Ambasciatori del Gusto

A novembre scorso è stato fatta la nuova semina. “Cù chianta sceppa” - afferma con entusiasmo in linguaggio dialettale Giacomo Emanuele - basta avere la volontà di fare e i risultati arrivano. Gli ettari di terreno seminati sono raddoppiati. Molti agricoltori hanno seguito il nostro esempio – spiega ancora l’ideatore dell’iniziativa-  e stanno investendo sulla produzione dei grani antichi a Galati. Stiamo rimettendo in moto un’economia”. 

A dare i migliori risultati sono stati i grani perciasacchi e maiorca. Il territorio di Messina si dimostra una terra fertile nel quale poter investire per valorizzare la produzione di grano di qualità. Del resto grano e Sicilia hanno un rapporto e un legame antichissimo. Recenti studi hanno dimostrato che i grani antichi siciliani hanno una marcia in più rispetto ai grani duri convenzionali e moderni, sia per quanto riguarda l’aspetto nutrizionale che quello salutistico.

Il fornaio messinese Francesco Arena, mentre continua a sfornare il suo pane, afferma: “Il  progetto continuerà, il prodotto è buono e la seconda semina sarà sicuramente qualitativamente migliore. Questa iniziativa per me ha un grande significato e dimostra l’attaccamento alla mia terra, bella e disgraziata. Mentre tutti vanno via dalla Sicilia e da Messina, noi restiamo, crediamo nelle sue grandi potenzialità e continueremo a scommettere sulla nostra terra. Si può fare un buon lavoro anche a Messina, basta metterci cuore e anima”. 

- di Valeria Zingale -

Journalist - Press Office

Riceviamo

Riflettori accesi sulle Leggi Razziali, approvate dal Consiglio dei Ministri del Governo Fascista nel 1938 e firmate dal Re Vittorio Emanuele III, che annullarono la personalità giuridica degli italiani di religione ebraica.


La loro promulgazione condusse alla "normativa antiebraica sui beni e sul lavoro", ovvero alla totale spoliazione dei beni mobili e immobili degli ebrei residenti in Italia e, successivamente, alla loro deportazione nei campi di concentramento.

PROGRAMMA:
S. Maria Alemanna - lunedì 27 gennaio 2020 - ore 17.00

INTERVENTI:
Alessandra Calafiore, Assessore alle Politiche Sociali
Enzo Caruso, Assessore alla Cultura

PERFORMANCE:  
Antonio Mundo: “1938: Mi chiamo Youssef e ti stavo aspettando”

CONCERTO DELLA MEMORIA: CONSERVATORIO “A. CORELLI”
“La musica durante le leggi razziali”
Gianfranco Brundo, sax soprano
Nicola Oteri, chitarra

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