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rfodale

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Lei ha scritto diversi libri di notevole importanza, venduti su amazon kindle

Ci parli di che cosa trattino nello specifico, ciascunoi:
 “Il libro sul Nepotismo dei Papi fra Medioevo, Riforma Protestante e Controriforma”, – ha spiegato il Principe Don Roberto D’Amato – parla della piaga di corruzione istituzionale attuata dalle potenti famiglie nobili per accedere al soglio pontificio. Una volta che il loro membro diveniva Papa, elargiva titoli nobiliari alti, incarichi importanti e prebende.  Il Papa nepotista si dedicava molto alla mondanità, al libertinaggio, e  alle congiure.  Il libro sui “Cavalieri di Malta fra mito e realtà” ‘ é uno spaccato della nascita di questi prestigiosi cavalieri, partendo dalle origini fino ad arrivare ai giorni nostri. Tutte le principali battaglie che li hanno visti protagonisti. Mi sono soffermato sull’assedio di Malta, di La Valletta, dove poche migliaia di cavalieri tennero testa  a centlnaia di migliaia di Ottomani. I Cavalieri di Malta – ha commentato il Principe D’Amato – sono la punta di diamante della Chiesa, sempre in prima linea a difendere la Fede.  Savonarola, il monaco ribelle che riscoprì il valore della fede, soprattutto guidato dalla sua profonda religiosità. Come guida spirituale  della Repubblica di Firenze si distinse per la sua forte sensibilità verso i poveri e i diseredati. I Templari valorosi Cavalieri, per coerenza intellettuale, difesero strenuamente la parola di Dio. Si distinsero in molte battaglie, in molti Stat raggiunsero un potere enorme, tanto da costituire uno Stato nello Stato, in Francia il re ambizioso prima chiese molti soldi per finanziare le sue continue guerre, ma vedendo la potenza di questi cavalieri,  in seguito fece pressione sul Papa e ne chiese lo scioglimento” ha spiegato l’autore.

 – Il messaggio che intende veicolare quale sarebbe?
“Con questi libri cerco di comunicare una profonda fede verso nostro signore e una forte spiritualità. Attraverso questi miei  saggi di storia cerco di combattere   il pensiero unico, visto come il toccasana”  

 – quale libro consiglierebbe ai lettori, ovvero a quale dei suoi saggi è fortemente legato?
“Il mio libro preferito  è i Cavalieri di Malta fra mito e realtà”. 

 – quali sono i suoi progetti fututi?
“Il prossimo libro sarà non a carattere storico ma economico giuridico. Parlerò delle criptovalute e del loro rapporto con il mercato finanziario” ha concluso il Principe D’Amato. Ma chi è il Principe D’amato?
Il Principe Roberto D’Amato, è il discendente di una nobile famiglia dalle antichissime origini, imparentati con i Folch de Cardona di Empuries, il cui capostipite sposò una figlia di Carlo Magno. I Folch de Cardona erano imparentati con la più prestigiosa nobiltà europea, con i D’Angiò ed i D’Aragona, con gli Altavilla e gli Hofhenstaufen.

COMUNICATO STAMPA

UN CROLLO DEI CONSUMI CHE A LIVELLO NAZIONALE SI AGGIRA INTORNO AI 56 MILIARDI. PERDITE ANCHE IN CITTA’ E IN PROVINCIA. IL SETTORE DEI PUBBLICI ESERCIZI IN PIENA EMERGENZA. L’ALLARME DI FIPE CONFCOMMERCIO.

Messina 14.1.2022 - La ripresa dei contagi, la zona arancione, le stringenti norme sul green pass e poi ancora il calo di fiducia nel futuro. Un mix letale per il settore dei pubblici esercizi che nel mese di dicembre, invece di risalire la china, è tornato a sfiorare l’emergenza. Drammatici i numeri emersi da uno studio effettuato a livello nazionale da FIPE Confcommercio: nel 2020 i consumi nella ristorazione sono calati del 37,4%, pari a 32 miliardi di euro rispetto al 2021. A questi si aggiunge il 28% dei consumi perduti nel 2021 rispetto all’anno pre pandemia: altri 24 miliardi, per un totale di 56 miliardi di euro in meno spesi da famiglie e turisti, italiani e stranieri, all’interno dei pubblici esercizi. Nel dettaglio rispetto al 2019 ristorazione e alberghi registrano una perdita di consumi, rispettivamente, del 27,3% e di quasi il 35%, i servizi culturali e ricreativi del 21,5%; e ci sono anche altri comparti con cali a doppia cifra, come i trasporti (-16%) e l’abbigliamento e le calzature (-10,5%). Il risultato è che 45mila imprese italiane sono scomparse in meno di due anni e 300mila lavoratori hanno perduto il proprio impiego, determinando una perdita di competenze essenziali e professionali difficilmente recuperabile. E il dato non risparmia nemmeno la città di Messina, dove la crisi, ormai endemica, ha raggiunto livelli emergenziali. “Se vogliamo evitare il peggio – commenta Carmelo Picciotto, presidente di Fipe Confcommercio Messina – dobbiamo cominciare a pensare strategie diverse per far sì che gli effetti della crisi non diventino letali per le imprese messinesi. Dobbiamo creare opportunità e servizi, oltre che sostegni mirati e concreti, specie per i settori più penalizzati, discoteche, locali presenti in particolare nei centri storici, aziende di catering e banqueting, mense, ristorazione commerciale e centri deputati al gioco. Bisogna agire e bisogna farlo subito, in maniera propositiva e condivisa, facendo rete con le parti interessate, istituzioni in testa, creando una sinergia tra pubblico e privato in maniera da scongiurare nuove chiusure. Per questo ci siamo fatti promotori di un tavolo che, a livello provinciale, possa studiare nuove strategie e percorsi per affrontare l’emergenza.

NB. La fonte della grafica è Confcommercio Nazionale



Una certa stampa locale che trova ospitalità sulle pagine del quotidiano non perde occasione per gettare discredito sulle iniziative meritorie del Sindaco, Cateno De Luca .

Ebbene, sulla pag.18 ,di oggi, leggiamo testualmente "la nuova ( e diversa) battaglia di De Luca sullo STRETTO "; diversa in che senso ? Non è chiaro ! Mi chiedo: che c' azzecca accostare la Kafkiana vicenda di queste ore con quella di due anni orsono se non per adombrare un umore ballerino del Sindaco ? Sicuramente e' chiaro il tentativo di confondere il lettore allo scopo di mortificare la sacrosanta crociata del Sindaco di Messina contro provvedimenti schizofrenici e frettolosi di un GOVERNO distratto e noncurante dei problemi dei siciliani tutti ! Caro dr. SEBASTIANO CASPANELLO, i lettori della Gazzetta del Sud non sono tutti " BUOI ! e quindi astieniti dall" uso scomposto e fuorviante del vocabolario .

     Carmelo Cascio

- di Maria Teresa Prestigiacomo -

Milazzo. Un appuntamento da non perdere con la presentazione del libro di  Agata Spampinato al Palazzo D' Amico giorno 19 gennaio. Interessanti i temi trattati, di elevato profilo i relatori.

Pier Paolo la Spina nasce a Messina il 16 Gennaio del 1960,  quarto di sette figli. Fin da bambino inizia a comporre versi quasi fosse la sua strada segnata dal padre  Paolo professore di lettere classiche e dalla madre Nunziatina amante della lirica e della scrittura poetica. La sua esistenza viene segnata  dalla morte improvvisa del padre che lo lascia a soli 12 anni, e' da quel momento che inizia la sua smania di scrivere, raccontare e raccontarsi. Il suo verso leggero e sparso danza tra le note dell'anima arrivando al cuore di chi lo legge  senza abbandonare mai il senso della rinascita e della speranza. L'amore nei suoi versi fa da padrone e come un fiume in piena travolge e annega in un dolce naufragare; la luna e le stelle illuminano il suo cammino a volte tortuoso e buio illuminato dalla luce della Fede e dalla devozione per Maria Assunta in cielo, per la grazia ricevuta per la Figlia Laura operata al cuore a poche ore dalla nascita, dal 1993  il poeta Pier Paolo la Spina  tira il Carro Votivo ed oggi componente del "Gruppo Storico della Vara e dei Giganti di Messina",  unico organo riconosciuto legalmente dal Comune di Messina e presieduto dal Devoto Antiquario Francesco Forami. La passione poetica per Pier Paolo diventa panis angelicus in una societa ove non bisogna mai arrendersi ma sperare e credere. Dopo cinquant'anni di scrittura, in questi anni in cui la Pandemia ha diviso le anime e l'umanita' è  prigioniera di un virus che pare non voler andar via, viene insignito di un riconoscimento alla carriera e di prestigiosi premi. Questo ultimo intitolato alla memoria di Cesare Cacciola "La tavolozza dell'anima"  ancora una volta dimostra  quella passione e quell' Amore che il poeta Pier Paolo la Spina ci regala in ogni sua Poesia. Nell'occasione il poeta si è  proposto con una bellissima e significativa lirica dedicata a suo figlio Maurizio .

Camminerai 

In campi fioriti

camminerai ove

le cicale ti parleranno

di me,

in strade tortuose 

passerai ove le

serpi ti parleranno

di me.

In ampie discese

ti incamminerai 

e li soltanto il vento

ti soffiera di me,

in ripide scale dovrai

salire e li la tua volontà

ti parlerà di me.

Ed alla fine troverai

la tua strada è li più 

nessuno ti parlerà 

di me,

perché io sono

stato 

sempre con

Te, 

Figlio mio.

Di Pier Paolo La Spina

- di Maria Teresa Prestigiacomo -

musiche di G. Sgambati e A. Dvorak

Francesco Attardi, direttore

Orchestra Teatro Vittorio Emanuele

produzione E.A.R. Teatro di Messina

Programma
Giovanni Sgambati (Roma, 1841-1914)
Sinfonia n. 3 ‘Epitalamio’ (revisione critica di F. Attardi e L. Casati)

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Prima assoluta moderna

Antonin Dvorak
Sinfonia n. 9 in mi minore ‘Dal nuovo Mondo’ op. 9

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FRANCESCO ATTARDI
Ha studiato Pianoforte, Composizione e Direzione d’Orchestra presso il Conservatorio ‘G. Verdi’ di Milano, ottenendo la Laurea accademica in Direzione d’Orchestra con il massimo dei voti. Ha inoltre conseguito la Laurea in musicologia presso l’Università di Bologna (DAMS) e si è perfezionato in Direzione d’orchestra con Pierre Dervaux all’Accadémie Internationale di Nice (Francia) e con Leopold Hager al Mozarteum di Salisburgo, ed è stato assistente di Romano Gandolfi al Gran Teatro del Liceo di Barcelona e di Giuseppe Patanè alla Staatsoper di Monaco di Baviera. In quest’ultimo teatro ha anche approfondito il repertorio mozartiano e tedesco (Wagner e R. Strauss) con Wolfgang Sawallisch. Di madre americana, ha anche studiato negli USA presso la Aspen Music School; recentemente è tornato negli Stati Uniti per dirigere il Magnificat Day Concert (Ottobre 2018) con la Philarmonia Orchestra of New York e il New Jersey College Choir nello storico Kings Theatre di Brooklyn, concerto teletrasmesso da EWTN Channel che ha avuto oltre tre milioni di ascoltatori. Nel febbraio 2020 ha guidato la Denver Philarmonic (Colorado) in un programma che comprendeva la Sinfonia Patetica di Tchaikovsky e i Quadri di un’esposizione di Mussorgsky nell’orchestrazione di M. Ravel. Svariate le orchestre che ha guidato in Italia e all’estero in tournées che hanno toccato il Giappone, con la Kyushu Symphony Orchestra, gli Stati Uniti con la Aspen Symphony Orchestra, il Messico con l’Orchestra Sinfonica di Guadalajara e la Sinfonica di Guanajato, la Francia (Orchestra Sinfonica di Nizza), la Repubblica Cèca con la Bohemian Symphony Orchestra, il Coro di Radio Praga e la prestigiosa Orchestra da Camera di Praga; la Spagna con l’Orchestra del Teatro del Liceu e l’Italia con l’Orchestra Verdi di Milano, i Pomeriggi Musicali, il Teatro Massimo Bellini di Catania, l’Orchestra Sinfonica Siciliana, la Sinfonica di Sanremo, l’Orchestra da Camera di Mantova. Nel 2000-2002 è stato direttore ospite dell’Orchestra Cantelli di Milano. Dal 2000 al 2003 ha avuto l’incarico come Direttore artistico della “Settimana di Musica Sacra” di Monreale e diretto programmi che hanno spaziato dalle messe di Haydn alla musica sacra di Franz Liszt (Christus). Nel 2010 si è esibito in Germania con la Jaener Philarmonie in musiche di Bruckner, Wagner and Shostakovich e nell’estate del 2011 ha diretto il Requiem di Verdi al Teatro Antico di Taormina per il Festival ‘Taormina Arte’. Nel 2011 – 2012 ha effettuato vari concerti per ‘Palermo Classica’ con pianisti del calibro di Bruno Canino, Huseyn Sermet, Paul Badura-Skoda, Valentina Lisitsa, Martina Filjak e sempre a Palermo un acclamato Concerto di Capodanno (2012) col soprano Desirée Rancatore. Fra le ultime performances una serie di opere come il Don Giovanni mozartiano e il Don Pasquale di Donizetti al Castello Sforzesco di Milano; Traviata e Rigoletto in Germania e Svizzera (Schaffhausen, Friedrichshafen, Lugano); La vedova allegra al Teatro Dal Verme di Milano e Bohème e Madame Butterfly al Gran Teatro Nacional di L’Avana (Cuba). Per meriti artistici gli è stato conferito a Roma il Premio “Antonello da Messina”. Nel 2012 e 2013 ha diretto i giovani cantanti premiati durante i corsi internazionali di formazione tenuti da Edda Moser e Renato Bruson. Francesco Attardi ha al suo attivo molteplici libri e pubblicazioni, come ad esempio Leadership trasparente: Direzione d’Orchestra e Management d’Azienda (FrancoAngeli ed. 2004) e Viaggio intorno al Flauto magico (LIM ed.2006), lo studio più completo sull’argomento pubblicato in Italia; ha inoltre dedicato i suoi studi alla riscoperta del grande patrimonio sinfonico-strumentale italiano e in specie alla figura di Giovanni Sgambati (Roma 1841-1914), il più importante allievo di Liszt, e padre della musica sinfonica italiana. In particolare ha ricostruito la Seconda Sinfonia in Mi bemolle di Sgambati, capolavoro del sinfonismo italiano, che ha diretto con l’Orchestra Verdi di Milano nel 2014 ed inciso in un CD Amadeus. Sinfonia che ha inoltre fatto conoscere in concerti sinfonici con l’Orchestra del Teatro Massimo Bellini di Catania e l’Orchestra Sinfonica Siciliana. Il ‘Progetto Sgambati’ è continuato con la recente pubblicazione (2020) della Terza Sinfonia detta ‘Epitalamio’ di Sgambati per l’editore Suvini Zerboni e che verrà eseguita in prima moderna, nel gennaio 2022 al Teatro Vittorio Emanuele di Messina. Recentemente ha avuto l’incarico dall’editore Rugginenti – Volontè di scrivere una approfondita monografia su tutta l’opera sinfonica di Ottorino Respighi, che sarà il punto di partenza per un rilancio della musica strumentale italiana in Italia e negli Stati Uniti, dove Francesco Attardi è particolarmente apprezzato come direttore e studioso.

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Teatro Vittorio Emanuele:
Domenica 16 gennaio  

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- di Maria Teresa Prestigiacomo -

Messina. Gli eventi culturali e di spettacolo non si fermano al Teatro Vittorio Emanuele, pur nel massimo rispetto della normativa anti Covid. Infatti, un altro interessante appuntamento da non perdere, è  fissato per le ore 18:00 di sabato 15 gennaio, nel nuovo spazio espositivo del Teatro Vittorio Emanuele di Messina. Nell’ambito del progetto “L’Opera al Centro”, curato da Giuseppe La Motta, verrà inaugurata la mostra “ARTISTI dello STRETTO”, collettiva degli artisti calabresi Nuccio Bolignano, Gennaro Carresi, Enrico Meo, Demetrio Scopelliti e dei messinesi Nino Bruneo, Nino Cannistraci, Dora Casuscelli e Katia Lupò, con i testi di Anna Maimone.
All’inaugurazione sarà presente il presidente Orazio Miloro, il sovrintendente Gianfranco Scoglio ed il musicista al fagotto, artista  di fama internazionale Antonino Cicero che accoglierà i visitatori nelle sale espositive, con una performance musicale.
In una poesia degli anni ’70, nella raccolta L’aria secca di fuoco Bartolo Cattafi si chiedeva. Quant’è largo lo Stretto e con ironia si interrogava su come misurarlo. Dipende dai momenti e dalle stagioni dell’anno e della storia. In estate, quando ci si immerge nelle sue acque gelide e ci sono giovani che si cimentano nella traversata a nuoto, le due sponde sembrano vicine. Per non dire di quando nelle mattine caldo umide d’estate per un effetto di rifrazione molto simile al miraggio si può vedere la costa di fronte ravvicinata, spesso riconoscibile nei minimi dettagli: l’incanto di Morgana.
Molto meno vicine le due coste ci appaiono quando il mare si alza agitato dal vento di scirocco o ancora se i mezzi che abitualmente ci trasportano da una parte all’altra vengono meno alla loro funzione di pancia portatrice confortevole e rassicurante.
La pendolarità tra le città dello Stretto è assai diffusa e in genere i viaggiatori amano i minuti del traghettamento: l’odore del mare, gli spruzzi d’acqua salata, il raro, ma possibile avvistamento di delfini e (perché no?) di un capodoglio; emozione da non raccontare a nessuno, a meno di poterlo testimoniare con una foto.
Omero e Virgilio, nel loro racconto, attingevano a precise conoscenze sulla navigazione che, tramandate oralmente, costituivano una guida per i naviganti, al pari dei moderni portolani.
A creare o annullare le distanze intervengono anche le ragioni della storia. Le due città dello Stretto, hanno alle spalle storia e realtà molto diverse, anche se spesso si sono trovate a vivere vicende e interessi comuni. Basti pensare alla tragica esperienza del terremoto e alla complessità delle problematiche della ricostruzione, ma anche alla straordinaria fusione dovuta al giornaliero passaggio di lavoratori, studenti, professori, artisti, per frequentare l’Accademia di Belle Arti a Reggio e l’Università a Messina, e in tempi più recenti, le nuove facoltà reggine.
La distanza non dipende allora da quanto è largo lo Stretto, ma da quanto sappiamo mantenere vivi i nostri orizzonti culturali. Per una generazione che ha educato i propri figli all’Europa e al mondo si tratta di costruire un ponte ideale, che se non è sufficiente a colmare un vuoto valga almeno a farne percepire il senso.
Se degli artisti più che maturi si riuniscono in un progetto che pone al centro lo Stretto e la vita e la memoria delle due sponde è per confermare che la cultura e lo spirito critico non possono che condannare il particolarismo in tutte le sue forme.
L’arte è da sempre, scrive Argan, un lavoro manuale trasposto in comunicazione concettuale. Compito degli artisti è, indipendentemente dagli strumenti, dare vita a delle esperienze capaci di cogliere la complessità e le istanze del nostro momento. Cambieranno le tecniche, gli strumenti, il modo di esprimersi e dominare gli strumenti. La sfida rimane quella di sempre: dare corpo e visibilità alla propria capacità a perseguire il Bello.
La mostra potrà essere visitata tutti i giorni, escluso il lunedì, dal 15 al 26 gennaio 2022 nelle fasce orarie 10/12:30 – 16/18:40.

L’inaugurazione e lo svolgimento della mostra avverrà nel pieno rispetto delle normative Covid 19 con ingresso consentito solo ai soggetti muniti di Green Pass rafforzato giusta D.L. 26 novembre 2021, n. 172 e mascherina FFP2.

“Artisti dello Stretto” collettiva di artisti calabresi e messinesi sezione arti vidive 2021 2022
Teatro Vittorio Emanuele, via Garibaldi – Messina
Dal 15 al 26 gennaio 2022
Inaugurazione, sabato 15 gennaio 2022, ore 18:00

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