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SANT’ARPINO (Caserta)

 

- di Antonio DELL’AVERSANA -

  (m.40 s.l.m.)

Abitanti: Santarpinesi (14.404 unità nel 2009)

Territorio e risorse: Il paese è situato a metà strada tra le Città di Napoli e Caserta. Ha un territorio di soli 3,2 kmq ed una densità demografica di quasi 5.000 persone per kmq.

Il suo abitato è, ormai, saldato con quelli dei Comuni limitrofi di Succivo, Orta di Atella, Frattaminore, Cesa (la cosiddetta “conurbazione atellana”) assieme ai quali fa parte dell’”Unione dei Comuni ATELLA”.

Il suo sito occupa gran parte della superficie dell’antica città osco-etrusca di ATELLA di cui è riconosciuto  essere storicamente la continuità temporale. Il paese, infatti, “ nasce” ufficialmente con questo nome nel 455, dopo la distruzione di Atella ad opera del Re Vandalo Genserico. Gli atellani superstiti, sotto la guida del loro Vescovo di origine africana (Mauritania) ELPIDIO, ricostruirono un borgo di Atella cui, successivamente, diedero il nome di S.ELPIDIO . Il nome attuale è la corruzione volgare di S.Elpidio che è anche il Santo Patrono.

Nella Storia Sant’Arpino ha vissuto  tutte le vicende susseguitesi nella Campania, appartenendo ora ad uno ora ad altro dei popoli invasori. Nei secoli ne sono stati feudatari  diverse Famiglie Nobili, tra cui i CARAFA, i SANCHEZ DE LUNA D’ARAGONA, i CARACCIOLO.

I Sanchez De Luna , alla fine del 1500, vi costruirono un bellissimo Palazzo Ducale il cui ultimo proprietario, tra il 1903 ed il 1932, è stato il messinese Giuseppe MACRI’, singolare figura di Garibaldino.

Nel Centro storico degni di nota sono: il Palazzo Ducale (sec.XVI), la Chiesa di S.Elpidio Vescovo

(sec.XVI), Chiesa di S.Francesco di Paola (sec.XVI), Romotorio di S.Canione ((sec.VI), Palazzo Zarrillo (sec.XVII), Palazzo Magliola (sec.XVI).

Abbandonata da quasi un cinquantennio la vocazione agricola, vista la quasi totale scomparsa di aree da coltivare, Sant’Arpino è diventato attivo  soprattutto nel campo del terziario, con fabbriche di abbigliamento, liquori, dolciumi, scarpe.

Tradizioni e prodotti tipici:

Il paese non ha prodotti tipici locali. Mantiene viva, però, la tradizione del CASATIELLO, tipica torta rustica campana del periodo Pasquale, con una Sagra giunta alla XVIII edizione.

Da 12 anni esso è diventato anche una tappa importante  del Teatro Scuola con la Rassegna Nazionale “PULCINELLAMENTE” , che si volge sotto l’alto patrocinio della Presidenza della Repubblica.

I locali dove si possono degustare le specialità campane sono:

-          Ristorante  “LA MANDRAKATA”;

-          Ristorante   “LA CASTELLANA”;

-          Pizzeria      “VESUVIO”.

Ultima modifica il Sabato, 08 Ottobre 2016 14:33
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