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Aziende ospedaliere: quale ruolo?

 

- di Alfonso Fede -

Quello a cui assistiamo oggi nella gestione delle cosiddette “Aziende Ospedaliere” finisce con l’identificare il problema della sanità come problema personale o partitico, dimenticando che il cittadino è protagonista e destinatario del servizio e che a lui e solo a lui devono essere funzionali la sanità ed il modo di gestirla. Con la nascita delle “Aziende Ospedaliere” il legislatore ha pensato di allontanare la spartizione politica della conduzione degli ospedali, affidando la gestione ad una autorità monocratica (chiamata Direttore Generale).

Si stabilisce così, che un ospedale diventa “Azienda” e che tutto deve funzionare secondo le modalità dettate da essa.

Purtroppo, se le intenzioni del legislatore erano di dare un assetto ospedaliero più moderno e funzionale, rapportato alle esigenze di una domanda sanitaria adeguata ai tempi, non è stata considerata l’aberrazione che poteva determinare, definire “Azienda” un luogo di cura, dove l’uomo sofferente viene aiutato da altri uomini a lenire le proprie sofferenze.

Si è quasi profanata la sacralità del luogo, accostando un luogo religioso ad una qualsiasi azienda produttrice di automobili o di frigoriferi, dove tutto viene gestito in economia, per avere maggiori profitti.

Ora mi domando: qual è la materia prima che viene lavorata nell`”Azienda Ospedaliera”? il ferro? la plastica? No!

Caro legislatore, negli ospedali ci sono esseri umani; ci sei anche tu; ci siamo noi, con il nostro dolore e la nostra dignità; e la dignità dell’uomo non può essere paragonata alla costruzione di un frigorifero.

Questo è un problema etico, oltre che politico.

L’individuo ammalato va curato con tutte le cure necessarie e non ci sono D.R.G. che tengano, e nessun sforamento di bilancio che possa giustificare la mancata o la riduzione di assistenza ad un ammalato in una corsia di ospedale.

Ciò che avviene umilia l’uomo in quanto soggetto; e lo umilia in quanto società portatrice di diritti Costituzionali di uno stato laico.

Ecco perché è aberrante definire e gestire come un’azienda un luogo di cura dove tutto è centrato al “risparmio” (che poi risparmio non è, visti i lauti compensi che hanno i cosiddetti Managers).

Certo la spesa sanitaria deve essere razionalizzata nelle spese superflue, tuttavia non si può togliere agli ammalati per poi darlo ai burocrati aziendali,…

No! Caro legislatore, così non è giusto e non è morale in quanto un luogo di sofferenza è paragonabile ad un luogo di culto, dove la religiosità attraversa i confini della nostra stessa esistenza.

Immaginiamo di definire la Basilica di San Pietro azienda e gestirla come tale. Orrendo! Parimenti è un ospedale in quanto, sofferenza e preghiera sono facce della stessa medaglia.

E allora Sig. Ministro della Sanità, Lei cosa ne pensa?

E Lei Sig. Ministro dell’Università come pensa di ridare alla Sanità Universitaria quel giusto ruolo di ricerca scientifica istituzionale che le compete, concomitante all’azione assistenziale che il medico universitario svolge, identificandolo con le “Aziende Policlinico?” No! Sono due entità completamente differenti e lontane. Pertanto, lascio la conclusione alle SS. LL . che oltre ad essere governanti, siete soprattutto esseri umani con valori e dignità.

Ultima modifica il Sabato, 08 Ottobre 2016 14:59
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