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Articoli filtrati per data: Lunedì, 04 Febbraio 2019
Lunedì, 04 Febbraio 2019 17:42

Ricordiamo Giuseppe Cavarra 4 feb 2012- 2019

Ricordiamo a  sette anni  dalla sua  scomparsa, il prof. Giuseppe Cavarra, Peppino per gli amici.  Un Uomo di grande cultura, un grande amico della nostra Associazione Culturale,  generoso e sempre disponibile. -

 L'Associazione Culturale Messinaweb.eu mai ti dimenticherà.

 

Nato a Lìmina il 7 agosto 1933, vive tra Messina e Nizza di Sicilia. Conseguita la maturità classica, ha frequentato l’Università degli Studi di Messina, dove con Giorgio Petrocchi si è laureato in letteratura italiana con una tesi su Iacopone da Todi. Ha iniziato la sua carriera di insegnante in Umbria; rientrato in Sicilia, ha insegnato nelle scuole messinesi fino al 1991, anno del suo collocamento a riposo. Si occupa dei dialetti e della cultura che ne è espressione fin dagli anni universitari, durante i quali ha cominciato a svolgere ricerche sotto la guida di Oronzo Parlangeli.

Quanto alle sue collaborazioni, suoi interventi e recensioni appaiono su periodici di varie località e riviste specializzate. Tra i periodici “La Gazzetta del Sud” e “Centonove” di Messina, “La Sicilia” di Catania, il “Giornale di Sicilia” di Palermo; tra le riviste “Pagine dal Sud” e “Annali del Centro di studi “F. Rossitto”” di Ragusa, “La Nuova Tribuna Letteraria” di Padova, “Ethnos” di Siracusa e “Stilos” di Catania.

Cavarra ha fondato a Limina il Premio di poesia dialettale “Bizzeffi”, di cui sono state celebrate sette edizioni. Ha fondato e diretto “Il Puntale”, periodico di cultura liminese, spentosi al secondo numero per ragioni indipendenti dalla sua volontà.

Figura tra i fondatori dell’Associazione Culturale “Pagnocco”, istituita a Messina nel 2004; è direttore scientifico della rassegna quadrimestrale di cultura e informazione “Pagnocco” ed è presidente della commissione giudicatrice del Concorso Letterario Nazionale “Messana”, riservato alla poesia edita e inedita sia in lingua che in dialetto.

Attualmente dirige per le Edizioni E.D.A.S. la collana di poesia e prosa contemporanea “Abralia”.

Da anni svolge attività di ricerca nel settore delle feste tradizionali insieme con Francesco Coglitore. La collaborazione ha prodotto i seguenti video: Il santo che corre (uno spaccato della festa di S. Filippo d’Agira a Limina); I viaggi (interpretazione di un momento di intensa spiritualità nell’ambito della festa dedicata a Fiumedinisi alla SS. Annunziata: il rito della processione penitenziale che si svolge la vigilia); U Quatrittu (ragguaglio su un particolare rito che si svolge annualmente a Saponara); U Muzzuni (articolato resoconto di un rito penitenziale che si svolge annualmente ad Alcara Li Fusi); I Giudei e i Babbaluti (immagini di due riti che si svolgono sui Nebrodi nel periodo pasquale: quello dei “Giudei” a S. Fratello e quello dei “Babbaluti” a S. Marco di Alunzio); La Lucia (una sacra rappresentazione sul martirio della santa siracusana a Savoca).

I suoi testi teatrali sono inediti tranne Il popolo e la storia e Arghennakron.

Un lungo sodalizio con Mario Rizzo all’interno del Gruppo di Ricerca “Argeno” – con sede a Nizza di Sicilia (ME) – ha fruttato lavori più volte presentati nei teatri e nelle piazze della Sicilia e all’estero: Arghennakron, All’anta, Sparramentu, Le sette strade, Fataciumi, Notte Santa, Passio, Al di là del mare, Lo Stretto questa gabbia.

La sua collaborazione con l’etnomusicologo Orazio Corsaro ha prodotto un recital, Donna in Sicilia, e un’opera lirica, Colapesce.

Dal 1984 scrive versi in lingua e in dialetto. La sua poesia in dialetto ha radici: autobiografiche ” […] diciamo subito che l’esito fondamentale della poesia dialettale di Cavarra- e per questo tutto peculiare e, per altro verso, perfino esemplare – è quello di un’ispirazione che riesce a saldare contenuti di tradizione popolaresca e forme lessicalmente demotiche ma sintatticamente ed eideticamente evolute; ovvero, invertendo l’ordine dei fattori il cui rapporto non cambia, a manipolare temi, anche mitologici, dunque dotti, e affidarli ad esiti letterariamente moderni in virtù della loro contemporaneizzazione e simultanea dialettizzazione. C’è di più: c’è che tanto più spicca tale risultato lirico, quanto più si pensa alla distanza tra materie a volte di antica leggendarietà e vasta letterarietà ed esiti formali affidati a un dialetto attinto da un’area ristretta come quella di Limina, suo paese d’origine” (Pietro Mazzamuto, Prefazione a Sdullìu, in corso di stampa); psicologiche: “Un mondo (quello di Cavarra) che sembra così lontano ed estraneo alla sequenza del vivere storico e così indifferente alle preoccupazioni quotidiane che non siano legate al difficile rapporto con gli elementi, un mondo nel quale solo l’ulivo, nume metafisico, diventa mirabile simbolo della resistenza a tutte le avversità” (Manlio Cortelazzo, Presentazione a Fantàsimi); “una scelta – la sua – non mistificante né tantomeno sperimentale o provocatoria, una scelta che si definisce consustanzialmente alla sua visione, che è soprattutto interiore… Una scrittura che non deriva dai sapienti criteri della strategia del bilinguismo, non soffre degli inevitabili attriti tra linguaggio nativo e linguaggio acquisito, non fa ricorso ai lessici asettici degli etnografi e dei dialettologi, perché la lingua di Cavarra c’era e c’è ancora, ma soprattutto c’è nella coscienza e nella memoria del suo dittatore, che l’ha vissuta e continua a viverla, vale a dire a foggiarla ininterrottamente dentro di sé, a modellarla secondo i suoi ritmi interiori” (Cosimo Cucinotta, Prefazione a Vamparizzi); – culturali: “Deve essere disperata la situazione d’un poeta che alla perdita del codice, alla moltiplicazione incontrollata dei canali, alle sovversioni del senso e dell’indifferenza, in una parola alla distruzione, al resoconto della distruzione (dello sdirregnu, proprio), non può contrapporre il resoconto di una creazione. E certo di lui, di un siffatto poeta (del buon poeta dialettale tout court, e forse anche di quello in lingua), parlano spesso questi versi: di lui, e dell’impassibilità e della crudeltà (per loro conto, poi, nella fattispecie, tanto verghiane) che venano la storia (la Storia)” (Sebastiano Grasso, Prefazione a Sdirregnu).

POESIA IN LINGUA

  • Suite per l’allodola, prefazione di Giuseppe Miligi, Pungitopo Editrice, Marina di Patti (ME)1984
  • La leggenda dell’uccello-gabbiano, Edizioni Akron, Furci Siculo (ME) 1999
  • Orcinusa, Edizioni Di Nicolò, Messina 2002

POESIA IN DIALETTO

  • Sdirregnu, prefazione di Sebastiano Grasso, Prova d’Autore, Catania 1992
  • Vamparizzi, prefazione di Cosimo Cucinotta, Edizioni Akron, Furci Siculo (ME) 1993
  • Palori, prefazione di Cosimo Cucinotta, Editorial Melvin, Caracas 1997
  • Fantàsimi, prefazione di Manlio Cortelazzo, Venilia Editrice, Montemerlo (PD) 1998
  • Carusanza, Prefazione di Sergio Spadaro, E.D.A.S., Messina 2004
  • Sdisamuri, prefazione di Vincenzo Fera (in corso di stampa)
  • Sdullìu, prefazione di Pietro Mazzamuto (in preparazione)

NARRATIVA

  • Da monte Kalfa a monte Avila, “Centonove”, Messina 199
  • Diarietto. Raccontini di vita ordinaria, Asis Onlus Editrice, Messina 2003
  • Cunti” dello Stretto. Racconti popolari messinesi, “Gazzetta del Sud”, Messina 2001
  • Olè. “Centonove”, Messina, 2002-2005

TEATRO

  • Il popolo e la storia. Momenti di storia siciliana, Edizioni “Il Fondaco”, Messina 1980
  • Arghennakron (in collaborazione con M. Rizzo), Edizioni Akron, Furci Siculo (ME)1991
  • Colapesce. Fiaba per ragazzi e per adulti (in corso di stampa)
  • Giufà. Sette sketch in un preambolo, sette quadri e tre riflessioni (in corso di stampa)

RICERCHE

  • Americanismi liminesi. Ricerca sul dialetto di Limina, Universitaria Editrice,Verona 1973
  • Cultura Popolare Liminese, Carbone Editore, Messina 1978; ristampa, Caracas 1979
  • La cultura strozzata. Cultura popolare messinese, Pungitopo Editrice, Marina di Patti (ME)1985
  • Pezzi di Vangelo. Proverbi popolari messinesi, Intilla Editore, Messina 1989
  • Argennum. Cultura della Valle d’ Agrò, Edizioni Akron, Furci Siculo (ME)1991
  • La vara di Fiumedinisi.Una festa che guarda all’ indietro, Edizioni Akron, Furci Siculo (ME) 1995
  • Charybdis. Poesia messinese in dialetto, Intilla Editore, Messina 1995
  • Le edicole votive della riviera ionica messinese (in AA. VV., Iconae Messanenses),Intilla Editore, Messina 1997
  • La leggenda di Colapesce, Intilla Editore, Messina 1998
  • La spiga nana. Cultura popolare liminese, Editorial Melvin, Caracas 2001
  • Lissa. Ansie e tensioni nella letteratura messinese del Novecento (in corso di stampa)
  • Tutto naso. Divagazioni demoantropologiche, linguistiche e letterarie (in preparazione)

OPERE (a cura di)

  • Giuseppe Nicola Saglimbeni (Bizzeffi), La lingua tra i denti, Edizioni del Paniere, Verona 1983
  • Vann’Antò (G. A. Di Giacomo), U vascidduzzu, All’ insegna del pesce d’ oro, Milano 1986
  • La parola in piazza, Edizioni Akron, Furci Siculo (ME) 1993
  • Vann’ Antò (G. A. Di Giacomo), Cagni e Millu, Pungitopo editrice, Marina di Patti (ME)1988
  • Filippo Antonino Lapi, Esperienza di vita, Intilla Editore, Messina 1990
  • Turiddu Bella, Le altre storie, U.S.E.F., Siracusa 1995
  • Concetto Marchesi, Battaglie, Venilia Editrice, Montemerlo (PD) 1996
  • Giovanni Peditto, Versi di Carachinu, Edizioni Akron, Furci Siculo (ME)1997

SAGGISTICA

  • L’ “altra storia”- Paladineria, in “Annuario dell’ Istituto Magistrale “Ainis””, Messina 1982
  • Cristianesimo popolare: analisi e problemi, in “Scritti in onore di Vittorio Di Paola”, Messina 1985
  • Il “popolare” di Vann’Antò, in “Almanacco del Vann’ Antò”, n° 2, All’ insegna del pesce d’ oro, Milano 1985
  • L’ impegno di Vann’ Antò negli anni Cinquanta, in U vascidduzzu, All’ insegna del pesce d’oro, Milano 1986
  • Cagni e Millu:due poemetti inediti di Vann’Antò, in “Vann’Antò. Atti del Convegno Regionale di studi”, Ragusa 1987
  • La condizione femminile nella cultura subalterna siciliana, in AA. VV., Essere donna, Intilla Editore, Messina 1988
  • Giuseppe La Farina interprete di Dante, in “Giuseppe La Farina. Atti del Convegno di Studi” (Messina. 21-22 luglio 1987), Pungitopo Editrice, Marina di Patti (ME)1989
  • La “presenza” di Piero Serboli, in “Almanaccu Sicilianu”, Editrice Pungitopo, Marina di Patti (ME) 1994
  • Letteratura e regione nel dibattito culturale italiano, “La Nuova Tribuna Letteraria”, 1° trimestre, Montemerlo (PD) 1996
  • Realtà e simbolo nella poesia di Salvatore di Pietro, in “Annali”, 11, Ragusa, aprile 2002
  • Angosce e conflitti in un video del nostro tempo: “Sanctus” di Francesco Coglitore,in “Èthnos”. Quaderni di etnologia, 2, Siracusa 2000
  • C’è vita e c’è morte, in “Almanaccu Sicilianu”, Pungitopo Editrice, Marina di Patti (ME) 2002
  • Rimedi contro la siccità, in “Èthnos”. Quaderni di etnologia, 3, Siracusa 2003
  • Distinguere per informare, in “Messenion d’oro”, 1, Messina 2002
  • La festa è prodotto storico, in “Messenion d’oro”, 1, Messina 2002
  • Stefano Bottari: gli anni della prima formazione, in “Pagnocco”, Gennaio – aprile 2003, Messina 2004
  • Cicciu Bumma. Note su Messina antiborbonica (in corso di stampa)

Hanno scritto di lui:

Giuseppe Amoroso, Salvatore Arcidiacono, Francesco Bonardelli, Vincenzo Bonaventura, Angela Caffo, Sebastiano Calabrò, Salvatore Camilleri, Manlio Cortelazzo, Anna Crisafulli Sartori, Cosimo Cucinotta, Patrizia Danzè, Sergio Di Giacomo, Salvatore Di Marco, Benedetto Di Pietro, Corrado Di Pietro, Carmelo Duro, Luigi Ferlazzo Natoli, Domenico Franciò, Andrea Genovese, Gigi Giacobbe, Rino Giacone, Giovanna Giordano, Mario Grasso, Sebastiano Grasso, Andrea Guastella, Giuseppe Iannello, Felice Irrera, Santi Lo Giudice, Franco Loi, Giovanni Lombardo, Anna Maimone, Marcello Mento, Pietro Mazzamuto, Giuseppe Miligi, Sergio Palumbo, Tino Parisi, Angela Pipitò, Antonio Piromalli, Pino Prestia, Giuseppe Puglisi, Gerhard Rohlfs, Sebastiano Saglimbeni, Emanuele Schembari, Santi Spadaro, Sergio Spadaro, Angelo Sterrantino, Nicola Terranova, Salvatore Tramontana, Salvatore C. Trovato, Javier Vidal

- Rosario Fodale -

Pubblicato in Comunicati stampa

 - di  Marcello Crinò -

Domenica 3 febbraio 2019 nel centro di Barcellona si è svolta la quarta tappa di “Adotta un vicolo”, secondo un progetto promosso dal Network delle Associazioni Culturali e portato avanti ogni volta da una o più associazioni. Stavolta i vicoli sono stati due: via Alessandro Volta, il cui nome popolare era “A strata da funtanedda”, adottato dalla Pro Loco Alessandro Manganaro, presieduta da Flaviana Gullì, e la via San Filippo Neri, nome popolare “U strittu di carrozzi”, adottato dal Lions Club, presieduto da Beppe Iacono. All’ingresso dei due vicoli, sul lato della via Garibaldi, sotto le targhe toponomastiche ufficiali sono state apposte le due targhe con i nomi popolari, realizzate, come quelle precedenti, in terracotta dallo scultore Maurizio Calabrò.

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Bernardo Dell’Aglio, coordinatore del Network, nel presentare l’evento ha ricordato proprio questo aspetto, cioè la scelta delle targhe in terracotta per collegarsi alla cultura popolare della città e alla produzione dei manufatti in argilla. Il progetto “Adotta un vicolo” è rivolto ai giovani studenti, per non far perdere la memoria storica della città, attraverso i nomi popolari dei luoghi e delle attività che si svolgevano.

Flaviana Gullì ha illustrato l’organizzazione della serata con le mostre di pittura, la mostra del Museo Didattico dell’Istituto Foscolo, i carretti, le auto d’epoca, le degustazioni offerte dalle attività commerciali della zona. Salvatore Scilipoti, vice presidente della Pro Loco, ha offerto un veloce ritratto della via Volta, ricordando che si tratta di una strada che conduceva alla fontana posta più avanti, nella via Mandanici, e che in essa si aprivano diversi laboratori di falegnami. In questa via sono nati due illustri barcellonesi: l’idrobiologo Sebastiano Genovese e il chirurgo e professore universitario Sebastiano Cambria. Tra gli edifici più antichi che si affacciano sulla via va ricordato il palazzo Mazzeo con una magnifica ringhiera in stile Liberty eseguita dall’artista Giovanni Cutrupia detto “U Palumbu”.

 

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Il sindaco Roberto Materia ha mostrato apprezzamento per questa serie di iniziative, volte a ricordare le tradizioni, le strade antiche e i personaggi che vi sono nati o vissuti, rivolgendo un grazie alla Pro Loco e ai Lions. Beppe Iacono ha affermato che ci vorrebbe un maggiore senso di altruismo da parte dei cittadini verso la loro città. Bernardo Dell’Aglio ha concluso che il progetto, dopo l’apposizione di altre mattonelle nei vicoli mancanti, proseguirà con altre iniziative coinvolgendo le scuole, proprio per far conoscere la Barcellona di un tempo. In conclusione è intervenuto anche Felice Mancuso, presidente dell’Accademia Musicale Balotta, per ricordare la figura di Peppe La Maestra, il cui laboratorio di gelataio era proprio nella via San Filippo Neri, e Franco Cassata, del Museo Nello Cassata, per ricordare le condizioni igieniche della strada, dove sostavano le carrozze con i cavalli che facevano i propri bisogni sulla strada.

Le visite guidate sono state condotte da Andrea Italiano e Salvatore Scilipoti, i quali hanno fatto conoscere ai cittadini la storia della zona e le vicende svoltesi a partire dal passaggio di Garibaldi. Molta curiosità hanno destato i resti della chiesa di San Filippo Neri (che molti sconoscevano), costituiti da una lesena con capitello, costruita sulla via Umberto I (con affaccio sulla via San Filippo Neri) nella seconda metà dell’Ottocento su progetto dell’architetto messinese Leone Savoja e demolita negli anni Sessanta del XX secolo. Per tanti anni, prima della sua demolizione, fu utilizzata come deposito notturno delle carrozze.

Nel corso della serata è stato possibile ascoltare il violoncello di Elena Chasnouskaya, ammirare l’esposizione di opere artistiche del Museo didattico “Foscolo” e di quadri dei pittori e scultori Sebastiana Parisi, Maria Torre, Maria Zaccone, Sebastiano Giunta, Franco Conti, Nino Gentile, Elisa La Rosa, Maria Capone, Rina Bono, Mimmo Cirino, Vito Natoli, Mimmo Ciarrotta, Ninì Ingegnere, Caterina Barresi e Giuseppe Milone. Esposti anche auto e carretti d’epoca. Non è mancato il circuito delle degustazioni a cura della “Lapa chi rusti” per gli amanti dello Street Food, ma anche della pasticceria “Saint Honorè”, del panificio rosticceria “U Funnu” e della pasticceria “De Pasquale”.

3 febbraio 2019

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