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… SPETIALMENTE MESSOR LO FRATE SOLE…L’edizione estiva di Armonie dello Spirito dedicata alla Laudato sì di Papa Francesco

 

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Il sole di giustizia trasfigura ed accende l’universo in attesa

Lunedì 21 Settembre, lo splendido e antico mosaico della Cattedrale dedicato alla Madre di Dio, ha rivisto la luce dopo un lunghissimo e impegnativo periodo di restauro. L’evento ha segnato la conclusione dell’edizione estiva della rassegna Armonie dello Spirito che, iniziata Domenica 19 Luglio, ha offerto - in 20 appuntamenti - un denso programma ispirato alla recente enciclica del Papa Francesco Laudato sì, della quale ha fatto proprio il titolo, che è anche l’inizio del Cantico di Frate Sole di San Francesco d’Assisi.

Frate Sole guiderà il nostro racconto: compiremo un intero giro, insieme a lui, scorrendo gli eventi della rassegna e richiamando alla mente gli spunti dei contenuti che essa ha offerto. Partiremo dalla Cappella S. Maria all’Arcivescovado per poi passare agli adiacenti Chiostri, quindi muoveremo verso luoghi di incantevole bellezza e monumenti di alto valore siti nelle estreme periferie della Città, per tornare verso il centro e concludere il percorso nella grande Basilica Cattedrale.

L’enciclica Laudato sì, rivolta alla Chiesa e, insieme, a tutti gli uomini di buona volontà, è dedicata alla cura della casa comune: così il Papa chiama la Madre terra, abitata dall’intera famiglia umana alle cui mani è affidata.

Mani operose e pazienti, in passato, hanno - di fatto - preparato la strada all’enciclica: numerose Conferenze Episcopali, (ed anche le Chiese Riformate) hanno prodotto ed elaborato importanti riflessioni e documenti sul profondo, religioso rapporto tra l’uomo e il creato.

Alcuni tra i brani più significativi di questi documenti sono stati offerti all’attenzione del pubblico nel corso del Concerto per Organo che il M° Domenico Gioffrè ha tenuto in S. Maria all’Arcivescovado, in collaborazione con la Chiesa Luterana. L’evento si è significativamente concluso nella ‘forma’ del Corale: il canto comune del Cantico di Frate Sole elaborato dallo stesso Maestro, sulla musica di Nei cieli un grido risuonò.

Il simbolo delle mani operose ha connotato anche l’altro evento ospitato nella stessa Cappella: l’intrigante concerto per pianoforte a quattro mani delle pianiste Anna Maria Rotondo e Margherita Casalino. Il programma, quasi esclusivamente composto da celebri Suite, si è snodato intorno al racconto di storie aventi ‘mani operose’ per protagoniste: da quelle della mamma che sfoglia un libro di fiabe per il suo bambino a quelle di chi, ogni giorno, esprime - con le proprie - l’impegno per la difesa e la promozione dell’umano e del creato.

Lo spazio accogliente e suggestivo dei Chiostri in Arcivescovado ha ospitato ben sei degli eventi in programma, tutti molto affollati. Tra essi, un cineforum in collaborazione con l’Ufficio Diocesano per i Problemi Sociali e l’Unione Cristiana Imprenditori. È stata proposta la visione del film The Social Network (D. Fincher, 2010), accompagnata da un duplice piano di riflessione: da un lato sul potere della comunicazione esercitato attraverso le nuove tecnologie, dall’altro la testimonianza di imprenditori motivati ad una produzione creativa e di alta qualità, che non rinuncia a confrontarsi con l’etica.

Negli altri cinque incontri, la musica ha dispensato la ricchezza delle sue forme simboliche intorno ad una serie di opere variamente accomunate dal tema degli affetti. Di essi è tessuta l’esistenza umana, ed il Mistero Cristiano, il Logos che intimamente si è unito alla vita degli uomini, ben conosce la centralità - e il senso - della ‘vicinanza’ e della ‘lontananza’ nell’articolazione degli stessi: dall’Incarnazione fino alla Passione-Morte-Risurrezione, non senza il distacco dell’Ascensione fino alla venuta dello Spirito Consolatore. La vita dell’uomo, e quella di Dio, si intrecciano continuamente nel perdersi e ritrovarsi che mette in ri-sonanza le corde dell’anima e il cui mistero richiamano le parole dei discepoli di Emmaus: « Ed essi dissero l'un l'altro: "Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?" » (Lc 24,32)

Intorno alle ‘corde’ (i ‘legàmi’) hanno preso forma due dei concerti ai Chiostri: il Soprano Claudia Pirrera - accompagnato dal M° Nazzareno De Benedetto al pianoforte e dal M° Cettina De Benedetto al violino - nell’uno, ed il Soprano Maria Letizia Pallone - accompagnato al pianoforte dal M° Domenico Gioffrè e dal Duo di Arpe ‘Palazzolo’ - nell’altro, hanno offerto al pubblico due ricchi, vari e intensi percorsi storici di ‘canto degli affetti’: dalla Lauda al Madrigale, passando per la Romanza, e la Canzone d’autore, fino all’Opera del primo ‘900 e a più recenti colonne sonore.

L’esecuzione della Pazzia Senile del celebre madrigalista, il monaco olivetano A. Banchieri, a cura del Coro ‘L. Marenzio’, diretto dal M° Carmine Lisanti, ha impreziosito la riflessione sull’ordine degli affetti; l’opera (1598) rappresenta anche un’importante tappa nella storia del teatro e della musica, costituendo uno dei primi esempi in cui il madrigale e la commedia si sovrappongono.

La ‘forma’ del Concerto nel suo caratteristico alternarsi del ritornello con le ampie, virtuosistiche esplorazioni-digressioni del solista, ha trionfato poi in una serata d’eccezione: un Ensemble di grande esperienza e sensibilità (Giuseppe F. Lisanti, I violino; Gianfranco Lisanti, violino; Paolo Noschese, violino; Rosanna Pianotti, viola; Maurizio Salemi, violoncello) ha offerto l’esecuzione integrale delle Quattro Stagioni di A. Vivaldi: opera famosissima, vera pietra miliare nella storia della musica che, nell’economia della rassegna, è stata spunto di riflessione sul tema del tempo come luogo dell’anima - sempre uguale e sempre nuovo - nel quale l’umano ‘racconta’ e ‘si racconta’.

Al Lied, infine, (grande e suggestivo ‘argomento’ del pensiero musicale, in cui la poesia e la musica si intrecciano nel canto degli affetti) ed alla natura, è stato interamente dedicato l’ultimo degli eventi ospitati dai Chiostri: uno smagliante concerto del Collegium Vocale Rhégion - proveniente dalla vicina Reggio Calabria e diretto dal M° Luigi Miriello - che con grande cura e consolidata pratica ha eseguito, di F. Mendelssohn, una raccolta di Lieder ‘da eseguire all’aperto’, come dalle indicazioni del compositore.

Verso l’aperto! Seguiamo il giro del sole e saliamo sul monte, il luogo della Trasfigurazione, per fare esperienza, silenziosa e adorante, del creato nella sua bellezza: la bellezza, come sottolinea il Papa nell’enciclica, in Oriente è uno dei nomi con cui più frequentemente si suole esprimere la divina armonia e il modello dell’umanità trasfigurata (LS 235).

Saliamo, dunque, sui Monti Peloritani, elegante corona della Città, che hanno offerto alla rassegna i propri scenari per tre dei suoi eventi. Il bosco di Ziriò, attentamente custodito dal Corpo Forestale, ha ospitato l’inedita esperienza di una passeggiata di ascolto del silenzio del bosco e del suono di strumenti musicali variamente distribuiti lungo un percorso (un trio di flauti: Antonio Cannavò, Roberto Borella e Roberto Trapa, un corno: Letterio Naccari e un sassofono: Giulia De Domenico). L’evento si è concluso in un clima di grato incanto: su un ‘palco’ costituito semplicemente dalla nuda terra e per fondale l’intenso rossore del tramonto sul Tirreno, il quartetto Arya ha offerto al pubblico un raffinato programma, nel quale ha spiccato l’esecuzione integrale della Sinfonia n. 6 di L.W. Beethoven, la Pastorale, opportunamente e sapientemente trascritta per questo giovane ma già affermato, originale quartetto composto da Alessia Pitali (Arpa), Giovanna Morabito (Violino), Fabio Chillemi (Corno) e Mauro Leonardo (Fagotto).

L’antica Chiesa di epoca Normanna S. Maria della Valle (la ‘Badiazza’), memoria storica delle origini Cristiane della Città, restaurata dalla Soprintendenza ed ora custodita dalla Onlus Il Centauro, ha accolto, in un assolato pomeriggio, l’evento inaugurale della rassegna: un suggestivo Concerto eseguito dalle voci bianche del Coro ‘Note Colorate’ diretto dal M° Giovanni Mundo; tra i canti, la lettura ed il commento del Cantico di Frate Sole a cura del Prof. Massimo Cucinotta.

In collaborazione con l’Ufficio Diocesano per i Problemi Sociali, l’Ufficio Diocesano per l’Ecumenismo e la Consulta per le Aggregazioni Laicali, si è tenuta, presso il Parco Ecologico S. Jachiddu, la X Giornata per la custodia del Creato; le articolate relazioni di frà Mario Albano, Don Sergio Siracusano e del Prof. Dino Calderone, hanno sviluppato importanti contributi intorno al tema Un umano rinnovato per abitare la terra. Anche questo evento ha offerto pregevoli momenti di musica: molto apprezzata la presenza dell’Ensemble Percussion Ars Nova del M° Maria G. Armaleo.

Lo struggente scenario dello Stretto di Messina, così come lo si ammira dall’altezza del Parco, ci invita a scendere e a proseguire il nostro giro verso il mare spazioso e vasto; ci portiamo dunque, sulle rive dello Scill’e Cariddi di omerica memoria per entrare nel parco letterario Horcynus Orca di Capo Peloro; il suo incantevole scenario sul mare ha fatto da sfondo ad un concerto del duo composto da Francesco Tusa – violino, e Alessia Pitali - arpa, che intorno alla lettura di brani della Laudato sì dedicati al mare e all’importante concetto della biodiversità, hanno eseguito evocative atmosfere del repertorio romantico.

Volgiamo ora il nostro cammino verso la Basilica Cattedrale, dove avrà il suo compimento; e dove gran parte degli eventi da essa ospitati sono accomunati dal simbolo della cura, ricorrente nella Laudato sì.

Lo sforzo generoso di numerose persone ha restituito alla sua fruizione il caratteristico ‘teatro all’aperto’ che l’atrio posteriore della Basilica Cattedrale realizza naturalmente; e che ha ospitato un interessante concerto del Quartetto Arya che, con grande godimento del pubblico presente, ha offerto pagine del repertorio operistico e sinfonico, anche qui in originali e accattivanti trascrizioni.

La Basilica Cattedrale non è soltanto la ‘casa madre’; essa è, a pieno titolo, simbolo autorevole della Storia della Città e delle numerose occasioni in cui essa ha dovuto confrontarsi con l’esperienza della distruzione e della successiva ricostruzione. Le sue origini, risalenti alla prima metà del 1300, si collegano al presente in un filo ininterrotto di memorie, talora custodite e narrate da cittadini che l’hanno intensamente amata: è il caso dell’inedito archivio fotografico di Arturo Papali, oggi conservato dalla Società Messinese di Storia Patria che, grazie all’autorevole e appassionato lavoro di ricerca e ricostruzione dei Proff. Rosario Moscheo, Giovan G. Mellusi e Giampaolo Chillè, ha offerto in un evento della rassegna la visione delle foto relative al terribile incendio che la Cattedrale subì durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale.

La ricognizione degli studiosi ha documentato non solo la drammatica distruzione di un imponente patrimonio di opere d’arte, ma anche la (troppo) ‘veloce’ ricostruzione che ne seguì e che prese il posto di più opportuni lavori di restauro dei monumenti che inspiegabilmente furono ‘sostituiti’. Le relazioni si sono intrecciate con l’esecuzione di celebri arie cantate dal soprano Eleonora Minutoli accompagnato al Tamburini dagli organisti Domenico Gioffrè e don Giovanni Lombardo che, significativamente, ha riproposto, in apertura dell’incontro, la Fantasia Siciliana di R. Manari (la stessa che, dopo la guerra, fu eseguita nell’evento inaugurale che riaprì al culto la Basilica).

Nel contesto del tema che ispira il programma, Armonie dello Spirito non poteva trascurare il prestigioso campanile astronomico della Cattedrale che - unico al mondo - racconta ogni giorno, insieme alla storia della Città e alle fasi della vita umana, il perenne movimento dei pianeti nella galassia e i Misteri, di Cristo e della Chiesa, nello scorrere del tempo. A questo particolare simbolo di Messina la rassegna ha dedicato due eventi: uno per visitarlo dall’interno e salire fin sulla sua sommità dalla quale si contempla la Città nella singolare cornice di cui il mare e i monti la cingono; ed uno per ascoltare da Gioacchino Gazzara e Giusy Bonanno - che ne curano la gestione - la storia, le particolarità, l’ingegno dei suoi complessi meccanismi che contribuiscono alla realizzazione della sua unicità. Nella stessa serata, tra gli intermezzi musicali al Tamburini di Domenico Gioffrè e don Giovanni Lombardo, il Dr. Giovanni Molonia ha presentato il volume Percorsi del bello a Messina, curato insieme a Franco Munafò.

Questa parentesi all’insegna della ‘cura’ e del restauro non può concludersi che con un’ulteriore menzione del mosaico dedicato alla Madre di Dio: unico ‘frammento’ originario della Basilica che ora splende nella purezza dei suoi particolari, nel pregio elegante delle sue forme e nello sguardo, umano e divino ad un tempo, che la Madre di Dio e il suo Figlio, benedicenti, rivolgono verso chi lo contempla. In occasione dello svelamento dell’opera, Mons. Giuseppe La Speme, Delegato Arcivescovile per la Cattedrale, ha fatto gli onori di casa e la Dr.ssa Grazia Musolino della locale Soprintendenza ha illustrato le fasi della lunga e laboriosa opera di restauro, da lei supervisionata, ed eseguita dal Prof. Enrico Montanelli; tra le parti dell’articolata relazione, il tenore Luigi Lombardo, accompagnato da don Giovanni Lombardo al Tamburini, ha eseguito brani mariani che hanno inscritto l’evento in un clima di preghiera.

Le ampie volte della Cattedrale hanno risuonato, poi, al canto del prestigioso Coro della St. Gile’s Church di Oxford diretto dal M° Nicholas Prozzillo; il Coro ha offerto un concerto di musica sacra, dal rinascimento al primo novecento, e ha reso il suo servizio liturgico nella Messa della XVII Domenica per annum.

Il nostro giro, insieme al sole, giunge a compimento. Delle forme d’arte, e di cultura che abbiamo offerto, vissuto, goduto, abbiamo inteso custodire e condividere lo Spirito che le ha suscitate e che si rivela ai ‘sensi’ nelle semplici occasioni della vita umana: lo sguardo di un bambino che si apre sul mondo, l’inesauribile tensione della mente (e delle mani!) a creare forme - nelle quali lo stesso Verbo incarnato ha preso dimora -, nell’in-canto misterioso, sempre nuovo e rinnovato, del dono di sé. Sono i segni dello Spirito, cui questa rassegna - ad essi dedicata - si sforza di rendere umile servizio.

L’intensa immagine della trasfigurazione ha accompagnato il nostro racconto; così, mentre il sole compie il suo giro e volge verso il tramonto, contempliamo Cristo Signore, sole senza tramonto che accende e trasfigura la nostra attesa. Con questo Mistero si è intrecciata la vita, e l’opera, di un musicista che ha ben volentieri donato - nell’assenso alla fede -, pagine musicali di intensa e profonda spiritualità e, tramite esse, ha ‘cantato’ la nuova creazione che si compirà come perfetta trasparenza naturale del mondo soprannaturale di Dio. Scriveva di sé: ho cercato di essere un musicista cristiano e di cantare la mia fede, senza mai giungervi. È Olivier Messiaen (1908-1992), al quale è stato dedicato uno degli ultimi incontri della rassegna; la musica di quest’uomo (che durante l’esperienza della prigionia in campo di concentramento compose il celebre Quartetto per la fine dei tempi, dedicato al libro biblico dell’Apocalisse, come segno di speranza) è sempre stata intimamente orientata alla profonda motivazione della sua professione di fede: da un lato l’adesione al fascino delle qualità sensoriali del suono, dall’altro l’apertura dell’esperienza musicale alla trascendenza; lungi dall’essere identificata in una generica mistica dell’ineffabile, essa ha preso forma nella volontà di far apparire l’eterno nella forma esplicitamente cristiana della sua configurazione simbolica. Basta scorrere i titoli delle sue opere e leggere le indicazioni delle stesse per avere l’evidenza di quanto sia diretto il rapporto che lega la creazione di Messiaen con i temi della visione neotestamentaria giovannea e della spiritualità antignostica cattolica; ne costituiscono validi esempi lo stesso mondo della natura, la passione sensibile che essa suscita, le forme, i colori, i profumi, le pietre luccicanti e le atmosfere celesti, che la musica è in grado di far vedere e risuonare già ora come scenario totale di liturgie divine in atto, sacramento diffuso di un incanto della divina presenza che sospende il normale corso del tempo.

La produzione musicale di Messiaen (in cui troviamo pure un monumentale San Francesco d’Assisi in tre atti e otto scene) è fortemente ispirata dalla liturgia eucaristica (Banquet Celeste è la sua prima opera) e dai Misteri del Signore; in essa occupa un ruolo di primo piano il canto degli uccelli che, al pari degli angeli (messaggeri celesti), l’Autore considera ‘messaggeri terreni’, le cui voci lodano Dio formando la cornice più ampia della lode umana, che la riassume nella preghiera adorante che si lascia avvolgere dal mistero.

Nell’incontro dedicato a questo autore, don Giovanni Lombardo ha trattato il simbolo degli uccelli nella Bibbia e ha introdotto e commentato i brani che il M° Stefania La Manna ha eseguito al Tamburini: tratti dalla Natività del Signore, dalla Messa di Pentecoste e dall’Ascensione.

Nel corso di Laudato sì, non solo musica, non solo testo; anche l’immagine è stata protagonista di significativi momenti, oltre a quelli già menzionati; con mostre fotografiche: la mostra Messina e dintorni a cura del Photoclub 50mm, la mostra Savoca dal tramonto all’alba a cura di T. Maricchiolo e del Gruppo ‘Visioni e sguardi creativi’, la mostra a cura dell’Associazione Ornitologica Messinese. E, ancora, le estemporanee di pittura che hanno affiancato le performances del quartetto Arya.

Armonie dello Spirito è un dono che la Diocesi è stata lieta di offrire alla Chiesa e alla Città, ben consapevole degli sforzi che la promozione umana esige e, profondamente persuasa - nell’impegno per la ‘nuova evangelizzazione’- , della irrinunciabilità dello ‘spirituale’ nel quotidiano.

Un ringraziamento è dovuto, per la feconda e generosa collaborazione, a: Comune di Messina, Soprintendenza ai Beni Culturali di Messina, Azieda Foreste Demaniali Provincia di Messina, Ufficio Diocesano per i Problemi Sociali e lavoro, Consulta diocesana delle Aggregazioni Laicali, Chiesa Luterana di Sicilia, il Centauro Onlus, Associazione Amici del Fortino, OSL Messina, Messinarte Soc. Coop., UCID, Società Messinese di Storia Patria, Associazione Ornitologica Messinese, Associazione Re Colapesce, Associazione Ars Nova Messina, Nucleo Diocesano di Protezione Civile – Caritas – Me, Scout – Comunità MASCI ME2 Immacolata, Fondazione Horcynus Orca, Orchestra del Mondo Nuovo, Rotary Club Messina. Infine si ringraziano quanti, in vario modo, hanno collaborato nel servizio di accoglienza e nell’allestimento e decoro degli ambienti.

Si è compiuto un altro giro, intorno al sole di giustizia

che smaschera le paure di ogni cuore

e fa rilucere - ancora -

la bellezza, la verità, e la bontà di cui - pure - è fatto.

Un altro giro, un’altra danza… l’umanità è in attesa…

sul suo passo, in ogni suo frammento, lo Spirito soffia ancora…

su una nuova creazione      

Don Giovanni Lombardo e Massimo Diamante (Orchestra del Nuovo Mondo)

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