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Barcellona Pozzo di Gotto. Per “Impronta d’autore” all’Epicentro di Gala incontro con Melo Freni

- di Marcello Crinò -

Continua l’affascinante progetto culturale “Impronta d’autore”, promosso dal Museo Epicentro di Gala con l’Associazione “Barcellona Live” e la testata giornalistica “24live.it”.  Il progetto ha già visto la partecipazione dell’artista e poetessa Salva Mostaccio, dello scultore Salvatore De Pasquale, dell’artista e storico della città Marcello Crinò, del Direttore artistico del Teatro “P. Mandanici” Sergio Maifredi, del critico d’arte Andrea Italiano, del fondatore di Fumettomania Mario Benenati, dell’editore Pierangelo Giambra, del musicista Antonio Vasta, del cantautore Carlo Mercadante, del politico Domenico Nania, della giornalista e scrittrice Francesca Romeo, del poeta e critico letterario Carmelo Aliberti, della poetessa e pittrice Patrizia Donato, del pittore e scultore Filippo Minolfi.

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Sabato 12 agosto 2017, nei giardini dell’Epicentro, è stata la volta del giornalista, scrittore e regista Melo Freni, barcellonese d’origine, che divide la sua vita tra la casa di Roma e la residenza estiva di Marchesana. Nato nel 1934, laureato in giurisprudenza, ha lavorato alla Rai di Palermo per poi approdare al TG1, dove si è occupato del settore cultura. E’ stato inviato in tutto il mondo per seguire importanti eventi culturali, ed ha condotto la rubrica domenicale TG l’una. Ha scritto numerosi romanzi, saggi, ha fatto regie teatrali e cinematografiche.

La serata è stata aperta e chiusa dalle note del pianista jazz Santi Scarcella, un musicista originario di Santa Teresa Riva, con concerti a Roma alla presenza del Presidente della Repubblica Mattarella e prossimamente esibizione al Parco della musica di Roma.

Nino Abbate, artefice dell’Epicentro, ha introdotto la serata ringraziando  Pierangelo Giambra, editore dell’ultimo libro di Melo Freni, Il piacere dell’amicizia, graffiti siciliani, oggetto della conversazione con Andrea Italiano. Questo incontro dell’Epicentro infatti è stato, oltre che di assoluto livello (peccato per i tanti “operatori culturali” assenti), anche anomalo nella struttura, per la presenza del musicista e per la conversazione con Italiano, seguita dall’intervista di Flaviana Gullì. Nel corso della conversazione, incalzato da Italiano, Freni ha spiegato il senso di questo libro, una raccolta di articoli su personaggi siciliani già pubblicati sul quotidiano “La Sicilia” di Catania. Frutto anche delle sue frequentazioni con queste figure, da dove emerge, Freni lo ha sottolineato più volte, l’estremo individualismo dei siciliani, l’esasperato egoismo del popolo siciliano. Molti autori siciliani, di assoluto valore, in grado di fotografare la situazione dell’isola sono completamente sconosciuti, una Sicilia che rimane dunque nascosta e alla quale non corrisponde una crescita politica e organizzativa. La cultura e la vita vissuta, ha precisato lo scrittore, in Sicilia sono disgiunte. Avviene quindi la disgregazione sociale, i figli sono incapaci di leggere le favole di Capuana, tanto per fare un esempio; il ruolo dell’intellettuale è di assoluta difficoltà. La letteratura siciliana nel Novecento è stata un faro, basti pensare a Tomasi di Lampedusa, tradotto in tutto il mondo. E’ mancata dunque  la “cultura siciliana”, che si trova ad essere un arcipelago di culture.

Nel corso dell’intervista condotta da Flaviana Gullì, caporedattore di “24live,it”,  Freni ha spiegato quali sono gli ingredienti che permettono ad una persona di lasciare un’impronta nella storia. I risultati, ha spiegato, arrivano per i fatti loro, bisogna però impegnarsi, lavorare con serietà. Alla domanda della Gullì di evidenziare gli aspetti positivi dei siciliani, ha risposto: la sagacia! Il siciliano sa dove vuole arrivare, anche se l’individualismo può essere un ostacolo. La Sicilia è un arcipelago di cose bellissime, ma continua a sognare, gli manca la coscienza politica. Infine si è soffermato sul ruolo delle scrittura: è il “sancta sanctorum” che ci può salvare, la scrittura  deve essere il punto di riferimento fondamentale, per questo bisogna educare i figli al rapporto col libro e con la scrittura.

Per concludere, come da rituale dell’Epicentro, ha lasciato l’impronta della mano destra su una mattonella d’argilla cruda, che dopo la cottura andrà ad aggiungersi a tutte le altre della collezione.

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