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Barcellona Pozzo di Gotto: La danza dello sciamano di Gala cattura il pubblico dell’Epicentro. Consegnati i premi del concorso di Poesia circolare

- di Marcello Crinò -

Domenica 30 luglio, nel Giardino di pietra del Museo Epicentro di Gala, l’artefice del Museo delle mattonelle Nino Abbate, pittore, scultore e performer, ha coinvolto il pubblico presente per la consegna dei premi della settima edizione del Premio Internazionale di Poesia circolare 2017 con una suggestiva “Azione poetica circolare di gruppo“. La serata, presentata dalla giornalista Cristina Saja, della testata 24live.it, è iniziata con i saluti dell’assessore alla cultura Ilenia Torre, la quale ha parlato dell’Epicentro, citando Gino Trapani, come di un’opera d’arte in progress, un’importante realtà aggregativa. Nino Abbate ha spiegato il senso della sua operazione artistica: «Lo sciamanesimo è uno dei riti più antichi dell’uomo diffuso in tutti i continenti. La parola sciamanesimo deriva da “saman” e sta ad indicare colui che conosce. Lo sciamano viene considerato come un guaritore ha lo scopo di riportare armonia ed equilibrio, solo attraverso il raggiungimento dell’equilibrio con il mondo naturale e soprannaturale è possibile vivere in armonia».

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La performance è iniziata invitando quattordici persone del pubblico, alle quali ha conferito il titolo di “maestri spirituali”, a leggere e depositare attorno al “cerchio della vita” dei bigliettini riportanti le frasi scritte a spirale nel cerchio bianco posto a terra, e subito dopo, introdotto da musiche percussive, ha iniziato la danza dello sciamano. Questo l’incipit del lungo testo scritto sul cerchio: ”Io sono lo sciamano di Gala erede di storia e cultura. Sono il sole, la luna, il fuoco, il vento, la pioggia…”. Nino Abbate ha attuato la sua danza dello sciamano con una canna ritrovata sulla spiaggia, alla quale ha attaccato i segni zodiacali e dei fusi di legno con su scritte alcune frasi tratte dal “cerchio della vita”. Infine ha posto la canna al centro del cerchio, infilata in una piccola scultura che fungeva da incensiere. L’artista Salva Mostaccio, moglie di Abbate, ha raccontato in forma poetica il ritrovamento della canna nella spiaggia.

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La seconda parte della serata è stata dedicata al Premio di Poesia circolare, al quale hanno partecipato novanta poeti provenienti da tutta Italia. I poeti presenti hanno letto i loro testi poetici, procedendo poi alla premiazione. La giuria, composta da Nino Genovese (presidente), Andrea Cristelli, Flaviana Gullì, Salva Mostaccio e Nino Abbate, ha conferito menzioni d’onore a Raffaele Ventola, Emilia Fragomeni. Gabriella Donato, Luciana Latini, Bartolomeo Errera, Daniela Fugazzotto, Annamaria Deodato e Nunzia Giaimis. Il Premio della critica è stato assegnato ad Enza Sibilla; il Premio “Milena Milani” è andato a Gilda Immacolata Stelitano. Il primo premio è stato assegnato a Patrizia Donato, autrice di una poesia caratterizzata anche da una particolare impaginazione, una vera e propria poesia visiva, legata alle sue esperienze artistiche-calligrafiche; il secondo premio è stato assegnato al giornalista Benedetto Orti Tullo; il terzo premio è andato ad Anna Cappella. Così come era stato previsto nel bando, la vincitrice del primo premio, Patrizia Donato, ha lasciato la sua impronta della mano destra su una mattonella di argilla cruda, che dopo la cottura andrà ad aggiungersi alle altre lasciate in questi mesi da personaggi dell’arte e della cultura. 

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