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Maria Teresa Prestigiacomo - Intervista con il noto soprano turco Gonca Dogan a Taormina per Opera Stars direzione artistica Enrico Castiglione.

 

- di Maria Teresa Prestigiacomo -

 

    1. 1.Come ha esordito nel bel canto?

    -          Dopo qualche anno dei miei studi presso il conservatorio in Turchia, incontrai il BassoTurco Merihkazbek una voce unica, straordinaria, ricca di armonici ma estremamente duttile, il quale oltre ad essere stato un artista di fama internazionale fu a quel tempo docente presso il mio conservatorio ad Ankara. Notai da subito che lui sarebbe stato per me una solida base di partenza, la strada da percorrere per il mio futuro come cantante belcantista. Infatti fu proprio Kazbek ad essere,dopo tanto severo e incessante studio della tecnica, il fautore della mio destino e della mia vita attraverso il progetto “Erasmus”, scegliendo tra le destinazioni possibili delle varie città d’Italia proprio Catania nel 2010, la città di Vincenzo Bellini al fine di apprendere ed avere un immediato contatto con la grande tradizione belcantistica del Cigno Catanese. Bellini è infatti il compositore che amo più di tutti e al quale sono molto legata vocalmente, musicalmente e mentalmente al punto da essere sempre presente nelle mie esibizioni. Posso dire che avevapienamente ragione il mio maestro, che per capire sino in fondo un compositore e un genio come Bellini bisogna respirare e sentire i meravigliosi luoghi natali che l’hanno ispirato nel creare delle opere e melodie da far impazzire il mondo intero per la loro bellezza, raffinatezza e struttura musicale. Purtroppo, oggi il mio insegnante non è più tra noi ma il suo insegnamento e la sua straordinaria personalità artistica hanno costituito una sicura guida per affrontare il mio repertorio con tanta serenità.

    1. 2.Quali sono state le sue Opere più importanti e quali le location in cui si è esibita che ricorda con piacere?

    -          Credo che tutti i ruoli, anche quelli minori, siano stati tutti importanti perché ogni esperienza fatta sul palcoscenico per me è stata fondamentale, per la mia crescita artistica e professionale. Tra questi però mi fa piacere ricordare per la loro particolarità, l’Aida al Teatro Greco di Siracusa in apertura dopo tantissimi anni, La Baronessa di Carini di Giuseppe Mulè messa in scena dopo 104 anni dall’ultima esecuzione, che risale al 1912 al Teatro Vittorio Emanuele di Messina, al Festival di Ficarra, la Messa d’Incoronazione K317 di W. A. Mozart nella suggestiva Cattedrale di Monrealea Palermo; lo splendidoTeatro Antico di Taormina in Madama Butterfly , in diretta televisiva, con le rassegne del Bellini Festivalsempre con la Direzione Artistica di Enrico Castiglione e il magnifico Teatro Massimo Bellini di Catania.

    1. 3.Essere turca ed essere una donna, le è stato di intralcio per la sua carriera?

    -          Essere donna e di nazionalità Turca non è mai stata una condizione di intralcio per la mia carriera. Certo non è stato facile vivere in una terra non mia, ma nel tempo e velocemente sono stata tanto apprezzata da sentirmi già a casa mia. Paradossalmente, quello che mi preoccupa di più che potrebbe intralciare un po’ la carriera e in generale quella di tanti giovani, soprattutto in Italia, è un eccesso di clientelismo e una mancanza di onesta meritocrazia da parte di un sistema che va contro ad un enorme patrimonio artistico basato su delle leggi che hanno davvero definito cosa sia il vero belcanto all’italiana e che oggi purtroppo è a rischio a causa del continuo stravolgimento di queste regole. Viviamo in tempi in cui il teatro è diventato un trattato economico, un fenomeno mediatico, un giro di conoscenze a voltecon tanti compromessi e spesso piuttosto pesanti e, in un contesto simile, chi si presenta nudo e crudo della sola propria preparazione, condizione e obiettivo fondamentale di chi vorrebbe fare seriamente questo lavoro, purtroppo non è più sufficiente per far parte delmercato dettato dalle agenzie con il compiacimento, non sempre, di chi detienela facoltà di scegliere i cast, lasciando più delle volte a casa tanti artisti meritevoli. Quello che avveniva di rado una volta, oggi avviene fin troppo spesso e in modo sfacciato e incompetente. Comunque, da donna e cantante lirica straniera che vive in Italia, occupandomi di un repertorio belcantistico sempre più raro da vedere, cerco di spiccare dalla grande massa di voci sopranili, anche importanti, puntando molto oltre all’aspetto tecnico, come strumento per piegare la voce al proprio volere,alla giusta e corretta scelta del repertorio. Questo è stato possibile, grazie alla guida di grandi artisti italiani e stranieri, scelti e incontrati personalmente, proprio per le loro caratteristiche belcantistiche. Nonostante i tanti cambiamenti di un teatro, ormai lontano da quello che mi è stato prospettato alla fine, credo che la preparazione la vince su tutto, con un incessante studio e senza fretta, se consideriamo che quello che procura il nostro lavoro è la longevità vocale e per averla bisogna averne rispetto a prescindere dalle leggi di mercato dettate dai teatri. Come donna che ama la sua terra mi sento molto legata alla bella e ricca Sicilia, non solo per motivi artistici ma ormai familiari e nei siciliani ho ritrovato quello che mi ha sempre contraddistinto come persona e cantante; la sincerità, la lealtà e la dignità,ringraziando sempre coloro che hanno creduto, esclusivamente, nelle mie capacità, dandomi lo spazio e le occasioni giuste da permettermi di ricambiare con il grande riscontro e consenso di un pubblico e di una critica molto esigente.

    1. 4.Eseguire delle arie come Casta Diva e Vissi d'Arte espongono al confronto con la brillante Maria Callas; come si sente nelle esecuzione di questi brani, pur non possedendo il timbro della Callas ma ottime qualità tecniche ed interpretative?

    -          E’ normale, quando si eseguono delle arie d’opera più popolari un confronto o un paragone, soprattutto da parte del pubblico,conle storiche interpretazioni eseguite dai più grandi artisti del passato,Il paragone è giusto se fatto però, nel rispetto della propria unicità timbrica e senzaalcun processo imitativo diversamente diventa uno studio sbagliato che nel tempo si trasforma in un processo distruttivo dell’identità del cantante oltre che della propria voce.

    1. 5.Ha seguito le esecuzioni della Callas? L'ha conosciuta?

    -          Ho seguito diverse volte delle esecuzioni della Callas e non solo di lei ma quella che sento più vicina come linea di canto e voce è la straordinaria Leyla Gencer, che tra l’altro ho fatto un percorso di studi con lei in Turchia. Purtroppo non ho avuto la possibilità di conoscerla personalmente la Callas ma conosco tutte le sue grandi interpretazioni.

    1. 6.Quali sono stati i suoi maestri di Canto internazionali?

    -          Oltre al mio maestro Merihkazbek, ho seguito un percorso di studi e masterclasscon importantissimi cantanti internazionali; Edita Gruberova, T. Hampson, E. Halfvarson, Ghena Dimitrova all’ Accademia Musicale di Vienna; Leyla Gencer al Teatro dell’Opera di Ankara; Luciano Pavarotti - Teatro dell’Opera di Vienna; Dietrich-Fischer Diescau all’ Hochschule di Monaco; Mirella Freni all’ Accademia di Belcanto Cubec di Modena. Pietro Ballo all’Accademia del Mediterraneo a Palermo e Salvatore Fisichella a Catania. Ognuno di loro ha contribuito ad un netto miglioramento e perfezionamento del mio mezzo vocale, sia dal punto di vista tecnico che sul piano interpretativo.

 

Ultima modifica il Lunedì, 24 Ottobre 2016 07:58
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