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Mons. Letterio Gulletta nominato “parroco in solido” della comunità di S. Maria dell’Arco La Chiesa è il luogo in cui si perpetua il messaggio di Cristo al mondo, luogo in cui il sacramento continua a trasmettere l’amore di Dio agli uomini.

 -  di Rachele Gerace -

 

 mons.Gulletta

Secondo gli orientamenti pastorali dell’Episcopato Italiano per il decennio 2010-2020, la parrocchia, “vicina al vissuto delle persone e agli ambienti di vita, rappresenta la comunità educante più completa in ordine alla fede. Mediante l’evangelizzazione e la catechesi, la liturgia e la preghiera, la vita di comunione nella carità, essa offre gli elementi essenziali del cammino del credente verso la pienezza della vita in Cristo”. Sabato 31 agosto, con una celebrazione semplice ma intensa, si è insediato presso la Chiesa S. Maria dell’Arco, comunemente conosciuta come S. Francesco di Paola, Mons. Letterio Gulletta. Ad accoglierlo, il parroco della comunità, Padre Tanino Clemente che ha concelebrato il rito insieme a lui e a Padre Fortunato Malaspina. Una nomina insolita, quella Mons. Gulletta, come lui stesso ha sottolineato durante l’omelia, visto che affiancherà Padre Tanino nel suo ministero pastorale. Il Codice di Diritto Canonico, infatti concede al Vescovo la possibilità di affidare la cura pastorale di una parrocchia alla responsabilità “in solido” di due o più parroci, dei quali uno figura come moderatore ossia responsabile di fronte alle istituzioni civili e religiose. Mons. Gulletta, che è al suo secondo mandato pastorale, aveva ricoperto il ruolo di parroco nei due anni e mezzo precedenti presso la parrocchia S. Maria Assunta nella Basilica Cattedrale che adesso, per volontà del nostro Presule, è stata dismessa e la cura affidata a Don Giuseppe La Speme in qualità di cappellano. La figura di Letterio Gulletta, è nota a molti nella nostra città. Ordinato sacerdote nel 1983, ha conseguito la licenza in Teologia Pastorale alla Facoltà teologica dell’Italia Meridionale e si è laureato a Roma in Psicologia, era stato Segretario Generale dell’Arcidiocesi con il ruolo di moderatore di Curia e coordinatore della pastorale ai tempi dell’Arcivescovo Marra. Raffinato e attento studioso della musica e dell’arte, per le sue numerose competenze è stato l’ideatore e il direttore artistico per dieci anni della rassegna “Fede Arte e Musica”, regalando a tutti straordinari momenti di spiritualità e piacevole riflessione culturale; ha inoltre coordinato lo studio e curato la pubblicazione di alcuni volumi sul grande Organo Tamburini e una raccolta di scritti pastorali dell’Arcivescovo Angelo Paino nel centenario della sua morte. Durante l’omelia, dopo aver ceduto la parola a Padre Clemente che ha manifestato gioia per questa comunione pastorale e grande stima nei confronti di Mons. Gulletta, conosciuto tanti anni prima il nuovo Parroco, traendo spunto dal Vangelo del giorno che parlava dell’umiltà quale “forma esteriore della carità divina del Signore”, ha affermato di voler iniziare questo suo mandato col desiderio e l’impegno di cercare tutti insieme il Signore: “Carissimi parrocchiani - ha detto - con gioia mi appresto a condividere con voi un tratto importante del mio cammino sacerdotale accogliendo la proposta di essere parroco di questa comunità sull’esempio del suo celeste protettore, San Francesco di Paola, che si diceva minimo dei minimi servi di Gesù Cristo. Un santo umile di mente e di cuore, che si riteneva indegno di qualsiasi stima o onore, convinto del proprio nulla e della propria miseria dinanzi a Dio; era ritenuto un taumaturgo e, benché favorito dal cielo di straordinari doni di grazia, si riconosceva immeritevole di tanti favori divini”. Don Lillo, come lo chiamano le tantissime persone a lui affezionate, molte delle quali presenti quella sera per la celebrazione, si è detto rassicurato dalla certezza di un reciproco rapporto di fiducia con i parrocchiani e con quanti vogliono accostarsi a una realtà pastorale fatta di preghiere, riti liturgici e impegno attivo. Il sacerdote non ha fatto mistero delle sue priorità: rivolgere l’attenzione prima di tutto agli ammalati e ai bisognosi. “Pascete il gregge di Dio che vi è affidato sorvegliando non perché costretti, ma volentieri, come piace a Dio, non per vergognoso interesse, ma con animo generoso, non come padroni delle persone a voi affidate, ma facendovi modelli del gregge”, è scritto nel I Libro di Pietro. Un’esortazione che, nell’Anno della Fede giunto ormai al termine, è la conferma di questa nuova esperienza che Mons. Gulletta si appresta a vivere: impegnarsi a favore di una nuova evangelizzazione per riscoprire la gioia nel credere e ritrovare l’entusiasmo di comunicare la fede.

Ultima modifica il Lunedì, 09 Settembre 2013 12:33
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