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Intervista al pittore Riccardo Vasdeki - Un valente artista nasce da una grave malattia

- di Gennaro Galdi -

Roma. Ci siamo avviati verso le colline Sperlongane, vicino Gaeta, degradanti sulla via Flacca e su Sperlonga per incontrare il pittore Riccardo Vasdeki, nel luogo che lui stesso definisce un eremo, fonte delle sue più belle creazioni d’arte.

aaaa1maestro vasdeki, Che impressione le fa essere chiamato maestro?

Per me è strano, abituato da tantissimi anni ad essere chiamato ingegnere. Si dice che l’allievo superi il maestro…ma non vale per me, io devo ancora di più perfezionare le mie tecniche pittoriche… non si finisce mai di imparare. Il vero maestro, cui devo molto per i miei passi da gigante nella pittura, è il mio docente d’arte, Mario Salvo, consulente del Museo Regina Sofia di Madrid (e non solo di quello!). La fortuna di averlo incontrato mi ha reso felice in un rapporto ancora più stretto ed intimo con la pittura e con i miei paesaggi. Non so se definirmi pittore in carriera; certamente dipingo per piacere e per mia necessità di esprimermi; ma è pur vero che non disdegno gli apprezzamenti e la concretizzazione degli stessi, cioè l’acquisto delle mie opere.

Quando è esplosa la pittura nella sua vita?

E’ esplosa quando ebbi un grave problema di salute, un tumore alla laringe con successiva operazione alle corde vocali, che mi strappò al piacere di comporre canzoni e di cantarle; iniziai quindi a dipingere da autodidatta. Ma la vera svolta avvenne qualche anno più tardi quando incontrai il maestro Mario Salvo, la guida che ha dato senso al nuovo aspetto della mia creatività.

Come sceglie i suoi soggetti?

aaa2Spesso vedo scene naturali con l’occhio critico di chi le dipingerà; allora mi fermo ad esaminarle bene ed anche a fotografarle, grazie all’utilissimo cellulare. Altre volte, invece, scelgo il soggetto basandomi su foto provenienti da dossier fotografici di mio figlio fotografo che viaggia in Estremo Oriente. In tutti i casi, inserisco nei miei dipinti il mio modo di sentire il soggetto; da qui il termine di “pittura sensoriale” che mi è stato attribuito molto appropriatamente dal critico d’arte internazionale prof. Maria Teresa Prestigiacomo, docente d’Istruzione superiore e giornalista, in una recensione per una mia recente mostra personale a via Barberini a Roma.

da dove nascono le sue creazioni?

Se lei allunga il suo sguardo a Est verso i Monti Aurunci, o a Sud verso Gaeta, o a Ovest verso Monte Circeo, vedrà che è impossibile non essere conquistati, o, meglio, ammaliati da questi paesaggi che cambiano aspetto dall’alba al tramonto in una poesia di colori sempre nuovi.

Coloro che stanno a lei vicino: i familiari, ad esempio, che rapporto hanno con la sua pittura?

Mia moglie mi segue nella mia pittura ed esprime sempre le sue critiche ed i suoi suggerimenti; quando li ho seguiti ho riscontrato un netto miglioramento dell’opera in esecuzione.

I miei nipoti mi chiamano “ zio Vincent” con una esagerata ed ironica allusione a Vincent Van Gogh, ed io accetto di buon grado.

La mia nipotina di 6 anni volle guardarmi mentre dipingevo e quando, successivamente, venne da me prese pennelli e colori e tratteggiò un arcobaleno. Da allora dipinge con me ogni volta che ci vediamo. E’ un grandissimo piacere vederla avviata su questa meravigliosa strada artistica.

Ed il suo maestro Mario Salvo cosa ne pensa?

Maestro ed amico, tengo a precisare! E’ contento di come ho messo in pratica i suoi insegnamenti, e mi ripete che il turchese, tra tutti i colori, è quello che più mi si addice, il colore della finezza e della classe dell’anima. Ed anche lui mi conferma quanto penso: che dipingere è per me diventato un atto naturale e necessario, come nutrirmi o dormire. Ciò che mi spinge, ripeto, è la forza straordinaria e trascinante della natura, questo mio rapporto ecologico con la bellezza della natura che mi circonda che mi offre spettacoli nuovi ed entusiasmanti ogni giorno. In estate invito gli amici nella terrazza del mio eremo sperlongano con affaccio sul Monte Circeo, per assistere uno show di tramonto seguito da cena.

E Il suo lavoro di ingegnere?

Un’altra grande passione della mia vita. Ho trascorso in Selenia (oggi Leonardo) molti anni della mia gioventù con grandi soddisfazioni professionali: progettavo radar per il controllo del traffico aereo, quelli degli aeroporti che servono di guida e di controllo per i piloti degli aerei in volo nelle vicinanze.

Oggi continuo a svolgere attività di ingegnere libero professionista. Prima non avevo mai preso un pennello in mano ed avevo la musica come compagna di svago ed evasione. Poi il tumore…

Per cui, ogni male non viene per nuocere, se ci regala un buon artista, no?

Certamente no, come in molti altri casi. Invito tutti coloro che sono colpiti da una malattia grave a non scoraggiarsi. Io sono un esempio vivente di come il tumore alla laringe (che mi fece perdere quasi del tutto la voce, adesso ripresa) abbia generato in me una straordinaria forza interiore che mi ha spinto alla pittura che, oggi, mi gratifica notevolmente.

Voglio vivere intensamente la mia età matura; frequento le palestre, gioco a bridge (antico compagno di svago), continuo a lavorare come ingegnere libero professionista e soprattutto dipingo, vivendo pienamente questa fase della mia vita soprattutto con l’arte.

E’ VERO CHE STA RACCOGLIENDO FONDI PER AIUTARE I TERREMOTATI DEL CENTRO ITALIA?

Nel 2015, assieme a 10 ex-colleghi di Selenia, ho fondato la ONLUS Amici Selenia che ha fini di beneficenza. Dopo il terremoto del Centro Italia abbiamo lanciato un appello ai nostri soci ed ai loro amici per la raccolta di fondi che saranno utilizzati per il recupero o il riavvio di una piccola attività imprenditoriale nel comune di Accumoli (epicentro del sisma), individuata assieme al sindaco, e seguita personalmente dai soci fondatori. Chi vuole aderire può versare una donazione a:

ONLUS Amici Selenia, IBAN IT24W0200803284000104057706, causale: Donazione pro terremotati, (detraibile fiscalmente).

Oppure può scrivermi (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) per avere visione dei miei quadri in vendita; metà del ricavato delle vendite effettuate entro il 2016 sarà da me versato alla ONLUS pro terremotati

 

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