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Al Teatro Vittorio Emanue domani 18 maggio s'inaugura la personale “Skené” di Giovanni Fiamingo

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-  di Maria Teresa Prestigiacomo -

Messina. Sono stata  a presentare Fiamingo in diverse mostre a Messina, molti anni fa, con successo di pubblico. Adesso il pittore messinese si presenta in grande stile al Teatro di Messina.Per il ciclo R-esistenza d’artista - visioni d’arte contemporanea, il presidente del Teatro Vittorio Emanuele Maurizio Puglisi inaugurerà mercoledì 18 maggio alle ore 19:00 la mostra, curata da Saverio Pugliatti, dal titolo “Skené” personale di Giovanni Fiamingo.

Per il ciclo “R-esistenza d'artista” a cura di Saverio Pugliatti, il Teatro Vittorio Emanuele ospiterà dal 18 al 29 maggio la personale “Skené” di Giovanni Fiamingo.

Giovanni Fiamingo, avvocato pittore, ci rende spettatori del suo mondo, delle sue memorie come dei suoi sogni e, per farlo, utilizza la forma scenica per eccellenza. Skené é infatti, propriamente, lo spazio scenico, quello in cui ha luogo uno spettacolo. I personaggi di questa mostra sono ballerine, musicisti, illusionisti che si accampano su palcoscenici bidimensionali fatti di tarsie policrome,  meglio vuoti o abitati da pochi oggetti dal sapore evocativo come manichini, tube, cappelliere, bauli  presumibilmente pieni di costumi e parrucche. «In queste opere - spiega nella suo testo critico Mariateresa Zagone -, per lo più acrilici e qualche olio, Fiamingo affronta con una sensibilità che, a dispetto dell’accesa cromia, indulge alla malinconia, figure frammentate, ricomposte e reinventate come in un mosaico mediante incastri geometrici, che si allontanano volutamente dalla realtà e dal chiasso della contemporaneità. In questo “sogno colorato” (come lo ha definito Lucio Barbera) volume e profondità scompaiono, il tempo si ferma, i personaggi, privi di identità, vengono definiti da linee nere e spezzate, decise e quasi grafiche, precise nei contorni ma non nei particolari che, anzi, risultano del tutto assenti. Il colore viene steso per campiture uniformi e piatte, come smalto cloisonné di vetrate gotiche, e indulge soprattutto ai primari, ai blu, ai gialli, ai rossi. Sono silhouette sospese, senza occhi né bocca, senza fiato né moto, sbalzate in ambienti stranianti densi di soffocante silenzio. Alcuni di essi, come l’arpista, giganteggiano in pose solenni e immote, altri, come la soubrette dal sapore demodé, ammicca togliendosi il cappello nel suo numero da avanspettacolo, altri ancora, protagonisti di tele dal formato più piccolo, sono esili e gustose figurette, strumentisti di un’orchestra da fumetto anni ‘50».

La mostra, che si concluderà domenica 29 maggio, resterà aperta dal martedì alla domenica dalle 9:30 alle 13:00 e dalle 17:00 alle 21:00. Ingresso libero.

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