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MORALISMO UN TANTO AL KILO E LE CONTRADDIZIONI RENZIANE

 

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- di Giovanni ALVARO -

Abbiamo sempre diffidato di quanti ostentano ‘orrore e disgusto’ per l’evasione fiscale o per le ruberie ad uso arricchimento personale, ma anche di quanti sparano ad alzo zero verso i politici colpevoli di percepire uno stipendio considerato ‘elevato’. Ci sono sempre apparsi o come invidiosi o come gente che, con quell’atteggiamento di ripulsa, tenta di nascondere, anche a se stesso, la propria indole, e quando gli si offre l’occasione evade come fanno gli insegnanti che arrotondano il proprio reddito con lezioni di doposcuola esentasse, i medici specialistici, gli artigiani e i commercianti che non hanno trattenute alla fonte.

Non c’è dubbio che si è spinti all’evasione anche dalla forte pressione fiscale, ma sparare sugli altri, autogiustificandosi per la propria evasione, non assolve dal reato che si sta commettendo perché comunque anche quell’evasione significa sottrarre qualcosa alla collettività. Sparare, infine, sulla casta dei politici dà l’impressione che si voglia spostare l’attenzione solo su di essa che viene percepita dall’opinione pubblica, per l’emergere delle cosiddette mele marce (che fan sembrare che tutti siano uguali) e per il continuo martellamento mediatico, soprattutto televisivo, come elemento che ha tutte le responsabilità dei guai del nostro paese.

Il signor Gianluca Gemelli (Carneade! chi è costui?) ‘fidanzato’ della dimissionata ex-Ministra per lo Sviluppo Economico, Federica Guidi, è un ‘fustigatore’ della casta usando i social network per dar sfogo alle sue parole in libertà. Ecco alcune perle delle sue scudisciate: “E’ avvilente constatare che non abbiamo offerta politica credibile…” e poi, rivolgendosi direttamente ai politici: “… se non adeguate i vostri stipendi a quelli europei non potete permettervi di chiedere sacrifici. La gente è stanca di voi” e successivamente “A tutti i politici… il governo ha carta bianca per tartassare ma non può abbassare gli stipendi dei parlamentari… BUFFONI” convinto, il nostro Carneade, che quell’emendamento ‘strategico’, inserito nottetempo nella legge di Stabilità, che gli avrebbe consentito di far guadagnare alle proprie aziende sub appalti per due milioni e mezzo (così come scrivono i media), sarebbe passato inosservato.

Non son passati inosservati né le sue rampogne su twitter né il suo ‘uso’ del governo, tramite la sua compagna. Con quel che sta emergendo, e quanto si profila all’orizzonte, la vicenda delle fustigazioni del ‘fidanzato’ alla casta politica sembrano minuzie, e tali sono. Ma metterle in luce, è sempre utile perché sparare sulla Croce Rossa, come oggi son diventati i politici, non è corretto in particolare se si utilizzano le proprie rampogne come pressione per ottenere quel che non si era riusciti ad ottenere prima quando lo stesso emendamento era stato presentato nel suo ‘habitat’ naturale qual’era lo ‘Sblocca Italia’ perché venne cassato, alla Camera, anche per l’opposizione del Presidente della Commissione, Ermete Realacci.

Nella vicenda (ma questo meriterebbe un approfondimento separato) ci sono le ‘esternazioni continue e contraddittorie’ del parolaio fiorentino che prima pensa di chiudere la partita Guidi con “Italia cambiata. Chi sbaglia si dimette” e cita la Cancellieri, successivamente visto il pericolo che può correre la Boschi e lo stesso governo, fa lo spavaldo: “Sono coinvolto. Quell’emendamento è roba mia, ho scelto io di farlo, io l’ho voluto, io l’ho scritto…”. Ma ciò assolve la Guidi che invece è stata salutata allegramente dal proprio premier. Averla scaricata, per dirla alla Giacalone, “non è stato un modo per evitare guai, ma per cercarseli. Se ne sono accorti tardi”.

                                                                                 

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