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Presentato a Barcellona Pozzo di Gotto Sicilia Archeologica di Sebastiano Tusa.

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- di Marcello Crinò -

Sabato 12, nell’auditorium Maggiore Giuseppe La Rosa, la Pro Loco Manganaro e il Comune di Barcellona hanno presentato il volume Sicilia archeologica, scritto dall’archeologo Sebastiano Tusa, e il cui sottotitolo recita: I caratteri e i percorsi dell’isola dal Paleolitico all’Età del bronzo negli orizzonti del Mediterraneo. (Edizioni di storia e studi sociali, Scicli (RG). L’incontro con Tusa ha permesso di mettere a fuoco alcuni problemi in prospettiva di una valorizzazione dei resti archeologici presenti nel territorio. A moderare e introdurre gli interventi la giornalista Patrizia Biagi, la quale ha sottolineato lo spessore della figura di Sebastiano Tusa, una eccellenza mondiale, ricordando il ruolo di Soprintendente del mare e attualmente direttore delle missioni archeologiche in Sicilia, Libia e Giappone, ed autore di oltre seicento opere.

Hanno portato i saluti il sindaco Roberto Materia, il quale ha intenzione di riportare a Barcellona, con la collaborazione degli enti preposti di tutela, i reperti archeologici rinvenuti nel territorio e l’assessore alla cultura Ilenia Torre. Il presidente della Pro Loco Andrea Italiano ha ricordato gli archeologi amatoriali locali che hanno fatto conoscere l’archeologia del territorio, sottolineando la presenza al British Museum di Londra del caduceo bronzeo della fantomatica città di Longane.

Maria Clara Martinelli, del Museo Archeologico Eoliano, si è soffermata su un capitolo del libro di Tusa dove mette a confronto Pantelleria e le Eolie, sottolineando il ruolo del mare come luogo di unione e di scambi.

Gino Sofia, archeologo “classico” e responsabile del Museo di Tripi, ha ricordato la presenza del Museo di Milazzo, dei siti archeologici del territorio come Longane, la Sperlinga di Novara, gli scavi di Bernabò Brea degli anni Cinquanta, la presenza di antichità preistoriche, greche, romane, tali da diventare fattori vincenti per il turismo sul territorio. Franco Cassata, del Museo Cassata, ha ricordato il ruolo di Pietro Genovese nel recuperare nelle colline momenti di storia della nostra civiltà, reperti che devono tornare in città. Inoltre ha paragonato Sebastiano Tusa ad un viaggiatore con sempre nuovi obiettivi da raggiungere e da raccontare.

Gino Trapani, presidente onorario della Pro Loco Manganaro, ha parlato da lettore e da cittadino che ha seguito negli anni le campagne di scavo, e partecipato alla divulgazione degli studi dei concittadini. Anche lui si è augurato un prossimo ritorno in città dei reperti scoperti nel territorio, ricordando i luoghi dei ritrovamenti, come contrada Cavaliere, Maloto, Acquaficara, Monte S. Onofrio, Lando ecc., con l’identificazione di circa centocinquanta tombe a grotticella, e i nomi di tutti gli appassionati che hanno partecipato a queste scoperte, da Nino Famà a Pietro Genovese, a Nino De Pasquale, recentemente scomparso, e via via tutti gli altri.

Sebastiano Tusa, nel ringraziare i presenti, ha evidenziato il suo stretto legame con la città, provenendo da qui metà della sua famiglia. La madre, Aldina Cutroni, importante studiosa di numismatica antica, è proprio originaria di Barcellona, e qui Tusa ha trascorso la sua infanzia. Il libro è in parte autobiografico, non solo un testo scientifico ma anche divulgativo. Ha spiegato che il terreno dello scavo archeologico non parla da solo, ma deve essere l’archeologo a decodificarne i segni, attraverso il background storico. La divulgazione è un fattore importante per porgere ai cittadini le scoperte fatte dagli archeologi per la collettività. Nel corso dell’incontro è stato sollevato l’annoso problema dell’identificazione di Longane (nell’area tra Barcellona e Rodì Milici) e del tempio dell’Artemisio che forse sorgeva nell’area del Mela. Anche lui ha voluto ricordare la figura dell’architetto e archeologo Pietro Genovese, suo collaboratore in una missione archeologica in Pakistan, salutata con un applauso del pubblico.

Per quanto riguarda i reperti archeologici barcellonesi, si è impegnato ad offrire la sua collaborazione per questa città che ama moltissimo, iniziando con una mostra sulla storia della presenza umana sul territorio da arricchire via via con i reperti sparsi nei musei siciliani.

 

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