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Messina - LETTERA APERTA - di Lillo Alessandro

Canterini Peloriotani

 

Riceviamo e pubblichiamo

Messina 13 Febbraio 2016

A tutti gli organi d’informazione

LORO SEDI

Lillo Alessandro

NEL 2000 L’ASSESSORATO REGIONALE AL TURISMO HA RICONOSCIUTO MESSINA CITTA’ A VOCAZIONE TURISTICA

L’On.le Bartolo Speranza Assessore Regionale al Turismo, messinese, è riuscito, finalmente, nel 2000 con un decreto regionale a dare il riconoscimento alla città di Messina di "CITTA’ A VOCAZIONE TURISTICA".

Con tale riconoscimento, oltre a dare la possibilità di entrare nelle leggi regionali per sviluppare il turismo a Messina, ha dato a tutti i commercianti messinesi la possibilità di poter aprire la propria attività anche nella giornata di Domenica prevedendo l’arrivo di tanti turisti attraverso le crociere per poter visitare Messina e creare il giusto movimento economico.

Seguendo i vari incontri fra Comune e Autorità Portuale sono felice che si sia giunti ad un accordo.

Adesso, io, che ho avuto la fortuna e mi auguro di averla ancora, di visitare tutti i continenti, apprezzando la cultura e la sviluppo delle grandi città, rimango molto meravigliato che nel cosiddetto "PATTO PER LA FALCE" l’amministrazione comunale non abbia sentito il dovere di interpellare i messinesi con un apposito referendum cittadino.

E’ impossibile andare avanti con le decisioni di due enti con mentalità e interessi molto diversi.

Mi meraviglia molto che Renato Accorinti, che ha fatto tante lotte nel sociale e per la cultura, oggi, che ha l’opportunità di dare risposte all’ economia messinese, si opponga allo sfruttamento commerciale della zona, non necessariamente costruendo alberghi che comporterebbero il depauperamento dell’intera zona e qui condivido il suo pensiero, ma auspicherei la costruzione, da parte di imprenditori messinesi, di infrastrutture atte a ospitare una mole importante di turisti che contribuirebbe certamente a procurare una fonte ingente di introito alla città intera, per sfruttare al meglio il riconoscimento da parte della Regione Sicilia della nostra "vocazione turistica".

Certamente il luogo è da rispettare e le strutture di rilevanza storica e culturale esistenti devono essere tutelate e messe in condizioni di essere punto di attrazione per dare un’immagine della città che possa rappresentare al meglio la nostra bellezza e la nostra storia attraverso lo scenario più unico al mondo.

 

Io condivido moltissimo i dubbi che Lucio d’Amico, nell’articolo pubblicato nella Gazzetta del sud del 8 Febbraio, ha evidenziato e precisamente "Oggi la fatidica firma. Ma, in concreto cosa verrà sottoscritto? E che valenza avrà per la nostra città?".

Quanti annunci sono stati fatti attraverso la stampa d’impegni che avrebbero dovuto garantire "tanto" per Messina, tanto che non è andato nulla in porto (Fiera di Messina, il Tirone, Via Don Blasco ect. ect.).

Quanto abbiamo atteso per l’ospedale Piemonte e dopo, pare per gli interessi di qualcuno, si è trovata la soluzione e non per il diritto dei cittadini ad avere un pronto soccorso al centro della città.

Oggi 13 Febbraio ancora una volta la stampa mette in evidenza che Messina è ancora nei guai causati dall’assenza del bilancio: a fermarsi adesso è l’ATO3.

Ecco perché, oggi, io, da messinese modestamente impegnato, non ho fiducia di tutti gli annunci che di solito leggiamo e che puntualmente non vanno in porto.

I messinesi non possono più assistere alle passerelle politiche dove sistematicamente il politico di turno, solamente per motivi elettorali, fa una dichiarazione d’intenti che poi non porta a compimento.

Io mi permetto di dire "BASTA", siamo stanchi.

Non è possibile lavorare per garantirsi il futuro elettorale senza pensare realmente alla città.

Sono certo che molti la pensino come me e mi auguro che ci sia un coinvolgimento totale della città a ribellarsi.

Mi auguro che questo mio sfogo sia riportato da tutta la stampa messinese e che non venga strumentalizzato per interessi diversi da quelli di un messinese, senza velleità politiche, che sa che cosa era Messina, avendola vissuta dal 1950 al 1990 e che oggi la vede spenta e priva di ogni stimolo per tornare grande come era un tempo .

Con viva preghiera di divulgazione.

Dott. Lillo Alessandro

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