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TAOBUK INTERNAZIONALE FESTIVAL DELLA LETTERATURA CHIUDE IN BELLEZZA: DISSERTAZIONE DI ALESSANDRO D AVENIA E VINICIO CAPOSSELA A CENA CON GLI AUTORI AL TOUT VA OFFERTO DAGLI SPONSOR

 

- dI Maria Teresa Prestigiacomo -

DAvenia 1
Taormina, Me. TAOBUK   2015 abbassa i riflettori  e chiude in bellezza: trionfano la   dissertazione filosofico-popolare del professore D 'Avenia , Alessandro   D'Avenia scrittore e  la conversazione  del noto filosofo del   linguaggio  con Vinicio Capossela, in piazza, tutti attoniti, attenti,   emozionati, con le lacrime agli occhi qualcuno per le parole toccanti, in   particolare di Alessandro D'Avenia, quando parla dei muri del nostro   quotidiano e di Don PIno Puglisi, morto con il sorriso della Grande Bellezza,   impresso sul viso. 

Inoltre, per opera   della romana, taorminese d 'adozione Federica D'Adamo, Incontro con l'autore   con i grandi chef di cui abbiamo parlato a lungo  nei giorni scorsi;   persino il casaro, al Tout va, ha realizzato sul momento, per la delizia del   palato, gustosissime treccine di mozzarella, un trionfo della Letteratura e   del gusto. Erano presenti il vicepresidente del Consiglio il Comm. Vittorio   Sabato, sempre attento agli eventi culturali di notevole portata, poli   trainanti per la città di Taormina, manifestazioni che esercitano un richiamo   notevole sul turismo locale e regionale; era presente il vicesindaco dr Mario   D 'Agostino e gentile consorte la giornalista Gabershek,  già   giornalista di Tele 90, attualmente giornalista RAI, Roma, l'assessore   Cilona,  scrittrici e scrittori, il giornalista Francesco Musolino della   Gazzetta del Sud, la già vice Console di Losanna Dott.ssa Anna Maria   Scillamà, ospiti illustri che hanno apprezzato l 'organizzazione scenografica   e degli allestimenti  lineaemme di Saponara, sotto l'egida della brillante   Virginia Spanò Franza di Solosofia Eventi. Ed ancora, la direzione dello   staff di cucina, affidato alla Lady Chief Federica D'Adamo  ha curato   con dovizia, l'immagine degli importanti chef, per i quali rimando   all'articolo di Messinaweb dei giorni scorsi. Un'occasione magica,  in   una serata altrettanto magica di fine estate al Tout va, all'ombra di quel   Mon Repos che tanti vip e super vip ha visto avvicendarsi nel tempo...da   Vittorio De Sica a Virna Lisi Lana Turner, Marlene Dietrich, Richard   Burton....Le romantiche note blues jazz di un pianoforte hanno allietato   l'eccellente serata non semplicemente mondana ma ricca di bellezza, di   Letteratura, di Poesia...di Cultura.

 Assente alla   cena il Sindaco Accorinti con la sua immancabile divisa Free Tibet;  da   ex professore, egli ha ascoltato con attenzione, in precedenza, in Piazza, a   Taormina, il brillante  intervento dello scrittore D'Avenia.

Unica pecca....mentre   si annunciava che potevano essere acquistate le copie dei libri dell'autore   all' Archivio Storico....risultava chiuso, per motivi di sicurezza...

Una delusione per i   simpatizzanti: grande assente Franco Di Mare. In compenso, l instancabile   Antonella Ferrara ha onorato la serata, salutando i giornalisti, le autorità   e l Ufficio Stampa, capitanato da Caterina Andò che ha svolto un lavoro   encomiabile. Erano presenti diversi  sponsor dell'evento tra i quali, il   top manager della Bapr dr Giovanni Adamo ed il Past President, già fondatore   della 52a Tavola Round Table di Taormina: dr Enrico Pastura.

        Gran Parata finale dei Cuochi d'Eccellenza, ai bordi piscina,  con tanto   di cappelli bianchi: un'occasione per riceverenotevoli consensi dall'esigente   pubblico del Taobuk . Lunga vita al Festival...lo ripetiamo!

Gran finale con Tahar   Ben Jelloun, Nino Di Matteo, Vinicio Capossella

 

Ferrara Capossela VecchioTaobuk: consacrazione internazionale per il   festival di Antonella Ferrara

L’edizione del 2015 ha chiuso i battenti con un successo   eccezionale e due importanti riconoscimenti:

la Medaglia del Presidente della Repubblica e il patrocinio del   Ministero dei Beni Culturali e Ambientali e del Turismo

Lunga vita a Taobuk,   un festival letterario in crescita esponenziale e dalla proiezione   autenticamente internazionale:. questo l’augurio di Tahar Ben Jelloun, ospite   eccellente della giornata conclusiva dell’edizione numero cinque, che ha   segnato la definitiva consacrazione della manifestazione. Esempio unico nel   Meridione d’Italia, gratificato nei giorni scorsi da due importanti ricoscimenti:   la medaglia del presidente della Repubblica e il patrocinio del Mibact.

Dal   19 al 25 settembre la macchina organizzativa ha messo in moto una serie di   eventi ed incontri che hanno coinvolto un folto numero di spettatori. Mostre, tavole rotonde ed incontri   autoriali hanno riconfermato la varietà e la solidità di un festival nato nel   2011 dall’idea di Antonella Ferrara in collaborazione con Franco Di Mare.   Grandi nomi da Orhan Pamuk a Tahar Ben Jelloun a David Leavitt, da Noa a Uto   Ughi, da Raffaele Cantone a Nino Di Matteo, da Don Ciotti a Carlo Cracco e   Oscar Farinetti hanno reso possibile il successo di un’edizione con un   concept di alto spessore ideale e civile, incentrato sulla necessità di   abbattere gli “ultimi muri”, ossia i pregiudizi razziali, religiosi, sociali,   etnici e simili, che fomentano i conflitti tra i popoli. “Siamo orgogliosi di   questo riscontro eccezionale che esalta il brand di Taormina e la sua storia   di città d’arte e letteraria. Un traguardo che ci motiva a raggiungere sempre   più alti o ambiziosi obiettivi”.

 

Ferrara DAgostino Tahar Ben Jelloun - premiazione

Taobuk Award for Literary Excellence a Tahar Ben Jelloun -   “L’eco di parole che non si perdono nel tempo”, una motivazione che da sola   fa capire perché Taobuk ha voluto assegnare a Tahar Ben Jelloun il premio per   l’eccellenza letteraria, a lui consegnato dall’assessore alla Cultura Mario   D’Agostino, in rappresentanza dell’amministrazione comunale guidata dal   sindaco Eligio Giardina, principale sostenitore del Festival insieme   all’associazione albergatori di Taormina. A Tahar Ben Jelloun è stato   conferito dal presidente del Rotary Club di Taormina, Dott. Salvatore Ramella, anche il premio per la   pace. L’incontro con l’autore di “E’ questo l’Islam che ci fa paura”   (Bompiani, 2015) è stato particolarmente interessante e ricco di spunti,   grazie anche alla conduzione del giornalista Andrea Nicastro, raffinato   intellettuale ed esperto di politica internazionale. La prima riflessione è   stata dedicata ai muri con riferimento al tema scelto dal festival per la   quinta edizione: “il muro più terribile non è quello fatto di filo spinato ma   è il muro del silenzio, dell’odio e della paura. Un muro invisibile che   esiste e che vieta alle persone di vivere in pace”. L’altro punto sul quale   ci si è soffermati è stato l’Islam. “L’Islam sta conoscendo adesso il suo   medioevo. Il problema dipende dalle sette che leggono il Corano come se   fossimo nel VII secolo e non lo rapportato al XXI secolo. Anche io ho paura   di questo Islam perché non lo riconosco”.  

 

 

Palazzolo Di Matteo TerranovaLa lotta antimafia di Nino di Matteo: il dovere della parola e   della memoria - Nino Di Matteo e Salvo Palazzolo con il   libro, “Collusi” (Rizzoli, 2015), hanno dato vita a un racconto asciutto per   nulla retorico sul rapporto che esiste tra mafiosi e politici, imprenditori e   uomini di Stato. Il libro è nato per parlare di quello che di solito non si   racconta perché si ha paura. “I mafiosi, racconta Di Matteo che da 20 anni è   in prima fila nella lotta alla mafia, hanno sempre operato nel silenzio e   nell’indifferenza. L’indifferenza ha ucciso più della mafia. Ha ucciso   sacerdoti, prefetti, ufficiali dei carabinieri. Il nostro paese purtroppo non   conserva la memoria, basti pensare che quello che è successo in Sicilia non è   successo nel resto del mondo. In Italia sta diventando rivoluzionario i fatti.   Il silenzio copre tanti sospetti di inquinamento della nostra democrazia che   invece devono essere denunciati. Si tratta di sottolineare e dire   pubblicamente quello che è stato accertato e che nessuno vuole dire”.

 

 

 

 

Missiroli Musolino

 

Il piacere della carne e il dolore del cuore nel libro di   Missiroli

Si è aperto con Marco Missiroli il secondo   appuntamento del contest Taoyouth, nato dalla sinergia tra Taobuk e la Scuola   Superiore di Catania, l’Associazione Alumni Scuola Superiore di Catania con   la collaborazione della Rete Italiana degli allievi delle scuole e degli   istituti di studi superiori universitari e CriticaLetteraria. Il libro al   centro dell’incontro è “Atti osceni in luogo privato” (Feltrinelli, 2015)   introdotto da Francesco Musolino. Il quinto romanzo di Missiroli è un   percorso di educazione letteraria in cui il protagonista, Libero Marsell   stana la propria educazione sentimentale. Entra adolescente ed esce uomo in   un percorso segnato dall’incontro con tante donne che non vengono mai viste   come meri oggetti sessuali, ma come donne forti, intriganti e misteriose.   Atti osceni è un libro che resiste alla tentazione e questa è la vera   oscenità.

  

 

 

 

Lo Bello DArrigo XX Faraone Ferrara

L’occupazione giovanile nel nostro paese   - Che cosa possono fare le istituzioni sull’occupazione giovanile? Si apre   con questo interrogativo, in una gremita terrazza dell’hotel Metropole,   l’incontro con Davide Faraone, sottosegretario alla Pubblica istruzione, Ivan   Lo Bello, presidente Unioncamere, per presentare il libro di Giacomo D’Arrigo   “Città e nuove generazioni. Il futuro dell’Europa” (Carroccio, 2015).   L’appuntamento è stato moderato dal giornalista Stefano Cappellini. Un libro   che racconta in chiave ottimista e realista come sono stati usati tanti fondi   europei per cercare di creare lavoro. È un racconto di esperienze, che   dimostra quanta voglia ci sia nei giovani di tornare ad essere imprenditori.   Oggi si apre un nuovo modello di azienda con le startup. Sono 3578 quelle   sorte in Italia, con una differenza tra il Nord e il Sud del paese. Si pensi   che la sola Lombardia ne assorbe quanto tutto il Sud messo insieme. Ci sono   due punti sui quali secondo l’autore bisogna puntare, il capitale umano da un   lato e la formazione dall’altro.  

 

I muri di Alessandro D’Avenia - Per quaranta   minuti ha occupato la scena parlando direttamente ai giovani che hanno   riempito la piazza IX Aprile. Alessandro D’Avenia autore di “Ciò che inferno   non è” (Mondadori, 2014) si è soffermato sulla bellezza e sulla forza   dell’essere adolescente partendo da una riflessione sui muri. “Pensando ai muri   che hanno caratterizzato la mia vita ne ho segnati due: i muri della Chiesa   di Santa Maria dello Spasimo a Palermo, caratteristica perché non ha il   tetto. Unione tra cielo e terra simbolo di una bellezza ferita che può essere   però il simbolo di un rilancio. Il secondo muro è molto più sottile ed è   quello che si forma nelle nostre teste”.  

Il ritorno al mito per Vinicio Capossela   - Una lotta fra anima e corpo. Un viaggio sull’avventura umana alla ricerca   di Itaca. “Il paese dei Coppoloni” (Feltrinelli, 2015) di Vinicio Capossela   presentato da Sebastiano Vecchio ha una collocazione in un mondo atemporale   che è quello del mito, come emergeva nella lettura affidata all’attrice   Valeria Contadino. Proverbi, modi di dire,   accompagnano il lettore in un viaggio nella terra dell’Irpinia dove l’autore   ha trovato lo stesso canto epico dell’Odissea di Omero. “Un luogo   trasfigurato e pietrificato – spiega Capossela - nel momento in cui si è   mossa la terra”.

Così una piazza in   festa ha salutato il festival del Belle Lettere e il suo arrivederci alla   prossima edizione.


 
 
 
   

 

 

 

 

 

 
Ultima modifica il Lunedì, 28 Settembre 2015 06:47
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