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Messina 26/09/2015 – L’Emerito Mons. Calogero La Piana ha incontrato i numerosi giornalisti e addetti alla comunicazione per chiarire, in un discorso fermo ma commosso, le motivazioni relative alla Sua rinuncia.

vescov1     -   di Rachele Gerace -

     Questa mattina l’Arcivescovo Emerito Mons. Calogero La Piana ha incontrato, nel salone del Palazzo Arcivescovile, i numerosi giornalisti e addetti alla comunicazione per chiarire in un discorso fermo ma commosso, le motivazioni relative alla Sua rinuncia al ministero episcopale, in conformità al can. 401 § 2 del Codice di Diritto Canonico, con più di otto anni di servizio puntuale e amorevole, alla Chiesa di Messina Lipari Santa Lucia del Mela.

Una richiesta rivolta al Santo Padre, quella di Mons. La Piana, espressa in una lettera risalente allo scorso 16 maggio, con la coraggiosa motivazione “d’incapacità a continuare nel difficile ministero, causa un decadimento fisico che da tempo sta provando la sua persona”, come Egli stesso ha sottolineato.

Messina ha un territorio troppo vasto e complesso dal punto di vista pastorale, composto da duecentocinquanta comunità parrocchiali, molte delle quali dislocate sulle isole o relegate in zone di montagna difficili da raggiungere e la consapevolezza di non riuscire più a servire la comunità con l’impegno e il coraggio ereditato dal credo salesiano, avevano avallato notevolmente, negli ultimi mesi, le intenzioni del Presule.

Il desiderio sarebbe stato quello di andar via in punta di piedi, con discrezione, la stessa che ha caratterizzato il suo mandato fatto forse spesso di non troppe parole, ma di tutto l’amore, la complicità e l’umiltà che solo un Pastore, padre e fratello potevano dare.

Addolorato e deluso, l’Arcivescovo non ha potuto fare a meno di sottolineare come lo sciacallaggio mediatico e l’occultamento della verità, più volte operato dai giornalisti, la malafede e il sacrificio della verità a favore della tempestività dello scoop, abbiano determinato l’uccisione della persona, oltre che del Pastore, insieme alla sua famiglia e alla comunità tutta (fatta dai confratelli sacerdoti e dai fedeli), che hanno subìto il peso di tutto questo.

Noncurante della propria sofferenza, ma fedele solo alla legge di Dio e non dell’uomo, il Presule ha dichiarato di aver sempre affrontato tutto per il bene della Sua amata Chiesa e solo per quello, rinunciando spesso a contatti legati a incarichi ricevuti e soprattutto senza mai sottendere velleità di successo.

Un gesto coraggioso quello di Mons. La Piana, assimilabile alla scelta di Benedetto XVI, come ha sottolineato stamane, in un articolo pubblicato dal principale quotidiano locale, la Gazzetta del Sud, il Vicario Generale. Don Gaetano Tripodo, infatti, in accordo con il responsabile dell’Ufficio per le Comunicazioni sociali, Padre Giuseppe Lonia e con Mons. Tavilla, direttore del periodico diocesano La Scintilla, hanno voluto consegnare alla stampa una riflessione semplice ma forte, finalizzata non tanto a smentire il vuoto mediatico delle ultime quarantott’ore, quanto piuttosto a confermare la gratitudine ad un pastore che, con il suo esempio, lascia alla Chiesa messinese un’eredità importante.

Non avrebbe voluto alcun saluto, ha detto in chiusura Mons. La Piana stamattina, ma le lacrime dei tanti confratelli sacerdoti e il calore della sua gente, lo hanno costretto ad accettare, seppur con dolore, un ultimo momento di condivisione nella preghiera che si svolgerà giovedì prossimo alle ore 17,30 nella Basilica Cattedrale.

Ultima modifica il Sabato, 26 Settembre 2015 15:12
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