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Barcellona Pozzo di Gotto: presentazione del libro di Andrea Italiano sul pittore Filippo Jannelli

- di Marcello Crinò -

Sabato 21 ottobre, nel salone del Convento di Sant’Antonino, è stato presentato il libro di Andrea Italiano sul pittore castrense Filippo Jannelli, pubblicato da Giambra Editori nel luglio di quest’anno e già presentato in altri centri del comprensorio. La scelta di presentarlo nel Convento è stata dettata dal fatto che nella chiesa è custodito un dipinto di Jannelli, La Madonna dell’Itria del 1656, che Italiano in conclusione della sua  relazione ha illustrato ai presenti.

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L’incontro è stato organizzato dalla Pro Loco Alessandro Manganaro con il patrocinio del Comune di Barcellona. A portare i saluti in rappresentanza della comunità conventuale è stato frate Graziano Bruno, il quale ha plaudito all’iniziativa di Andrea Italiano nell’occuparsi di questo pittore minore ma che assieme a tanti altri rappresenta la spina dorsale della civiltà siciliana. Anche l’assessore alla cultura Ilenia Torre ha ringraziato l’autore del libro per il suo impegno nella divulgazione dell’arte del territorio.

Il libro, ha spiegato Andrea Italiano, è la tappa conclusiva di un lavoro decennale, iniziato a partire  dagli studi del professore Nino Bilardo di Castroreale, che per primo studiò le opere di Filippo Jannelli. Il libro offre il catalogo completo delle opere del pittore, sia quelle certe, firmate, che quelle attribuite. Si tratta di un artista minore che non ha sviluppato uno stile personale, non ha mai curato l’originalità, non ha mai fatto ricerca artistica, ma si è adattato a “copiare”, a rielaborare opere dei grandi artisti. Ciò che fa compiere il salto al “pittore” per diventare “artista” è la ricerca di nuovi modi espressivi, cosa che il nostro non fece. Però grazie a Filippo Jannelli e ad altri pittori minori il nostro territorio ha seguito lo sviluppo, il procedere, della grande arte.

Nato a Castroreale nel 1621, forse entrò in contatto con qualche allievo del pittore Giuseppe Bonfiglio, che in quel centro operò in periodo precedente a Jannelli, e si formò a Messina intorno al 1640. Messina nel Seicento allora era un centro importantissimo per l’arte, “investita a inizio secolo dalla meteora caravaggesca”, scrive Italiano. C’era in città la grande collezione d’arte del Principe Antonino Ruffo della Scaletta, che nel Palazzo sulla cortina del porto conservava centinaia di capolavori pittorici. Inoltre ebbe modo di conoscere Pietro Novelli, il più grande pittore siciliano del Seicento, che tra Messina e Milazzo operò come architetto regio per le fortificazioni. Jannelli nel 1658 si trasferisce a Santa Lucia del Mela, dove si sposa con una donna del luogo,  organizza la sua bottega e dove morirà nel 1696.

Andrea Italiano ha proposto, con la proiezione di immagini, una campionatura delle opere del Jannelli, sparse tra Castroreale, Barcellona Pozzo di Gotto, Milazzo, Roccavaldina, San Pier Niceto, Santa Lucia del Mela, Montalbano Elicona, Furnari, Gualtieri Sicaminò.

In conclusione il pubblico si è spostato nella chiesa adiacente il convento per osservare dal vivo la tela del Jannelli raffigurante La Madonna dell’Itria, un tema iconografico diffuso nell’area dello Stretto, dove due monaci basiliani, trasportano sulle spalle una cassa contenente la Madonna col Bambimo. Si tratta della “memoria” di una processione che si svolgeva a Costantinopoli con l’immagine della Madonna che secondo la tradizione era stata dipinta da san Luca dietro ispirazione divina.

- Andrea Italiano, Filippo Jannelli, 1621-1696, Giambra Editori, 2017, pp. 103.

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