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- Di Giuseppe Messina -

   Dopo dodici giorni di esposizione si è conclusa la mostra d’arte (pittura, scultura e fotografia) che ha avuto luogo nel Paladiana di Milazzo, indetta dall’Associazione Culturale FilicusArte, con il patrocinio gratuito dell’Amministrazione Comunale che ha concesso l’uso dei locali.

   C’è da puntualizzare che tra il primo di agosto, giorno della inaugurazione dell’evento ed il 12, giorno della conclusione, si è innestata un’altra manifestazione che ha avuto luogo nello stesso locale il giorno 4 ovvero il “Memoriale per ricordare il compianto Carmelo Coppolino Billé fondatore dell’Associazione”

FOTO RIDOTTA GRUPPO ARTISTI

   È doveroso ricordare che la FilicusArte, nata nel maggio del 2010, è un’Associazione Culturale, che comprende associati di buona parte della provincia di Messina, ma soprattutto di Milazzo e Barcellona Pozzo di Gotto, la cui fondazione è stata fortemente volute dal suddetto poeta Carmelo Coppolino Billé scomparso il 4 agosto del 2011 e che, tutti gli anni, è ricordato con un memoriale che comprende anche un recital di poesie dello stesso, ma anche opere di amici poeti che l’hanno conosciuto e stimato. Questa volta la manifestazione, presentata dalla Presidente Prof.ssa Barresi, è stata condotta dal poeta Giuseppe Giunta durante la quale sono intervenuti altri soci fondatori tra cui Vittorio Basile, Rocco Amato, Anna La rosa ed altri che hanno espresso attestati di stima per ricordare il Coppolino Billé.

   Per quanto riguarda la mostra, hanno partecipato, per il settore pittura: Angela Impalà, Anna La Rosa, Carmelo Cacciola, Caterina Barresi, Cristian Paffumi, Edoardo Marchetti, Elisa La Rosa, Francesco Conti, Giuseppe Cirino, Laura Nastasi, Maria Capone, Maria Torre, Maria Zaccone, Mimmo Cirino, Nella Parisi, Rina Bono, Vitaliya Bruy. Soltanto due sono stati gli scultori, Ninì Ingegnere e Vittorio Basile, mentre in tre hanno partecipato per il settore fotografia ovvero L’Immagine, JK Photos e Giuseppe Messina.

   La mostra, che ha avuto come protagonista il mare, per questo il titolo “Sull’onda di un mare di arte”, ha riscosso un interessante successo di pubblico di cui molti hanno voluto lasciare delle note critiche sul registro delle presenze, attestanti l’ottimo gradimento. In conclusione la Presidente Prof.ssa Caterina Barresi ha distribuito gli attestati agli artisti partecipanti in ricordo dell’evento.

Un particolare momento culturale si è tenuto giorno 11 agosto nella biblioteca comunale di Candidoni con la presentazione dei due volumi del noto storico ed etnografo professore cavaliere Rocco Giuseppe Tassone. Alla presenza del sindaco avv. Vincenzo Cavallaro, della responsabile della biblioteca dott.ssa Sabrina Gatto e del parroco don Carmelo Surace è stato presentato dal professore Carmelo Cocolo il libro del Tassone su San Gaetano Thiene, un volume ricco di notizie storiche e biografiche del Santo nonché di una corposa iconografia, mentre l’avvocato Domenico Coco ha parlato sul dizionario sempre scritto da Rocco Giuseppe Tassone: “il Tassone” Vocabolario del lessico di Candidoni. Entrambi i volumi sono stati apprezzati dal pubblico in sala che è intervenuto con interesse nella discussione dei lavori e invitando l’Autore a ritornare in un secondo momento per un approfondimento sui temi trattati, lo stesso auspicio è stato fatto dal parroco Don Carmelo.

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- di Giuseppe Messina -

   A volte può sembrare strano come una telefonata possa avere una conseguenza particolare.

   A telefono era Peter Ciani, il cantautore italo australiano, colui che per primo ha portato il canto all’italiana nell’Oceania: mi disse che si trovava in Sicilia e che sarebbe passato per un saluto prima di ripartire verso la Grecia. Pensando che non sarebbe potuto finire con un semplice saluto mi feci promettere che sarebbe rimasto a cena. Ottenuta la promessa, ho telefonato ad un comune amico, un altro musicista, precisamente il Maestro concertista Alessandro Monteleone, fenomeno della chitarra classica; sapevo che avrebbero avuto reciproco piacere incontrarsi e cosi ci siamo ritrovati con le nostre rispettive mogli ed il piccolo Giuseppe Monteleone (Altro talento teatrale di cui sentiremo parlare negli anni avvenire) alla stessa tavola, in verità, più per stare assieme e chiacchierare che per mangiare, mancava soltanto un altro grande amico comune ovvero il professore Nino Bellinvia, giornalista, critico musicale e letterario che, come Peter, vive lontano dalla Sicilia matrigna. Comunque abbiamo brindato con spumante italiano alla sua salute e lo abbiamo chiamato tramite telefono per farlo sentire vicino a noi.

   Era mia intenzione fare un’intervista a Peter Ciani, ma non volevo diventasse una cosa professionale; desideravo che lui parlasse liberamente così che le mie domande sono state mosse dai ricordi di quando ero un ragazzino.

CON PETER E ALESSANDRO

   Peter Ciani, partito per l’Australia all’età di sedici anni, (si chiamava Pietro Cicciari), abitava nella frazione Gala del comune di Barcellona Pozzo di Gotto, a circa trecento metri da casa mia. Ricordo che spesso passando davanti la sua abitazione sentivo un piacevole suono di fisarmonica. Un suono che ad un certo punto non ho più sentito: Pietro era andato via da Gala per frequentare accademia del canto di Roma diretta dal Maestro napoletano Antonio Capodanno e presieduta dal valentissimo Maestro Michele Galvieri, autore di tante bellissime canzoni classiche italiane. Il metodo era il “Bona” che è il metodo più conosciuto in Italia, in chiave di violino trasportato in sei tonalità.

   Dopo aver studiato con grande passione e ottenuto straordinari risultati si è recato in Australia per la sua prima tournée di cantante dalla piacevole voce di tenore, con il nome d’arte di Peter Ciani. Il suo successo è stato fulmineo, grandioso e continuo che dura fino ai nostri giorni, come cantante e come autore di numerose canzoni, per se e per altri artisti tanto che non gli è venuta voglia di fare ritorno in Italia. Sotto contratto con “La Voce del Padrone”, diventata poi “EMI”, una delle più importanti case discografiche, ed anche con la “Fonit Cetra” ha inciso numerosissimi dischi con canzoni in italiano, in napoletano ed in inglese.

   Ciononostante non ha mai dimenticato la nostra Italia dove, più volte, ospite in diverse trasmissioni alla Rai Tv “Uno Mattina”, “Porto Matto”, “Ci Vediamo in Tv”. Ma la sua attività non è stata soltanto musicale, infatti ha lavorato in teatro, anche con Melo Freni dell’opera “L’ultimo rogo” ed in opere cinematografiche e sono sue le canzoni inserite nelle colonne sonore di diversi film. Con una canzone ha anche rappresentato l’Australia alle Olimpiadi di Sydney. Nel maggio 2008, Peter Ciani e suo figlio Pete Ross, cantante-attore, sono stati per quattro volte ospiti speciali su RAI Tv internazionale nel programma intitolato “Cristianità” con Suor Myriam Castelli

CON PETER ED ALESSANDRO

   Con piacere c’è da ricordare, come rivela in un suo recente articolo lo stesso Nino Bellinvia, che “fra l’altro, Peter è l’unico cantante italiano che ha un suo fan club in Australia (questo dal 1975!) e che per 25 anni è stato direttore artistico della Minstrel Record (ha lanciato discograficamente in Australia vari artisti italiani e stranieri, tra cui Julio Jglesias). Nel corso della sua attività artistica, oltre ai due dischi d’oro, ha ricevuto numerosi premi, tra cui: Pergamena da Radio Vaticana, Medaglia dalla Camera del Senato della Repubblica Italiana, Trofeo Leone d’oro di Venezia, onorificenza di Cavaliere dell’Ordine dei Cavalieri di St. John di Gerusalemme… La sua carriera musicale è riportata nei libri “Perfetto beat e Outback australiano e Urbano Country” e “The Italo-Australian Migrant Pioneer in the Music Industry since 1963”. L’artista non ha smesso mai di cantare e di scrivere canzoni, ama il prossimo e aiuta artisticamente giovani talenti. Vive nella sua villa sull’Oceano Pacifico, ma almeno una volta l’anno (questo dal 1970) torna a trascorrere alcuni mesi in Italia, ospite in diverse manifestazioni, particolarmente in Sicilia. E questa volta è proprio nel suo paese nativo, a Gala”.

- di Gennaro Galdi -

Castel di Lucio, Me. Mostra Personale di pittura tecnica pastello per lo piu amatissimo dalla pittrice che vive in Toscana ma originaria del paese nebroideo. La Mostra è stata fortemente voluta dall'Amministrazione Comunale (sarà presente il Sindaco e gli assessori preposti ad hoc, in occasione dell'evento culturale) che ha inteso valorizzare una brillante valente artista di origine di Castel di Lucio attaccata alle radici del suo Paese siciliano (nonostante la sua carriera l'abbia portata a vivere in Gran Bretagna ed in Svizzera). La mostra si inaugurerà il 14 Agosto alla presenza dell'artista e del critico prof Maria Teresa Prestigiacomo che ha curato la prefazione dell'elegante catalogo della Mostra. Scrive il critico e giornalista Prestigiacomo: "Anna Napoli recupera il tempo perduto, passato, ripristinandolo attraverso la memoria , memoria olfattiva, visiva, emozioni e sensazioni, restituendolo attraverso pagine pittoriche che raccontano di una memoria storica di un luogo, di un territorio, di una comunità che la pittrice restituisce, dense di emozioni e con il sentimento pulsante di chi ha un paese da amare, come recita la poesia del noto poeta Nicola Romano,  dal titolo  Anch ‘io avrei voluto un paese da amareCento case a proscenio e la roccia del cuore…

 La pittrice, che ritorna nel suo paese (che appare  come una dolce madre che accoglie, protegge e conquista), procede per questa strada di recupero proustiano di memorie, attraverso la magia dei colori, quei colori dell’anima del paese natìo, con i colori della natura,  come quella, ad esempio,  dei cardi che si tingono di rosso pastello,  avviluppati in una dimensione onirica, nella rappresentazione artistica dell’autrice

I sentimenti dei Nebrodi : già con il titolo stesso, che introduce al catalogo della Mostra, l’autrice intende partecipare al suo pubblico che umanizzerà paesaggi e cose, attribuira’ al paesaggio, alla vegetazione, alle cose, sentimenti e quindi…un cuore.  Cuore ed amore ritornano sempre; costituiscono una costante delle opere, un leit motiv, pur nella diversità dei contenuti rappresentati: ritornano nelle rose che l’autrice rappresenta ora attraverso la creazione di un’opera che esalti la  sofisticata ed altezzosa, singola rosa, protagonista unica,  sulla carta, ora nella rappresentazione del  gesto di due mani che porgono una rosa, nella Collezione Monamour;  il pastello si fa  ora corposo, ora etereo e luminoso, funzionale ogni volta, la coloristica, le nuances cromatiche, al narrato della pittrice. E che dire dei meravigliosi Cardi, citati e dei Calici traboccanti? Appaiono spettacolari rappresentazioni della vegetazione spontanea che,  con un gesto d’amore si traduce in composizioni dai colori vivi ed accattivanti; ed è tanto l’amore che nutre Anna Napoli per la sua terra e per la natura  che intitola Anatomie celesti la scenografia di un campo di girasoli del 2018, alludendo, con il titolo, ai misteriosi movimenti dei girasoli, diretti verso  il Sole, quindi, in atteggiamento mistico e magico, verso il Cielo. Ed ancora, l’ amore per la civiltà contadina, omaggio alla fatica del lavoro dei campi, lo ritroviamo nelle opere  che rappresentano i vecchi contadini, gravati dal peso dei sacchi…

Certamente, la pittura si evolve e se anche il paese,  come affermava nel suo libro  Marguerite Yourcenar, Castel di Lucio a gardé sa fisionomie d ‘antan, ha conservato la fisionomia di Anna Napoli, rendendosi custode delle sue  gioie e dei suoi dolori, dei suoi sentimenti di amore e di nostalgia,  custode di successi  e di piccole sconfitte,  di piccole gioie e grande felicità, nonostante tutto questo, Anna Napoli, senza mai tradire i contenuti legati alla sua amata Terra, ha mutato, nel corso degli anni, il suo stile. Esso rivela, oggi, maggiormente, una spiccata personalità artistica, uno stile non riconducibile ad altri pittori contemporanei, strategie narrative e scenario pittorico che si declinano in stilemi inconfondibili in cui, pur nelle atmosfere mediterranee che rivelano i segni del paesaggio del Mare Nostrum ( come le pale di fichidindia ed i fichidindia che connotano il bacino del Mediterraneo), le opere appaiono come rappresentazioni sintetiche ma efficaci del paesaggio siciliano, cui la pittrice è intimamente legata. Le composizioni degli ultimi anni diventano ricche di simboli, pur essendo semplici da decodificare, ma sempre solari e rivestite dei colori della nostra Trinacria.    

A questo proposito, ricorderei L’orto del nonno, 2017, in cui uno spaventapasseri domina il centro della  scena, unitamente ad  un altezzoso gallo ed una nobildonna con cappello che rimanda alle antiche atmosfere delle farmes siciliane, in cui  il preziosismo della nobiltà siciliana conviveva con la civiltà contadina, in una sorta di accattivante commistione che ricorda (nonostante la Napoli si affermi con una forte personalità) la pittura intrigante di Possenti, che pur nella semplicità e nella descrizione sintetica, rimanda ad un profondità di intenti e di sentimenti; allo stesso modo di un nota canzone di qualche anno fa, apparentemente semplice: Solo tre parole: Sole, cuore amore…è l’amore che ti vuole: prendere o lasciare.  In conclusione, Anna Napoli, in questa antologica, ha raccolto l’ invito d’amore della sua Terra e con altrettanto amore ha risposto con le sue carte pastellate e con le sue tavole che descrivono e raccontano, simbolicamente parlano e comunicano con i colori dell’anima di chi tra le nebbie del Nord, vede, lontano, con occhi di sole, di luce e di colore il suo Paese, quel Castel di Lucio che non ha mai scordato" e non ...dimenticato!" La scelta dell'artista è caduta sul critico siciliano Maria Teresa Prestigiacomo  critico d’arte e letterario, è docente istruzione superiore, giornalista iscritta all’Ordine, direttore della rivista internazionale bilingue Red Carpet Magazine e Pluripremiata ad Hammamet, Sousse, Cartagena Premio Internazionale Cartagine, Premio Calderoni Stampa, Roma, Teatro Valle, per il giornalismo culturale.

- di Marcello Crinò -

Il 12 agosto cade il settantacinquesimo anniversario del bombardamento di Barcellona avvenuto nel 1943 ad opera degli alleati. La città di Barcellona Pozzo di Gotto, oltre a settantaquattro civili morti durante i bombardamenti, e numerosi feriti, pagò un tributo di sangue attraverso centinaia di militari morti nelle due guerre mondiali. I nomi di tutti i caduti, civili e militari, delle due guerre, sono incisi sulle lapidi poste accanto al Monumento ai caduti, purtroppo in parte illeggibili perché sbiaditi dal tempo e senza manutenzione. Si tratta di circa 365 militari morti nel primo conflitto mondiale, e di circa 207 militari morti dal 1935 al 1945, per un totale di circa 572.

Gli alleati, quel 12 agosto del 1943, secondo informazioni errate, cercavano i tedeschi (che non c’erano), ma bombardarono e spararono deliberatamente sui civili innocenti e disarmati, accanendosi soprattutto sul centro di Barcellona. Colpirono anche l’ufficio postale, nei cui pressi cadde il dottor Gaetano Bavastrelli mentre si recava a prestare la sua opera all’ospedale, compiendo quella che è ricordata da Carmelo Bilardo, nel libro Amo, la mia città (edito dalla Corda Fratres nel 1993), come “una strage inutile”. Le case distrutte, riferisce Nello Cassata nella storia di Barcellona (vol. III, p. 17, 1982) furono 154, le danneggiate 287, circa duemila sinistrati senza tetto.

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Fino al 2016 l’Amministrazione comunale ricordava il tragico anniversario con una commemorazione pubblica di fronte alla lapide che ricorda il tragico avvenimento e con la deposizione di una corona d’alloro. Una manifestazione che raccoglieva solo uno sparuto numero di persone, in prevalenza discendenti dei morti e dei feriti, gli amministratori comunali e le forze dell’ordine. Dallo scorso anno non si svolge più la manifestazione pubblica ma viene posta di prima mattina una corona d’alloro. In un comunicato il sindaco Roberto Materia scrive: ”Il ricordo di quel triste momento della nostra storia deve rimanere vivo e la consapevolezza della memoria, seppur dolorosa, è un monito per non dimenticare e rinnovare in ciascuno la doverosa condanna di ogni forma di violenza, fortificando il quotidiano impegno finalizzato al perseguimento della pace e della tolleranza”.

Questi i nomi dei caduti civili così come riportati sulla lapide: Aliberti Santa, Aliquò Erminia, Aliquò Rosaria, Aliquò Santa, Anastasi Michele, Barresi Margherita, Battista Agata, Dott. Gaetano Bavastrelli, Benedetto Giovanni, Biondo Carmelo, Biondo Francesca e Flavia, Biondo Maria, Brigandì Angelo, Brigandì Giuseppe, Brigandì Salvatore, Brigandì Santo, Bucalo Rosa, Bucolo Tindaro, Bucca Sebastiano, Calabrò Giuseppe di Mariano, Calabrò Giuseppe di Salvatore, Caliri Domenico, Caliri Francesco, Cicciari Domenico, Cipriano Salvatore, Conti Salvatore, Cortese Agnese, Currò Salvatore, Currò Sebastiano, Cutropia Filippo, Cutugno Carlo, Cutugno Francesco, Cutugno Salvatore, Cutullo Sebastiano, D’Amico Carmelo, Di Bartola Angela, Fazio Angela, Genovese Antonio, Genovese Lorenzo, Genovese Santo, Guido Antonino, Iannello Attilio, La Motta Carmelo, Lazzaro Alfredo, Leotta Giuseppina, Longo Giuseppe Garibaldi, Lo Presti Mariano, Mazza Eugenia, Mazzeo Angelo e Fortunato, Mazzeo Giuseppa, Merenda Grazia, Pandolfo Giuseppe, Perdichizzi Giovanni – Giov., Petrella Michele, Pino Sebastiana, Pittari Santo, Presti Francesco e Sebastiano, Rotella Vittorio Emanuele, Scarpaci Caterina, Scollo Paolo, Scopelliti Carmela, Siracusa Vincenzo, Siracusa Vito, Sortino Carlo, Spada Antonino, Trattaro Luigi, Trimboli Antonino, Triolo Nunziato, Trovato Caterina, Trovato Giovanni, Perdichizzi Giovanni – Ant.

L’evento si è tenuto sabato 4 Agosto 2018, alle ore 16:30, presso il Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca a Messina

Sabato 4 Agosto, alle ore 16:30, presso il Salone delle Bandiere di palazzo Zanca a Messina, si è tenuta la cerimonia di premiazione della II Edizione del Concorso Nazionale “Ars mea” 2018, aperto a poeti, pittori e fotografi.

L’evento, organizzato dalla R.D.P. Eventi di Renato Di Pane, è stato patrocinato moralmente dall’Associazione Nazionale del Fante di Messina e dal CO.B.-G.E. (Inspired ONU-UNESCO-OMS), presieduti dal Comm. O.M.R.I. Prof. Domenico Venuti, Consigliere Nazionale A.N.F. Sicilia (Ric. Min. Dif.) e dall’associazione “Terra di Gesù ONLUS”, presieduta dal Dott. Francesco Certo.

In una gremitissima sala, è stata anche consegnata una Targa Speciale al Dott. Gianfranco Moschella, Sindaco di Scaletta Zanclea (ME), per il suo costante impegno profuso nel valorizzare la cittadina jonica ed è stata donata una Targa al Merito al videomaker Giancarlo Giambra, da sempre vicino alla poetica italiana con i suoi meravigliosi video.

Inoltre, è stato conferito il prestigioso Premio Internazionale “William Shakespeare” a quattro eccellenze del territorio messinese, tra cui la bravissima pittrice rumena Gavri.

Un plauso va all’impeccabile lavoro svolto dalle quattro Commissioni Giudicatrici, così composte:

Sezione A (Poesia in Lingua Italiana) - Prof. Domenico Venuti (Presidente), Dott. Francesco Rigano, Prof.ssa Cetti Perrone, Dott.ssa Silvana Foti, Dott. Pasquale Ermio e Flavia Vizzari;

Sezione A1 (Poesia in Lingua Dialettale) - Prof. Domenico Venuti (Presidente), Dott. Pierpaolo La Spina, Dott. José Russotti, Prof.ssa Maria Morganti Privitera, Prof.ssa Giulia Maria Sidoti e Rag. Salvatore Gazzara;

Sezione B (Opere Pittoriche) - Prof. Domenico Venuti (Presidente), Prof.ssa Maria Teresa Prestigiacomo, Prof.ssa Melania Rossello, Carmen Crisafulli, Morena Meoni e Angela Viola;

Sezione C (Opere Fotografiche) - Prof. Domenico Venuti (Presidente), Prof.ssa Maria Teresa Prestigiacomo, Prof.ssa Melania Rossello, Carmen Crisafulli, Morena Meoni e Angela Viola.

Le opere degli artisti, provenienti da ogni parte d’Italia, sono state declamate dalla fine dicitrice letteraria Clara Russo e dall’attore teatrale Francesco Micari.

Gli intermezzi musicali sono stati curati dalla bravissima cantante Teresa Ferrara.

Durante la cerimonia, spazio anche alla sublime maestra di danza Antonella Gargano, la quale si è esibita accompagnata dalla dolcissima Ambra Visicaro, in un connubio che ha emozionato il pubblico presente.

Di forte impatto emotivo è stata anche la performance del simpatico cabarettista Piero Lucca, che ha fatto ridere tutti con la sua innata simpatia, imitando molti personaggi dello spettacolo.

Ha presentato l’evento lo scrittore e poeta Renato Di Pane.

Foto Ars mea 2018

Di seguito, le tabelle relative agli artisti premiati:

SEZIONE A – POESIA IN LINGUA ITALIANA

1° POSTO EX AEQUO CANTAMI ANCORA… PALMA CIVELLO PALERMO
1° POSTO EX AEQUO NOTTE ANGELA MICIELI CASTROVILLARI (CS)
1° POSTO EX AEQUO RANTOLI D’ALBA GIUSEPPE CALECA CASTELLAMMARE DEL GOLFO (TP)
2° POSTO EX AEQUO L’ATTIMO CHE NON COLSI GIUSEPPE CALECA CASTELLAMMARE DEL GOLFO (TP)
2° POSTO EX AEQUO SAGGIA FOLLIA PALMA CIVELLO PALERMO
2° POSTO EX AEQUO SULLA VIA DELLE MANGROVIE GAETANO CATALANI ARDORE M. (RC)
3° POSTO D’INFINITO AMORE GIANPIERO DONNICI COSENZA
MENZIONE D’ONORE DISARMIAMO L’IGNORANZA ROSELLA LUBRANO MELAZZO (AL)
MENZIONE D’ONORE NELL’ATTESA DI UNA NUOVA ALBA ANGELA BONO CATANIA
MENZIONE D’ONORE TI CERCO, MIO SIGNORE ANGELA BONO CATANIA
MENZIONE D’ONORE TIENIMI PER MANO ROSELLA LUBRANO MELAZZO (AL)

SEZIONE A1 – POESIA IN LINGUA DIALETTALE

1° POSTO VITI RUVINATI ANTONIA GALOFARO CASTELLAMMARE DEL GOLFO (TP)
2° POSTO MARIA COSTA FRANCESCO SCHIRÒ MESSINA
3° POSTO CIÀNGIUNU PUR’I STIGLI GAETANO CATALANI ARDORE M. (RC)
MENZIONE D’ONORE A MALERBA GAETANO CATALANI ARDORE M. (RC)
MENZIONE D’ONORE LL’URDEMA SERA GENNARO GRIECO SAVIANO (NA)
MENZIONE D’ONORE MASCARIATA DI VRIOGNA GIUSEPPE CALECA CASTELLAMMARE DEL GOLFO (TP)
MENZIONE D’ONORE ‘NA CANNA O VENTU ROSARIA LO BONO TERMINI IMERESE (PA)
SEGNALAZIONE DI MERITO ‘A VOCE D’’O BBAMMENIELLO FAUSTO MARSEGLIA MARANO (NA)
SEGNALAZIONE DI MERITO FIMMINA CINZIA PITINGARO CASTELBUONO (PA)
SEGNALAZIONE DI MERITO NANNU E NIPUTI SALVATORE GRECO BIANCAVILLA (CT)
SEGNALAZIONE DI MERITO ‘N’ATU CALVARIO ENRICO DEL GAUDIO CASTELLAMMARE DI STABIA (NA)
SEGNALAZIONE DI MERITO VITA MORTE E NASCITA MICHELE MELILLO VAIRANO (CE)

SEZIONE B – OPERE PITTORICHE

1° POSTO LA CUSTODE DELLA CONSAPEVOLEZZA MARIA GRAZIA GAMBALE MESSINA
2° POSTO IL DONO DELL’ARTE MARCELLO LA NEVE CERISANO (CS)
3° POSTO EX AEQUO IL DISEGNO DIVINO MARCELLO LA NEVE CERISANO (CS)
3° POSTO EX AEQUO RODICA GIUSEPPE ZACCURI ROZZANO (MI)
MENZIONE D’ONORE LA CRISTALLIDE MARIA GRAZIA GAMBALE MESSINA
MENZIONE D’ONORE LUCCIOLE GIUSEPPE ZACCURI ROZZANO (MI)
MENZIONE D’ONORE MADRE DELLA TENEREZZA ROBERTO RONCACCIA GROTTAFERRATA (RM)
MENZIONE D’ONORE RIFLESSI GIUSEPPE ZACCURI ROZZANO (MI)
SEGNALAZIONE DI MERITO BAMBINA PIANGENTE PAOLA CANINO RILIEVO (TP)
SEGNALAZIONE DI MERITO DEGRADO VINCENZO PIATTO CASALUCE (CE)

SEZIONE C – OPERE FOTOGRAFICHE

1° POSTO U ZU VANNI ANTONIO BARRACATO CEFALÙ (PA)
2° POSTO IL PESCATORE ANTONIO BARRACATO CEFALÙ (PA)
3° POSTO EX AEQUO LUCI E OMBRE DI UN TRAMONTO SUL GOLFO GIUSEPPE LA ROCCA TRAPPETO (PA)
3° POSTO EX AEQUO MAGIA DI LUCI ROBERTA CUOMO NAPOLI
MENZIONE D’ONORE ACCIAIO LIQUIDO CON CIGNO SERGIO SILVESTRI UDINE
MENZIONE D’ONORE MACCHIE DI MARE SERGIO SILVESTRI UDINE
MENZIONE D’ONORE ROSPI IN AMORE SERGIO SILVESTRI UDINE
SEGNALAZIONE DI MERITO NOTTURNA ORTIGIA MARCO PRESTIPINO MESSINA

Messina, 06/08/18                                                                           R.D.P. Eventi di Renato Di Pane

 

- di Maria Teresa Prestigiacomo -

Taormina,Me. Film vino degustazione WINE food e Cinema con le qualità imprenditoriali di Lillo Sciliberto, avvocato ma dedito al....vino...ma  nel senso di manager del vino, produttore e esperto sommelier, esperto in sponsorizzazioni luxury, dalle jaguar elettriche ad altro ma nell' ambito del luxury, come per la sua collaborazione al Taormina Film Test e per Taobuk in cui anche la Letteratura sposava il vino ed il luxury.

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Appuntamento da non perdere, dunque il 10 agosto a Taormina, ore 19.30 per una serata in una terrazza incomparabile, quella dell' hotel Continental sotto il segno di Bacco food e Cinema. Euro 20 tutto compreso per una notte tutta da vivere...anche dopo Cinema a LETOJANNI e nel cielo di Taormina, con la notte delle lanterne.

 

Nuova importante scoperta archeologica nei fondali dell’isola di Levanzo. A ottantacinque metri di profondità sono stati rinvenuti altri tre rostri in bronzo - uno dei quali è stato già ripescato - risalenti alla Battaglia delle Egadi. Il ritrovamento è frutto della collaborazione tra la Soprintendenza del Mare, braccio operativo dell'assessorato regionale dei Beni culturali, e la statunitense ‘Rpm Nautical Foundation’, mirata all’approfondimento della ricerca subacquea nell’area prospiciente l’arcipelago Trapanese. Le micidiali armi da guerra, montate nella parte anteriore dell'imbarcazione per speronare le navi nemiche e provocarne dunque l'affondamento, si aggiungono ai tredici rostri già recuperati nelle campagne precedenti.

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Le ricerche archeologiche strumentali in alto fondale, iniziate nel 2004, hanno consentito fino a oggi l'individuazione e il recupero di undici rostri romani, due cartaginesi e ben ventuno elmi romani del tipo montefortino, oltre a un grande numero di anfore e dotazioni di bordo. Lo scontro, avvenuto nel 241 avanti Cristo, vide opporsi la flotta cartaginese a quella romana, con la vittoria di quest'ultima. 

«L’obiettivo del mio governo - evidenzia il presidente della Regione Nello Musumeci - è quello di portare le nostre scoperte come modello di ricerca scientifica in tutto il mondo. Un modello creato con risorse siciliane grazie alle sinergie con organizzazioni di livello internazionale. La nuova politica dei Beni culturali nell’Isola passa anche da eccellenze come queste che sono certamente volano di sviluppo scientifico, turistico e culturale».

Dei tre rostri individuati in questa campagna, coordinata dal Soprintendente del Mare Adriana Fresina, uno è stato recuperato dai subacquei altofondalisti della Global Underwater Explorer in collaborazione con il reparto aeronavale della Guardia di Finanza. A differenza degli altri, questo è di dimensioni più grandi avvalorando il racconto dello storico Polibio, che riporta la presenza di navi quinquereme nella battaglia. Si tratta quindi di un rinvenimento di grande rilievo che aggiunge preziosi dati per la conoscenza di uno degli episodi più importanti della storia del Mediterraneo.

«Sono particolarmente felice di questa scoperta - dichiara l'assessore dei Beni culturali Sebastiano Tusa - poiché dimostra ancora una volta la validità dell’intuizione che abbiamo avuto sull’identificazione del luogo della Battaglia delle Egadi. Il governo Musumeci ha intenzione di sviluppare sempre più la cooperazione internazionale nella ricerca archeologica che sta dando grandi risultati in termini di arricchimento del nostro patrimonio culturale e di visibilità della Sicilia nel mondo, con ricadute turistiche molto importanti. Fino agli anni 2000, al mondo erano stati ritrovati solamente due rostri. Grazie all'intuizione che ha permesso il ritrovamento dell'esatto luogo della Battaglia delle Egadi, l’Isola detiene un record mondiale: sedici rostri e ventuno elmi. Un primato che pone la politica dei Beni culturali siciliani ai vertici dell'archeologia mondiale, così come riconosciuto da prestigiosi enti di ricerca e università di tutto il mondo».

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Fabio De Pasquale
Portavoce presidente
Regione Siciliana

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