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Barcellona Pozzo di Gotto: nel Duomo di Santa Maria Assunta la statua in marmo di San Vito e opere della pittura messinese dell’Ottocento

 - di Marcello Crinò -

La città di Barcellona Pozzo di Gotto, nata dalla fusione di due centri originariamente separati dal torrente Longano, aveva due arcipreture che tuttora permangono, facenti capo l’una alla Basilica Minore di San Sebastiano, e l’altra, di Pozzo di Gotto, al Duomo di Santa Maria Assunta. Strutturalmente e stilisticamente simili, sono sormontate da cupole alte ed imponenti che rappresentano dei segni forti dell'immagine urbana.

Duomo S Maria Assunta foto antica

 

Come fosse la chiesa in origine non ci è dato conoscere, perchè, fondata nel 1620 (o nel 1642) e ancora in costruzione nel 1646, venne distrutta da un sisma nel 1783 e riedificata, nella forma attuale sulla stessa area, nel 1859 e completata nel 1863.

Il terremoto del 1908 provocò nuovamente dei gravi danni, tanto da doverla ricostruire quasi per intero e completarla nel 1938.

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All’interno è conservata la statua in marmo di San Vito del XVI secolo, proveniente dall’ex chiesa omonima e, unica chiesa in tutta la città, presenta alcune testimonianze della pittura messinese dell’Ottocento: l’Incoronazione della Vergine (di Salvatore Ferro, 1859), San Liberante (di Michele Panebianco, 1861), Sacro Cuore (attribuito al Panebianco), Anime Purganti, San Vito, Battesimo di Cristo (di Salvatore Ferro) e Madonna del Rosario (di Placido Luca Trombetta, 1869).

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Da questa chiesa inizia la processione pozzogottese delle “varette” del Venerdì Santo. La processione, risalente al 1621, seppur in forma ridottissima rispetto all’attuale, forse con il solo Ecce Homo, si comincia a formare nella via Risorgimento, di fronte la chiesa di Gesù e Maria, dove sono custodite le varette dell’Ecce Homo e dell’Urna col Cristo morto e prosegue  fino a Santa Maria Assunta, disponendosi in due file nelle strade che la circondano. Da qui si snoda lungo la via Garibaldi, raccogliendo durante il percorso altre due “varette” custodite nella chiesa delle Anime del Purgatorio.

Le origini di questa manifestazione hanno chiari riferimenti alla tradizione spagnola; addobbate con fiori e luci, spesso solo con candele, hanno mantenuto nel tempo le caratteristiche iniziali.

9 marzo 2020

Ultima modifica il Martedì, 10 Marzo 2020 10:19
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