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Barcellona Pozzo di Gotto: inaugurato all’Epicentro di Gala il “Pavimento d’arte”.

 - di Marcello Crinò -

Lo scultore Nino Abbate, fondatore ed animatore del Museo delle mattonelle Epicentro, con sede nella frazione collinare di Gala continua a stupire il mondo dell’arte con le sue iniziative. Domenica 30 giugno ha inaugurato il “Pavimento d’arte”, con le opere di centoventotto artisti; un nuovo modo di esporre una parte delle circa milleduecento mattonelle del formato di trenta centimetri per trenta, espressamente realizzate gratuitamente dai maggiori artisti italiani e stranieri operanti in Italia. Le mattonelle fino ad ora sono state esposte collocate verticalmente nelle pareti dell’Epicentro, creando un suggestivo mosaico d’arte contemporanea. Adesso, cominciando a mancare lo spazio, Abbate ha deciso di esporre le ultime mattonelle in orizzontale, creando un vero e proprio suggestivo pavimento non calpestabile. Si tratta di opere realizzate da centoventotto arrtistie L’inaugurazione vera e propria si è svolta negli spazi esterni dell’Epicentro, dove c’è il giardino organizzato con una piccola gradinata in mezzo agli alberi, con accanto il nuovo spazio, inaugurato da poco tempo, il “Giardino di Salva”, un terreno scosceso sistemato con dei terrazzamenti dove Abbate ha sistemato sculture e piante attraversate da ruscelli e vasche d’acqua.

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All’inaugurazione, oltre a Nino Abbate che ha spiegato il senso dell’iniziativa, cioè il recupero di mattonelle che per motivi di spazio non erano ancora state esposte, è intervenuto lo storico dell’arte Andrea Italiano, con una riflessione sulle ultime opere esposte, che prima stavano custodite del deposito del Museo. Italiano ha proposto che la collezione debba essere diffusa al di fuori di Gala e di Barcellona, magari organizzando dei “moduli” di mattonelle da portare in giro per l’Italia. Ha portato i saluti dell’Amministrazione Comunale il consigliere Melangela Scolaro ed è intervenuta per un saluto l’ex Assessore comunale alla Cultura Ilenia Torre, che tante volte quando era in carica ha presenziato alle iniziative dell’Epicentro. Erano altresì presenti esponenti dell’arte e della cultura provenienti anche da fuori città. Il Museo Epicentro ha curato un catalogo dell’evento con testi di Renato Barilli, Diego Bertelli, Andrea Italiano e Nino Abbate. L’evento è stato patrocinato dalla Presidenza dell’Assemblea Regionale Siciliana.

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Gli artisti presenti nel “pavimento d’arte” vanno dal Movimento di Corrente alle ultime Tendenze: Piero Gauli (1916-2012), esponente del Movimento di Corrente che dalla fine degli anni Trenta coagula una compagine di artisti il cui ruolo sarà centrale nel dopoguerra; Egidio Bonfante (1922-2004), firma nel 1946, il Manifesto del Realismo, divenuto poi noto come Oltre Guernica; Gualtiero Nativi (1921-1999), firma il Manifesto dell’astrattismo classico con Renato Barisani (1918-2011). Dal 1947 sono tra i principali esponenti dell’arte astratta e del Movimento Arte Concreta; Sergio Dangelo (1932), firma nel 1952 a Bruxelles, il Manifesto della pittura nucleare, nela cui area si muovono: Mario Persico (1930), e Wladimiro Tulli (1922-2003); Mino Cerretti (1930), Giansisto Gasparini (1924-2019), e Giancarlo Cazzaniga (1930-2013), sono tra i maggiori gli esponenti del Realismo Esistenziale nei primi anni Cinquanta a Milano. In quest’area si muovono: Cesco Magnolato (1926), e Carlo Guarienti (1922); Nell’ambito degli ultimi naturalisti in seno alla schiera composita di autori informali bolognesi, sono presenti: Vasco Bendini (1922-2015), Germano Sartelli (1925-2014), Mario Nanni (1922), Maurizio Bottarelli (1943). In quest’area si muovono: Gina Roma (1914-2005), Giuseppe De Gregorio (1920-2007), Domenico Spinosa (1916-2007), Piero Raspi (1926), Antonio Carena (1925-2010), Sandro Somarè (1929), Salvatore Emblema (1929-2006), Ennio Finzi (1931), Edoardo Franceschini (1928-2006), Luigi Boille (1926-2015).

La generazioni di scultori maturata negli anni Cinquanta presenta figure legate  alla tradizione astratta geometrica e figurativa, come: Pietro Cascella (1921-2008), Carlo Ramous (1926-2003), Giuseppe Spagnulo (1926-2016), Eugenio Guglieminetti (1921-2006), Fabio De Sanctis (1931).

Nel 1959 in seno alla generazione d’avanguardia milanese la “pittura oggetto” di Enrico Castellani (1930-2017) apre una nuova prospettiva di ricerca  nell’ambito di una pittura rigorosamente monocroma ma insieme di trasgressione dello spazio-superficie del quadro. In quest’ambito variegato di sperimentazioni nel 1962 nasce il Gruppo di Cenobio con Ettore Sordini (1934-2012), e Ugo La Pietra (1938);  l’Arte Cinetica e Programmata, che si esprime principalmente in lavoro di gruppo ma anche individuale, tra questi: Marcello Morandini (1940), Manfredo Massironi (1937-2011), Edoardo Landi (1937).

Nel panorama del Design e Architettura, sono presenti Alessandro Mendini (1931-2019), Nathalie Du Pasquier (1957), Pietro Derossi (1933), e Stefano Boeri (1956). Mentre permane ben viva la tradizione della lavorazione del vetro, ceramica e mosaico d’arte, tra questi: Linde Burkhardt, Gianni Robusti (1946-2010), Federica Marangoni (1940), Gianmaria Potenza (1936).

Dopo la crisi dell’informale all’inizio degli anni Sessanta vi è un ritorno a una Nuova Figurazione, con  Aurelio Caminati (1924-2012), Enrico Colombotto Rosso (1925-2013), Robert Carrol (1934-2016), Carmelo Zotti (1933-2007), Romano Notari (1933), Francesco Casorati (1934-2013), Saverio Barbaro (1924), Aldo Turchiaro (1929), Giovanni Repossi (1929-2012), Gaetano Pallozzi (1926), Italo Picini (1920-2016), Giuseppe Antonello Leone (1917-2016), Nani Tedeschi (1938-2017).

La Pop Art considerata un fenomeno anglo americano dopo la sua diffusione  nel 1964 alla Biennale di Venezia, in Italia ebbe esperienze analoghe con Cesare Tacchi (1940-2014), Piero Gilardi (1943), Umberto Bignardi (1935), Ugo Nespolo (1941), Umberto Buscioni (1931), Gino Marotta (1935-2012); una figurazione politica con Paolo Baratella (1935).

Le contestazioni degli anni Sessanta hanno lasciato il segno ma il sorgere della Poesia visiva, scaturisce un nuovo linguaggio con Lamberto Pignotti (1926), Lucia Marcucci (1935), Eugenio Miccini (1925-2007), Luciano Ori (1928-2007), Stelio Maria Martini (1934-2016), Arrigo Lora Totino (1928-2016), Magdalo Mussio (1925-2006), Giovanni Fontana (1946), Tomaso Binga (1931); si muovono in quest’area: Giorgio Celimberti  (1929), Ezio Gribaudo (1929), Cioni Carpi (1932-2016), Mino Trafeli (1922-2018).

Nel filone della Minimal art, ci sono gli scultori Carlo Lorenzetti (1934), Paolo Icaro (1936), Pietro Coletta (1948). In ambito postconcettuale, Vettor Pisani (1934-2011), Yoshin Ogata (1948).

Nel 1975 si teorizza il movimento Nuova pittura, la ricerca del colore luce e pochi segni caratterizza il lavoro di Valentino Vago (1931-2018), Claudio Olivieri (1934), Tino Stefanoni (1937-2018), Ruggero Savinio (1934), Ferruccio Gard (1940), Paolo Masi (1933), Antonio Passa (1939), Renata Boero (1936), Paolo Minoli (1942-2004), Achille Pace (1923), Gianfranco Notargiacomo (1945), Franco Costalonga (1933), Gianfranco Zappettini (1939), Franco Giuli (1934-2018), Enzo Cacciola (1945); di suggestione narrativa è la pittura di Medhat Shafik (1956).

Esaurite anche le tendenze concettuali nei primi anni Ottanta si manifesta il ritorno alla pittura con alcuni artisti che fanno riferimento all’arte classica definita Anacronismo, con Silvano D’Ambrosio (1951), Salvatore Marrone (1948), Bruno D’Arcevia (1946), Andrea Volo (1941).

La ricerca post concettuale e ancora ambito di ricerca con Giorgio Cattani (1949),  Patrizia Guerresi (1951), H.H. Lim (1954). 

Sotto il nome dei Nuovi Nuovi,  Giuseppe Salvatori (1955), Enzo Esposito (1946), Wal (1949).

Nel 1983 un gruppo di artisti romani indicati come Nuova scuola romana operano nei punti in cui l’interruzione tra astrazione e figurazione è più lacerante, tra questi: Bruno Ceccobelli (1952), Enrico Luzzi (1950), Giancarlo Limoni (1947); Un’altro gruppo di artisti etichettati come Nuovo Futurismo, Plumcake (Giovanni Cella, 1953, Romolo Pallotta, 1954, Claudio Ragni, 1955),  Innocente (1950), lavorano su  PVC, lamiera e vetroresina.

Nel 1985 si mostrano ancora le possibilità  proprie della scultura nell’atteggiamento postminimal con Claudio Palmieri (1955), Lucilla Catania (1955) Ernesto Jannini (1950), Virginia Rayn (1956). Carlo Bernardini (1966), realizza grande installazioni ambientali con fibre ottiche. In rappresentanza della pittura mediale  Luca Vitone (1964). Tra i concettuali ironici Corrado Bonomi (1956). Sull’immaginazione visionaria Velasco Vitali (1960).

Tra lo scorso e l’attuale millennio altri artisti si cimentano in diverse sperimentazioni tra scultura e pittura, come  Florencia Martinez (1962), Andrea Chiesi (1966), Paul Beel (1966), Marco Cingolani (1961), Davide Nido (1966-2014), Aron Demetez (1972).

1 luglio 2019

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