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“L’ALTRA MESSINA” (SENZA LÀSTIMI)

- di Giuseppe Rando - 

Intanto, mi scuso con gli amici per la papera … geografica in cui sono incorso l’altro ieri, per distrazione indotta, nel corso della trasmissione del fortunato programma “L’altra Messina”.

Però, l’esperienza televisiva è stata certamente gradevole: conduttori competenti e suadenti, agguerriti ricercatori e ricercatrici del CNR con il loro valente direttore, un eccezionale storico (e divulgatore) di cose locali.

Dato il taglio ottimistico della trasmissione (che vuole mostrare il lato positivo e propositivo della città), l’intento - dell’architetto Principato, del collega Piero Chillé, del sottoscritto, e di Tremedia - era quello di comunicare al grosso pubblico, i risultati concreti e oggettivi conseguiti dall’Associazione “Cento messinesi per Messina 2008” e dall’Associazione “Salviamo Casa Pascoli” per rilanciare, a Messina, anche a fini turistico-pubblicitari, la figura di uno dei più grandi poeti del Novecento, Giovanni Pascoli, che vi trascorse, com’è noto, «i cinque anni migliori, più operosi, più lieti, più raccolti, più raggianti di visioni, più sonanti d'armonie» della sua vita.

Ma, tolto qualche felice spunto del sagace conduttore e un veloce riferimento dell’architetto Nino Principato alla mia edizione, presso EDAS, di “Poesie e prose della stagione messinese” di Giovanni Pascoli, non mi pare che abbiamo saputo trovare il modo di comunicare adeguatamente al vasto pubblico – in televisione, il tempo è davvero tiranno – i risultati finora conseguiti. Risultati non clamorosi, invero, ma nemmeno sparuti, ove si consideri che:

a) si è fondato, presso l’Istituto Comprensivo “G. Pascoli”, il “Centro Studi Pascoliani”, col supporto decisivo del preside Gianfranco Rosso, del giudice Giuseppe Minutoli e del giornalista della «Gazzetta del Sud» Nuccio Anselmo;

 b) si è intitolata a Giovanni Pascoli la Biblioteca della ex-Provincia di Messina;

c) si è perorata e ottenuta la concessione al poeta romagnolo della cittadinanza onoraria della nostra città;

d) si è affissa una lapide commemorativa accanto al portone di Palazzo Sturiale in via Risorgimento e si sono poste le basi per l’acquisto – da parte della regione - dell’appartamento dello stesso Palazzo (restaurato), in cui il poeta abitò, con la sorella Maria;

e) si è creato un itinerario pascoliano a Messina, insieme con un primo progetto di collegamento delle città pascoliane in Italia;

f) si è propiziato il gemellaggio di Messina con San Mauro Pascoli.

Quanto dire, ad ogni modo, che ci sono, anche in questa bella e sventurata città, letterati e intellettuali non parolai, che cercano di contribuire allo sviluppo del territorio (e che magari sanno conseguire risultati di eccellenza nel loro settore disciplinare). Senza le fanfare accademiche, senza le vanterie dei mediocri e senza i «làstimi» dei pessimisti inguaribili, giusta lo slogan della trasmissione.

Ultima modifica il Mercoledì, 04 Aprile 2018 09:40
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