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MESSANENSI

MESSANENSI

SAN GIOVANNI ROTONDO (FOGGIA) - Dal prossimo primo giugno sarà permanente l'ostensione del corpo di san Pio da Pietralcina nella chiesa inferiore a lui intitolata a San Giovanni Rotondo. Sarà il prefetto della Congregazione delle cause dei santi, card.Angelo Amato, a presiedere la celebrazione eucaristica per l'inizio dell'esposizione.

La notizia é stata annunciata dall'Ufficio stampa dei Frati minori cappuccini della provincia religiosa 'Sant'Angelo e padre Piò. L'unica ostensione delle reliquie del frate delle stimmate si é tenuta dal 24 aprile 2008 al 24 settembre 2009.

 

Insieme con il card. Amato - è detto in una nota - "giungeranno in pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo, per venerare le spoglie del Santo, tutti i collaboratori che prestano il loro servizio presso il Dicastero". Concelebreranno la funzione dell'ostensione l'arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, mons. Michele Castoro; l'arcivescovo segretario della medesima Congregazione, mons. Marcello Bartolucci e numerosi sacerdoti, cappuccini e diocesani. Il corpo di san Pio da Pietrelcina resterà nello stesso luogo, cioé nell'intercapedine del plinto centrale della chiesa inferiore, custodito in un'urna di vetro.

(Ansa)

- di Alessandro Fumia -

 

Gli esperimenti di trasmissione elettromagnetica in codice, ebbero le prime applicazioni fin dai primi anni del XIX secolo.

Le scoperte di Gugliemo Marconi e i segnali radio sperimentati ed applicati a Messina, hanno messo la nostra città, sotto l'attenzione della opinione pubblica internazionale. Nell'immaginario collettivo degli anni del primo novecento, Messina veniva ricordata come la patria della scienza in rapporto, ai segnali elettromagnetici e radio. Numerosi esperimenti del genere vennero effettuati in Sicilia e a Messina in modo particolare; questo stato di cose, favorì lo stereotipo, di immaginare Messina, come culla di una nuova frontiera.

A tale motivo, l'ingegnere tedesco Helmut Hoelzer all'inizio del 1942, ebbe costruito un computer analogico per calcolare e simulare le traiettorie possibili di un'arma il razzo V-2. Il team di Hoelzer riuscì a sviluppare un sistema modulato per l'emissione di segnali di nuova generazione. La portata dell'innovativa soluzione fu tale, che entusiasmò oltre misura i suoi ideatori. Ricordando questo nuovo apparecchio frutto di genere, delle applicazioni avviate a Messina vollero, allo stesso modo, rimanere nel solco tracciato decenni prima da Marconi, denominando l'incredibile apparecchiatura sistema di telemetria Messina.

Il brevetto ben presto, venne adoperato e applicato per la teleguida dei razzi V2 tanto famosi e tristemente noti agli inglesi, che subirono in quegli anni, moltissime distruzioni e perdite. L'idea dell'ingegnere tedesco di teleguidare razzi armati attraverso onde elettormagnetiche, sbalordì il mondo. Quel progetto fu possibile dalla costituzione di un gruppo di lavoro di prima scelta. Nel mese di ottobre del 1939, mentre lavorava per la Telefunken società di elettronica di Berlino, Hoelzer ha incontrato Ernst Steinhoff, Hermann Steuding e Wernher von Braun per quanto riguarda i progetti di guida del veivolo.

Alla fine del 1940 a Peenemünde Hoelzer era capo del progetto militare, sviluppando un sistema di guida-piano che alternava un segnale trasmesso da due antenne a breve distanza a parte (onde medie sperimentato la prima volta a Messina nel 1926), fabbricando pure un dispositivo di miscelazione tubo a vuoto tedesco: che corresse per la quantità di moto per non turbare un oggetto che era stato spostato di nuovo in pista di lancio.

Con la caduta del 1941, il miscelatore di Hoelzer è stato utilizzato per fornire al razzo V-2 la misurazione della frequenza invece di utilizzare i normali giroscopi. La telemetria wireless ebbe le prime apparizioni nelle radiosonde; la prima volta fu sviluppata nel 1930 da Robert Bureau in Francia e da Pavel Molchanov in Russia. Il sistema di temperatura modulata Mochanov e misurazioni della pressione effettuò uno schema metrico convertendo i wireless nel codice Morse. Il razzo tedesco V-2 ha utilizzato un sistema di segnali radio multiplex primitivi chiamati "Messina-1" capaci di segnalare quattro parametri del razzo armato. Di fatto la prima evoluzione dell'arma missile, come viene conosciuto oggi.


Il "timelapse" realizzato da Google nel 2012, consente  come una macchina del tempo,  di osservare i cambiamenti del mondo fino al 1984.

Grazie ai satelliti Landsat e in collaborazione con U.S. Geological Survey, Nasa e il Time, ha confezionato lo "storico" delle immagini satellitari scattate dal 1984 ad oggi, permettendo di tornare indietro nel tempo ed osservare i cambiamenti del nostro pianeta.

Ghiacciai che si sciolgono e laghi che si prosciugano a causa del riscaldamento globale. Espansione di città come Las Vegas o Dubai.

Deforestazione della Foresta Amazzonica e crescita a dismisura della città di Shanghai: in soli 28 anni di mutamenti.

E tra 50?

 

http://world.time.com/timelapse/


È dottore in Lingue. Onorificenza conferitagli dalla facoltà di Studi umanistici dell'Università di Cagliari

PALERMO – Laurea honoris causa per Andrea Camilleri. Tutti in piedi e un lungo applauso lo ha accolto questa mattina nell'Aula Magna del Rettorato di Cagliari. La Facoltà di Studi Umanistici dell'Università gli ha conferito la laurea magistrale in Lingue e letterature moderne europee e americane. Il padre del commissario Montalbano da oggi è perciò dottore.

LECTIO MAGISTRALIS - Il legame che unisce Camilleri alla Sardegna ha origini antiche. “Mio padre è stato ufficiale della Brigata Sassari anche agli ordini di Emilio Lussu, per il quale nutriva una autentica venerazione. Aveva da sempre il desiderio di tornare in quest'isola”, ha raccontato lo scrittore nella sua lectio magistralis, “Riflessioni su un capitolo di Svevo”, dove in un excursus che ha toccato Verga, Deledda, Pirandello e Svevo sul contrasto generazionale vecchi e giovani ha commosso la platea con i ricordi legati al padre e al lontano ritrovato legame.

CON LA SUA LINGUA PARLA AL MONDO - “Grande linguista, con il suo alto valore letterario ha la capacità di parlare ai lettori sparsi in Italia e nel mondo”. E' una sintesi della motivazione del conferimento della laurea. “Scrittore italiano nato in Sicilia”, così si definisce l'autore di numerosi romanzi di successo e “creatore di una scrittura ad alta intensità civile e di architetture narrative che aiutano a capire come la diversità sia un valore piuttosto che un ostacolo”. Nella laudatio del preside Giuseppe Marci, che ha ripercorso la carriera umana e artistica di Camilleri, c'è in parte il senso dell'universalità del grande romanziere per il quale “i dialetti sono lingue vere del paese”, baluardi contro il colonialismo linguistico.

 

Corriere del Mezzogiorno (Foto Ansa)

 

Il primo Papa giunto dalle Americhe è il gesuita argentino Jorge Mario Bergoglio, 76 anni, arcivescovo di Buenos Aires dal 1998. È una figura di spicco dell’intero continente e un pastore semplice e molto amato nella sua diocesi, che ha girato in lungo e in largo, anche in metropolitana e con gli autobus.

 

«La mia gente è povera e io sono uno di loro», ha detto una volta per spiegare la scelta di abitare in un appartamento e di prepararsi la cena da solo. Ai suoi preti ha sempre raccomandato misericordia, coraggio e porte aperte. La cosa peggiore che possa accadere nella Chiesa, ha spiegato in alcune circostanze, «è quella che de Lubac chiama mondanità spirituale», che significa «mettere al centro se stessi». E quando cita la giustizia sociale, invita a riprendere in mano il catechismo, i dieci comandamenti e le beatitudini. Nonostante il carattere schivo è divenuto un punto di riferimento per le sue prese di posizione durante la crisi economica che ha sconvolto il Paese nel 2001.

 

Nella capitale argentina nasce il 17 dicembre 1936, figlio di emigranti piemontesi: suo padre Mario fa il ragioniere, impiegato nelle ferrovie, mentre sua madre, Regina Sivori, si occupa della casa e dell’educazione dei cinque figli.

 

Diplomatosi come tecnico chimico, sceglie poi la strada del sacerdozio entrando nel seminario diocesano. L’11 marzo 1958 passa al noviziato della Compagnia di Gesù. Completa gli studi umanistici in Cile e nel 1963, tornato in Argentina, si laurea in filosofia al collegio San Giuseppe a San Miguel. Fra il 1964 e il 1965 è professore di letteratura e psicologia nel collegio dell’Immacolata di Santa Fé e nel 1966 insegna le stesse materie nel collegio del Salvatore a Buenos Aires. Dal 1967 al 1970 studia teologia laureandosi sempre al collegio San Giuseppe.

 

Il 13 dicembre 1969 è ordinato sacerdote dall’arcivescovo Ramón José Castellano. Prosegue quindi la preparazione tra il 1970 e il 1971 in Spagna, e il 22 aprile 1973 emette la professione perpetua nei gesuiti. Di nuovo in Argentina, è maestro di novizi a Villa Barilari a San Miguel, professore presso la facoltà di teologia, consultore della provincia della Compagnia di Gesù e rettore del Collegio.

Il 31 luglio 1973 viene eletto provinciale dei gesuiti dell’Argentina. Sei anni dopo riprende il lavoro nel campo universitario e, tra il 1980 e il 1986, è di nuovo rettore del collegio di San Giuseppe, oltre che parroco ancora a San Miguel. Nel marzo 1986 va in Germania per ultimare la tesi dottorale; quindi i superiori lo inviano nel collegio del Salvatore a Buenos Aires e poi nella chiesa della Compagnia nella città di Cordoba, come direttore spirituale e confessore.

 

È il cardinale Quarracino a volerlo come suo stretto collaboratore a Buenos Aires. Così il 20 maggio 1992 Giovanni Paolo II lo nomina vescovo titolare di Auca e ausiliare di Buenos Aires. Il 27 giugno riceve nella cattedrale l’ordinazione episcopale proprio dal cardinale. Come motto sceglie Miserando atque eligendo e nello stemma inserisce il cristogramma ihs, simbolo della Compagnia di Gesù. È subito nominato vicario episcopale della zona Flores e il 21 dicembre 1993 diviene vicario generale. Nessuna sorpresa dunque quando, il 3 giugno 1997, è promosso arcivescovo coadiutore di Buenos Aires. Passati neppure nove mesi, alla morte del cardinale Quarracino gli succede, il 28 febbraio 1998, come arcivescovo, primate di Argentina, ordinario per i fedeli di rito orientale residenti nel Paese, gran cancelliere dell’Università Cattolica.

 

Nel Concistoro del 21 febbraio 2001, Giovanni Paolo II lo crea cardinale, del titolo di san Roberto Bellarmino. Nell’ottobre 2001 è nominato relatore generale aggiunto alla decima assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi, dedicata al ministero episcopale. Intanto in America latina la sua figura diventa sempre più popolare. Nel 2002 declina la nomina a presidente della Conferenza episcopale argentina, ma tre anni dopo viene eletto e poi riconfermato per un altro triennio nel 2008. Intanto, nell’aprile 2005, partecipa al conclave in cui è eletto Benedetto XVI.

 

Come arcivescovo di Buenos Aires — tre milioni di abitanti — pensa a un progetto missionario incentrato sulla comunione e sull’evangelizzazione. Quattro gli obiettivi principali: comunità aperte e fraterne; protagonismo di un laicato consapevole; evangelizzazione rivolta a ogni abitante della città; assistenza ai poveri e ai malati. Invita preti e laici a lavorare insieme. Nel settembre 2009 lancia a livello nazionale la campagna di solidarietà per il bicentenario dell’indipendenza del Paese: duecento opere di carità da realizzare entro il 2016. E, in chiave continentale, nutre forti speranze sull’onda del messaggio della Conferenza di Aparecida nel 2007, fino a definirlo «l’Evangelii nuntiandi dell’America Latina».

Viene eletto Sommo Pontefice il 13 marzo 2013.


L'Osservatore Romano, Anno LXIII, numero 12

 

Pietro Merrillo è nato a Spadafora il 28.08.1922,  sicuramente merita il titolo di "MAESTRO PESCATORE" o meglio di UOMO che ha dedicato anche a tutt'oggi la sua esistenza al mare.

Di piccola statura, sincero e gioviale, gambe ormai incurvate a causa della fatica e dell'età, non si è mai allontanato dal suo elemento primario '' il mare''  che ha ricambiato il suo affettuoso attaccamento permettendogli di vivere dignitosamente e di assicurare alla sua numerosa prole (6 figli , di cui 5 femmine) un avvenire altrettanto dignitoso.

 

Fin da bambino, come un sarto esperto e paziente ha (imbastito, confezionato) costruito amorevolmente i vari tipi di rete che utilizzava ciclicamente nell'arco dell'anno. dell'attività.

Quando non esistevano divieti di pesca, nella  maggior parte dell'anno utilizzava la "sciabica" , tecnica di pesca pensato per ogni tipo di pesce: palamidi, cernie, orate, acciughe, sarde, ecc...

Con la "raustina" detta anche "sciabachello" pescava da gennaio a metà aprile circa, solo "neonata" cioè i piccoli nati da sarde, acciughe e triglie.

 

Si è dedicato anche alla pesca del pescespada che catturava con reti particolari,  le "tremaglie" utilizzate per passare il tempo quando con altri sistemi il pescato era scarso. Le posizionava in mare prima del calar del sole e le ritirava di mattina presto. In questo sistema di pesca era accompagnato dal nipote che lo aiutava a remare. Ha sempre riparato personalmente le reti danneggiate dai pesci e dagli scogli del fondo marino, non solo, molti altri pescatori richiedono il suo intervento perchè riconoscono la sua competenza in questo campo.

 

Ha sempre avuto un contatto diretto con il mare, da giovane ha navigato su e giù per l'oceano con petroliere di grosse compagnie navali , ha girato il mondo , tranne l' Australia e la Russia  passando anche sotto il famoso ponte in America di brooklin da lui chiamato "broccolino".  E' stato capitano di pescherecci a Messina.

 

Oggi, all'età di 85anni non è più in grado di svolgere quest'attività lavorativa e non si rassegna all'idea di dover solo guardare il mare da qualche metro di distanza, parlando dei suoi ricordi e con la rabbia perchè nessuno gli permette di andare a pesca.

- di Rosario Fodale -

 

Giovanni Tringali è maestro d'ascia in una generazione di Maestri d'Ascia , il bisnonno, il nonno, lui Giovanni e poi i figli Giuseppe e Salvatore.

Un'arte , il "maestro d'ascia", quasi abbandonata; un nome conferito dallo strumento alla professione quale strumento insostituibile e caratteristico. L'ascia, adoperata per diversi applicativi di lavorazione quali: palelle, incastri, squadrature, livellature, sagomature a profilo variabile di legni di notevole dimensione.

 

L'ascia veniva e viene utilizzata nelle operazioni di carpenteria navale che prevedeva la lavorazione e la sagomatura di parti di imbarcazioni medio grandi. Essa permetteva di sgrossare velocemente anche i legni più duri, fa camminare il lavoro e al contempo se usata con maestria lo rifinisce. In carpenteria navale veniva utilizzata sia su parti curve come le ossature, i madieri, le ruote di prua e poppa, sia su parti rettilinee come gli alberi delle navi, per renderne la sezione da rotonda a ovale.

 

Questa professione così versatile, (dal libro "Barche,padroni e Marinai" di Rocco Sisci)  Durante gli anni venti ove risultano operanti a Paradiso i cantieri di Barca Antonino e il gruppo dei Tringali (Rocco, Antonino, Emanúele e Letterio), verosimilmente imparentati tra loro, anche se autonomi come aziende. I Tringali erano tra l'altro specializzati nella costruzione di feluche da posta per il pesce spada.

 

Pure appartenenti allo stesso ceppo ''familiare" dovevano essere Tringali Filippo, titolare di un cantiere nei pressi di Messina negli anni Quaranta, e Tringali Giovanni, operante ad Acqualadroni fra il 1916 e il 1940 e successivamente a Torre Faro. Sempre negli anni Trenta costruisce barche a Torre Faro un altro Tringali a nome Giuseppe."

 

Dal libro "La caccia del pescespada nello stretto di Messina". Da un esame dei registri della delegazione di spiaggia di Torre Faro, abbiamo appreso che la feluca ~~ matricola 10-ME-327 fu costruita proprio come feluca da posta nel 1937 nel cantiere di Giuseppe Tringali e immatricolata col nome di Peppino.

 

Il materiale adoperato era il pino, il gelso e la quercia, come di consueto. In data 22 maggio 1963 la feluca viene motorizzata con un diesel da 70 hp, evidentemente per la sua trasformazione in passerella nell'ambito di quel fenomeno, vera rivoluzione tecnica, che in pochi anni portò alla totale estinzione di un sistema di pesca vecchio di secoli. Dopo dieci anni dalla radicale modifica, la barca, con decorrenza 13 agosto 1973, fu posta in disarmo."

 

Nell'evoluzione delle costruzioni navali, delle tecnologie costruttive e dei materiali utilizzati '' l'ascia ''  questo particolare utensile estremamente duttile e versatile, non trova  quasi impiego pratico, al contempo tutta una serie di utensili elettrici ne hanno sostituito l'uso pratico.

Il Maniscalco

Ott 15, 2019

Matteo Russo, maniscalco, svolge la sua professione sin da piccolo. È uno degli l'artigiani che esercita l'arte della mascalcia, ossia del pareggio e della ferratura del cavallo, presso il ristorante Il Parco degli Ulivi, situato a Villafranca Tirrena (Me),  circondato dalle più belle località turistiche della Sicilia, ricche di storia e di splendide architetture affacciate sul Mar Tirreno.

Il centro di equitazione di cui è dotata la struttura conta due maneggi all'aperto e uno al coperto, ed è affiliato alla Federazione Italiana Sport Equestri.

 

Matteo si prende cura dei cavalli, con i tradizionali attrezzi del fabbro (fucina, incudine, mazza, coltello da zoccoli, tenaglia da maniscalco e raspe) e  collabora strettamente, nel suo lavoro, con il proprietario (che gli fornisce tutte le informazioni sull'uso abituale dei cavalli, su eventuali esigenze particolari e problemi dell'andatura) e con il veterinario (con il quale concorda gli accorgimenti opportuni in caso di patologie del piede o delle articolazioni degli arti).

 

Vi mostriamo con le foto come procede al pareggio, che consiste nell'eliminazione di tutte le parti dello zoccolo cresciute al di là dei normali limiti fisiologici.

  1. il coltello, Matteo, elimina l'eventuale eccesso di suola "morta"; elimina le parti irregolari o mal conservate del fettone; accorcia, fino ad un'altezza poco sopra il piano della suola, le barre. Con la raspa, eventualmente preceduta dalla tenaglia, accorcia adeguatamente la muraglia in tutto il suo perimetro, dalla punta ai talloni.

  2. Il pareggio, ed in particolare la cura nel determinare la migliore altezza della muraglia e dei talloni, sono critici per il bilanciamento antero-posteriore e laterale dello zoccolo, perché costituiscono le basi di un appiombo fisiologicamente corretto e di un movimento sicuro ed efficiente alle varie andature.
    Infine  applica il ferro.

  3. Complimenti Matteo!

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