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rfodale

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E' il più piccolo casale delle Masse e anche di tutti i casali di Messina. La popolazione ha abbandonato le case.  La chiesa S. Nicola è risalente alla fine del '500.

 

Denominazione:  originariamente  il  suo nome deriva da "masseria", cioè  un vasto podere con fabbricati e servizi, al quale fu aggiunto "San Giorgio" per distinguerla dalle altre tre "Masse". E' un villaggio collinare della VI Circoscrizione del comune di Messina.

Abitanti:  massoti ( circa 500 nel 2001)

Patrono:  San Giorgio martire

Prefissi:  c.a.p. 98156  - Prefisso 090

Altitudine: 250 m s.l.m.

Cenni storici: L'origine del villaggio risale all'XI secolo, allorché venne edificato un monastero basiliano, che sviluppò l'attività agricola della zona. Dopo la rivolta antispagnola del 1674-78, il territorio delle "quattro Masse" venne confiscato e fu acquistato dal Duca di Furnari, per poi tornare, nel 1727, nuovamente di proprietà del clero messinese. Ma nel 1866 come tutti i beni di proprietà ecclesiastica vennero confiscate e vendute a privati cittadini. Il terremoto del 1908 distrusse la chiesa di San Giorgio che era stata costruita nel XVI secolo.

Luoghi e cose da vedere:

  • ·         Chiesa S.Giorgio  patrono del villaggio che si festeggia il 23 aprile.
  • ·         Chiesa S.Antonio, edificata nel XVI secolo e gravemente danneggiata dal terremoto del 1908.
  • ·         Chiesa S.Maria della Massa (detta anche dell'Austro non più esistente resta qualche rudere)

Come arrivarci: Massa San Giorgio è collegata alla "litoranea Nord" Consolare Pompea, dalla Strada Provinciale n°45 "delle Quattro Masse", che partendo dal bivio Principe, attraversa gli abitati di Faro Superiore, Curcuraci, Massa San Giovanni, Massa Santa Lucia e Massa San Nicola, giungendo in paese dopo un tortuoso percorso di 14 km. Qui si incrocia con la Strada Provinciale n°50 che in direzione Sud, attraversando Castanea delle Furie porta verso il centro cittadino, mentre in direzione Nord termina al bivio con la Strada statale 113 Settentrionale Sicula, nell'abitato di Spartà.

Il villaggio è collegato al centro cittadino da linee  ATM.

 

Denominazione:  originariamente  il  suo nome deriva da "masseria", cioè  un vasto podere con fabbricati e servizi, al quale fu aggiunto "San Giovanni" per distinguerla dalle altre tre "Masse". E' un villaggio collinare della VI Circoscrizione del comune di Messina.

Abitanti:  massoti ( circa 500 nel 2001)

Patrono:  San Giovanni B.

Prefissi:  c.a.p. 98156  - Prefisso 090

Altitudine: 250 m s.l.m.

Dista 8,07 chilometri dal medesimo comune di Messina cui essa appartiene.

Gesso

Apr 24, 2024

di Mkhele Cappotto

Altitudine: m. 265  s.l.m.

Etimologia:  Il nome deriva dall’omonimo minerale (in latino Gypsum) che veniva estratto dalle numerose cave esistenti nella zona. Tale attività cessò  negli anni sessanta. Dallo stesso termine in dialetto siciliano” Ibbisu” deriva l’altro nome “ibbisoti” assegnato ai suoi abitanti.

Abitanti:  gessani o ibbisoti  (780 unità nel 2001)

Territorio e risorse: Gesso sorge su di un territorio collinare a ridosso dei Peloritani caratterizzato da ampie zone di pascolo, boschi e produzioni agricole. Fino al secolo scorso tra le attività principali vi furono pure l’allevamento e la pastorizia.
Come arrivare:  Gesso fa parte della Circoscrizione VI del Comune di  Messina. Si giunge percorrendo la tortuosa ma suggestiva Strada Statale  113  a circa 17 km dal centro cittadino. Da Gesso si gode un bellissimo panorama dello Stretto e delle Isole Eolie.
Collegamenti con autobus ATM  n. 71
CAVALLOTTI 6.00 7.50 9.55 12.20 14.15 16.30
COLLE S.RIZZO 6.35 8.35 10.55 13.10 15.00 17.15
GESSO 6.45 8.45 11.05 13.20 15.10 17.25  

GESSO 6.50 8.55 11.15 13.25 15.20 17.30
COLLE S.RIZZO 7.00 9.05 11.25 13.35 15.30 17.40
STAZIONE C.LE 7.40 9.45 12.10 14.05 16.15 18.30

PERCORSO Cavallotti - Via S.Maria Alemanna - Via I Settembre - Duomo - C.so Cavour - V.le Boccetta - Via Garibaldi - V.le Giostra Via Denaro - Vill.Scala - S.S.113 - Colle S.Rizzo - Locanda - Gesso

RITORNO Giunti in Via Garibaldi proseguire per Via C.Battisti - Via T.Cannizzaro - Via La Farina - Stazione C.le (fuori servizio Cavallotti)

Prefissi:   C.a.p. 98153    Pref Tel. 090

Numeri utili:  Farmacia: Dott.Trischitta Massimo Via Belvedere, 30  tel. 090-315062
                        Museo Cultura e Musica Popolare dei Peloritani: via Basiliani tel. 090-53045
                        Scuole Materne:  piazza Castello  tel. 090-315301

Cenni storici: le origini di Gesso sono sicuramente da ricollegare al Medioevo (sec.X-XII) periodo durante il quale le popolazioni stanziate sulla costa, continuamente minacciate dalle incursioni piratesche, furono costrette ad abbandonare i propri villaggi per cercare un rifugio sicuro nelle zone interne e montuose. La storia ci ricorda che il territorio di Gesso fu teatro di uno scontro tra Saraceni e i Normanni di Ruggero d’Altavilla, da poco sbarcato per conquistare tutta la Sicilia (1063). Uscito vincitore dallo scontro, Ruggero, per ringraziamento, fece edificare, nella contrada di S. Gregorio, un monastero ed una chiesa dedicati proprio a  S. Gregorio Magno che affidò ai monaci Basiliani. Tali storici edifici sono stati purtroppo demoliti nel secolo scorso.

Da visitare: La Chiesa Madre, che è intitolata a S. Antonio Abate. In stile barocco è stata edificata nel Seicento. L’interno è a tre navate. In essa spiccano numerose opere d’arte di grande pregio tra le quali si citano: la statua in marmo raffigurante la Madonna del Soccorso, attribuita ad Angelo Montorsoli, (sec. XVI); quella lignea di S.Antonio da Padova; la tela raffigurante S. Antonio da Padova (sec. XVII); quella della Madonna con Santi e del Trionfo della Croce tra Gesù e Maria, queste ultime entrambe di Gaspare Camarda. Da ammirare è inoltre un pulpito ligneo finemente scolpito del Seicento, il fonte battesimale, il Ciborio del Bramante (sec.XVI) ed altre tele e statue risalenti al XVI,  XVII e XVIII secolo. La Chiesa della Madonna del Carmine, (sec.XVII), che presenta un portale rinascimentale in pietra, e che oggi è adibita a sala manifestazioni e convegni. Il prestigioso Museo Cultura e Musica Popolare dei Peloritani che conserva al suo interno numerosi strumenti musicali popolari e manufatti agro-pastorali propri del patrimonio culturale e della tradizione orale siciliana.

Patrono: S.Antonio Abate (festa il 17 gennaio e la seconda domenica di agosto)

Tradizioni da non perdere: La festa patronale del 17 Gennaio e quella della seconda domenica di agosto sono vissute dagli ibbisoti con grande devozione e partecipazione che coinvolge anche molti fedeli forestieri. Numerose sono le tradizioni liturgiche invernali che culminano con il rito delle Cresime.
I festeggiamenti della seconda domenica di agosto consentono invece la partecipazione a coloro che ormai non vivono più nel villaggio e che, proprio in tale periodo, fanno ritorno. I festeggiamenti sono preceduti da una settimana di eventi di intrattenimento e preparativi di carattere liturgico. Ad essi segue la solenne processione del Santo seguita con canti preghiere e luminarie di grande effetto. 

di Michele Cappotto

Altitudine: m.  177  s.l.m.

Etimologia: La denominazione del paese deriva molto probabilmente dal nome dei Pharii, una popolazione greca oriunda della città di Pharis (in Laconia nel Peloponneso) che si stanziarono nella zona dell'attuale Faro Superiore. L'antico nome di Faro Superiore fino al sec XVIII  fu Casale del Faro, che cambiò nell'attuale, allorquando il rivierasco borgo di Torre Faro cessò di esserne una contrada divenendo indipendente.

Abitanti: faroti (circa 8000 unità)

Territorio e risorse: Il villaggio che conta ormai oltre 8000 unità,  ha mantenuto fino vivo l’aspetto commerciale ed imprenditoriale, con varie attività, tra cui spicca quella della produzione del vino “Faro doc”. Sono ancora oggi attivi diversi palmenti ed un torchio per la produzione dell’olio, Anche la pastorizia è ancora ben presente sulle colline circostanti.

Come arrivare Faro Superiore è una frazione della VI Circoscrizione del Comune di Messina. La si raggiunge percorrendo la Strada Panoramica dello Stretto o la via Consolare Pompea fino al  bivio con la S.P. 49 che porta fino al borgo. E’ pure collegato ad est con la litoranea tirrenica SS 113 DIR  per mezzo della S.P. 49. Con il collegamento con la città si possono utilizzare i bus dell’ATM linee 73 e 74.
Orari linea 74
CAVALLOTTI 5.15 6.00 7.00 8.00 8.55 10.00 11.10 12.15 13.15 14.20 15.10 16.15 17.25 19.50
ANNUNZIATA 5.25 6.10 7.15 8.15 9.15 10.25 11.25 12.30 13.30 14.35 15.35 16.30 17.40 20.10
FARO SUP. 5.40 6.25 7.30 8.30 9.30 10.40 11.40 12.45 13.50 14.50 15.50 16.45 17.55 20.25
MASSA S.LUCIA 5.50 6.40 7.45 8.45 9.45 10.55 11.55 13.00 14.05 15.00 16.00 17.00 18.10 20.35
CASTANEA 6.00 6.50 8.00 8.55 9.55 11.05 12.05 13.10 14.15 15.10 16.10 17.10 18.20 20.45
STAZIONE C.LE 6.50 7.45 8.45 9.45 11.00 12.05 13.00 14.05 15.00 16.05 17.15 18.05 19.20 21.30
              
PERCORSO Cavallotti - Via S.Maria Alemanna - Via I Settembre - Duomo - C.so Cavour - V.le Boccetta - Via Garibaldi -
 V.le Giostra - V.le Libertà - Litoranea - Torrente Guardia - Panoramica - Faro Sup. - Curcuraci - Masse - Castanea
  S.Michele - V.le Giostra - Via Garibaldi - Via T.Cannizzaro - Via La Farina Stazione C.le (fuori servizio Cavallotti)

Prefissi : c.a.p. 98158  tel 090

Numeri utili: Carabinieri – vc. Messina n. 90 tel.090-389554
                        Farmacia – vc. Messina tel.090-389550
                        Ufficio postale -  piazza S.Rocco tel. 090- 388589
                        Tabacchi – piazza S.Rocco n.4 tel. 090-388825
                        Scuole – Via Regina Elena tel 090-389562
                                      
Cenni storici: Il territorio di Faro Superiore  fu abitato dall’uomo fin da tempi remotissimi. Fu colonizzato dai Greci (Pharii) che introdussero attività pastorizie ed agricole, dando  così vita ad un primo insediamento abitativo che si è evoluto nei secoli, acquisendo una importanza sempre maggiore.
Faro Superiore, come è stato per altri centri vicini, rappresenta il nucleo originario dell’attuale villaggio costiero di Torre Faro, che invece ebbe sviluppo nei secoli successivi così come gli altri villaggi rivieraschi, una volta cessati i pericoli (1500-1600) d’incursioni dal mare da parte di pirati turchi e saraceni. I riferimenti storici più antichi sono rappresentati da una colonnina dell’antica Chiesa di S. Maria Assunta che porta la data del 1170, e il nome di Faro annotato in antichi documenti che si riferiscono agli anni 1308-1310.
Tra gli eventi storici più importanti infatti, si annovera nel XVI secolo, proprio una battaglia tra faroti e saraceni, venuti per l’ennesima volta a saccheggiare il villaggio. Questi ultimi furono respinti nei pressi della torre dell’Azzarello (torrente Guardia) e il villaggio fu salvo. Casale del Faro (già Casale del Faro) ebbe rilievo anche nel settore economico, con l’intensa produzione e commercio di vino, olio e seta, tantochè nel 1840 era ancora attiva una filanda che operò sino al 1880. Il terremoto del 1908, distrusse per intero il casale, unico centro della zona a subire gravi danni.
Ricostruito in parte fuori dagli originari confini il villaggio è stato sempre coinvolto nelle vicende storiche della città sino al secondo conflitto mondiale che lo vide al centro di una posizione militare strategica di prima linea.

Da visitare: L’attuale chiesa di S. Maria Assunta che fu ricostruita nel 1934 dopo che il terremoto del 1908 ne aveva distrutto l’originaria struttura risalente al XVII secolo che era stata a sua volta edificata accanto alla più antica Chiesa della Candelora costruita nel sec.XI.
Il prospetto frontale presenta un rosone traforato al centro, cornicioni sostenuti da mensolette e archetti, lunette ed elementi decorativi sui portali d’ingresso delle tre navate. Una piccola torre merlata con orologio, poco più alta della chiesa, fa da campanile. L’interno è decorato con affreschi e  quadri. Da ammirare sono pure un paliotto di marmo intarsiato del sec. XVII; una tela dei Santi Cosma e Damiano del sec. XVIII; ed una  "Pietà", attribuita a Giovanni Fulco (sec.XVII). Altra emergenza architettonica è il cosiddetto “castello del Duca”, ovvero la villa ottocentesca del Duca D’ Ossada, una pregevole struttura ricca di affreschi e decorazioni ancora fortunatamente ammirabili. Sono pure presenti diverse strutture fortificate edificate negli anni 40 a riprova dell’importanza strategica del luogo. Infine da visitare è il Santuario della Madonna della Guardia la cui statua è venerata nella piccola cappella interna.  Qui visse e morì nel 1927 Annibale Maria Di Francia, (1851-1927) sacerdote proclamato Santo nel 2004 che  rinunciò a tutti i suoi ingenti beni per trascorrere molto tempo nel degradato quartiere Avignone di Messina aiutando i poveri e i malati. All’interno vi è un piccolo museo che conserva gli ambienti della vita quotidiana del Santo e un centro di attività dei due ordini da lui fondati che sono l’istituto per i ragazzi sordomuti, gestito dalle Figlie del Divino Zelo e quello dei Padri Rogazionisti. Elemento di rilievo culturale ed artistico è la sede della locale storica banda musicale G. Verdi fondata nel 1880, con all’attivo tantissime esibizioni in campo nazionale ed estero.

Tradizioni da non perdere: Sempre vivo è il culto dei  tre protettori del villaggio ovvero: la Madonna dell’Assunta, San Filippo e San Rocco, ancora oggi portati in solenne processione per le vie del paese l’ultima domenica di agosto.

Curcuraci

Apr 24, 2024

di Michele Cappotto

Altitudine: m. 450  s.l.m.

Etimologia:  Il toponimo potrebbe  risalire al tempo delle frequenti e minacciose incursioni perpetrate da pirati Turchi e Saraceni lungo le coste siciliane  e quindi derivare dall’unione delle espressioni arabe Kurkur (luogo di montagna) e Haji (o Haci,  nella variante turca) cioè pellegrinaggio. Da qui quindi " il Monte o  la Caverna del Pellegrino ".

Abitanti: curcuracensi  (1.155 unità nel 2001)

Come arrivare: Curcuraci è una frazione della VI Circoscrizione del Comune di Messina. La si raggiunge percorrendo la Strada Panoramica dello Stretto o la via Consolare Pompea fino al  bivio con la S.P. 49 per Faro Superiore. Poco dopo si deve imboccare la S.P. 45 che porta fino al borgo.
Con il trasporto bus dell’ATM si possono utilizzare le linee 73 e 74.
Orari linea 73
 
               CAVALLOTTI 5.10 6.00 6.45 8.05 9.00 10.20 11.10 12.30 13.35 14.40 16.10 18.15 20.25  
                   CASTANEA 5.40 6.30 7.25 8.50 9.45 11.00 11.50 13.15 14.20 15.20 16.50 18.55 21.00  
             MASS S.LUCIA 5.50 6.40 7.35 9.00 9.55 11.10 12.00 13.25 14.35 15.30 17.00 19.05 21.15  
                    FARO SUP. 6.05 7.00 7.50 9.15 10.10 11.25 12.15 13.40 14.55 15.45 17.15 19.20 21.30  
             ANNUNZIATA 6.25 7.25 8.15 9.45 10.35 11.45 12.40 14.00 15.25 16.10 17.40 19.40 21.50  
              STAZIO C.LE 6.35 7.55 8.40 10.10 11.00 12.10 13.15 14.25 15.55 16.45 18.05 20.05 22.10  
               
              PERCORSO Cavallotti - Via S.Maria Alemanna - Via I Settembre - Duomo - C.so Cavour - V.le Boccetta - Via Garibaldi -
 V.le Giostra -P.lla Castanea - Castanea - Masse - Curcuraci - Faro Sup. - Panoramica - Torrente Guardia  
 Litoranea - Vle Libertà - V.le Giostra - Via Garibaldi - Via C.Battisti - Via T.Cannizzaro - Via La Farina  
 Stazione C.le (fuori servizio Cavallotti)          

Prefissi c.a.p. 98158  tel 090

Numeri utili:
Carabinieri – c/o Faro Sup. vc.Messina n.90 tel. 090-389554
Uff. postale – c/o Faro Sup.  tel. 090-388589
Centro Commerciale - contr. Marotta tel. 090-389058
Scuole - via Fontana vecchia tel 090-389708
Parrocchia Maria SS. dei Bianchi tel. 090 3871600
                      
Territorio e risorse: Il territorio di Curcuraci non ha fortunatamente subito il moderno fenomeno di cementificazione,  pertanto si presenta in armonia con l’ambiente naturale anche se non mancano insediamenti di villeggiatura. Dalle parti più elevate si godono panorami di grande effetto sia  sul versante ionico che tirrenico, compresi i laghi di Ganzirri. Diffuse sono le zone boschive ricche di sorgenti d’acqua che assicurano tranquillità e refrigerio nel periodo di grande caldo.
Analogamente a quanto avviene nei centri circostati la popolazione residente (circa 1000 le unità stanziali) , nel periodo estivo, registra un fortissimo incremento grazie all’esodo dalla vicina città.

Cenni storici: la posizione altamente strategica e di controllo del territorio, ha fatto si che Curcuraci sin dai tempi più antichi (III e II secolo a.C.) oltre che centro di attività agricole e di pastorizia fosse un validissimo presidio militare di vedetta e controllo e pertanto adeguatamente sfruttato da tutti gli eserciti che nei secoli si sono avvicendati sull’area messinese. In particolare nei primi anni dell’Ottocento le truppe Inglesi, alleate dei Borboni per respingere le truppe murattiane che tentavano di sbarcare in Sicilia dalla Calabria, edificarono addirittura  un grande quartiere militare, chiamato appunto “Campo Inglese”, che divenne residenza stabile anche per le rispettive famiglie. Le vicende belliche della Seconda Guerra Mondiale hanno visto poi lo stesso sito divenire “Campo Tedesco” (1940-43) ed infine, con  l’occupazione degli Alleati e definitivamente chiamato “Campo Italia” divenne postazione di artiglierie puntate sulla Calabria. Nel dopoguerra la zona fu riadattata a deposito di munizionamento e materiali fino al loro totale smaltimento avvenuto circa dieci anni fa.

Da visitare: diverse sono le emergenze architettoniche degne di nota: tali sono le ville Tornatola, Costantino e Nicolosi, nonché il vasto apparato di fortificazioni militari risalente in parte alla fine dell’800 ed ampliato negli anni 1935 – 43. Da citare l’esistenza, prima del terribile terremoto del 1908, di un famoso albergo-ristorante situato su di un poggio all’inizio del casale, che portava il nome di “La Svizzera di Messina”, come attestava la vecchia guida del 1902 “ MESSINA E DINTORNI”.
La Chiesa della Madonna dei Bianchi che sorge nel luogo in cui, secondo la tradizione, sarebbe apparsa la Madonna, posto su un’altura scoscesa lungo la strada che da Marotta giunge al borgo.
Fu distrutta dal terremoto del 1908 ma ricostruita sullo stesso luogo nel 1926. Al suo interno  si trova la statua della Vergine vestita di bianco che, con il flagello in mano, segno di penitenza, e l’indice in alto, ammonisce i pellegrini. Particolari interessanti del simulacro sono una piccola croce rossa, posta sulla spalla sinistra della veste bianca della Madonna e le piccole croci che si ripetono sulle pareti del tempio che appaiono come chiari riferimenti alla presenza dei Cavalieri Templari in questi luoghi. Da ammirare altresì sono il dipinto della Madonna di Polsi, venerata anche come Madonna della Montagna, opera di Gaetano Corsini risalente al 1927 ed una Madonna col Bambino tra i Santi Rocco e Sebastiano realizzata intorno al 1746.

 Tradizioni da non perdere:  A Curcuraci è vivo il culto verso la miracolosa Madonna dei Bianchi, che ancora oggi si ripete ogni anno la prima domenica di settembre. In tale giorno avviene la solenne  processione della sacra statua vestita di bianco e con il flagello in mano, lungo le vie del borgo.

Castanea

Apr 24, 2024

- di Michele Cappotto -

Altitudine: m. 400 s.l.m.

Etimologia: Dal latino Castanea, nome scientifico con cui si identifica genericamente l'albero del castagno. Potrebbe derivare anche da omonime località della Grecia riproposte al tempo dell’antica colonizzazione o all'epoca successiva della diffusione del monachesimo basiliano nelle due varianti Kastanía e Kastanéia. L’appellativo “delle Furie” non deriva dalla pur nota ventosità del luogo, ma dalla sua perifericità (ad foras) rispetto alla città di Messina. Tuttavia un’altra ipotesi potrebbe essere la derivazione dal nome del centurione romano Massimo Manio Furio che durante la prima guerra punica, avendo operato brillantemente sul territorio, ne aveva acquisito in proprietà una buona parte. La zona sarebbe stata quindi  ricordata nel tempo come terra dei furii (cioè terra dei suoi discendenti).
L’adozione del  toponimo peraltro potrebbe aver avuto anche una specifica ragione distintiva rispetto all’antica denominazione (Castania) dell’odierna Castell’Umberto.

Abitanti: castanoti (2103 unità nel 2001)

Territorio e risorse: Castanea è una frazione del comune di Messina che rientra nel territorio della VI Circoscrizione. Distante pochi chilometri da Messina, si erge ad un’altitudine di circa 400 metri sulle colline a nord-est. Per la sua posizione panoramica è senza dubbio uno dei luoghi più belli, non solo di Messina, ma dell'intera Sicilia; dalle sue alture infatti è possibile ammirare contemporaneamente sia il litorale ionico che quello tirrenico. Il territorio collinare si presta all’agricoltura e all’allevamento. Le diffuse zone boschive ed ariose lo rendono meta di villeggiatura e soggiorno di turisti e cittadini.

Come arrivare: Da Messina percorrere il Viale Giostra (S.P 50) fino a raggiungere BIVIO PORTELLA e seguire l'indicazione per Castanea.
Dall’Autostrada A 20 uscita autostradale Rometta proseguire sulla strada statale 113 direzione MESSINA In localita' SPARTA' bivio per Castanea.
Servizio ATM linea 73 (Masse dx)
 CAVALLOTTI          5.10 6.00  6.45   8.05  9.00  10.20 11.10 12.30 13.35 14.40 16.10 18.15 20.25
CASTANEA              5.40  6.30 7.25   8.50  9.45  11.00 11.50 13.15 14.20 15.20 16.50 18.55 21.00
MASSA S.LUCIA     5.50  6.40 7.35   9.00  9.55  11.10 12.00 13.25 14.35 15.30 17.00 19.05 21.15
FARO SUP.               6.05  7.00 7.50   9.15 10.10 11.25 12.15 13.40 14.55 15.45 17.15 19.20 21.30
ANNUNZIATA         6.25  7.25 8.15  9.45 10.35  11.45 12.40 14.00 15.25 16.10 17.40 19.40 21.50
STAZIONE C.LE      6.35  7.55 8.40 10.10 11.00 12.10 13.15 14.25 15.55 16.45 18.05 20.05 22.10
PERCORSO Cavallotti - Via S.Maria Alemanna - Via I Settembre - Duomo - C.so Cavour - V.le Boccetta - Via Garibaldi - V.le Giostra -P.lla Castanea - Castanea - Masse - Curcuraci - Faro Sup. - Panoramica - Torrente Guardia Litoranea - Vle Libertà - V.le Giostra - Via Garibaldi - Via C.Battisti - Via T.Cannizzaro - Via La Farina Stazione C.le (fuori servizio Cavallotti)

Prefissi c.a.p. 98155  tel 090
Numeri utili:
Carabinieri: via Castanea tel.090-317022
Ufficio postale: piazza SS Rosario  tel.090-317873
Farmacia: Ferlazzo Giovanni
Bar: via Castanea 75 tel. 090-717535
Società Cooperativa Sociale “Azione Sociale” - P.zza San Giovanni, 15 Tel 090-317581
Ass.Sportiva Tiro al volo - Contrada Campi Fax 090-317522 Telefono 090-3192100
Associazione Turistico Culturale "Giovanna D'Arco", Via S.Caterina 'Villa Costarelli' - tel./fax: 090-318004
Casa di Cura Villa Grazia Contrada Portella 090-317058
Casa di Cura La Collinetta Contrada Grazia 090-317173

Cenni storici: Non si hanno notizie certe e documentate circa l'epoca di fondazione del villaggio, ma essa deve essere molto antica, vista anche l'importanza strategica del luogo, attorno a cui ruotava l'intero sistema di comunicazione intorno a Messina, tanto da destare l'interesse dell'ordine militare dei Cavalieri di Malta dei quali fu per secoli possedimento con la presenza di un abitato distinto e separato da Messina con proprie caratteristiche ordinamentali ed organizzative di difesa del territorio che sembra avere avuto un ruolo ben più ampio di semplice avamposto a difesa della città. Castanea conserva ancora una complessa struttura urbanistica composta da pregevoli edifici e opere d'arte. La storia ci tramanda l’esistenza nel suo territorio di ben 24 Chiese e 3 Monasteri che costituivano un patrimonio storico-culturale di grande prestigio ma che le calamità naturali (terremoto del 1908) e le vicende storiche (2^guerra mondiale) hanno sensibilmente impoverito.

Da visitare: Chiesa di San Giovanni Battista, fu eretta nel XVI secolo. Con la catastrofe del 1908, rimase illesa il transetto, la zona absidiale con i dipinti nel catino, l’altare maggiore e gli altari del SS. Sacramento e di San Giovanni con la preziosa statua 1690. Le due cappelle laterali conservano
l'aspetto originale. Fu ricostruita sui resti delle precedenti strutture, in stile romanico - eclettico e riaperta al culto nel 1933. La facciata semplice è abbellita dai tre portali con archi in pietra scolpita con croci, fregi e motivi floreali. A fianco si erge la robusta ma non molto alta torre campanaria quadrangolare coronata da merlatura. L’interno è a croce latina con tre navate. Il soffitto è a capriate con controsoffitti a cassettoni con stucchi ed affreschi raffiguranti i quattro evangelisti. All’interno sono da ammirare alcuni paliotti in marmo, decorati da suggestivi arabeschi colorati, ed un bassorilievo marmoreo della Trinità risalente al XVII secolo.
Chiesa del SS. Rosario, fondata nel 1628 fu anch'essa rasa al suolo e ricostruita dopo il terremoto, conserva al suo interno la statua in marmo della Madonna della Portella, una pregevole fonte battesimale ed alcuni preziosi dipinti. Custodisce inoltre la cinquecentesca statua in marmo bianco della Madonna col Bambino detta “del Tonnaro”.

Patrono: S. Giovanni Battista (festa il 24 giugno)

Tradizioni da non perdere: il 24 giugno ha luogo la Festa patronale di San Giovanni Battista con la solenne processione della vara col simulacro del Santo per le vie del borgo accompagnata dai Cavalieri e dalla Confraternita con grande partecipazione di fedeli.
Il presepe vivente di Castanea delle Furie è altresì un evento al quale l’intera comunità di Castanea offre il suo contributo di idee, conoscenze e con la partecipazione di circa 350 comparse e la ricostruzione accurata degli ambienti lavorativi, artigianali e sociali.

Contesse

Apr 24, 2024

di Michele Cappotto

  1. ( m.s.l.m.)

Denominazione: è molto probabile che il nome derivi dal fatto che sul luogo, nel sec. XIII, abitassero tre nobildonne (le contesse Violante Polizzi, Leonora da Procida e Beatrice di Belfiore) che contribuirono economicamente alla edificazione della Chiesa di S. Francesco all'Immacolata.

Abitanti: contessani (circa 9000 i residenti)

Territorio e risorse: Contesse è la frazione sede della II Circoscrizione posta a circa 4,5 km, a sud dal centro cittadino.
L'originario abitato si estende lungo la ex Strada Statale n.114 Orientale Sicula (ME CT)  dove oggi sorgono numerose le attività artigianali e centri  commerciali di diversa tipologia, che fanno di Contesse un polo socio economico di primaria importanza.

Come arrivare: attraverso i bus urbani  dell'ATM (Azienda Trasporti di Messina) in partenza da Piazza Dante e  con la Metroferrovia Messina Centrale-Giampilieri servendosi della nuova stazione locale.

orari
CAVALLOTTI  7.45
P.ZZA DANTE 5.55 6.45 7.55 9.00 10.05 11.10 12.15 13.20 14.25 15.30 16.35 17.40 18.45
C.E.P. 5.30 6.05 6.55 8.10 9.15 10.20 11.25 12.30 13.35 14.40 15.45 16.50 17.55 19.00
SEDE II CIRCOSCRIZIONE 8.20 9.25 10.30 11.35 12.40 13.45 14.50 15.55 17.00 18.05 =.==
VILL. UNRRA 5.35 6.20 7.10 8.30 9.35 10.40 11.45 12.50 13.55 15.00 16.05 17.10 18.15 19.15
VIA LA FARINA (ATM) 5.45 6.35 7.25 8.50 9.55 11.00 12.05 13.10 14.15 15.20 16.25 17.30 18.35 19.35
P.ZZA DANTE 5.50 6.40 8.55 10.00 11.05 12.10 13.15 14.20 15.25 16.30 17.35 18.40 19.40
STAZIONE C.LE  7.40

P.ZZA DANTE 19.50 20.50
C.E.P. 20.05 21.00
SEDE II CIRCOSCRIZIONE 
VILL. UNRRA 20.20 21.10
VIA LA FARINA (ATM) 20.40 21.20
P.ZZA DANTE 20.45 21.25

Percorso: P.zza Dante - Via Catania - Provinciale - Via C.Valeria - Minissale - Contesse - C.E.P. - SS.114 - Torrente S. Filippo - Rotonda Stadio - SS.114 - Via Contesse - Vill. UNRRA - Via Contesse - S.S.114 - Via Taormina - Via Bonino - Via La Farina -  Via S. Cosimo - P.zza Dante.

Prefissi:  c.a.p. 980125  tel 090

Numeri utili: ASL via Stazione di Contesse tel. 090-6258126
                        Scuola materna via Cariddi n.1 tel. 090-611025
                        Farmacia via Comunale n.85 (S. Maria sopra Contesse) tel. 090-612423
                        Ufficio postale via Nuova pal. Trenta tel. 090-612841
                        Tabacchi via Consolare Valeria n.251 tel. 090-692229
                        Servizio Veterinario via Stazione Contesse tel. 090-632917

Cenni storici: il casale si è probabilmente sviluppato nel XIII secolo nei pressi dell'antica Chiesa della Madonna della Calispera (buona sera in lingua greca). La tradizione tramanda che fu infatti l'equipaggio di una nave greca in difficoltà nella navigazione a trasportare e lasciare sul luogo ex voto la preziosa icona della Vergine. Nel 1737 il casale era già abitato da 410 persone. Nel 1848, sulla spaggia antistante avvenne lo sbarco delle truppe borboniche del generale Filangieri  che da qui iniziarono la repressione dei moti messinesi. Dalla seconda metà dell'Ottocento diversi furono gli imprenditori industriali che sul posto impiantarono fabbriche di essenze e derivati agrumari. Contesse divenne la loro residenza e di ciò, ancora oggi, restano le artistiche ville che sono parte del patrimonio comunale. Dall'ultimo dopoguerra in poi la progressiva crisi delle attività legate all'agrumicoltura e alla coltivazione del gelsomino ha cambiato l'immagine del casale che da agricolo divenne zona di grande espansione edilizia e commerciale tanto da rimanere negli anni totalmente assorbito dalla realtà socio economica della città. 

Da visitare: la Chiesa di S. Maria Immacolata che fu inaugurata nel 1925. Essa sorse sul terreno antistante la secentesca fontana del Senato Messinese che nel 1753 fu ivi collocata. Il prospetto  rispecchia lo stile gotico con due imponenti torri campanarie quadrate con il tetto a cuspide ottagonale con grandi aperture a terrazzo balaustrato. Sono presenti tre portali che immettono in un pronao entro il quale sono presenti i due artistici cenotafi dei fratelli De Pasquale che finanziarono la costruzione del tempio. 'interno è a tre navate e custodisce varie opere di pregio. Tra esse un affresco della Madonna Immacolata, una tavola del 1570 raffigurante la Madonna dell'Itria, una preziosa icona su fondo oro della Madonna della Calispera (che ricorda l'originale distrutta dall'incendio del 1924)  e altre due tele secentesche della Madonna della Lettera e della Vergine del Rosario. La Chiesa di S. Maria di Calispera è la chiesa più antica. Fu infatti edificata nel XII secolo. Distrutta nel sec. XV da una alluvione del vicino torrente S. Filippo, fu riedificata ed elevata a chiesa parrocchiale. Il sisma del 1908 la lesionò gravemente da provocarne l'abbandono. Negli anni Trenta dello scorso secolo la chiesa è stata riedificata sulle strutture preesistenti ma solo  nella sua sola parte anteriore di cui fu recuperato il prospetto originario con l'artistico portale con colonne, trabeazione e timpano e gli antichi cantonali in pietra viva.   

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