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 - di Alessandro  Fumia -

 Il gioco del calcio non si sapeva bene quando fosse nato: qualcuno verso gli anni cinquanta, ricordava che a Firenze ai tempi della Signoria, due opposte fazioni si scontravano, nel senso più reale possibile alla realtà, senza esclusione di colpi per vincere un torneo, ritenuto erroneamente, la prima partita di calcio. Se ne desumeva, che gli inventori del calcio fossero stati i fiorentini, e non gli inglesi alcuni secoli dopo.

In realtà, si deve fare un appunto, rivolto agli amici della curva Fiesole. Se un inventore ci deve essere, quello dimorava presso le coste del Peloro, più specificatamente a Messina. Infatti il  29 agosto 1702, si scontrarono due squadre schierate una di fronte all’altra, contendersi una palla, per il ludibrio della folla che li ammirava in estasi.

Presenti e a capo coperto osservavano  il conte di Tolosa sfidare una rappresentativa locale.

- di Alessandro  Fumia -

La memoria clamorosa, sulla identificazione di un evento storico in rapporto al gioco del calcio, e il relativo campo di calcio che nelle misure, ricalca in modo impressionante i campi regolamentari anche moderni, propone una tradizione difficile da individuare. Il primo autore che ci ha trasmesso le coordinate all’evento, è stato, Marcello Espro; il quale dopo due lunghi anni, studiando il manoscritto di Giuseppe Cuneo, ha ridonato la forza antica in esso conservata.

In seguito, ho condotto delle ricerche legate alle coordinate proposte dalla cronaca: sia di tipo storico, sia di tipo topografico mentre, le sorprese non accennavano a diminuire.

Infatti, seguendo le vicende dello slargo che fu teatro di quella partita di calcio, sono venuto a conoscenza che agli inizi del XX secolo (1901) la squadra del Messina, usava la medesima struttura, per inscenarvi, le prime epiche battaglie sportive durante la prima  coppa di Sicilia.

- di Alessandro Fumia -

 Una tradizione sportiva, ha preso come buona l’idea che i precursori dell’invenzione del gioco del calcio stiano a Firenze. Dato per scontato che in quella realtà fin dal cinquecento si realizzava una festa,  la quale, ritenere quelle vicende, il risultato di manifestazioni    calcistiche c’è ne corre, questo è assolutamente  assodato: ivi, non si sa bene se da quelle botte ne venga una realizzazione sportiva confluibile nel ragby o nel football australiano.

Ma, sicuramente a Messina, agli inizi del ‘700, si realizzò una partita fra opposte tifoserie in un campo rettangolare, abbracciato da una gran folla, dove si notavano  due squadre, giocare nel gioco della palla a terra.

Quella partita sembra fosse una consuetudine a Messina, e non si sa bene con certezza come si sia potuta verificare, la condizione che vedeva due gruppi di atleti gareggiare in quel modo per contendersi la palla. Ma, la cronaca che celebrava l’evento, rimane sulla posizione di ricordare  il popolo di Messina accorso presso il largo di Don Blasco, alla visione  della memorabile  partita.

 - di Alessandro  Fumia -

Il 29 agosto 1702 a Messina, presso lo slargo che comprendeva le fortificazioni del castello di Don Blasco, verso la penisoletta di san Raineri, i messinesi furono fatti partecipi di uno strano avvenimento.

Dopo il perdono della corona di Spagna alla città di Messina per i famosi moti, durante i giorni dell’elezione del re Filippo V, si ritrovarono presso quel  luogo, alcuni nobili siciliani: degli esuli che erano rientrati in patria al seguito del conte di Tolosa. Durante il primo pomeriggio di quella afosa giornata, i francesi e altri messinesi, si dedicarono al gioco del calcio presso quella spianata.

La cronaca fece un appunto non tanto verso il risultato in corso, ma verso un maldestro tentativo di furto, vittima designata fu il conte di Tolosa. La foga con la quale si animava la partita, fece soprassedere il nobile a punire il maldestro attentatore. Malgrado lo sgradevole accadimento, la partita continuava fra i contendenti con bei passaggi e palleggi davanti a un pubblico competente.

 

Salice

Feb 25, 2024

- di Michele Cappotto -

 

Altitudine: m. 236  s.l.m.

Abitanti: Salicesi (805 unità nel 2001)

Territorio e risorse: Il territorio di Salìce è collinare, caratterizzato da ampie zone di pascolo, di produzioni agricole e formazioni boschive al cui interno si possono contare tante specie forestali tipiche dei Peloritani. Numerose sono le aree attrezzate inserite in itinerari turistici che toccano punti di  panoramici di grande bellezza e suggestione.

 

Come arrivare: Salìce (Salìci in siciliano), è un villaggio della zona nord di Messina, appartenente alla VI Circoscrizione. Dista circa 13 km. dal centro cittadino. Si può arrivare al paese percorrendo la Strada Provinciale n.51 che da sud collega Salìce attraverso la S.P. 51 bis con il centro di Messina, oppure da nord (sponda tirrenica) ove la stessa S.P 51 la collega con il borgo di Orto Liuzzo.


Con il trasporto pubblico si può utilizzare  l'autobus numero 72 gestito dall' ATM (Azienda Trasporti di Messina)

Partenze
CAVALLOTTI         4.25  5.45 6.10  7.50 8.35 10.10 11.10 12.30 13.40 14.45 16.10 18.20 20.25
P.LLA CASTANEA  4.45  6.10 6.35  8.25  9.10 10.40 11.50 13.10 14.05 15.15 16.40 19.00 21.05
SALICE                  4.55  6.20 6.45  8.35  9.20 10.50 12.00 13.20 14.25 15.25 16.50 19.50 21.15
MARMORA                                                                                                      19.15  
PONTE GALLO       5.05  6.30 6.55  8.45  9.30 10.55 12.10 13.30 14.35 15.35 17.00           21.25

PONTE GALLO       5.10  6.35 7.00   8.55 9.40 11.10 12.15 13.40 14.55 15.50 17.05          21.30
MARMORA                                                                                                       19.20  
SALICE                  5.25  6.50 7.15   9.10  9.55 11.25 12.30 13.55 15.10 16.05 17.20 19.30 21.40
P.LLA CASTANEA  5.35  7.00 7.25   9.20 10.05 11.35 12.40 14.05 15.20 16.15 17.30 19.40 21.50
STAZIONE C.LE      6.00  7.40 8.10 10.00 10.50 12.20 13.25 14.35 16.00 16.55 18.10 20.15 22.30

PERCORSO: Cavallotti - Via S.Maria Alemanna - Via I Settembre - Duomo - C.so Cavour - V.le Boccetta - Via Garibaldi - V.le Giostra - S.Michele - P.lla Castanea - Marmora - Ponte Gallo
RITORNO: Giunti in Via Garibaldi proseguire Via C.Battisti - T.Cannizzaro - Stazione C.le (fuori servizio Cavallotti)

N.B.
1) Solo con la corsa delle ore 18.20 limitare il capolinea a Marmora
2) ZONA A TRAFFICO LIMITATO DI VIA C. BATTISTI: PROVENIENTI DA NORD NEI SOLI GIORNI DI VENERDI E SABATO DALLE ORE 21.30 GIUNTI IN VIA GARIBALDI PROSEGUIRE PER VIA I SETTEMBRE - STAZIONE C.LE.

Prefissi:  c.a.p. 98154  tel. 090

 

Numeri utili: Ufficio postale - via Principe Umberto n.127 tel 090-845395
                       Bar Spartà tel. 090-845059
                       Scuola materna - via Principe Umberto  090 845310
                       Associazione Culturale Musicale e Scuola di Musica - Via P.Umberto tel  090-845454

 

Patrono: Santo Stefano Protomartire (cioè il primo discepolo ad aver dato la vita per testimoniare la fede in Cristo)  che si festeggia il 3 agosto.

 

Cenni storici: le origini di Salice, così come degli altri piccoli centri della zona, sono sicuramente da ricollegare al Medioevo (sec.X-XII) periodo durante il quale le popolazioni stanziate sulla costa, continuamente minacciate dalle incursioni piratesche, furono costrette ad abbandonare i propri villaggi per cercare un rifugio sicuro nelle zone interne e montuose. Le fonti storiche più antiche ci riportano al 1134, quando Ruggero II concesse alcuni feudi, tra cui il territorio di Salìce, al Monastero basiliano di San Salvatore di Messina. Fu così che anche Salìce, come altri centri circostanti, divenne sede dei culti basiliani. A ciò può ricollegarsi anche l’edificazione successiva di un monastero, oggi scomparso, di cui esiste un riferimento in un manoscritto del 1342, dedicato a Santo Stefano Protomartire, divenuto poi patrono di Salice, che dipendeva direttamente dallo stesso San Salvatore dei Greci divenuto Archimandritato.

 

Da visitare: La chiesa di Santa Maria delle Grazie, venne edificata nel 1550.  La struttura, che presenta un bel portale in pietra, è a navata unica, con tre altari per lato su ciascuno dei quali sono collocate statue di Santi. Quello più ricco e imponente è l'altare di S. Stefano Juniore.
Al suo interno, tra bellissimi stucchi barocchi, vi sono alcune pregevoli opere tra cui un dipinto ad olio su tavola, di autore ignoto, raffigurante S. Caterina d'Alessandria (1597), un altro dipinto coevo, sempre su tavola, raffigurante la "Madonna di Monserrato" tra le sante siciliane Lucia ed Agata, una piccola tela della Madonna con Bambino e una con i Santi Cosma e Damiano, queste ultime due entrambe dell’Ottocento.  Da segnalare in particolare anche una statua della Vergine Maria, in marmo bianco, risalente al XVIII secolo.
La chiesa della Santissima Annunziata è stata costruita tra il XIV e il XV secolo. Di essa restano oggi il transetto, il muro di sinistra dell’unica  navata e i due archi centrali a tutto sesto. La volta del transetto è coperta da capriate in legno. Al suo interno di notevole pregio è un prestigioso alto rilievo in marmo bianco risalente al XVI secolo, attribuito a Rinaldo Bonanno, che raffigura l’annuncio dell’angelo a Maria. Il tempio è sede ogni anno di importanti eventi liturgici (domenica delle Palme, primo maggio) e spesso, nei mesi estivi, viene anche utilizzato per saggi e concerti musicali.
La piccola chiesa di Santo Stefano Juniore è stata costruita tra il XII e il XIV secolo, periodo in cui il monachesimo basiliano si diffondeva nell’Italia meridionale e con esso la devozione verso Santo Stefano Protomartire.


La chiesa, in stile normanno-svevo, presenta una pianta a croce latina con un un bellissimo altare barocco al centro del transetto. Un tipico arco in pietra a sesto acuto divide la navata dal presbiterio. Un grande interesse storico ha assunto il recente ritrovamento di ossa umane in cripte al di sotto del pavimento, retaggio di antiche sepolture. 

 

Tradizioni da non perdere:  La fede e la devozione dei salicesi ruota intorno alla figura di S. Stefano Protomartire (primo martire cristiano) della Chiesa occidentale, e di S. Stefano di Costantinopoli, che fu monaco basiliano, conosciuto come Juniore o Greco. Infatti il 29 ottobre si festeggia Santo Stefano Juniore, che è il Santo titolare della parrocchia di Salice, mentre il 3 agosto si festeggia il Santo patrono Stefano Protomartire.

San Saba

Feb 25, 2024

di Michele Cappotto

Altitudine: m. 10 s.l.m.)

Etimologia: il toponimo fa riferimento alla figura di San Saba Archimandrita Abate (439). Si tramanda, infatti, che verso la fine dell’Ottocento, una statua del Santo sia stata rinvenuta da un pescatore nelle acque antistanti il borgo dentro una cassetta. Questo singolare e significativo ritrovamento determinò la decisione da parte degli abitanti, di chiamare il villaggio col nome il Santo che divenne pure il patrono del paese. Della statuetta, purtroppo nel tempo, si sono perse le tracce.

Abitanti:  (circa 300 unità)
Territorio e risorse: San Saba fa parte della VI Circoscrizione a nord del Comune di Messina. L’abitato, attrezzato ospitale e tranquillo, si affaccia sulla costa tirrenica lungo le spiagge di sabbia e ghiaia. Nel vicino Capo Rosocolmo, poi, situato nell'estrema punta orientale del villaggio, si ergono sulla roccia e a picco sul mare le “montagne sul mare” cioè piccoli promontori rocciosi ricoperti dalla sabbia, facilmente e piacevolmente scalabili dalla cui sommità è possibile ammirare lo splendido e suggestivo panorama dell'intera costa. La pescosità delle acque poi ben si presta ad ospitare tanti appassionati della pesca, sia da terra con la canna, sia subacquea, sia su imbarcazione. Il più interno territorio collinare, prossimo ai monti Peloritani, offre invece ampi spazi di campagna e zone boschive di macchia mediterranea con sentieri ed aree appositamente attrezzate ideali per escursioni e pic-nic.

Come arrivare:
in autobus: dalla stazione di Messina linea 81, via SS113 oppure linea 81 barrato, via A20, con coincidenze con 81 a Ponte Gallo;
in auto: da Messina, uscita San Saba dalla S.S113 in direzione Palermo; da Autostrada 20 uscita Villafranca con ulteriore percorrenza di circa 8 Km in direzione Messina, sulla S.S.113.
Orari bus 81 barrato
CAVALLOTTI 4.25 5.15 5.55 7.10 8.05 8.50 10.10 10.50 11.45 12.50 13.35 14.30 15.35 16.40 17.25 19.50 20.30
MUSEO 4.35 5.25 6.05 7.30 8.20 9.00 10.25 11.05 12.05 13.10 14.00 14.50 15.50 17.00 17.45 20.15 20.55
MORTELLE 4.55 5.45 6.25 7.50 8.40 9.30 10.45 11.25 12.23 13.30 14.20 15.10 16.10 17.20 18.05 20.35 21.15
SPARTA' 5.10 6.00 6.40 8.05 8.55 9.45 11.00 11.40 12.35 13.45 14.35 15.25 16.25 17.35 18.20 20.50 21.30
PONTE GALLO 5.30 6.20 7.00 8.25 9.15 10.05 11.20 12.00 12.55 14.05 14.55 15.45 16.45 17.55 18.40 21.10 21.50
                 
PONTE GALLO 5.40 6.30 7.10 8.40 9.25 10.15 11.30 12.10 13.05 14.15 15.05 15.55 16.55 18.05 18.50 21.20 22.00
SPARTA' 5.55 6.45 7.25 8.55 9.40 10.30 11.45 12.25 13.20 14.30 15.20 16.10 17.10 18.20 19.05 21.35 22.15
MORTELLE 6.10 7.00 7.40 9.10 9.55 10.45 12.00 12.40 13.35 14.45 15.35 16.25 17.25 18.35 19.20 21.50 22.30
MUSEO 6.30 7.25 8.05 9.35 10.20 11.10 12.20 13.00 13.55 15.05 16.00 16.45 17.50 18.55 19.40 22.10 22.45
STAZIONE C.LE 6.45 7.50 8.30 10.00 10.40 11.35 12.40 13.25 14.20 15.25 16.25 17.05 18.10 19.25 20.05 22.30 23.10
                 
PERCORSO Cavallotti - Via S.Maria Alemanna - Via I Settembre - Duomo - C.so Cavour - V.le Boccetta - Via Garibaldi - V.le Giostra
 V.le Libertà - Litoranera - Mortelle - S.S.113 Dir. Casa Bianca - Tono - Spartà - S.Saba - Rodia - Orto Liuzzo - Ponte Gallo 
RITORNO Giunti in Via Garibaldi proseguire Via C.Battisti - T.Cannizzaro - Stazione C.le     


Prefissi: cap 98162 tel 090
Numeri utili: Ufficio postale: via Lungomare tel.090-380016
                      Scuola Materna ed Elementare tel.090-380607
                      Farmacia: loc. Rodia via Nazionale n.66
                      Tabacchi: via Nazionale tel.090-380928

Cenni storici: Le origini dell’abitato potrebbero risalire all’epoca medievale allorquando, cessato il pericolo delle incursioni piratesche sul litorale, si ebbe un deciso incremento di popolazione proveniente dai centri dell’entroterra. Nell’Ottocento lo sviluppo fu peraltro favorito anche dallo sviluppo delle vie di comunicazione e delle attività commerciali, in particolare legate alla pesca, grazie alla particolare pescosità e varietà di specie che caratterizzano le acque antistanti. Negli ultimi anni l’urbanizzazione ha avuto un’ulteriore espansione per effetto del decentramento residenziale stabile o alternativo rispetto alla città.
Da visitare: La chiesa omonima fu costruita nel 1800 e successivamente, nel 1901, fu ampliata e abbellita. Il terremoto del 1908 la lasciò indenne come pure la 2^ guerra mondiale. La frazione di Calamona è la più grande e nota contrada limitrofe a San Saba. Sorge in posizione panoramica sulle colline circondata dai boschi. E’sede di un'Associazione religiosa intitolata alla Madonna Addolorata, cui è dedicata anche la chiesetta del paese.
Patrono: San Saba Archimandrita (festa il 5 dicembre e terza domenica di agosto)

Tradizioni da non perdere: La festa di S.Saba protettore viene organizzata due volte l’anno. Il 5 dicembre con una processione lungo le vie del borgo preceduta da una solenne cerimonia religiosa in Chiesa, durante la quale vengono ricordate vita e miracoli. Nell’occasione, come da tradizione, vengono benedette e consegnate alle famiglie le mele, simbolo legato al Santo. Più partecipata invece, per la maggiore presenza estiva di turisti e residenti, è la festa della terza domenica di agosto. La processione della vara con la statua del Patrono avviene tra addobbi urbani canti e preghiere ed una cornice di festosi intrattenimenti popolari che in tarda serata si chiudono con i tradizionali  e suggestivi fuochi d'artificio sul mare.
Atra tradizione, legata al mare, è la Sagra del Totano, mollusco marino della famiglia dei cefalopodi, dall'ottima carne, molto simile al calamaro, la cui pesca è quella più tradizionale e praticata. Essa viene organizzata il 14 di agosto.

 

 

Denominazione:

Territorio : Massa Santa Lucia è un villaggio collinare della VI Circoscrizione del comune di Messina. Sorge sui  Monti Peloritani. Fu distrutta dal terremoto del 1908.

Sorge a 256 metri sul livello del mare.

Risiedono 35O circa di abitanti.

Luogo e cose da vedere: La chiesa S. Lucia.

E' il più piccolo casale delle Masse e anche di tutti i casali di Messina. La popolazione ha abbandonato le case.  La chiesa S. Nicola è risalente alla fine del '500.

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