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 - di Marcello Crinò -

Il 18 maggio 2021 sono scomparsi due siciliani, due persone che, per motivi diversi, hanno contribuito alla mia formazione culturale.

Franco Battiato, musicista di altissima qualità, è riuscito a coniugare mirabilmente varie forme musicali, dal pop all’elettronica sperimentale. I suoi primi dischi, Fetus, Pollution, Sulle corde di Aries, Clic,…ascoltati negli anni Settanta, mi hanno aperto le porte verso l’ascolto della “musica contemporanea” di estrazione colta. Ricordo che Battiato inizialmente, ma anche dopo, non fu ben visto dalla muscicologia e dai compositori “colti”. Parere che nel tempo si è più stemperato con la presa d’atto definitiva della sua qualità artistica. Lo vidi dal vivo due sole volte. La prima  quando studiavo a Reggio Calabria, in un concerto molto sperimentale e molto elettronico, con Lino Capra Vaccina e altri musicisti. Collaborai con Radio Sicilia 1 e nella discoteca della radio trovai con piacere i dischi sopra citati (Battiato era buon amico di Paolo Puglia, e qualche volta si vide a Barcellona, se non ricordo male in occasione di un Venerdì Santo). La seconda volta lo vidi a Castroreale, nell’estate del 1994, in occasione del Premio Nunzio Freni, e con lui c’era anche Lucio Dalla.

5971 5 marzo 2011 pubblicata da Rosita DellAglio 8 marzo 2011 Marcello Crinò e Bartolo Cannistrà. 193633 189100654462781 1941258 o

Il professore Bartolo Cannistrà, milazzese, lo conobbi  personalmente quando nacque il mensile “il Punto” e mi fu presentato da Edoardo Bavastrelli. Lo conoscevo di fama per via della Voce di Milazzo, storico mensile cittadino, e poi per Radio Monte Trino, una radio culturale pressoché unica nel panorama del nostro territorio, con collaboratori prestigiosi quali Aurelio Grimaldi, poi divenuto regista e Gioacchino Barbera, poi storico dell’arte, ecc…

Il Punto fu il primo giornale col quale collaborai, e il contatto, seppur saltuario, con Cannistrà, mi fu molto utile. Era un giornale ben strutturato nelle sue parti, realizzato con lo stesso criterio dei grandi settimanali italiani. Dall’iniziale  formato tabloid passò poi al formato rivista e nell’ultimo periodo ridiventò tabloid. Il professore aveva sempre sulla sua scrivania il menabò del giornale in preparazione, aggiornato man mano che giungevano i “pezzi”. Oltre alla redazione di Milazzo si formarono piccole redazioni a Barcellona (guidata da Gino Trapani), e a Patti. Dopo la chiusura del Punto lo ritrovai come direttore del Soldo, settimanale messinese, col quale già collaboravo. La sua fu una direzione ottima, ma anche il Soldo fu destinato a sparire.

Infine l’esperienza della Società Milazzese di Storia Patria, con la pubblicazione del periodico Milazzo Nostra, con grande attenzione per la storia e la cultura del territorio. Il periodico era stampato in proprio con una piccola macchina tipografica che riduceva di molto i costi. Un guasto irreparabile mise fine anche a questo bellissimo progetto. Incontrai Cannistrà l’ultima volta (ma ci sentivano spesso al telefono) a Barcellona, nel corso di una manifestazione della Genius Loci in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia (2011). Intervenne alla conferenza (da me presieduta), in quanto Presidente del Comitato Milazzese per le celebrazioni del 150° anniversario. Il suo intervento è documentato da una foto scattata da Rosita Dell’Aglio della Genius Loci.

Dimenticavo l’esperienza del mensile la Città di Milazzo (editoriale il Punto), dal quale nacque la Città di Barcellona, che si staccò dopo breve tempo assumendo un carattere autonomo.

20 maggio 2021

 

Dal 19 Maggio al 26 Giugno 2021
HAUS DER KUNST, PALERMO

 

Installazione di Carmelo Nicotra. Foto ©Roberto Boccacino

- by Maria Teresa Prestigiacomo -

Palermo. Tre artisti, di tre diverse nazionalità per raccontare Palermo, dallo stesso punto di vista ma ognuno con il proprio sguardo. E’ Palermo Panorama, la mostra collettiva di Valerie Krause, Carmelo Nicotra e Timothée Schelstraete, promossa dal Goethe-Institut Palermo e Institut français Palermo con il sostegno del Fondo Eliseo, organizzata in collaborazione con il Verein Düsseldorf-Palermo e.V. e a cura di Alessandro Pinto e Serena Fanara, che si apre mercoledì 19 maggio, dalle 16 alle 19 – e fino al 26 giugno- all’Haus der Kunst dei Cantieri Culturali della Zisa.

La mostra è il risultato di una residenza artistica promossa nell’ambito dell’avviata collaborazione tra i due istituti di cultura, che nel settembre 2020 ha visto la presenza contemporanea a Palermo dei tre artisti di diverse nazionalità: Valerie Krause (1976 Herdecke, Germania), Carmelo Nicotra (1983 Favara, Italia) e Timothée Schelstraete (1985 Parigi, Francia). Provenienti da diversi Paesi, e da diversi ambiti delle arti visive, gli artisti sono stati scelti per la loro sensibilità nell’interagire con i luoghi, come presupposto per un’indagine visiva sulla città di Palermo che è partita proprio dai Cantieri Culturali della Zisa, -il vasto complesso di archeologia industriale riconvertito in polo culturale al centro di uno dei quartieri simbolo della città -dove hanno condiviso per un mese il padiglione dell’Haus der Kunst, come spazio di lavoro.

In un legame ideale, con il “Panorama von Palermo”, di Karl Friedrich Schinkel, il celebre quadro panoramico circolare dalle enormi dimensioni, che l’architetto e pittore dipinse dalla terrazza di un edificio della Zisa, “fotografando” la città, ciascun artista ha restituito un’immagine personale e potente di Palermo, interpretandone con il proprio linguaggio artistico suggestioni e visioni, dallo stesso comune punto di osservazione: la Zisa.

Per secoli parco oltre le mura cittadine con il suo Castello normanno, e le ville della felice stagione del Liberty palermitano, oggi quartiere in cui coesistono realtà sociali, culturali, ma anche architettoniche diverse - la forte presenza multietnica le vivaci vie-mercato, gli edifici realizzati durante il boom edilizio degli anni ’60 e zone più degradate con un alto tasso di dispersione scolastica.

Da questo contesto, una Palermo ferita e narcotizzata dalla pandemia da Covid, prende le mosse l’attività dei tre astisti, che ne analizzano le architetture, le secolari idiosincrasie strutturali, interpretando la città come un dispositivo ottico nel tentativo illusorio di poterne cogliere un’immagine univoca. L’esperienza di residenza dimostra al contrario, la crisi di una visione totalizzante e omnicomprensiva che non può realizzarsi mai come sintesi di un luogo e di una città. Le opere prodotte, con tecniche e media diversi, indagano le crepe e gli interstizi delle maglie che costruiscono la città, urtando contro di essi fino a infrangerne le giunture e facendone propri i frammenti.

Carmelo Nicotra, prende spunto dall’osservazione dei punti alti della città per lacerarne un segmento e presentarlo come struttura; il risultato è una grande installazione ambientale -14 metri per 1- che rappresenta un lembo di tetto a spiovente realizzato con una struttura in metallo coperta di tegole in terracotta: il punto di osservazione ideale dal quale potere ammirare la città da una prospettiva estraniante.

L’artista tedesca Valerie Krause riprende un elemento ricorrente nei quartieri storici della città, le condutture esterne per l’acqua, con le quali realizza la sua opera-installazione che si dispiega intersecandosi sia in altezza che in larghezza come un dedalo di strade e vicoli da cui è impossibile trovare una via d’uscita, costringendo l’occhio del fruitore a seguirne la trama e l’intreccio.

L’idea del movimento centripeto è ripresa anche in un video in bianco e nero, in cui la Krause mette in scena una danza malinconica, caratterizzata da contrasti e opposizioni quali bianco/nero, vuoto/pieno, movimento/stasi.

Timothée Schelstraete coglie Palermo in frammenti di immagini distorte, interessato ai fragili lembi e agli aspetti minimi che la compongono. Le sue opere si caratterizzano per la loro transmedialità. L’artista parte dal dato oggettivo ripreso attraverso la macchina fotografica per imprimerlo attraverso un transfer analogico sul supporto della tela su cui interviene con la pittura. Nel passaggio dal medium fotografico a quello pittorico le immagini si trasfigurano, perdono la connotazione reale, cromatica e spaziale, e diventano altro, riflessi del movimento dell’occhio che non riesce a percepire il dato sensibile e ne conserva un ricordo visivo distorto. Segmenti di palme, lembi di tessuti damascati, maglie sinuose di reti metalliche, piccoli oggetti, tutto si lacera perdendo il proprio valore razionale a vantaggio di interpretazione obliqua che fa dell’oggetto rappresentato uno specchio deformante attraverso cui cogliere aspetti altrimenti destinati all’oblio.

***

Palermo Panorama
Haus Der Kunst,

Cantieri Culturali della Zisa,

via Paolo Gili, 4 Palermo

Durata della mostra

dal 19 maggio al 26 giugno 2021

Giorni e orari di apertura

dal mercoledì al sabato, dalle 16 alle 19

e su appuntamento (per info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)

Ingresso gratuito


Apertura speciale durante il Sicilia Queer Film Festival
dal 03 al 06 giugno 2021
orario di apertura prolungato (da stabilire)

Contatti
Goethe-Institut Palermo www.goethe.de/ins/it/de/sta/pal.html

Institut français Palermo www.institutfrancais.it/palermo

Verein Düsseldorf-Palermo e.V. www.duesseldorfpalermo.com

- di Maria  Teresa Prestigiacomo -

Messina . Incontriamo il Prof.Giuseppe Rando Ordinario di Lettere Università  di Messina per porgergli una domanda

Oggi, affermava Roberto Gervaso da me conosciuto a Messina, ci sono piu persone che scrivono che quelle che leggono...

Cosa ne pensa ?Consapevole delle logiche pubblicitarie dominanti, non mi stanco di presentare il mio libro più corposo (ma anche – voglio sperare – il più leggibile), quasi uno zibaldone: “Resistere a Messina. Reportages, lettere, racconti e saggi critici”, pubblicato, qualche mese fa, dall’editore Pellegrini di Cosenza.
Non è stata una passeggiata, se mai lo è stata la composizione di un libro: piuttosto, un duro corpo a corpo con le pagine sempre soverchianti, con l’autocensura implacabile, con il mio abituale senso del limite, con i mille refusi e ripensamenti in fase di bozze.
Alla fine ha vinto lui, lo zibaldone, che mi ha imposto, di fatto, la struttura quadripartita, il numero delle pagine, lo stile e perfino la vis polemica (tuttavia – insiste lui – costruttiva).
Non mi faccio illusioni, ma non posso nascondere che, da generoso e maldestro Colapesce (inconsapevole, nonostante la ventina di libri pubblicati, di certe, recenti “necessità” del mercato editoriale, soprattutto in epoca COVID), mi sono posto obiettivi di altissimo profilo: I) contribuire, anche con gli studi letterari, alla rinascita di Messina e della Sicilia, in un’ottica europea, democratica, antimafiosa, antimassonica, anticampanilistica e antiprovinciale; II) dare il mio apporto di studioso e di professore ordinario alla conoscenza dei mali del «sistema baronale», che ha avvilito l’Università tra la prima e la seconda repubblica (e, in qualche caso l’avvilisce tuttora), associandomi alle spinte riformistiche di partiti e sindacati, in difesa della libera ricerca scientifica, della didattica aggiornata e della meritocrazia; III) lottare contro le insidie di una didattica arretrata che talora ammorba la Scuola, promuovendo per converso un insegnamento innovativo, metodologicamente aggiornato e basato sulla trasmissione di saperi e valori; IV) contrastare, con le armi della Storia e della Filologia, alla luce delle acquisizioni recenti della Teoria della Letteratura, della Psicoanalisi, della Semiologia, della Filosofia, della Linguistica, la deriva formalistica e impressionistica in atto negli studi letterari.
E ciò, abbattendo ogni steccato tra scrittura argomentativa e scrittura creativa, all’insegna della leggibilità.
Certo, non piacerà ai soliti … mediocri, integrati, conformisti, bellettristi. Voglio tuttavia sperare che leggano questo zibaldone i giovani, i professori/le professoresse competenti e innamorati/e della loro professione, i miei non pochi amici e amiche, i miei numerosi allievi/allieve siciliani/e e calabresi, tutti gli uomini e le donne non rassegnate.

P.s. Con questo libro, entrano nelle pagine della storia letteraria tutti i poeti e i narratori messinesi su cui ho scritto in quest’ultimo ventennio. Ma anche gli artisti, i cantanti, i giornalisti, i politici, gli imprenditori, gli sportivi, i vescovi e i preti di Messina sfilano nella prima, corposa sezione dello zibaldone. Prosit.
P. s. II) L’autore firmerà le copie del libro presso la libreria Mondadori Store (ex Ciofalo),  dal primo giovedì 6 maggio tra le 18, 00 e le 19, 00, e presso la libreria Bonanzinga, venerdì 7 maggio, tra le 18, 00 e le 19, 00, ripetendo il “rito”, negli stessi giorni e nelle stesse ore, anche nelle settimane seguenti, fino al mese di giugno. I messinesi potranno acquistare il libro anche facendone direttamente richiesta all’autore, per e.mail (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.). 

Dunque, appuntamento oggi presso libreria  Ciofalo e domani presso la Libreria  Bonanzinga

- di Gennaro Galdi -

Intervistiamo il brillante artista maestro Enzo Napolitano, artista di sicuro investimento che, madrina l’Avv. Teresa Notaro, sabato 29 Maggio, a Messina, presso la Galleria Arte Cavour, Corso Cavour 119, presenterà la sua produzione pittorica, decodificata nei suoi profondi messaggi, dal noto critico d’arte la prof.ssa Maria Teresa Prestigiacomo, direttore Arte e Cinema di Red Carpet Magazine, giornale cartaceo e on line inglese ed italiano e direttore artistico della Galleria Virtuale di pittori e scrittori, della rivista on line www.messinaweb.eu

1) Perchè Spiritualità del Magma, un titolo accattivante per una mostra? Per la spiritualità che trasmettono i colori per l 'energia in essa racchiusa? Perchè il magma va a coprire tutto ciò che incontra…Il mio magma spirituale va a ricoprire le negatività dell’essere umano, per sublimarsi nella sfera spirituale …. un senso di responsabilità nei confronti del prossimo.

2) La mostra di quante opere si compone? Sono opere astratte ma intravvediamo a volte delle figure, cosa intende rappresentare? La mostra si compone di 20 opere; sì, vi è un figurativo nascosto ed io cerco di ricostruire il mio figurativo perchè il mio magma ricostruisce, attraverso il mio figurativo, la parte buona del mondo, dell’universo, della gente

3) Il suo back ground è formato su basi classiche della pittura tradizionale, come mai questo approdo come i grandi Maestri del passato, all'astratto? Per essere vicino ai gusti delle nuove generazioni? Assolutamente no, c‘è una catena con i suoi anelli, ho attinto al seme culturale del passato per raccordarlo con il presente ed il futuro.

4) Quali sono i suoi progetti in futuro, magari con la nostra Accademia Euromediterranea delle Arti che propone mostre internazionali all'estero di notevole prestigio , come quella al Museo che si affaccia sul boulevard di Champs Elisées. Il Grand Palais, con il catalogo di presentazione del Ministro della Cultura francese e del direttore dei Musei Riuniti e gode del patrocinio del Presidente della Repubblica Macron?

Certamente, vorrei lavorare con il critico prof Maria Teresa Prestigiacomo perché, oggigiorno, è difficile interfacciarsi con una persona seria e di elevato profilo professionale come la Prestigiacomo che può vantare mostre che godano del patrocinio del Presidente Macron e del Ministro della Cultura francese…

5) Il suo critico, il 29 Maggio alla sua Mostra Personale , a Messina? La Prof.ssa Maria Teresa Prestigiacomo che sicuramente, per la sua esperienza, avrà facilità di decodificare i messaggi che ritengo profondamente significativi, del mio magma interiore. Chi più della Prestigiacomo? La prof Maria Teresa Prestigiacomo, direttrice rivista internazionale, critico e psicologo dell'arte saprà cogliere i lati più nascosti della mia pittura, del mio magma interiore. Sono grato all’Organizzazione capillare e per Relazioni Pubbliche e per servizi dell’Accademia Euromediterranea delle Arti che, in collaborazione della Galleria Arte Cavour, ha organizzato questo mio evento. Numerosi gli ospiti d'onore tra i quali il Presidente di Arte Insieme e la segretaria dott.ssa Luisa Occhione; inoltre, la direttrice Biblioteca Regionale di Messina, dott.ssa Tosi Siragusa, il Prof. Domenico Venuti, l’editore di www.messinaweb.eu il Filosofo Dr Enzo Maimone, il Conte Molino della Torre, la collezionista Prof.ssa Maria Amalia Santoro, la criminologa dott.ssa Argentina Sangiovanni, il Principe Arch Giuseppe Capuana, i Fratelli Avv. Ed Arch. Arrigo, la dott.ssa Agata Spampinato Pres. Fidapa Milazzo ( a cui è destinato il 5% sulle vendite per le azioni di Charity) la dott.ssa Santina Accordino e consorte, l’Avv. Vincenzo Ciraolo, l’Avv.Enrico Mollica , la dott.ssa Elda Gatto ed il Dr Fausto Rispoli, i Fratelli Arch e Avv. Arrigo, Mollura Arredamento, l’imprenditore Olii Barrano Luca Barrano,

dr Marcello Nativo e la segretaria dott.ssa MariaLuisa Occhione, Il dr Carmelo Eduardo Maimone e tanti altri ospiti che non è stato possibile inserire per ovvi motivi, nella locandina della Mostra ma sono ospiti che hanno confermato la loro presenza e si avvicenderanno per visitare la mostra che sarà dedicata al ricordo di Franco Battiato.

Auguriamo al maestro Enzo Napolitano una splendida mostra personale: La tv Globus television Sky , streaming... è supportata dallo sponsor Olii Barrano, attraverso l'imprenditore Luca Barrano della provincia di Ragusa che riceverà una targa premio per l’occasione, per l’eccellenza della qualità dell’olio e per le sue capacità imprenditoriali, targa che sarà affiancata dalla Targa Premio al maestro pittore Enzo Napolitano, per la qualità della sua pittura e per i contenuti particolarmente significativi.

Supporto tecnico, di grafica ed allestimento mostra del direttore artistico (valente pittore) Maurizio Gemelli e alla consolle di General Manager il giovane e brillante titolare della Galleria Paolo Accordino con il quale l’Accademia Euromediterranea delle Arti, sin dalla apertura della Galleria Arte Cavour, ha tessuto rapporti di sincera collaborazione, con notevole successo. Appuntamento a sabato 29 maggio, dalle ore 18:00 alle ore 20:30, secondo norme di distanziamento, si accederà alle sale piano terra e piano superiore, con numero di persone contingentato, a tutela della salute dei visitatori. Ricordiamo che l’artista occupa un posto nella nostra Galleria Virtuale di www.messinaweb.eu di selezionati artisti italiani e stranieri.

- di Maria Teresa Prestigiacomo -

San Pietroburgo. Ho conosciuto alcuni componenti della famiglia Romanov al Concert Noble di Bruxelles, invitata dal conte Grégoire Tölstoj. In quell' occasione, da Messina vi erano l' Avv Anna Mazzaglia ed Adriano Tilgher, l’Arch Giuseppe Capuana e la pittrice discendente dallo scrittore Verga: Adele Verga. In quell' occasione, venuto da Roma presenziava anche il manager Fabio Allegretti e il dr Enrico Pastura aveva determinato il mio incontro con alcuni componenti della famiglia Romanov tra l''hotel de Paris a Parigi e Bruxelles. Belle persone, i Romanov, decisamente. Sempre pronti a compiere azioni di Charity a beneficio delle fasce disagiate e dei bambini, visitando di persona gli orfanotrofi.( video in facebook)

Oggi, la Cattedrale di Sant' Isacco attende, a San Pietroburgo, l'imminente matrimonio tra il Granduca Giorgio di Russia e la sua futura sposa: Victoria Romanovna Bettarini. E le Fedi ? Naturalmente, non potranno essere che d' autore: questa è la prima volta che Fabergé creera' fedi nuziali per i membri della famiglia Romanov da prima della rivoluzione russa. L'evento dell'ottobre 2021 è già stato definito il "matrimonio del secolo" dalla conduttrice televisiva Ksenia Sobchak.

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Le fedi nuziali sono state progettate per la coppia su richiesta di Sarah Fabergé, direttrice dei progetti speciali e pronipote di Peter Carl Fabergé.

Sarah è anche un membro fondatore del Fabergé Heritage Council, formato nel 2007 per consigliare il marchio Fabergé nella sua ricerca dell'eccellenza e dell'esclusività e per consigliare e fornire indicazioni su Peter Carl Fabergé e la sua eredità.

Gli anelli di nozze saranno scambiati in questo matrimonio Romanov nella splendida Cattedrale di Sant'Isacco, a San Pietroburgo.

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Gli antenati del granduca Giorgio, granduca e granduchessa Vladimir, furono clienti molto importanti di Fabergé all'interno della famiglia Romanov, a partire dagli anni Ottanta del secolo dell'Ottocento. La collaborazione tra Fabergé, il Granduca Giorgio e la sua fidanzata ripristina il famoso rapporto tra la Casa dei Romanov e la leggendaria casa Fabergé. La bellissima Victoria, convertita alla religione ortodossa, indosserà una splendida tiara Chaumet acquistata presso l’atelier del Lusso a Place Vendome, vicino al noto Hotel Ritz. Parigi,accompagnata nella scelta da Stephane Berne e Jean Marc Mansvelt, PDG di Chaumet; un diadema classico, sontuoso tradizionale ma semplice, questa tiara meravigliosa, creata da Benoit Verhulle, chef d'atelier Chez Chaumet; il diadema ricorda l'acconciatura portata nei secoli scorsi, dalle donne russe. 438 diamanti, tecnica "fil couteau", specialità della Maison Chaumet. Diadema in oro bianco con diamante di taglia ovale di 5 carati e da un diamante "a pera" di due carati A Victoria ed a Giorgio, anche la redazione di www.messinaweb.eu augura un radioso futuro di coppia. In occasione del matrimonio la nonna, la gran Duchessa Maria Vladimirovna le conferirà il titolo di Principessa e " Le predicat" di Altezza reale. Grande attesa, pertanto, per il grande giorno l’uno otobre 2021, a San Pietroburgo e se saremo invitati, potremo dedicare pagine speciali su Red Carpet Magazine,( cartaceo, italiano ed inglese ed anche on line) registrando dal vivo l’evento, sensazioni ed emozioni di un matrimonio che evoca la grande storia degli Zar, imperatori di Russia.


- di  Francesca Rossetti -

Intervista a Bruna Bianca De Stefano: scrittrice, giornalista e scienziata

Roma - Bruna Bianca De Stefano di Ravenna è scrittrice, giornalista e scienziata, già nota per le sue numerose opere di letteratura che le sono valsi importanti premi ed alle prese con la stesura di nuovi libri di medicina scientifica.

Chi è Bruna Bianca De Stefano e come nasce la Sua passione per la letteratura?

Ho iniziato all’età di 13 anni con i diari dell’epoca, ho poi collaborato con i giornali locali in Sicilia, mia terra natale,  fino a quando ho conseguito l’esame da giornalista a Roma durante gli anni dell’Università”.

Lei ha pubblicato vari romanzi ambientati in Sicilia, dove è nata: di che cosa parlano?

 “Il mio primo romanzo è del 1980 e si intitola “La Siciliana” la cui protagonista trascorre la propria vita in Sicilia e il cui personaggio, con le sue alterne vicende, rimane nella memoria del lettore anche dopo molti anni, mentre nel 1983 ho pubblicato “La Baronessa ” ambientata in una regione italiana, sullo sfondo di violenze e passioni che spesso escludono i figli dalla vita dei protagonisti adulti. Il messaggio è molto chiaro: troppo spesso ci dimentichiamo dei figli che sono vittime della nostra indifferenza causata dai problemi della vita quotidiana e i giudizi del pubblico e della critica sono stati molto positivi. Il libro ha avuto un grande successo all’epoca ed ecco perché ho deciso di ripubblicarlo, è appena uscito ed è presente nelle maggiori librerie delle città più importanti. Nel 1989 è stata la volta del mio terzo romanzo, “L’Amante del “Papa”, ambientato a Siracusa fra mafia, droga, AIDS, massoneria ed intrighi ad ampio raggio, i cui tentacoli pericolosissimi sono manovrati dal boss, denominato “Papa” e dai suoi “nominati ed innominati” che non sbagliano mai la mira, purtroppo favoriti dagli errori di alcuni membri della giustizia, mentre nel 2000 ho pubblicato “L’Amante del Cardinale” che narra le tormentate vicende della protagonista, Santa, perseguitata da personaggi noti e meno noti e da influenti capi della criminalità organizzata e che sarà aiutata da un personaggio importante. Santa da sempre è il passatempo di personaggi senza scrupoli e si trova suo malgrado ad assistere ad episodi di mafia nel campo finanziario e politico da loro diretti. Nel 2005 è uscita la seconda parte de “L’Amante del “Papa” .

Nel 1997 ha pubblicato la prima parte de “L’Aracnide, il 13° segno zodiacale” e un Suo romanzo, “La voce del mio silenzio”, parla della medicina psicosomatica: come si collegano astrologia e malattie e quale ruolo svolge la medicina alternativa rispetto a quella tradizionale? 

L’Aracnide è stato da me scoperto nel 1965 in seguito ad alcuni studi compiuti in Cina, dove esiste come segno zodiacale, anche perché premetto che non credo all’astrologia classica, quella televisiva e pubblicata sui giornali tanto per intenderci, dato che si tratta di una scienza esatta e il singolo tema natale va calcolato sulla base dell’ora esatta e dell’ascendente, che cambiano da una persona all’altra. Si tratta di un settore strettamente legato alla medicina, dato che i pianeti indicano come prevenire eventuali malattie così come i periodi favorevoli per iniziare un nuovo lavoro o per compiere scelte determinanti quali il matrimonio od un trasferimento. Il libro ha riscosso un grande successo ed ho ottenuto premi molto importanti sia in Italia che all’estero(Boston, Tokyo, Melbourne) e recensioni sui più importanti giornali locali e non solo ed in esso ho analizzato gli influssi lunari (durante le 4 fasi mensili) sulle malattie, quindi i periodi più indicati per operazioni chirurgiche e i numeri personali legati alla data di nascita e non solo, numeri che caratterizzano tutta la nostra vita, oltre a tanti altri argomenti. Il  romanzo, “La voce del mio silenzio”  è uscito nel 2013 ed in esso affronto il problema delle malattie psichiatriche come frutto di pensieri sbagliati e quindi il ruolo della mente e dei pensieri positivi per essere sempre in buona salute. Ho vinto diversi premi importanti con questo libro.”

Uno dei Suoi libri è dedicato alle ricette ed al galateo siciliano: quali sono le più famose e quali abitudini è bene adottare per una vita sana e longeva?

 “ Il libro è stato pubblicato nel 2005 e si intitola “Ricette Siciliane – Sapori, profumi, galateo e tradizioni della Terra di Sicilia” con indicazioni di medicina e spiegazioni sulle vitamine e minerali necessari per ogni età, perché ci si ammala e si invecchia e come mantenersi sani e giovani il più a lungo possibile. Le pietanze hanno nomi particolari e simpatici: carciofi del capo mafia e del criminale Benito, spaghetti dell’omertà, insalata del giudice cornuto ecc. E’ importante fare sempre movimento e un ruolo determinante è quello della frutta e della verdura che non devono mai mancare nell’alimentazione quotidiana, mentre cibi fritti, grassi e dolci vanno ridotti il più possibile”.

Il Suo ultimo romanzo da poco terminato si intitola “L’ultimo intermezzo”: di che cosa parla?

E’ la vera storia della vita di un famoso Ministro, del quale ovviamente ho cambiato il nome in Rodolfo, partendo dall’ultima guerra e passando per vari ricoveri che ha avuto ed in cui parlo naturalmente anche del ruolo della medicina e di vari disturbi della salute (anche articolari) che segnalano i nostri limiti a livello di sopportazione: stress, ansie, angosce e simili. Osservando gli accertamenti clinici non troviamo patologie, cioè nessuna malattia organica, dato che in questi casi le vere origini dei disturbi provengono dalla mente soffocata dai vari dispiaceri, “mens sana in corpore sano”

L’ho conosciuto durante un processo a Siracusa, dato che il cugino di mio padre era Presidente del Tribunale e quindi ho potuto seguire diversi processi privati non accessibili al pubblico, fra i quali questo ed in cui ho potuto parlare direttamente con le persone coinvolte nella storia.

La vicenda si svolge nella Sicilia orientale nel 1940 e sono narrati molti episodi comici ma anche drammatici: la Sicilia è anche questo! C’è la descrizione del funerale di Don Vito, famoso boss della malavita, che sembra il classico funerale di Stato, con parenti ed amici ma più che altro nemici, tutti avidi dei soldi che speravano fossero stati lasciati dal defunto. Don Vito, però conoscendo i suoi polli aveva già sistemato la situazione molto prima del decesso ed aveva confidato ad un suo amico:” Lascerò che si scornino fra loro e riderò da dove riposerò finalmente in pace, dato che ho deciso di lasciare tutto ad un orfanotrofio nel quale sono stato cresciuto”.

Durante la processione la macchina della polizia, con le sirene assordanti, sorpassò con velocità il carro funebre. I cavalli si impaurirono ed iniziarono una corsa sfrenata; la bara, non ancora sigillata, si rovesciò sulla strada ed avvenne un fuggi fuggi generale fra il panico dei presenti, quindi ecco un risvolto comico della storia.

In seguito a questo ho subito minacce ed un sequestro, che per fortuna si è risolto con il mio rilascio e ricordiamoci che siamo di passaggio sulla Terra, come viaggiatori frettolosi. La vita è paragonabile ad un treno veloce, ad un viaggio faticoso pieno di trappole prima di arrivare alla stazione finale e alla quale nessuno vorrebbe giungere in orario.

Nel libro descrivo in modo turbolente e terrificante la Seconda Guerra Mondiale ed il terribile governo fascista, con i rifugi durante i bombardamenti che furono la salvezza di parte dei Siciliani.

Descrivo poi la morte di Lusi, il grande amore del Ministro, a causa di un errore sanitario e le conseguenti denunce, la visita di un ufficiale di Stato al Conte Manfredi per costringerlo a pagare regolarmente le tasse, ma il Conte risponde:” Io non pago le tasse? E’ falso! E’ il Governo che truffa me, le Vostre leggi romane vanno bene per Roma che è un altro Stato. Per fortuna abbiamo le nostre leggi ed i mezzi giusti per farli rispettare”. L’ufficiale di Stato si mise a ridere e il Conte minacciò:” Vuole ritornare a Roma con i Suoi piedi o con un altro mezzo?”.

Il Conte morirà poi per Coronavirus sconfitto in un’invincibile guerra contro l’epidemia e con lui molte altre vittime dovranno cedere le “armi” a causa delle tante sofferenze che precederanno la loro morte.

L’associazione mafiosa aumenterà durante la dittatura fascista, così come il contrabbando di sigarette e altro: la mafia storica è tramontata ma rimane sempre come protagonista un virus internazionale inguaribile e che non ha il marchio esclusivo della Sicilia”.

- di  Maria Teresa Prestigiacomo -

RENDEZ-VOUS, il FESTIVAL DEL NUOVO CINEMA FRANCESE, torna a Roma al Cinema Nuovo Sacher, dal 9 al 13 giugno 2021, e con selezioni speciali alla Cineteca di Bologna e al Cinema Massimo di Torino.

« E’ con grande piacere vedere le sale riaprire e salutare la nuova edizione del Festival Rendez-vous pronto ad accogliere un pubblico affezionato e fedele. I legami cinematografici tra Italia e Francia, sono sempre più forti e, in questo momento di rinascita, saranno da volano a nuovi progetti cinematografici tra i nostri Paesi », con queste parole l’Ambasciatore Christian Masset, saluta la XI edizione della manifestazione.

«Dopo lunghi mesi segnati dalla chiusura dei cinema nel mondo, UniFrance è lieta di poter presentare al pubblico italiano, così fedele al cinema francese, una selezione delle migliori produzioni francesi a Roma, Bologna e Torino. Siamo felicissimi che i nostri film e i nostri artisti stiano finalmente ritornando in sala, specialmente in Italia, un paese che ci è così caro»  gli fa eco Daniela Elstner, direttrice generale di UniFrance.

Iniziativa dell’Ambasciata di Francia in Italia, la manifestazione è realizzata dall’Institut français Italia, co-organizzata con UniFrance, ente di promozione del cinema francese nel mondo. Il responsabile del progetto è Benoît Blanchard e la direzione artistica affidata a Vanessa Tonnini.

BNL Gruppo BNP Paribas, per l’undicesimo anno consecutivo, è sponsor principale della rassegna. Il festival beneficia anche del sostegno della Fondazione Nuovi Mecenati – fondazione franco-italiana per la creazione contemporanea – dell’Hotel St. Regis Rome, di France 24, la chaîne d'information internationale.

Nel solco del tradizionale format della manifestazione, nata con l’intento di far scoprire la pluralità di voci del cinema d’Oltralpe, l’XI edizione di Rendez-vous mette al centro della scena le DONNE DEL CINEMA FRANCESE. Una panoramica di cineaste e attrici, volti noti ed esordienti, per offrire un’istantanea di un cinema creativo, vitale, plurale.

FOCUS | EMMANUELLE BÉART: Il cuore non sbaglia

Il focus speciale dell’XI edizione del festival è dedicato a Emmanuelle Béart, attrice versatile, perfezionista e sensibile, femme fatale dal fascino magnetico che non ha mai smesso di vivere con intensità il suo tempo e di mettere la sua notorietà al servizio del sociale. Attivista per numerose campagne umanitarie e ambientaliste, da ambasciatrice per l’UNICEF a militante per i diritti dei sans papier.

L’attrice sarà a Roma per presentare, in anteprima nazionale, il suo ultimo film L’ÉTREINTE, al fianco del regista Ludovic Bergery. L’opera prima riporta sullo schermo l’attrice, dopo un lungo periodo in cui ha consacrato il suo lavoro al teatro. Abbiamo la gioia di ritrovarla in un ritratto di donna vedova alle prese con la sua « seconda vita », tra solitudine e riappropriazione del proprio corpo e una liberazione che ha il sapore di un’autentica rinascita.

Per il focus dedicato, il pubblico romano riscoprirà sul grande schermo UN CŒUR EN HIVER | UN CUORE IN INVERNO, il magnifico film del 1992 di Claude Sautet.

Sulle musiche di Ravel, una raffinata e dolente storia d’amore e d’amicizia con tre straordinari protagonisti: Emmanuelle Béart, Daniel Auteuil e André Dussollier, un gioco dei sentimenti valso a Sautet il César e il Leone d’Argento alla regia a Venezia 49, e poi tre David di Donatello (miglior film straniero, migliore attrice straniera a Béart e miglior attore straniero ad Auteuil).

EMMANUELLE BÉART | Figlia d’arte – il padre Guy Béart è stato una delle grandi voci della canzone d’autore francese, la madre è la modella e attrice Geneviève Galéa – fin da bambina sogna di diventare attrice. È il regista Claude Berri a rivelarne al mondo le capacità drammatiche e a trasformarla in icona di seduzione con Manon delle sorgenti, che le vale un César. Da quel momento le collaborazioni con i grandi nomi del cinema francese si moltiplicano : Jacques Rivette, Claude Sautet, André Téchiné, Claude Chabrol, Danièle Thompson, Olivier Assayas, François Ozon, Anne Fontaine e ancora Danis Tanović, Ettore Scola, fino alla parentesi americana di Mission: Impossible di Brian De Palma, che la fa conoscere a livello internazionale. Oggi, la troviamo più facilmente a teatro, dove è felicemente diretta da Bernard Murat e Jacques Weber, Jean-Pierre Vincent e Stanislas Nordey

FILM DI APERTURA | ANTOINETTE DANS LES CÉVENNES di Caroline Vignal

In un’edizione consacrata al cinema delle donne, non poteva mancare ANTOINETTE DANS LES CÉVENNES di Caroline Vignal. La commedia neo-western femminista – selezionata al Festival di Cannes 2020 – ha entusiasmato il pubblico e la critica francese e ha coronato la protagonista – la sensazionale Laure Calamy, conosciuta in Italia per il suo ruolo di Noémie nella serie Chiami il mio agente! – con il César 2021.

Al centro di questo racconto di emancipazione, brillante e solare, che strizza l’occhio alle commedie di Éric Rohmer, l’imprevedibile viaggio sul cammino di Stevenson della buffa Antoinette alle prese con il suo mal d’amore. Una volta arrivata nella cornice dei magnifici paesaggi montuosi del Midi, la donna non troverà traccia del suo amante, ma si ritroverà a tu per tu con Patrick, un asino recalcitrante che l’accompagnerà in un viaggio molto singolare.

Il film è presentato a Roma, in anteprima nazionale, dalla regista Caroline Vignal e uscirà in sala con Kitchen Film.

CAROLINE VIGNAL | Regista, sceneggiatrice e attrice, classe 1970. Figlia di diplomatici, dopo aver trascorso la sua infanzia in Africa del nord, ha studiato cinema a La Fémis di Parigi. Dopo due cortometraggi (Solène change de tête e Roule ma poule) firma nel 2000 il lungometraggio Les Autres Filles, presentato alla Semaine de la Critique di Cannes. Con Antoinette dans les Cévennes – Selezione Ufficiale al Festival di Cannes 2020 – ha ottenuto otto nomination e un Premio César per l’attrice protagonista Laure Calamy.

ANTICIPAZIONI | A Roma il cinema eccentrico ed esilarante di Quentin Dupieux

Sul fronte commedie, direttamente dalla Mostra del Cinema di Venezia 77, il regista Quentin Dupieux presenta a Roma: MANDIBULES – DUE UOMINI E UNA MOSCA.

Conosciuto con lo pseudonimo di Mr. Oizo per la sua attività di produttore e DJ e per film surreali come Rubber, Wrong e Le Daim, Dupieux ci regala ancora un film esilarante, al limite dell’assurdo, un racconto spumeggiante e liberatorio sull’amicizia, dove la leggerezza è un modo per sopravvivere, nonostante tutto.

La storia segue le vicende di due amici squattrinati: Jean-Gab e Manu, due scemi (e più scemi), partiti in missione per conto di un misterioso cliente: devono consegnare una valigetta in cambio di cinquecento euro. Nel rubare una vecchia auto per il viaggio, trovano nel cofano una mosca gigante. Decidono di addestrarla al furto, con il sogno di diventare ricchi. Lungo la strada si imbatteranno in una serie di avventure tragicomiche sullo sfondo di un’estate in una Costa Azzurra che somiglia alla California. Solo la stravagante Agnès (Adèle Exarchopoulos) si accorgerà del loro segreto. Dupieux regala all’attrice un inedito e riuscitissimo ruolo comico.

Il film sarà nelle sale dal 17 giugno, distribuito da I Wonder Pictures.

QUENTIN DUPIEUX | Il più imprevedibile e folle dei registi francesi, protagonista a tutto tondo della scena culturale d’Oltralpe, Dupieux debutta al cinema al fianco di Michel Gondry. Con Mandibules firma il suo ottavo lungometraggio dopo Nonfilm, Steak, Rubber, Wrong, Wrong Cops, Réalité e Le Daim. Conosciuto nella scena musicale europea come Mr. Oizo, ha registrato diversi album in studio, tra cui : Analog Worms Attack, Moustache (Half a Scissor), Lambs Anger, Stade 2 e The Church, e le colonne sonore di film.


Le proiezioni sono in versione originale con sottotitoli in italiano.

rendezvouscinemafrancese.it
institutfrancais.it
it.ambafrance.org

sacherfilm.eu
www.unifrance.org

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