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- di Maria Teresa Prestigiacomo -


Roma, Undici Paesi coinvolti nel grandioso Progetto Cinema: Giappone, Corea del Sud, Cina, Filippine, Hong Kong, Taiwan, Indonesia, Malesia, Thailandia, Vietnam e Singapore saranno gli 11 Paesi interessati alla diciottesima edizione dell'Asian Film Festival, la manifestazione organizzata da Cineforum Robert Bresson e diretta da Antonio Termenini in programma dal 17 al 23 giugno al Farnese Arthouse di Roma (piazza Campo de' Fiori 56). Il ricco calendario, che prevede quattro proiezioni quotidiane, comprende 28 lungometraggi e 2 cortometraggi con 5 anteprime internazionali, 6 anteprime europee e numerose anteprime italiane. Un'iniziativa che rivolge in particolare il proprio sguardo agli esordi e ai "Newcomers", i giovani registi più promettenti.

Provengono dal Giappone il film di apertura, “Wife of a Spy” di Kiyoshi Kurosawa, già vincitore del Leone d’Argento all’ultimo festival di Venezia e altre pellicole stranianti, divertenti e pieni di contaminazioni, come “Dancing Mary” di Sabu, “Red Post on Escher Street” di Sion Sono e il più autoriale “Under the Stars” di Tatsushi Ohmori.

Tra gli eventi speciali, avrà luogo la seconda edizione del Korean Day, una intera giornata - sabato 19 giugno - dedicata al cinema sudcoreano in cui saranno presentati 4 lungometraggi e un cortometraggio, in collaborazione con l’Istituto di Cultura Coreano di Roma. Lo sguardo impertinente e autoriale dell’Hong Sang-soo di “The Woman Who Ran” si alternerà alla commedia sentimentale amara “Our Joyful Summer Days”, allo sguardo sulle tradizioni delle pescatrici dell’isola di Jeju in “Everglow”, fino al noir al femminile di “Go Back”, della regista indipendente Seo Eun-young.

Altro evento speciale, in collaborazione con l’Ambasciata del Vietnam in Italia è il Vietnam Day, che vedrà presentare il 22 giugno 4 lungometraggi in anteprima assoluta: si passa dagli straordinari successi, ancora nelle sale in Vietnam, di “Dad I’m Sorry”, commedia generazionale, e “Blood Moon Party”, nuovo inaspettato remake di “Perfetti sconosciuti”, all’affascinante “Rom” e l’horror “Home Sweet Home”. L’iniziativa porta a compimento una fruttuosa collaborazione con il Vietnam, dopo la promozione di cinema italiano a Hanoi e Ho Chi Minh City tenutasi lo scorso anno in collaborazione con l’Ambasciata italiana a Hanoi e il consolato a Ho Chi Minh City.

Dalla Cina, verranno poi presentati una serie di opere significative, quali le spiazzanti e abbacinanti “The Waste Land” e “Sons of Happiness”, firmate da registi esordienti ma dallo sguardo maturo, forte e riconoscibile, e “Mosaic Portratit”, inteso ritratto di un’adolescente vittima di un abuso.

Altri temi che percorrono in filigrana il festival sono i difficili e complessi rapporti familiari sviscerati nel cinese “Grey Fish”, in “Leaving Hom e” da Singapore, nel malese “Sometime, Sometime”, in “Malu” di Edmund Yeo e nel filippino “Tangpuan”; il senso di perdita dovuto a problemi economici (“Repossession”); lo sviluppo sostenibile e i cambiamenti climatici dell’omnibus che attraversa cinque paesi “Mekong 2030”, seguendo il corso del fiume Mekong.

Completano il programma “Genus Pan” del maestro filippino Lav Diaz e l’anteprima europea dell’hongkonghese “Stoma”, film quasi-biografico sul fotografo e regista prematuramente scomparso Julian Lee.

IL PROGRAMMA

Giovedì 17 giugno

Ore 15:30 - Tagpuan

(McArthur C. Alejandre, Filippine, 2020, 107’)

IN CONCORSO

Durante un viaggio di lavoro a Hong Kong, Alan incontra una misteriosa ragazza che gli cambia la vita. Una riflessione amara su alienazione, immigrazione, spaesamento.

Ore 17:30 - Leaving Home

(Tan Siang Yu, Singapore, 2021, 72’)

NEWCOMERS

Benny scappa di casa senza ragione apparente. Per la sua famiglia è l’inizio di un incubo. Per trovarlo, Daniel e Michelle devono cercare ovunque, anche nei loro cuori.

Ore 19:30 - Grey Fish

(He Sheng, Cina, 2020, 79’)

NEWCOMERS

Chen Xun sogna una strana ragazza. Al risveglio, è ammaliato dai ricordi della sua gioventù. Un film onirico e tormentato sul ricordo e, forse, l’amore.

Ore 21:00 - Wife of a Spy

(Kiyoshi Kurosawa, Giappone, 2020, 115')

IN CONCORSO

Il nuovo, potente film di Kiyoshi Kurosawa, premiato alla Mostra del cinema di Venezia per la miglior regia, mette a nudo quanto si è disposti a rischiare per difendere i propri valori nel Giappone militarista degli anni ’40.

Venerdì 18 giugno

Ore 15:30 - Ton-kaka-ton

(Teppei Kohira, Giappone, 2020, 99’)

NEWCOMERS

Un adolescente solitario e taciturno e suo zio, allegro e con tanta voglia di vivere, non potrebbero essere più diversi. Sarà un evento inaspettato ad avvicinarli.

Ore 17:15 - Repossession

(Ming Siu Goh e Scott C. Hillyard, Singapore, 2019, 96’)

NEWCOMERS

Jim viene licenziato. Ma a Singapore lo status è tutto. Aggrappato al suo passato di successo, Jim risveglia una forza maligna che si insinua progressivamente nella sua vita.

Ore 19:00 - Balloon

(Pema Tseden, Cina/Tibet, 2019, 102’)

IN CONCORSO

Nella steppa tibetana, Darje e Drolkar vivono una vita serena con i loro tre figli. Un incidente con alcuni preservativi trasformati in palloncini scatena una singolare riflessione spirituale – tra buddismo, realtà quotidiana e armonia familiare.

Ore 21:00 - Red Post on Escher Street

(Sion Sono, Giappone, 2020, 148’)

IN CONCORSO

Tanti personaggi diversi, accomunati solo dal sogno di recitare; un giovane e brillante regista; un provino. L’imprevedibile Sion Sono offre uno scatenato, delicato ed entusiasmante omaggio al cinema.

Sabato 19 giugno -

| | | KOREAN DAY | | |

Ore 15:30 - Everglow

(So Joon-moon, Corea del Sud, 2020, 95’)

IN CONCORSO

Un racconto agrodolce sulle “haenyeo”, letteralmente “donne di mare”, una comunità di tuffatrici e pescatrici dell’isola di Jeju, diventata patrimonio immateriale dell’umanità Unesco nel 2016.

Ore 17:15 - Our Joyful Summer Days

(Lee Yu-bin, Corea del Sud, 2020, 114’)

NEWCOMERS

La relazione tra due giovani è in crisi. Per cercare di riparare, lui organizza un viaggio. Vivisezione impietosa dei sentimenti che espone fragilità e complessità emotiva dei due protagonisti.

Ore 19:15 - Go Back

(Seo Eun-young, Corea del Sud, 2020, 99’)

IN CONCORSO

Il rapimento di una bambina e la strana richiesta di riscatto che ne consegue innescano una serie di dubbi nella vita di una giovane poliziotta. Un insinuante noir al femminile.

Ore 21:00 - The Woman Who Ran

(Hong Sang-soo, Corea del Sud, 2020, 77’)

FUORI CONCORSO

Il nuovo film di Hong Sang-soo, premio per la miglior regia al festival di Berlino, è uno spaccato di vita tutto al femminile. Una ragazza incontra delle sue vecchie amiche, tra chiacchiere, ricordi e pettegolezzi. Precede la proiezione il cortometraggio Mother Flower (Corea del Sud, 2019, 16’)

Domenica 20 giugno

Ore 14:30 - Mosaic Portrait

(Zhai Yixiang, Cina, 2019,108’)

IN CONCORSO

La vita di una quattordicenne è stravolta da una gravidanza, mentre i familiari indagano per scoprire chi è il padre. Un ritratto sincero e atipico di un’adolescente alla ricerca della propria identità.

Ore 16:30 - Under the Stars

(Tatsushi Omori, Giappone, 2020, 110’)

IN CONCORSO

Un’adolescente è cresciuta con dei genitori fervidi credenti da quando un’acqua miracolosa l’ha apparentemente salvata da un eczema incurabile. Una riflessione inedita e stralunata sui culti religiosi e l’umana necessità di credere.

Ore 18:45 - The Waste Land

(Wang Meng, Cina, 2021, 130’)

IN CONCORSO

In uno sperduto villaggio della profonda Cina rurale, un giovane in cerca d’amore rischia di perdere la ragione. Un esordio fulminante che indaga i luoghi oscuri di solitudine e pressione sociale.

Ore 21:00 - Genus Pan

(Lav Diaz, Filippine, 2020, 156’)

FUORI CONCORSO

Il nuovo film di Lav Diaz è una favola nera allegorica su tre minatori che per tornare a casa devono attraversare la foresta dell'Isola di Hugaw, svelandone la corruzione e mostrando la natura animalesca dell’uomo.

Lunedì 21 giugno

Ore 16:30 - Sometime, Sometime

(Jacky Yeap, Malesia, 2020, 107’)

NEWCOMERS

Un giovane che vive con la madre teme che la donna lo abbandoni, in favore del suo nuovo fidanzato. Per non perderla, decide di iniziare a imitare il comportamento degli adulti.

Ore 18:30 - Stoma

(Kit Hung, Hong Kong, 2020, 108’)

IN CONCORSO

Un fotografo omosessuale hongkonghese ha una vita eccitante e spensierata, fino a quando non gli viene diagnosticata una rara forma di tumore. Ispirato alla storia del fotografo e regista Julian Lee.

Ore 20:30 - Dancing Mary

(Sabu, Giappone, 2019, 105’)

IN CONCORSO

Lo scatenato Sabu torna a occuparsi di non morti dopo “Miss Zombie”, con esiti tragicomici. Una sala da ballo prossima alla demolizione è infestata dai fantasmi. Un funzionario accetta di occuparsene, con l’aiuto di una giovane medium.

Ore 22:30 - Malu

(Edmund Yeo, Giappone/Malesia, 2020, 112’)

IN CONCORSO

Edmund Yeo, vincitore di Asian Film Festival 2018 con “Aqerat”, torna con il poetico racconto del ricongiungimento tra due sorelle, legate solo dal loro tragico passato.

Martedì 22 giugno

| | | VIETNAM DAY | | |

Ore 16:15 - Home Sweet Home

(Tran Huu Tan, Vietnam, 2019, 90’)

FUORI CONCORSO

Il giovane ma debole Thien Tam ritorna a casa dall’ospedale per scoprire che sua cugina è andata via di casa. Decide di indagare, risvegliando un orribile segreto.

Ore 18:00 - Blood Moon Party

(Quang Dung Nguyen, Vietnam, 2020, 118’)

IN CONCORSO

A una rimpatriata tra vecchi amici, uno di loro propone di fare un gioco: condividere con gli altri il proprio cellulare per aumentare lo spirito di solidarietà. Un divertente remake di “Perfetti sconosciuti”.

Ore 20:30 - Rom

(Tran Thanh Huy, Vietnam, 2019, 79’)

IN CONCORSO

In un condominio in attesa di demolizione da anni, tutti gli inquilini sono alla perenne ricerca di soldi. Un ragazzino si barcamena facendo l’intermediario con gli allibratori, alimentando il sogno di facili vittorie di denaro.

Ore 22:15 - Dad, I’m Sorry

(Tran Thanh e Vu Ngoc Dang, Vietnam, 2021, 128’)

IN CONCORSO

Il più grande incasso di tutti i tempi nella storia del cinema vietnamita. Ritratto picaresco di una famiglia disfunzionale, con le incomprensioni tra un padre quasi troppo ingenuo nella sua bontà e un figlio Youtuber.

Mercoledì 23 giugno

Presentazione del volume di Antonello Pizzimenti

in diretta live, sulla pagina Facebook della Biblioteca

https://www.facebook.com/bibliotecaregionaledimessina/?ref=bookmarks

- di Maria Teresa Prestigiacomo -

Messina. La dirigente Dott.ssa Tommasa Siragusa instancabile e brillante, non si ferma mai nella programmazione degli eventi che possano conferire maggiore lustro alla Biblioteca ed è accorta ad accostare tutte le fasce d’età e di ceti sociali die vari clubs services, alla preziosità dei Libri. Pertanto, la Biblioteca è concepita quale "Agorà",ove il fluire della cultura e lo scambio di opinioni non sia esclusivamente d'èlite, ma piuttosto luogo principe nel quale la diversità divenga ricchezza e ogni pensiero possa trovare condivisione e libero dibattito,è questa l'idea che questo Istituto desidera portare avanti per mettere sempre più in valore il prezioso posseduto.

E così,al di là dei routinari servizi offerti di consultazione e prestito per la fruizione dei libri,la Biblioteca Regionale "Giacomo Longo"ha già da lungo tempo incentivato,in specie negli ultimi anni,una intensa e stimolante attività di promozione per sensibilizzare l'eterogenea utenza,organizzando e ospitando eventi diversificati,anche per le tematiche trattate,quali:esposizioni bibliografiche e documentarie,memorial, convegni,giornate dedicate,percorsi di lettura,presentazioni di libri,e fra queste ultime si distinguono poi quelle in prima assoluta.

Venerdì 11 giugno 2021,alle ore 17,verrà presentato,in prima assoluta,"La metafisica dell'anima" di Antonello Pizzimenti,testo che vanta già diverse premiazioni:finalista al Premio Giuseppe Antonio Borgese nel giugno 2019 in Catania(da inedito), targa Montefiore in Montefiore Conca (Rm) nel settembre 2020,riconoscimento al premio "Approdi d'autore",che avverrà nel luglio 2021.

L'incontro,che si svolgerà esclusivamente in modalità web sulla pagina facebook istituzionale,si aprirà con i Saluti Istituzionali e l'Introduzione della Direttrice della Biblioteca Regionale Tommasa Siragusa,alla quale seguiranno i contributi della relatrice,la giornalista Letizia Passarello e del filosofo,letterato,saggista,poeta e critico Carmelo Eduardo Maimone,già autore di molteplici e poliedrici testi.

Interverrà l'autore avvalendosi dell'ausilio di slides.

Passi tratti dal testo saranno, altresì, drammatizzati a cura dell'attore messinese Francesco Micari.

Sarà,infine,dedicato un breve spazio al dibattito.L'autore risponderà agli interrogativi posti anche a commento dell'evento sulla pagina Facebook.

Il giovane e promettente scrittore Antonio Pizzimenti,genovese di nascita,si è trasferito a Messina,luogo di origine dei genitori,al termine delle scuole superiori e dopo una breve parentesi nel giornalismo sportivo.Le sue esperienze di vita e il suo sentire,si sovrappongono a quelle vissute dall'Artista che fin dai "banchi di scuola"aveva esercitato su di lui un forte fascino,il Maestro Giorgio De Chirico.Per tale ragione ha iniziato e portato a termine un testo unico nel suo genere e in grado di "calamitare"l'attenzione del lettore,trasportandolo nell'universo di De Chirico e della Sua Arte,fungendo da magica guida per svelare segreti di piazze,torri,treni,gioco degli scacchi,enigmatiche figure...luoghi tutti dell'anima.

De Chirico,colui che è stato definito "Pictor optimus"per la tecnica cristallina,è considerato il Padre della Pittura Metafisica,quale reazione alle avanguardie cubiste e futuriste ed è per primo Apollinaire a usare la terminologia,parlando di dipinti enigmatici e stranamente "metafisici"oltre,cioè,la fisica.Una pittura dunque caratterizzata da uno stato di malinconia dinanzi al mistero della vita e all'enigma.Necessita esplorare ciò che sta alla base,senza avere pretesa di giungere all'essenza delle cose(idee inafferrabili,dagli scritti di Platone).

Vivremo con l'autore percorsi di "metafisica dell'anima", alla scoperta delle raffigurazioni dei dipinti di De Chirico e lo accompagneremo nelle Sue Piazze misteriose,fra le Sue Muse inquietanti,le vedute di città,ove lo spazio pubblico tracciato con rigore geometrico,disabitato dall'uomo,è popolato da oggetti estraniati dal loro contesto che emergono con la loro forza iconica divenendo irreali per gli accostamenti improbabili.

Fuori da ogni buon senso e da ogni logica,la"pittura metafisica"di De Chirico abbandona gli schemi della pittura realistica,divenendo arguto riflesso dell'inconscio.Il dipinto diviene un accostarsi di elementi che,alla vista della ragione,sembrano fra loro disconnessi, ma non lo sono, se si dà alla sua lettura un taglio filosofico-psicologico.Tutto acquista significato se realtà e fantasia sono complementari al sogno e alle immagini oniriche".Sognare una persona-dirà De Chirico-è prova della sua esistenza metafisica".Nella sua arte rivelatrice,l'ironia si fonde con la tradizione classica,il misterioso con il razionale.Al suo esordio le opere erano di "stampo" Böckleriano e Klingeriano... e,pur se De Chirico volle evitare gli eccessi dell'avanguardia,non voleva proporre un'arte incapace di recidere i legami con il passato e si discostò pertanto dalle ricerche naturalistiche di Severini.

Ed ecco…la forza fantastica della pittura metafisica di De Chirico,il suo andare controcorrente,i simboli stranianti,i personaggi sfuggenti,le complesse allegorie,il suo classicismo stravolto di statue antiche e di manichini dalle linee geometriche,quella solitudine espressa nei suoi dipinti,specchio della sua anima schiva,una solitudine che abbraccia l'universo,l'intero soffio di vita cosmica.

E' una concezione che nasce nell'Artista dalla frequentazione di letture filosofiche di stampo metafisico e,specialmente,la predilezione per gli scritti di Nietzsche e Schopenhauer,che gli insegnarono il non-senso della vita e come possa trasmutarsi in arte.

Ancora una volta,l'autore di "La metafisica dell'anima" e l'artista per eccellenza della "Pittura metafisica"si incontrano,sulla via della filosofia,entrambi si lasciano guidare dalle loro Muse per dar vita alle loro creazioni.

L'allestimento di un'esposizione, corredata da una ricca bibliogafia,presenterà poi ai followers uno spaccato delle pubblicazioni disponibili in Biblioteca sull'artista Giorgio De Chirico,espressione di un' "arte severa e cerebrale,ascetica e lirica",che ha aperto la strada al Surrealismo di René Magritte e di Max Ernst.Troveranno,altresì,spazio quelle che sono state le letture predilette dall'artista,i testi di filosofia,e,in particolare,Schopenhauer,Nietzsche e Heidegger.

La Biblioteca attende i propri fruitori in collegamento virtuale.

Per INFO:

Ufficio Relazioni con il Pubblico

tel.090674564

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

- di Francesca Rossetti e Maria Teresa Prestigiacomo -

Alba, Cuneo. Appuntamento importante, oggi, con il maestro, il pittore Maurizio D’Andrea, residente ad Alba (CN); molti anni di successi alle spalle; espone, in questo giugno 2021, nella città che non dorme mai, New York: un autentico sogno americano che si realizza per il pittore campano, parente di Massimo Troisi, pertanto, nel DNA, il successo. Lo troveremo presto, a giorni, nella Galleria virtuale di www.messinaweb.eu per molti mesi, in compagnia di altri importanti pittori italiani e stranieri; faranno corona al suo curriculum vitae ed alle mostre più importanti, anche le foto di quattro tra le più significative opere del maestro.

 Maurizio dAndrea MERAVIGLIA 50 60

Chi è Maurizio D'Andrea e come nasce la passione per la pittura?

Maurizio D'Andrea nasce ai piedi del Vesuvio con uno sguardo verso il mare ed un altro verso il vulcano. Si laurea in Scienze geologiche con una tesi
proprio sulle eruzioni esplosive. Sin da piccolo manifesta una spiccata creatività che lo spinge a scrivere poesie, canzonette e persino una commedia. Si esibisce in diversi locali presentando le sue macchiette e le sue creazioni. I primi lavori di pittura ad olio iniziarono nell'adolescenza e dopo una prima fase di raffigurazione realistica dei paesaggi, D'Andrea passa ad un approccio più astratto, indagando il dialogo tra ragione ed inconscio. Le sue visioni creavano paesaggi dell'anima diventando poesia nell'occhio di chi guardava. La pittura rappresentava per l'artista una sorta di catarsi, di purificazione dalle contraddizioni dell'anima ma anche un messaggio di speranza per affrancarsi dalle paure quotidiane. Gesti istintuali, scatti nervosi, impulsi, oscillazione del corpo rendono la sua pittura forte ed espressiva. Ogni opera è un urlo della psiche, del suo inconscio inquieto.  I suoi  lavori possono essere inquadrati nel campo del romanticismo soggettivo e dell'astrattismo lirico-informale. Non escludono nemmeno una percezione simbolica del reale. 
Cerchi simbolici prendono forma in tante sue opere e rappresentano per l'artista il suo occhio che guarda, che segue lo spettatore e gli indica una via di fuga per affrancarsi dalle sofferenze. Paesaggi interiori romantici vengono inseriti con forza nel mondo naturale che rappresenta il suo  palcoscenico visivo. Il tutto in un movimento continuo che scuote le anime e converge sull'intimità più profonda.

Dopo aver esposto i suoi dipinti nelle maggiori città italiane in mostre collettive e personali con notevole successo, come la mostra personale che si è svolta a dicembre 2019 nella prestigiosa Chiesa di San Domenico ad Alba (Cn), Maurizio D'Andrea passa a palcoscenici internazionali fino ad approdare in una delle gallerie di Manhattan più importanti di New York e molto conosciuta nel mondo: l'Agora Gallery. Dal 1 giugno al 22 giugno la sua arte potrà essere ammirata dal pubblico statunitense, da galleristi e collezioni famosi. Il suo cammino artistico internazionale porterà i suoi quadri a Tokyo, Berlino, Montecarlo, Amsterdam e in Italia in città prestigiose come Padova e Roma. Dal 21 maggio al 15 giugno è possibile vedere la sua arte al Galata Museo del Mare a Genova.  Sarà poi presente dal 25 giugno al 3 ottobre a Cortina d’Ampezzo, negli spazi espositivi del Museo Mario Rimoldi “Casa delle Regole”, per la mostra «Paesaggi d’Italia», curata da Vittorio Sgarbi. Il lavoro creativo di D'Andrea comprende vari campi artistici come pittura, grafica digitale, scultura, arte generativa, fotografia e video arte.



Quali sono i Suoi generi preferiti e cosa cerca di comunicare con le Sue opere?

Preferisco la pittura astratta. Le opere, fortemente espressive, fanno parte di quell' astrattismo lirico che vede l'arte liberare le proprie emozioni in modo irruento, istintivo, quasi automatico, senza nessun controllo razionale. Le opere rappresentano la raffigurazione del sentire dell'artista nel momento della rappresentazione.
 Sono, molte volte, realizzate velocemente per catturare, senza soste, tutti i meandri dello stato d'animo. Non escludono nemmeno una percezione simbolica del reale e tentativi di elementi figurativi che si integrano perfettamente nel linguaggio pittorico dell'autore

A quali grandi Maestri fa riferimento e quali sono i suoi maestri che hanno determinato al massimo la valorizzazione del Suo talento?

Ho studiato tanto i maestri del passato, la mia arte passa attraverso tanto studio e sperimentazione. Maurizio D'Andrea è approdato dopo anni di ricerca, a un suo stile personale fatto di gesti, movimenti e tecniche molto particolari. Spesso non usa pennelli, ma straccetti di diversa fattura per dialogare meglio con la tela fino a creare delle vere e proprie "coscienze oniriche artistiche" . Adora l'impressionismo, il cubismo e l'arte astratta.
Lo fa impazzire il coraggio e l'espressionismo astratto di Mark Rothko. Gli piace la potenza espressiva e l'accuratezza dei dettagli del pittore russo Ivan Konstantinovič Ajvazovskij.

Rapporto fra pittura e politica, soprattutto in un periodo difficile come questo

Il  lavoro artistico è molto incentrato sull’indagine interiore, sul rapporto tra ragione e inconscio, sulla creazione di coscienze fantastiche e di mondi dell’animo. Ma molto spesso ho rappresentato sia nei quadri ad acrilico che nell’arte digitale tematiche sociali come il tema dei migranti nel mare Mediterraneo, l'emancipazione femminile, il potere degli abbracci, i pericoli dell'intelligenza artificiale, l'alienazione androide, i pericoli dell'inquinamento, la distruzione della natura, il futuro del pianeta, i viaggi nello spazio, il concetto di silenzio in natura. I lavori rappresentano le suddette tematiche con delle proteste violente, più o meno velate, lasciando lo spettatore nudo davanti alle sue opere. Però, nonostante tutto, nella mia arte si rappresenta anche sempre la possibilità di trovare una soluzione, una via di fuga, un orizzonte impossibile ma colmo di speranza.

La Sua prossima mostra sarà a New York: come nasce il rapporto con gli USA?

Il rapporto con gli USA nasce all'improvviso, dopo aver letto una email da parte di una delle Gallerie d'arte di Manhattan più famose di New York e del mondo: l'Agora Gallery. Cercavano proprio il suo talento ed inizialmente pensavo che fosse uno scherzo. Era tutto vero e così è iniziato un lavoro di preparazione che è durato 6 mesi, quasi quotidiano. La scelta dei quadri, degli obiettivi, la presentazione e l'ingresso, in punta di piedi, nel mercato americano. New York è la capitale dell'arte nel mondo e rappresenta per ogni artista un sogno: il sogno americano.

Altre passioni oltre alla pittura...

L'artista, oltre alla pittura, strimpella la chitarra, l'ukulele, scrive poesie ed ama il blues. Quel blues romantico, ma anche profondo che lui spesso cerca di mettere nelle sue creazioni.

- di Maria Teresa Prestigiacomo -

Taormina - Collegamenti diretti tramite bus di Asm con la stazione ferroviaria di Villagonia a seguito dell'orario estivo di Trenitalia (Gruppo FS Italiane). I dettagli del nuovo orario sono stati illustrati in questi giorni a Roma da Luigi Corradi, amministratore delegato e direttore generale di Trenitalia. Tante le novità del trasporto regionale, in accordo con la Regione, committente del servizio, previsti maggiori collegamenti per raggiungere alcune fra le più rinomate località turistiche siciliane. Novità di quest’anno, è il "Taormina Line", attivo fino al 5 settembre, con 6 collegamenti aggiuntivi, nei giorni festivi, fra Catania Centrale e Letojanni con fermate ad Acireale, Giarre-Riposto ed appunto la stazione di Taormina-Giardini. A partire dal 24 giugno sarà attivo, tra i tanti collegamenti,  il "Taormina Link" per connettere la stazione di Taormina-Giardini al borgo taorminese grazie ai bus di Asm e l’Etna Link (dal primo luglio) con servizi di Ferrovia Circumetnea in partenza dalla stazione di Giarre-Riposto sino a Piano Provenzana, alle pendici dell’Etna. "Lo avevamo programmato già da tempo - dice in proposito il commissario di Asm, l'avvocato Antonio Fiumefreddo - si aggiungerà, dunque, presto un servizio destinato a rendere più agevole la mobilità per chi vuole raggiungere Taormina in treno. Si arriverà, dunque, dall'areoporto di Catania Fontanarossa, direttamente al cuore della cittadina turistica e si potrà ritornare allo scalo aereo".

Il nuovo bus sarà facilmente riconoscibile dall'utenza visto che sarà dotato di una particolare colorazione. Il biglietto sarà unico e comprenderà il passaggio treno - bus per chi vuole arrivare nel cuore della città del centauro. Il tutto in vista della stagione turistica che dovrebbe servire da rilancio dopo lo stop dettato dalla pandemia.

- di Maria Teresa Prestigiacomo -

Opera monumentale voluta dal mecenate Antonio Presti: un chilometro di muro di cemento armato, oltre 5.000 studenti dei Licei artistici siciliani, 10.000 bambini delle nove scuole della periferia catanese e le relative famiglie, più̀ di 50 tra artisti e architetti selezionati dalla Fondazione Fiumara d’Arte

CATANIA - “U rispettu è misuratu. Cu u porta l’avi purtatu”. Sono passati più di quindici anni da quando la “Porta della Bellezza”, opera monumentale donata da Antonio Presti al quartiere di Librino (Catania), ha innescato nelle coscienze di chi vive la periferia il valore della condivisione. «Quella stessa Porta è sempre stata rispettata da tutti gli abitanti e i bambini del quartiere, proteggendo e custodendo la Bellezza – spiega il mecenate e presidente di Fiumara d’Arte Antonio Prestia questo rispetto voglio restituire rispetto, continuando e completando un’opera che oggi è diventata simbolo d’identità e di orgoglio, rigenerando così un atto d’amore che non conosce mai fine. Quando l’abbiamo inaugurata tutti si preoccupavano per il suo futuro, oggi la Porta è nostra: guai a chi la tocca».

2 Laboratori didattici Scuole Librino min

Perché la “Porta” - realizzata sul muro di cemento dell’Asse attrezzato, alto 8 metri e lungo 500, che divide come una ferita il quartiere - non è un’opera d’Arte ma è una vera e propria agenzia educativa del cuore. La più grande scultura in bassorilievo ceramico di arte contemporanea al mondo, realizzata con 9mila formelle in terracotta da 15 artisti, in collaborazione con 2000 mamme e 2000 bambini, che oggi continua a essere luce tra le ombre; riparo sicuro tra quelle strade a scorrimento veloce che celano trappole e pericoli di questa contemporaneità; simbolo identificativo di una vita che può cambiare Anima grazie alla Bellezza.

4 Laboratori didattici Scuole Librino

«Tutti i bambini che allora parteciparono al progetto – continua il presidente della Fondazione Fiumara D’Arte – incontrandomi oggi, da ragazzi maturi, continuano a ringraziarmi per questa grande esperienza, perché hanno percepito il valore di quel pezzo di terracotta condiviso con tutta la comunità. La Porta, quindi, è stata una grande agenzia educativa e spirituale, oltre che manifestazione di bellezza di chi l’ha condivisa in maniera corale. E la coralità dell’innesto creativo ha manifestato una Bellezza estetica, ma soprattutto una Bellezza dell’anima che parla al cuore della gente di Librino. Dopo questo grande risultato, ho voluto donare al quartiere un’altra opera fotografica immensa e monumentale, il Cantico delle Creature – realizzata in nome delle parole di San Francesco - con le fotografie abbiamo dato nuova luce ai volti di tutti gli abitanti, che con le parole del Santo d’Assisi si nutrono oggi di un respiro universale».

«Io amo Librino – continua Antonio Presti - amo la gente del quartiere, mi sento amato e rispettato, vedo la gioia negli occhi di chi partecipa ai progetti, scorgo sincerità e quella gratitudine che riempie la mia esistenza. Io a Librino ho trovato solo cuore. E quando il cuore parla al cuore, il cuore risponde. E allora, così come tutti gli abitanti hanno protetto la Bellezza di questa grande opera, adesso questi stessi abitanti meritano rispetto. Il rispetto porta rispetto. E questo pensiero lo voglio affermare completando l’Asse dei Servizi con un’Opera colossale che si chiamerà “Porta delle Farfalle”. Un’opera in terracotta di oltre un chilometro, per valorizzare il percorso maieutico e spirituale iniziato nelle nove scuole di Librino quindici anni fa, che perdura nel tempo e restituisce futuro. Sommando la nuova Porta con quella già preesistente avremo oltre 1,5 km di Bellezza, una vera muraglia dedicata all’anima. Un’operazione che ho intrapreso non senza paure, soprattutto per il momento che stiamo attraversando, in piena pandemia. Ma credo che il Covid non sia solo emergenza sanitaria, ma anche e soprattutto un’emergenza culturale e spirituale, dove le prime vittime sono i nostri figli. L’infanzia paga il prezzo più caro di questo tempo sospeso. E oggi mentre tutto il mondo cerca un vaccino per il virus, a Librino, dentro le scuole, si sta iniziando un grande processo di condivisione contro il pandemonio. In questo periodo io non mi sono mai fermato, nonostante le incertezze, nonostante la mancanza di energie, nonostante il pericolo di cadere nella depressione dell’anima. Ho sentito la necessità di continuare a innestare Bellezza, con i primi portatori di purezza: i bambini».

LA PIÙ GRANDE SCULTURA DI ARTE CONTEMPORANEA AL MONDO

Le scuole e i Licei Artistici della Sicilia s’incontrano nuovamente a Librino per un cammino verso un valore comune e universale: il futuro. Un futuro da costruire nel nome dell’etica.

«L’arte ritorna così al suo processo spirituale di azione e condivisione di valori, innestando una nuova coscienza etica e civile dice Presti - Le migliaia di persone coinvolte e il pensiero di legarle al futuro, rappresentano di fatto un’altra risposta Politica di come l’Arte riesca a restituire una riappropriazione del territorio, una nuova identità, attraverso la fruizione dell’opera stessa. Ancora una volta un pezzo di muro anonimo si trasformerà̀ in una Porta nel grembo della Grande Madre Sicilia».

Ecco i numeri della nuova Porta delle Farfalle: un chilometro di muro di cemento armato, oltre 5.000 studenti dei Licei artistici siciliani, circa 10.000 bambini delle nove scuole di Librino e le relative famiglie, più̀ di 50 tra artisti e architetti selezionati dalla Fondazione Fiumara d’Arte, in collaborazione con una rete di giovani curatori.

Grazie al sostegno del Fondo di Beneficenza di Intesa Sanpaolo sono stati realizzati i laboratori didattici, con il coinvolgimento dei ragazzi delle scuole elementari e medie del quartiere di Librino: laboratori attraverso i quali gli studenti hanno potuto approfondire lo studio teorico e la scelta dei valori della vita, avendo così la consapevolezza di diventare guerrieri di luce, e successivamente la pratica della lavorazione dell’argilla. Gruppi di tutor ed esperti hanno così formato gli studenti a creare dei manufatti di terracotta con i quali hanno potuto rappresentare i loro pensieri e il senso del lavoro teorico svolto. «L’intervento del Fondo Beneficenza – afferma Giovanna Paladino, Responsabile della Segreteria Tecnica di Presidenza della Banca che gestisce il Fondo - rientra nell’attività di sostegno offerta ai bambini e ai ragazzi in condizioni di maggiore difficoltà attraverso esperienze didattiche e formative non tradizionali, ma in grado di fornire una nuova prospettiva di vita e di rafforzare la loro determinazione nel continuare a studiare».

In questo anno sono stati realizzati i laboratori, gli architetti e gli artisti hanno già incontrato i ragazzi delle scuole e i licei artistici hanno iniziato a realizzare le loro opere nonostante le difficoltà dettate dal Covid. Il progetto è attualmente in corso nelle scuole di Librino e a breve partirà la condivisione con tutti gli abitanti, con la previsione di inaugurare l’opera monumentale i primi mesi del 2022.

3 Laboratori didattici Scuole Librino

«La “Porta delle Farfalle” - continua Antonio Presti - rimanda alla visione di un bambino che può attraversare un momento cupo, buio, proprio come il bruco. Che, però, può sempre scorgere la luce e in un istante può trasformarsi in farfalla: vorrei trasmettere questa visione di sospensione e sogno contro la pesantezza di questa contemporaneità, per restituire leggerezza a uno stato dell’anima che rischia d’implodere nella sua gravità. Da una parte ci saranno tutti gli abitanti che proseguiranno il processo di condivisione con gli artisti, dall’altra i bambini, in un percorso di crescita in cui dovranno assumere impegni etici, politici e culturali. Perché il potere è sapere, l’ignoranza è schiavitù. E con la Bellezza possiamo far crescere cittadini liberi, cittadini educati non più a chiedere, ma a fare».

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