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Pippo Donato “I Racconti di Giulio” Nicolò Edizioni Messina 2020

di Maria Vadalà

Lo scrittore Pippo Donato ha pubblicato “I Racconti di Giulio”, una silloge composta da 14 brani che si presentano come una ideale continuazione del libro pubblicato lo scorso anno “29 Settembre” edito da Mondadori bookstory. Il protagonista, infatti, è sempre Giulio Dagnino, classe ’50, professionista deluso nelle sue aspettative lavorative, con un matrimonio naufragato alle spalle, che si avvale della sua carica di ironia, velata da un senso di cinismo, per riuscire a superare le burrasche di una navigazione incerta e piena di amarezze. Giulio si fa scudo della sua intraprendenza ed ostenta la sua capacità di reagire con nonchalance alle sorprese che la vita inevitabilmente presenta. Questa volta, però, ci appare in una veste diversa, sembra, infatti, più sincero nell’affrontare sia le varie situazioni lavorative che gli eventi di vita quotidiana e realizza un nuovo approccio nel dirimere le vicende amorose. Con schiettezza e vivacità storie nate da uno spunto autobiografico vengono rivisitate e variegate con un melange fantasioso e immaginario. Il periodare semplice e spontaneo riesce a veicolare nel cuore dei lettori la piacevolezza dei racconti, che si avvale di una peculiare capacità di osservazione della realtà per dar vita a dei piccoli “camei” che impreziosiscono la narrazione. Originali appaiono alcuni impianti narrativi: nel racconto “Lei” si scopre, a sorpresa, che la protagonista non è una donna, ma una spiacevole condizione in cui si trova Giulio; in “Donatella”, invece, notiamo che il protagonista/narratore parla in terza persona mentre la ragazza per manifestare le sue sensazioni si esprime in prima persona. L’autore propone uno spaccato della sua esistenza e la sua personalità emerge dal fluire limpido e lineare della prosa ricca di cromatismi caleidoscopici. Il suo travaglio interiore è enfatizzato da intensi chiaroscuri, che presentano una teoria di personaggi: amici, conoscenti occasionali e diverse donne che, tra luci ed ombre, intrecciano dei rapporti con Giulio. La maschera spensierata e autoironica, costruita con arte e maestria dal protagonista, scopre anche un lato debole del suo carattere, lascia trasparire, infatti, il desiderio inconscio di voler ricomporre la sua vita “vissuta senza radici,” all’insegna di una totale indipendenza da tutto e da tutti. Nel profondo del suo animo appare un velo di malinconia, forse anche di tristezza, che si tinge di amara disillusione e si manifesta nel suo “sogno” di portare la figlia Adele all’altare. Ogni padre vive con particolare emozione quel momento fatidico che stigmatizza il distacco dalla famiglia d’origine: vedere la propria bambina, diventata improvvisamente donna, svanire tra le braccia di un uomo, un estraneo che la porta via con sé. Serpeggia nel cuore di Giulio un brivido che suscita la consapevolezza del tempo passato troppo in fretta e, forse anche perduto …e ci invita a riflettere.

mmmm 

  L’autore Pippo Donato

Ultima modifica il Venerdì, 18 Dicembre 2020 10:02
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