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Barcellona Pozzo di Gotto: la visita di studio dell’assessore Sebastiano Tusa e il convegno sulla figura di Aldina Cutroni Tusa tra archeologia e numismatica

- di  Marcello Crinò -

Lunedì 9 luglio 2018 le città di Castroreale e di Barcellona Pozzo di Gotto sono state al centro della prima edizione del Festival del territorio rurale sostenibile siciliano promosso dal GAL Tirrenico “Mare monti e borghi”, che si è concretizzato con la visita di studio dell’Assessore Regionale dei Beni Culturali e Identità Siciliana, professore Sebastiano Tusa.

Nella mattinata a Castroreale il prof. Tusa si è incontrato con le autorità locali e le associazioni locali, mentre nel primo pomeriggio ha visitato tre importanti istituzioni barcellonesi; il Museo etno-antropologico Nello Cassata, il parco Jalari e il Museo Epicentro di Gala.

E’ seguita una visita al Teatro Mandanici dove i componenti dell’associazione Genius Loci hanno illustrato all’assessore i principali beni culturali sottolineandone anche le criticità, come lo stato di degrado nel Monastero di Gala e la necessità del restauro dei Basiliani nel quartiere Immacolata.

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In serata, nei giardini dell’Oasi, si è svolto il convegno incentrato sulla figura della professoressa Aldina Cutroni Tusa (Barcellona, 1923-Palermo, 2016, madre del professore Tusa), tra archeologia e numismatica. Il convegno è stato introdotto e moderato dalla giornalista Patrizia Biagi, la quale ha chiesto ai presenti un minuto di silenzio per ricordare la signora Maria Carmela Isgrò, vittima di femminicidio proprio a Barcellona. Sono seguiti i saluti del sindaco Roberto Materia, il quale ha evidenziato le visite del giorno dell’assessore Tusa, rese possibili dalle associazioni di volontariato cittadine; di Salvatore Scilipoti, vice presidente della Pro Loco Manganaro; di Roberto Sauerborn, direttore del GAL Tirrenico; di Salvatore Bottari, direttore dell’IPA di Messina; dell’onorevole Antonio Catalfamo e del senatore Domenico Nania. Prima degli interventi è stato proiettato un video dove la professoressa Cutroni spegava il ruolo delle monete nell’antichità e la testimonianza della figlia Lidia che battè al computer gli articoli scritti dalla madre negli ultimi dodici anni di vita.

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Sono stati tre gli interventi specialistici incentrati su archeologia e numismatica, le due materie della Cutroni. La professoressa Lavinia Sole, docente di numismatica all’Università di Palermo, è stata una delle ultime allieve della Cutroni all’universià, con la quale strinse un legame molto intenso durato oltre venticinque anni. Ne ha ripercorso l’attività di ricerca, ricordando il contributo fondamentale e pionieristico sulle monete antiche della Sicilia, spesso svolto sul campo con il marito Vincenzo (importante figura di archeologo siciliano, nativo di Mistretta). La dottoressa Gabriella Tigano, dirigente della Soprintendenza ai beni Culturali di Messina, si è soffermata sul legame della Cutroni con la propria terra d’origine, tanto da sollecitare spesso la continuazione delle ricerche sull’antica città di Longane, sul centro archeologico di Pizzo Lando e su Monte S. Onofrio, siti tutelati ma non più studiati. La professoressa Maria Caltabiano, già Ordinario di Numismatica all’Università di Messina, ha illustrato i documenti relativi a Longane: il Caduceo bronzeo, custodito al British Museum di Londra, e la moneta di Eracle imberbe/testa di dio fluviale, spiegando il significato della moneta (si può essere Ercole a tutte le età), confrontandola con altre monete siciliane. Infine l’intervento di Tusa, il quale ha precisato di essere vissuto da bambino proprio in questa zona (la casa della madre era in via Mandanici). Ha ricordato la città storica poi stravolta, come tante altre città, dallo sviluppo selvaggio. Ha notato, in tempi recenti, un rinascimento culturale, anche a Barcellona, dove sono presenti importanti istituzioni museali. In prospettiva vede un territorio di grande pregio, con archeologia sepolta da investigare, un patrimonio chiesastico formidabile, un teatro con potenzialità immense, opere d’arte contemporanea di altro livello (Seme d’arancia e Giardino di Proserpina), e il museo Epicentro di grande pregio. Ciò che manca è la messa in rete di tutto il territorio, e per questo bisogna collaborare con l’assessorato al Turismo, e bisogna anche lottare con la burocrazia. Si è anche soffermato sul problema dei Basiliani, e a tal proposito ha detto che lavorerà col Sindaco per intercettare i finanziamenti, essendoci già pronto il progetto.

Infine il momento più significativo di tutta la giornata: la scopertura della targa di intitolazione alla memooria di Aldina Cutroni Tusa all’interno del centro culturale Oasi, promossa dalla Pro Loco Manganaro. La presidente della Pro Loco, Flaviana Gullì, nel suo saluto all’assessore ha evidenziato che le associazioni cittadine operano costantemente per valorizzare e far conoscere i beni culturali della città e i personaggi, che come la Cutroni, ne danno un’immagine fortemente positiva.

 Aldina Cutroni Tusa

Nota biografica

Aldina Cutroni, nata nel 1923 a Barcellona Pozzo di Gotto, iniziò i suoi studi a Roma per poi continuarli a Messina durante la guerra. Si laurea con P. E. Arias con una tesi in archeo­logia sulla topografia e numismatica delle antiche città di Terina e Temesa. Nel 1947 frequenta la Scuola di Perfezionamento di Archeologia, conseguendone il di­ploma nel 1949 con una tesi sulla ceramica laconica sotto la guida di Giulio Quirino Giglio­li. E’durante questo periodo che conosce il suo futuro marito, l’archeologo Vincenzo Tusa. Ispirata da Secondina Lorenzina Cesano, sceglie la numismatica antica come impegno accademico che l’accompagnerà per tutta la vita.
Aldina Cutroni Tusa ha sempre trattato gli argomenti numismatici inserendoli in un quadro storico ed economico più ampio come parte integrante di argomenti più vasti di cattere storico e archeologico. Trasferitasi a Palermo, dopo il matrimonio continua le sue ricerche nell’ambito delle ricer­che archeologiche siciliane iniziando una lunga serie di pubblicazioni scientifiche sui vari aspetti della monetazione antica siciliana e mediterranea editi principalmente sugli Annali dell’Istituto Italiano di Numismatica, Kokalos e Sicilia Archeologica.Tra i suoi lavori più rilevanti la sistemazione dell’Ingente collezione numismatica del Museo Archeologi­co di Palermo rinchiusa in casse durante la guerra, su incarico dell’allora Soprintendente Jole Bovio Marconi e dell’Assessorato Pubblica Istruzione della Regione Siciliana. La nascita dei due figli, Sebastiano e Lidia, la indusse a dimettersi dall’Impiego regionale. Ma non venne meno l’interesse e l’impegno della ricerca e l’interesse numismatico. Nel 1971 ottiene l’incarico di insegnamento della numismatica presso la Facoltà di Lettere dell’Università degli Studi di Palermo che ricoprirà fino al 1994 formando una vasta schie­ra di specialisti di numismatica antica. A lei si devono oltre 120 pubblicazioni specialistiche e una conoscenza approfondita delle zecche antiche della Sicilia occidentale.

Ultima modifica il Martedì, 10 Luglio 2018 06:12
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