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Articoli filtrati per data: Venerdì, 03 Novembre 2017
Venerdì, 03 Novembre 2017 19:12

Ripensando a Maria Costa

-di GIUSEPPE RANDO -

Alcuni amici, nell’osservare, su Facebook, la mia pagina di copertina in cui figuro sorridente accanto a Maria Costa, mi chiedono di parlare ancora della grande poetessa dello Stretto, da poco scomparsa.

Giuseppe Rando5

Giuseppe Rando 

Epperò, dirò subito che Maria Costa era certamente messinese, ma, in ispecie, cittadina della Riviera Nord di Messina (che non è un mondo a sé né un paradiso terrestre, ma una realtà socio-culturale ben definita): veniva dalle barche, non – con rispetto parlando – dai salotti; conosceva bene, lo «sciroccu», il «ventu cavaleri», il «maistrali», la «lupatina, la «tramuntana, il «livanti», la «scinnenti», la «muntanti»,  la «pignatedda» che «bugghiva patati», la «brogna»,  le «bracere», i «fumenti»,  le vecchie «chi filavanu la lana», i «rinninuni», il «piscispadu», il «luvarottu», la «ciciredda», la «ncioarina», i «peddisquatra», i «cavuliceddi», l’«aspareddu  ntô bucali», il «friddu chi vi tagghiava a facci», i «maistri di nassa»; mostrava, con quel suo busto eretto, la fierezza delle donne dei marinai; parlava la lingua diretta, senza sdolcinature, senza eufemismi e senza ipocrisie moralistiche, della gente di mare; aveva il dono dell’ironia leggera e sorridente che rende meno amara la vita alla gente di mare; gettava ponti, come la gente di mare, e non costruiva muri tra sé e gli altri; guardava avanti, come la gente di mare, anche quando rievocava volti, fatti, eventi del passato.

Maria Costa ebbe, insomma, il dono di trasformare in poesia il mondo dei pescatori dello Stretto e in particolare dei pescatori del villaggio Paradiso della Riviera Nord di Messina (la «Riviera del Faro», celebrata da Boner nei Racconti peloritani). Questo mondo ella conobbe, frequentò, praticò e assorbì fino a farne fibra delle sue fibre corporee, nel corso dell’infanzia, dell’adolescenza e della giovinezza, vissute nella casa bassa, sul mare di Paradiso, accanto al padre, alla madre, ai fratelli amatissimi, negli anni che precedettero e seguirono la seconda guerra mondiale: il mondo di Maria Costa è, in altri termini, quello messinese, marinaresco, umile, popolare, povero (giammai misero), preborghese della prima metà del Novecento, che collide infine con quello ultramoderno della contemporaneità omologata e smarrita, nonostante l’abbondanza dei beni materiali.

E mi si lasci, infine, dire che sono fiero di essere l’unico critico italiano e l’unico professore universitario messinese ad avere scritto e pubblicato un saggio sulla sua intera produzione dialettale: la poetessa delle «case basse» di Paradiso ha molto gradito e apprezzato quel saggio che ho poi inserito in un mio volume, Vero e immaginario tra Sicilia e Calabria, oggi ospitato nella famosa Library of Congress di Washinghton e nella prestigiosa Bibliothéque Nationale di Parigi.

Pubblicato in Giuseppe Rando racconta

COMUNICATO STAMPA  

Messina, 3 novembre 2017: Si è svolta, oggi venerdì 3 novembre, presso la Caserma "Crisafulli Zuccarello", sede del 5° Reggimento Fanteria "Aosta", l'iniziativa "Caserme aperte", inquadrata nell'ambito degli eventi organizzati dal Ministero della Difesa per la celebrazione della festa dell'Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate. 

Caserme aperte Infoteam

E' stata un'occasione di incontro tra la popolazione di Messina e gli uomini e le donne in divisa, con il particolare coinvolgimento di alcune scuole del comprensorio cittadino. 

Caserme aperte mostra statica automezzi                                                                                                  

Un importante momento di aggregazione tra la cittadinanza e le istituzioni militari rimarcato, in questi giorni, dai numerosi momenti di vicinanza alle famiglie dei Caduti in servizio, nell'assolvimento del proprio  dovere, e nel ricordo dei Caduti di tutte le Guerre.

Caserme aperte visita postazione equipaggiamento

L'evento consolida il rapporto di fiducia e affetto tra i cittadini e le Forze Armate, rapporto che si è accresciuto nel tempo, specie nei momenti di difficoltà.  In particolare, è stato esaltato sia il ruolo essenziale della Forza Armata per la Difesa della Patria e della sicurezza collettiva sia il tratto essenziale di generosità che contraddistingue l’operato dei militari nell’assolvimento del proprio servizio verso la collettività, sia in Italia, dove garantiscono controllo del territorio, sicurezza, attività di soccorso e concorso alle Istituzioni, sia nelle aree di crisi all’estero, dove contribuiscono a fornire protezione, stabilità, assistenza e speranza a terre e genti in difficoltà.

Caserme aperte visita shelter a geometria variabile1

Pubblicato in Comunicati stampa

- La Redazione -

Messina – Hanno avuto inizio il 30 ottobre 2017, ore 15.30 presso la Sala Commissioni del Rettorato Università degli Studi di Messina, i lavori della Commissione nominata per l’assegnazione del Premio “Orione” 2017, evento giunto all'ottava edizione, organizzato dall’Accademia Peloritana dei Pericolanti, con sede in Messina presso l’Università degli Studi, presieduta dal  Rettore dell’Università Prof. Pietro Navarra, dall’Associazione Culturale “Messinaweb.eu”, diretta da Rosario Fodale e  con il patrocinio gratuito dell’Assemblea Regionale Siciliana.

  • Il Premio “Orione” viene conferito a otto figure messinesi che si siano distinte nel mondo della cultura, nel suo complesso, con particolare riferimento ad alcuni settori della stessa ed intende contribuire a rendere ulteriormente vitale il già fertile panorama socio-culturale della Provincia di Messina, unitamente al Premio Speciale Orione Al Reparto Operativo dipendente dai Comandi Provinciali di Messina   delle Forze Armate e di  Polizia, su segnalazione dei Comandanti Provinciali.

La Commissione, presieduta dal Prof.  Salvatore Fasulo, biologo, già ordinario di Anatomia comparata e Coordinatore del Dottorato di ricerca in Biologia, è composta  dal Prof. Vincenzo Fera, ordinario di Letteratura Italiana e Coordinatore del Dottorato di ricerca in Scienze Storiche, Archeologiche e Filologiche , dalla Prof.ssa Marianna Gensabella, ordinaria di Bioetica e Coordinatore del Corso di Laurea Magistrale in Metodi e linguaggi del Giornalismo, dal Prof. Domenico Majolino, ordinario di Fisica sperimentale, esperto di Fisica applicata ai Beni culturali, dal Dott. Salvatore Restivo, medico chirurgo, specialista in Medicina Interna Pneumologia – Igiene Generale , dalla Prof.ssa Maria Teresa Prestigiacomo, Critico D’Arte operante in campo Internazionale e Giornalista, dal Dott. Gianfilippo Muscianisi, commercialista,dal dott. Enzo De Maggio, commercialista, dal Dott. Francesco Certo , cardiologo e dalla  Dott.ssa Silvana Foti, dott.ssa in materie letterarie, già funzionaria presso l’ Ente Fiera Internazionale di Messina, scrittrice e attrice (segretaria).                       

La cerimonia per la consegna del Premio avrà luogo il prossimo 6 dicembre, con inizio alle ore 17,00, Nell’Aula Magna dell’ Università degli Studi di Messina.

La denominazione del premio è da ricondurre al mitico fondatore della città di Messina: “Orione”, intorno al quale, numerose leggende sono pervenute a noi, con numerose versioni.

Per informazioni relative alle finalità, ai servizi e alle attività espresse dall’Associazione,

contattare l’AssociazioneCulturale  Messinaweb.eu

Rec. Tel. +39 329 3423807

Indirizzo email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)

sito internet:     www.messinaweb.eu

Ufficio Stampa

Accademia Euromediterranea delle Arti

Maria Teresa Prestigiacomo

 giornalista iscritta

 all ‘Ordine (Ordine Nazionale dei Giornalisti, Roma,

ODG Sicilia n. tessera 122233)

Accademia Euromediterranea delle Arti Ufficio Stampa

Via San Corrado Residence, Res. S.Corrado Scala d  n. 0

98122 Messina

Pubblicato in Comunicati stampa

 

 - di GIUSEPPE RANDO -

-          Che differenza c’è tra un giornalista politico e un giornalista politologo? Tra Alessandro Sallusti, per esempio, e il compianto Giovanni Sartori?

-          - Tagli netti non se ne possono fare, ma la differenza c’è: il giornalista politico “legge” la politica secondo la sua personalissima ottica, la sua ideologia, i suoi interessi ecc.; il politologo cerca di capire i fatti politici a prescindere dalla sua ottica, dalla sua ideologia, dei suoi interessi ecc., basandosi sulla scienza politica, sulla storia delle dottrine politiche, sulla conoscenza – mai esaustiva – dell’uomo e delle leggi eterne dei comportamenti umani.

Questo breve dialogo mi serve da preambolo a un discorso che sento di dover fare sulle imminenti elezioni regionali: lo devo agli amici e ai colleghi che, da posizioni diverse, mi hanno chiesto e mi chiedono (anche su WhatsApp e/o su Facebook) un parere un commento, un “mi piace” sulle loro rispettabilissime scelte. E sia, visto che non ho il tempo di rispondere a ognuno di loro singolarmente (è l’entropia della comunicazione nell’epoca dei social, su cui bisognerà tornare).

Prima, però, dirò onestamente qual è la mia posizione politica. Farò quindi le mie previsioni, da politologo in erba.

Credo, dunque, di poter dire – lo dico spesso agli allievi, agli amici, ai parenti – che sono democratico fin nei cromosomi, cioè per natura prima che per cultura. Aggiungo, a richiesta, che non ho mai avuto simpatia per le destre politiche (pur apprezzando il liberalismo di Croce e il rigore della scrittura di Montanelli), che ho sempre votato “a sinistra” (Moro, il primo Craxi, Berlinguer, Occhetto, Veltroni, Prodi … ), che non sono mai stato comunista (ma nemmeno anticomunista viscerale), che sono – cerco di essere - cristiano, che ho considerato - e considero - Berlinguer, Moro, Sciascia, Moravia, Pasolini, Calvino miei maestri politici. Epperò, non sono mai stato un estremista per centomila motivi ma soprattutto perché sono perfettamente consapevole - e arcistufo - del masochismo storico della sinistra, là dove c’è sempre qualcuno che si sente più “a sinistra” degli altri e fonda un altro partitino (di sinistra), aprendo le porte alla destra.

Con queste prerogative – o per queste prerogative – democratiche, mi sono trovato spesso in minoranza nel mio ambiente di lavoro e in questa beneamata città che è sempre stata “di destra”: solidarizzavo idealmente con intellettuali democratici americani ostili alla guerra in Vietnam e i più dei messinesi si facevano i fatti loro o si schieravano con i guerrafondai; parteggiavo per Salvator Allende e i più dei messinesi apprezzavano Pinochet o si facevano i fatti loro; “tifavo” Berlinguer e i più dei messinesi  “tifavano” Craxi o Andreotti o Gullotti; stavo dalla parte di Prodi e i più dei messinesi stavano dalla parte di Berlusconi; condividevo le aperture cristiane del cardinale Martini o del poeta cattolico David M. Turoldo e i più dei messinesi stravedevano per il cattolicesimo curiale del cardinale Ruini e del cardinale Bertone; lottavo per una Università della ricerca e della trasparenza e i più dei messinesi erano per l’Università blasonata dell’apparenza, degli ermellini e dei figli di papà ecc. ecc. Gli stessi amici mi considerano un “bastian contrario” per partito preso, a tal punto che, in questi ultimi tempi, si meravigliano che io non sia diventato grillino, mentre molti di loro -  e quasi tutti gli indifferenti o i destrorsi messinesi d’antan - si sono convertiti al verbo rivoluzionario (in apparenza) del movimento delle Cinque Stelle. E io rispetto – sia chiaro -  le loro scelte e il loro diritto di esternarle, ma non rinuncio alle mie.

E passiamo alle previsioni: chi vincerà, presumibilmente, alle prossime elezioni regionali, in Sicilia, a prescindere dal mio voto, dalla mia ideologia, dalle mie simpatie politiche e da quelle dei miei amici di sinistra?

Da siciliano che conosce fatti, uomini e storie della Sicilia, penso-temo che vinceranno le destre berlusconiane; che seconde saranno le Cinque Chiacchiere (è la bellissima denominazione parodistica di un mio compaesano, un amico, un lavoratore, un illetterato intelligentissimo) e che terzo ed ultimo arriverà il centrosinistra, perché dividendosi ha già perso, tanto per cambiare. E dico subito perché (il mio, opinabilissimo perché).

Io credo – e posso sbagliarmi – ma credo fermamente che i siciliani, per motivi storici (non per natura) subiscono, forse più di altri, il fascino del padrone (vi siete mai chiesti perché non ci sono stati i liberi comuni medievali in Sicilia, né una città siciliana tra le repubbliche marinare, né una Signoria, né un Principato autoctono nella nostra bella isola, ma sempre e solo dominazioni straniere?): ne sentono l’odore, ne percepiscono prima degli altri la presenza, come i cani da  tartufo che diventano tali per essere stati messi per chissà quanti anni (o secoli) accanto ai tartufi e hanno sviluppato un gene che glieli fa “sentire” prima degli altri animali. Per converso, dopo settant’anni – pochi, invero – di democrazia, i siciliani capita che scelgano, quasi per gioco, per fare uno sberleffo ai padroni, l’uomo politico dissimile in tutto e per tutto dal padrone, un antipadrone totale e assoluto: è una tipica forma di estremismo adolescenziale (dal nero al bianco), inconsapevole – per immaturità -  della complessità del reale e della politica.

Ora, l’ultimo potenziale padrone che i siciliani hanno annusato” è stato, storicamente, Berlusconi il quale, difatti, nelle politiche del 1994, ha “preso” tutti i deputati della regione ed ha vinto le elezioni. Ebbene, in questa tornata elettorale, il candidato presidente della regione dello schieramento di centrodestra è: Sebastiano Musumeci, detto Nello, già sconfitto da Crocetta (che non può più candidarsi come aspirante presidente). Costui ha tre enormi punti di vantaggio sui suoi avversari: I) è un amico del padrone e forse ne ha assorbito l’odore; II) non ha antagonisti del tutto dissimili dal prototipo del padrone (lo è stato Crocetta, che infatti lo ha sconfitto); III) si presenta bene (i siciliani danno un’enorme importanza all’apparenza): è, in origine, un fascista del Movimento Sociale Italiano, ma parla chiaro, con termini appropriati, come un intellettuale di sinistra degli anni Settanta Quindi, prenderà purtroppo un sacco di voti.

A confronto sbiadiscono il candidato delle Cinque Chiacchiere (i siciliani, di norma, diffidano dei parolai), il candidato del PD (i siciliani, di norma, diffidano dei professori universitari altolocati) e il candidato della sinistra sinistrese (i siciliani, di norma, diffidano degli intellettuali che, per fare bella figura, infittiscono il loro discorso di termini astratti, per lo più incomprensibili alle masse): nessuno di loro, peraltro, ha l’odore del potenziale padrone, né l’allure dell’antipadrone assoluto.

E tuttavia io lotterò, fino all’ultimo, come posso, insieme con i democratici, perché vinca il centrosinistra. Così va il mondo in Sicilia nel 2017.

Pubblicato in Giuseppe Rando racconta
Venerdì, 03 Novembre 2017 08:58

Nella tomba di Migneco, il 2 Novembre

- di Maria Teresa Prestigiacomo -

Messina. 2 NOVEMBRE, commemorazione dei defunti, oltre alle persone a noi piu' care e che non sono più in questa vita terrena, abbiamo rivolto il nostro pensiero anche ad uno dei piu valenti maestri siciliani, il pittore Migneco che trovasi sepolto al Cimitero Monumentale di Messina, in una cappella gentilizia, entrando dalla via del Santo, cosiddetta da' Palmara e subito svoltando a destra...

Dopo 100 metri, a destra, riposa il brillante pittore di Messina, lo zio di Enzo Migneco, detto Togo. Volgendo lo sguardo in alto, a destra la sua tomba....

Leggo, riflettendo sul profilo psicologico dell' artista:'' Qui riposa un tizio che per troppo tempo interrogo' se stesso ...tanto che di tempo, non gliene rimase abbastanza...''. Qualche fiore fresco rammenta  che il suo ricordo è  ancora vivo.  Ma pensiamo che il Dna non menta: stesso humour, quello di Migneco, del nipote milanese di adozione: Togo, il brillante pittore messinese delle correnti di Ali' e dei tramonti di fuoco africano...con palma... sul mare degli Dei.

Pubblicato in Comunicati stampa

 

- di Maria Teresa Prestigiacomo - 

Parigi. La Villa Lumière premia le eccellenze Made in Italy ma soprattutto Made in SICILY e della vicina Calabria . Uno dei premiati del 15 novembre sarà Peppe Russo, calabrese ma milanese di adozione, fotografo d' arte che riesce a cogliere il profilo psicologico dei soggetti da lui rappresentati ed a registrare ed imprimere atmosfere e l anima di quei luoghi che, con maestria e padronanza tecnica, ritrae. 

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Chi è  Giuseppe Mangano Russo?

GIUSEPPE MANGANO RUSSO

L’Artista Calabrese,nato a Seminara, vive a Milano dove esercita l’Arte della Fotografia

in Eventi di Moda e del mondo dello spettacolo.

Di recente ha preso parte, in qualità di Fotografo di Scena, al Film“ l’Altra faccia del destino” del Regista Francesco Spagnolo.

Ha partecipato come Fotografo Ufficiale a vari Concorsi di Bellezza Nazionali ed Internazionali: Miss The Globe a Scutari in Albania, Ragazza Moda e Spettacolo, The Best Model of Europ, La più bella delle Miss Una ragazza per il Cinema, Miss Bergamotto, Miss Stella del Sud Moda e Fotogenia, Miss e Mister Europa, The Look of the Year, Miss Mondo, Miss Universo,Miss Italia.

“ La grandezza di Seminara abbraccia le bellezze del mondo” , dicono, il talento di Peppe Mangano Russo ha immortalato modelle e prodotti artigianali dell’Arte della Ceramica.

Le bellezze dei 5 continenti erano rappresentate dalle modelle: Hajar Bellari del Marocco, Viktoriya Hruminska dell’Ucraina, Mary Labaleine delle Isole Seychelles, Valeria Mancusi della Colombia, e Mali Mun della Malaysia.

L’iniziativa del Fotografo che vive a Milano, ha voluto essere un degno omaggio al paese natio, dove la storia locale s’intreccia all’amicizia che lega la gente alla propria identità di appartenenza.

Giuseppe Mangano Russo è un Artista di raro talento che corre sempre più sull’onda

dell’entusiasmo di un pubblico sempre più folto che lo segue con crescente attenzione ed affetto.

''Per maestri ho avuto i miei occhi ''soleva ricordare Michelangelo Antonioni ed anche il maestro Russo 

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Pubblicato in Comunicati stampa

- di Marcello Crinò -

L’Associazione Musicale Placido Mandanici (presidente Teresa Salvato, direttore artistico Antero Arena), in collaborazione con Genius Loci, Pro Loco Alessandro Manganaro, Università della Terza Età e i patrocini della Regione Sicilia e del Comune di Barcellona Pozzo di Gotto, presenta un ciclo di tre conferenze-concerto sulla musica classica. Gli incontri, ad ingresso libero, si svolgeranno nell’Auditorium Oasi Ex-Monte di Pietà con inizio alle 17,30.

Il primo incontro, domenica 12 novembre, in ricordo del compianto dottor Michele Giamboi (1936-2003), medico con la passione per la musica, prevede la partecipazione dell’Ensemble di chitarre Arcangelo Corelli, con musiche di Brouwer, Boccherini, Soraci e Rodrigo.

Il secondo, domenica 26 novembre, “Tre donne intorno al cor…”, prevede la partecipazione di Chiara Vyssia Ursino (soprano), Concetta Sapienza (clarinetto), Rosamaria Terranova (pianoforte). Musiche di Schubert, Satie, De Falla, Gershwin, Kander.

L’ultimo incontro, domenica 10 dicembre, prevede la partecipazione del quartetto di fisarmoniche Opale Accordeon Quartett, composto da Aldo Capua, Francesco Antonuccio, Salvatore Fazzari e Agostino Pronestì, con musiche di Piazzolla, Bach, Saint-Saens e Brahms.