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Articoli filtrati per data: Martedì, 17 Ottobre 2017
Martedì, 17 Ottobre 2017 16:49

E' morto il Prof. Vincenzo Pugliatti

Grave lutto per la Nobile Arciconfraternita della SS. Annunziata dei Catalani e per le Confraternite Messinesi, ieri sera dopo breve malattia ha reso l'anima a Dio il Prof. Vincenzo Pugliatti, insigne medico, colto cultore di storia patria, rifondatore e primo Governatore dell'Arciconfraternita dei Catalani e primo Presidente del Centro Interconfraternale Diocesano di Messina. Nato a Santa Teresa di Riva nel 1936, dopo aver compiuto gli studi classici presso il liceo “Francesco Maurolico” di Messina, si laurea in Medicina e Chirurgia per poi specializzarsi in Ginecologia ed Ostetricia, della quale disciplina è stato anche libero docente. Per venticinque anni ha ricoperto il ruolo di primario di questa specialità nell'Ospedale Piemonte di Messina facendo nascere migliaia di bambini. Si è dedicato con passione alla sua attività professionale non tralasciando di seguire con pari impegno gli studi di storia patria e di tradizioni popolari, le confraternite, il modellismo, la filatelia, la numismatica e il collezionismo di cartoline illustrate. Tra i rifondatori nei primi anni '90 dell'Arciconfraternita dei Catalani e primo Governatore, tra i fautori della costituzione del Centro Interconfraternale Diocesano e primo presidente. Presidente onorario del Circolo Filatelico Peloritano. Al suo attivo numerose ricerche e pubblicazioni di ambito medico e di storia locale. Organizzatore di grandi eventi culturali tra cui spicca il memorabile corteo storico dell'ingresso di Carlo V a Messina del 1989. Ingiustamente accusato nel 2000 per il caso del terzo gemello, dopo lunghi anni di estenuanti processi ne è uscito scagionato dalle gravissime accuse che lo hanno fortemente provato nell'animo e nel corpo. Profondamente sconvolto per la prematura morte lo scorso Gennaio della figlia Alessia, il Prof. Enzo Pugliatti lascia in Città un grande vuoto ma in particolare nella moglie Claudia e nei figli Carmelo e Marika. Quello che è certo che la sua memoria rimarrà per sempre nei cuori di quanti lo amarono e stimarono per la sua professionalità, signorilità e grande Fede.

Il Governatore Dott. Marco Grassi

Pubblicato in Comunicati stampa

- La redazione -

MESSINA  - Tre premi letterari per nostro  poeta, il primo  la sera del 14 Ottobre2017 , nel Salone della ALPA UNO TV di ALCAMO, nel corso della Manifestazione presieduta dalla Prof.ssa Maria Giovanna Marrone,  1^ Edizione 2017 del “ Memorial Gianpaolo Accardo ” con la Poesia: “ Sollevata dal Vento”, gli  è stato assegnato il 3° Premio e nella stessa serata ha avuto conferito  il Premio Presidenza per la Poesia n lingua dialettale Messinese “ E p’amuri …mori ” con la seguente motivazione:

Fato Memorial

il mistero dell’uomo è tale, che egli scruta il creato in una dimensione divina. Il poeta Giovanni Malambrì innalza i sentimenti attraverso i valori delle creature marine, che non a caso rivelano l’amore degli uomini. Il poeta riferendosi alla mitica e millenaria storia della caccia al Pesce Spada, che avviene da sempre nello Stretto di Messina ci racconta in simbiosi l’Amore tra il pesce spada e ‘a fimminedda “ che come per gli uomini è un amore struggente, luminoso, intessuto di eterno, ciò che desidererebbe non solo nelle atmosfere dell’universo. Un amore che lascia nel mito la leggenda degli innamorati.
Nel solco della tradizione dei premi letterari anche il 14 Ottobre 2017, alla 1^ Edizione 2017 del Premio di Poesia “ Memorial MARIA COSTA – Gesso - Messina ” alla sua Lirica: “ ‘Na sfida senza tempu” è stata assegnata la Segnalazione di merito.

Gesso

Purtroppo l’artista, non ha potuto presenziare alla riuscitissima manifestazione in quanto fuori sede per ritirare l’altro premio.

Il poeta messinese, per le svariate sue pubblicazioni, ha ricevuto diversi premi  e plausi dalla critica.

Pubblicato in Comunicati stampa

- di Marcello Crinò -

L’ultimo incontro di “Impronta d’autore” al Museo Epicentro di Gala, domenica 15 ottobre, è stato incentrato proprio sulla figura del fondatore dell’Epicentro e artefice degli incontri con personaggi che hanno lasciato l’impronta al Museo, un’impronta da intendere come metafora dell’impronta che hanno lasciato nel territorio attraverso la loro attività. In questo percorso durato un anno, iniziato il 16 ottobre del 2016 sono stati ospiti dell’Epicentro: Salva Mostaccio, Salvatore De Pasquale, Marcello Crinò, Sergio Maifredi, Andrea Italiano, Mario Benenati, Pierangelo Giambra, Antonio Vasta, Carlo Mercadante, Domenico Nania, Francesca Romeo, Carmelo Aliberti, Patrizia Donato,  Filippo Minolfi, Melo Freni, Giuseppe Puliafito.

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La serata è stata aperta dai saluti del sindaco Roberto Materia (era presente anche l’assessore Gianluca Sidoti). Il Sindaco si è complimentato per l’iniziativa portata avanti da Abbate in questo meraviglioso museo, ricordando che l’Amministrazione sposa tutti i progetti culturali della città. Ha portato i saluti anche Giuseppe Puliafito, direttore responsabile della testata on-line 24live.it che ha seguito l’iniziativa curando le interviste e pubblicando i video sul sito. La compagna di Nino Abbate, l’artista Salva Mostaccio, ha letto diversi testi poetici  dedicati a “Nino, artista dalle mille sfaccettature”.

Nino Abbate, nella duplice veste di organizzatore e di protagonista, ha spiegato che vi sarà un evento finale con la presentazione di un libro che raccoglie questa singolare esperienza, a metà tra l’intervista tradizionale e la performance artistica, con documenti, foto, impronte. L’intervista è stata curata dalla giornalista Cristina Saja, che dopo aver letto la lunga biografia di Abbate, ha svelato di conoscere Nino da sempre, in quanto anche lei è originaria di Gala e vicina di casa.

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Nel corso della conversazione Abbate ha spiegato come è nato l’Epicentro: inizialmente era uno studio d’arte dove lui si dedicava alla scultura, un edificio abusivo, lo ha sottolineato rammentando la lunga vicenda giudiziaria che lui fece diventare (un po’ come Antonio Presti a Fiumara d’arte), una battaglia per far valere le ragioni dell’arte. La prima mattonella nacque per caso, con il coinvolgimento di Emilio Isgrò (il cui padre, Peppino, e lo zio Emilio, frequentavano la “prima versione” dell’Epicentro, molto più piccolo e in sede diversa). Poi incontrò altri artisti che aderirono a questa esperienza, alcuni non senza difficoltà e diffidenza, altri con piacere e con generosità, come il “grande vecchio” dell’arte e della critica d’arte italiana, Gillo Dorfles, che a quasi cento anni prese colori e pennelli per dipingere una mattonella per il museo. Ha rammentato l’incontro difficile a Roma con la siciliana Carla Accardi, alla quale portò in dono la pignolata, e poi ebbe la mattonella. Adesso l’Epicentro vanta una collezione di oltre mille mattonelle di artisti contemporanei italiani e stranieri, rappresentativi dei movimenti artistici del Novecento e contemporanei.

Ha parlato diffusamente anche dei libri che ha pubblicato, soprattutto legati alle sue esperienze artistiche e sportive. Infatti Abbate iniziò da giovanissimo con l’atletica, con la maratona, arrivando ad una convocazione in Nazionale e poi all’estero. Un infortunio al tendine bloccò questa sua iniziale attività, spingendolo ad occuparsi di arte, di scultura in particolare.

Infine non ha nascosto la sua delusione: “Faccio tanto per Gala ma non vedo riscontro dai paesani. Non credo più nella cultura e nei politici. Voglio che questo posto abbia il giusto riconoscimento, il giusto merito”.

Nonostante la delusione continua imperterrito per completare e concludere la raccolta. E in cantiere c’è l’ultima sua iniziativa, in corso di realizzazione, che ha mostrato alla stampa prima dell’intervista. Sta realizzando un parco della scultura in un terreno scosceso proprio accanto al giardino dell’Epicentro. Lavora sodo dall’estate per bonificare e sistemare il terreno con i terrazzamenti e per posizionare dei blocchi di pietra.

Come da rituale dell’Epicentro, Nino Abbate ha lasciato l’impronta della mano destra su una mattonella d’argilla cruda, che dopo la cottura andrà ad aggiungersi a tutte le altre della collezione.