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"Annarita Campo e Rosemary Calderone" La nuova coppia del grande cinema italiano

Di Giuseppe Messina

   Se torniamo ad interessarci di queste due ragazze del cinema italiano qualche motivo ci sarà: forse perché sono siciliane? forse perché sono straordinariamente brave? forse perché la loro gentilezza rasenta l’inverosimile? Certamente per tutto questo ed altri meriti siamo portati a credere in loro, nel loro talento e siamo certi che non ci faranno avere ripensamenti.

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   Da quello che abbiamo potuto intuire l’opera cinematografica che stanno per realizzare sarà una di quelle che non potrà lasciare indifferenti coloro che avranno la fortuna di visionarla, sia per la storia narrata che per la interpretazione delle protagoniste ovvero la stessa regista Annarita Campo e Rosemary Calderone, quest’ultima impegnata attualmente anche nelle riprese di “Io donna detenuta donna”, un film che tratta la violenza sulle donne, scritto, diretto, ed interpretato da Nico Zancle, un neorealista allievo prediletto di Luchino Visconti. Di Annarita Campo possiamo dire, che fino adesso, non ha fallito una combinazione creando opere di grande spessore e successo. Ciò certamente è dovuto alla sua grande capacità di intuire verità e prospettive, cose non sempre facili. Crediamo che la sua capacità di non stare su vani piedistalli e di circondarsi di persone umili sia sintomo di saggezza, e le persone sagge sanno scegliere con chi stare e in quale direzione proseguire.

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   Annarita Campo è, sicuramente, una figlia di questa terra sicula che fa onore alle generazioni di personaggi colti che l’hanno preceduta. Il suo essere aperta ai diversi aspetti della cultura universale fa di lei un personaggio unico di cui la nostra società non può fare a meno e ciò e dimostrato dalle cose che ha realizzato, anche al di là delle opere cinematografiche, come il “Belluno Film Festival” ed il “Gattopardo Ibleo” dedicato al suo lontano parente ovvero Giuseppe Tomasi principe di Lampedusa, autore di uno dei più importanti romanzi del XX secolo. È il prodotto del suo impegno che fa affermare questo; è il suo coraggio ed il suo amore per l’arte, non casuali, maturati fin da quando era una ragazzina: non dimentichiamo che all’età di 14 anni ha diretto e prodotto il suo primo lungometraggio “La lunga strada” dirigendo l’attore Giovanni Armone e, poi, a 16 anni “I Nomadi e a 22 Sandra Milo, quel mostro sacro creato dal genio Federico Fellini.

Belluno film festival con Annarita Campo

   Adesso Annarita Campo è alle prese con la creatura “L’altra metà di me sei tu”, un film che sicuramente farà molto discutere per l’importante tema trattato: a sentire lei, ed anche l’altra interprete, Rosemary Calderone si tratta di un’opera il cui vero protagonista e l’amore, un amore particolare, e proprio per questo val la pena realizzare un film.

   Avendo conosciuto personalmente la grazia di Rosemary Calderone, dopo aver lavorato con lei nella trasposizione teatrale del film di Ridly Scott, “Il Gladiatore” di Salvatore Cilona, possiamo affermare che la scelta di Annarita Campo non avrebbe potuto essere migliore: si tratta di un’artista versatile, umile e volenterosa, facile da dirigere, una di quelle persone tanto serie da rendersi conto che in questo lavoro non si arriva mai, ma si è sempre in cammino, di tappa in tappa, durante il quale c’è sempre da imparare come superare gli ostacoli. Siamo certi che queste due ragazze sono capaci di riservarci delle piacevoli sorprese e per tanto non possiamo che fare loro un sincero amorevole in bocca al lupo. 

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