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Santa Caterina

- di Maria Teresa Prestigiacomo -

Messina. Anche Messina ha la sua Chiesa dedicata alla Santa  ricordata nel giorno 25 Novembre. Tante sono le Caterine che si festeggiano e alle quali auguriamo una buona giornata.
 Santa Caterina d'Alessandria d'Egitto, martire.
La storia di questa Santa, abbastanza nota nel periodo medioevale per la devozione e per il culto, è avvolta nella leggenda.
La chiesa cattolica, nell’incertezza di discernere con sufficiente chiarezza tra la realtà storica e le leggende popolari, ha escluso dal martirologio romano il suo nominativo già dal 1969 pur avendo il Vaticano deciso di festeggiarla comunque (25 novembre)
Caterina nacque ad Alessandria d’Egitto verso il 287, figlia unica del Re Costa.
Ricevuto il battesimo in età adolescenziale esternò, da subito, la volontà di dedicare la sua vita al Signore e fece voto di verginità. 
Aveva diciotto anni ed era una giovane molto bella quando il primo maggio del 305 giunse nella sua città Gaio Galerio Valerio Massimino Daia inviato, quale cesare romano, per governare le regioni dell’Egitto della Siria.
Era un uomo molto ambizioso e fu avverso e spietato contro i cristiani come riportato dalle cronache del tempo.
In quello stesso anno Massimino organizzò in suo onore, con la prepotenza del dominatore, dei sontuosi festeggiamenti e ordinò che tutto il popolo partecipasse alle medesime celebrazioni e portasse in sacrifico qualcosa agli dei: i ricchi dovevano offrire un toro mentre i poveri potevano contribuire anche con un solo uccello.
Il rito, però, venne interrotto nel pieno dello svolgimento per l’ingresso della bella Caterina che, accompagnata dalle sue ancelle, si rivolse verso il cesare inducendogli di abbandonare l’idolatria e di riconoscere Gesù Cristo quale Redentore dell’umanità e chiese, inoltre, di poter esprimere i concetti della dottrina cristiana alla presenza dei dotti romani.
Massimino Daia rimase affascinato dalla bellezza e dalla eloquenza della ragazza, accettò la proposta e convocò un gran numero di sapienti egiziani per annullare quanto proposto e invocato da Caterina. Ma i saggi e i sapienti esperti al cospetto della bella patrizia egiziana non solo restarono stupiti ed impotenti a controbattere le sue argomentazioni ma essi stessi, vinti e convinti di trovarsi di fronte ad una persona dai poteri divini, si convertirono ed accettarono la religione cristiana.
Massimino, infuriato, condannò al rogo i saggi per la loro incapacità e tentò di sedurre la ragazza offrendole la corona imperiale. In risposta al deciso rifiuto, Caterina venne rinchiusa in una cella e condannata alla privazione e a qualsiasi sostentamento.
Dopo dodici giorni, durante i quali venne nutrita da una colomba, il Governatore la chiamò riproponendole il suo amore e la corona. Ma Caterina respinse ulteriormente la proposta e il Governatore, su suggerimento del Prefetto Cusarsate, la condannò ad essere stritolata tra gli aculei di una ruota dentata.
Ma al contatto tra la ruota e le carni della giovane donna avvenne il miracolo: la macchina s’inceppò e le lame e le punte andarono in frantumi.
Intervenne, quindi, in favore della giovane donna la moglie di Massimino chiedendo al marito di porre fine al supplizio perché anche lei, ormai da qualche tempo, si era convertita al cristianesimo insieme al tribuno Porfirio.
Adirato e pieno di odio Massimino le fece tagliare la testa dopo averle amputato il seno e la stessa sorte subirono Porfirio e i soldati che restarono fedeli all’imperatrice.
La medesima decisione fu presa per Caterina: il 25 novembre del 305 subì la decapitazione. Dal collo reciso sgorgò latte e, subito, una schiera di angeli prelevarono il corpo esamine e lo traslarono sul monte Sinai e, ancora oggi, l’altura nelle vicinanze della Gebel Musa (dove Mosè ricevette le Tavole della legge) si chiama Gebel Katherin.
In questa località l’imperatore Giustiniano nel VI secolo fece ampliare la chiesa che Elena, la madre di Costantino, edificò nel 330, e la trasformò in monastero al quale diede il nome della nostra Santa. All’interno del monastero sono riposti il sarcofago con le spoglie della Santa e in altre due urne donate dallo Zar Alessandro II nel 1860 e dai greci residenti in Russia, sono custodite altre reliquie.
Attualmente il Monastero, uno dei luoghi più affascinanti del Sinai, è meta di pellegrinaggi religiosi e turistici.
In considerazione della grande eloquenza sfoggiata dinnanzi all’imperatore Massimino Daia, Santa Caterina fu ritenuta l’ispiratrice dei filosofi, teologi ed avvocati tant’è che il sigillo dell’Università della Sorbona a Parigi è rappresentato dalla palma del martirio e da un libro. Le tesi di laurea per gli studenti di teologia nella stessa Sorbona si chiamavano “catherinette”.
Divenne, pertanto, la protettrice delle università, delle biblioteche, dei docenti e degli studenti. 
E’, anche, patrona dell’Università di Padova e, in alcuni casi, di ospedali.
Protegge le apprendiste sarte (in Francia e in Italia venivano chiamate “caterinette “), i costruttori di ruote e le ragazze da marito (in Francia nella giornata a lei dedicata le ragazze nubili potevano scegliersi, all’uscita dalla messa, un cavaliere da invitare a cena).
La sua iconografia la rappresenta con un diadema che le cinge la testa, per indicare le sue origini regali, la palma e una ruota dentata significano il martirio e il libro ricorda la sapienza.
Riteniamo utile riportare alcune notizie su Gaio Galerio Valerio Massimino Daia.
Dopo quasi tre anni di permanenza ad Alessandria fece pressione, nel 308, all’Imperatore Galerio, suo zio, affinché lo promovesse augusto, nomina che ottenne, unitamente a Costantino I (periodo della tetrarchia).
Quando nel 311 furono emanati gli editti di tolleranza verso i cristiani, Massimino non ne volle sapere e continuò spietatamente la persecuzione contro di loro. Nello stesso anno, 30 aprile, sempre avido di potere, dichiarò guerra all’altro imperatore Licinio che era divenuto l’unico signore della parte orientale dell’impero. I due eserciti si scontrarono nella famosa battaglia di Tzirallum, presso Adrianopoli nella Grecia e Massimino, vistosi sconfitto pur essendo in superiorità numerica (70 mila soldati contro 30 mila), fuggì travestito da servo e si rifugiò a Tarso (Turchia) dove decise di togliersi la vita strangolandosi con le sue stesse mani. natale cutrupi

Il "santino" fa parte della collezione  dell' arch Natale Cutrupi dal quale abbiam tratto notizie bibliografiche per Santa Caterina

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