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PARLARE DELLA SICILIA - di Roberto Lo Presti

è assai difficile, è un compito arduo che richiede notevole conoscenza : storica, geografica, antropologica, musicale, artistica, di letteratura classica, moderna, contemporanea da comparare con altri paesi del mondo. Non dimentichiamo che è stata la culla della nostra lingua : lidioma del ‘sì’, quanti illustri premi Nobel, poeti , scrittori, musicisti, ricercatori, scienziati, pittori…,l’elenco è ben lungo e ci porterebbe lontano dal tema di oggi, che pur la eccellente autrice : prof.ssa Marcella Croce ha escluso soprattutto per quei problemi del dualismo socio -politico ed economico con il resto del paese.

gattopardo

‘’Il Gattopardo’’, i principi, le dame, le corti, i signori titolati ,per il momento sono stati esclusi dagli argomenti in oggetto al bel libro :’’ Viaggio nella Sicilia '’, pur se non si può assolutamente escludere la loro fondamentale presenza e dimensione sotto l’aspetto politico e storico, che dopo ‘affanni’ per anni e pur adesso non si è riusciti ad Unificare il Bel Paese ed ancora l’attesa Europa Unita, secondo i grandi promotori,Uomini illustri dell’ Europa della CEE.—Tornando con i ‘piedini’ per terra , confermiamo che noi cittadini di questa meravigliosa,strepitosa ed assolata big Island, forse non ci rendiamo conto dei moltepli strati culturali dei popoli che nei secoli, incantati della bellezza dei luoghi e dal profumo delle lindissime zagare, la hanno abbracciata come una madre,dolce,disponibile, sovra abbondante…- Le otto o nove civiltà susseguitesi hanno lasciato meravigliose testimonianze, strutture possenti, case, casolari, ponti, ferrovie, porti, castelli, chiese, intere contrade costruite pietra su pietra dura e su quella lavica e poi tantissimi ,antichissimi reperti sotto il suolo, in superficie e nei trasparenti e smeraldi fondali. Noi d’accordo, non li chiameremo dominazioni poiché non siamo mai stati asserviti ad essi, abbiamo vissuto insieme nel rispetto delle loro culture e costumi, aperto ventane e portoni di ferro per offrire ospitalità nell’osservanza delle leggi e delle pur nostre tradizioni, che tutt’oggi condividiamo coi fratelli venuti da vicini e lontano.

Agrigento Tempio della Concordia01

Premesso ciò abbiamo ascoltato con viva attenzione la sicura ,delicata,fluidissima relazione della nostra amica ,collega e conterranea. La sua una preparazione sempre in fieri, dalla scrivania alla vita vissuta in ogni dove,in un mondo ancor più vicino e tangibile. Abbiamo vissuto insieme con le sue ordinate e colorate diapositive e con i libri dalla grandi fotografie, le immagini,i visi,gli oggetti pendenti ed i manufatti di gente comune da Tripi, a Palermo, da Piana degli albanesi ad altre piccolissime ed angolate oltre che pennellate nicchie e casolari. Ella stessa definisce la Sicilia un mondo in gran parte sconosciuto ai suoi stessi abitanti a partire da una scoperta personale delle tradizioni artigianali, folkloriche e culinarie dell'Isola. Lo stesso lettore in un emozionante viaggio attraverso immagini, colori e sapori che evocano una storia secolare si possono ritrovare, più o meno improbabilmente, a due passi da casa. Una scoperta che fa riemergere le radici dell'identità siciliana, da qui il piacere di esplorare le stratificazioni di una delle culture più variegate del Mediterraneo. --

vucciria 1

Come la relatrice ha affermato da ‘normale’ palermitana , partì per l’estero per perfezionare i suoi studi, sentì così la lontananza della sua terra e per vincere tale stato di ‘nostalgìa’, cercò di avvicinarsi pure agli studi della e sulla Sicilia. Da qui sentì il bisogno di ‘registrare’ mille e mille voci del sud, di ascoltare i ‘banniati’ dei commercianti, la necessità di ‘tuffarsi’, si fà per dire, nei colori accesissimi della ‘Vucciarìa’ di R.Guttuso. Fotografò per i suoi libri, tanti oggetti ,case, dirupi,casolari,terreni coltivati e giovinette alla raccolta, cancelli, carretti, barche ,strumenti di lavoro antichi che richiamano il suono degli artigiani ,may be, di corso Calatafini (Pa), dediti a costruire i ‘paladini di Francia, più avanti i lituari…- Dunque lo studio iniziò a Palermo, ma presto prevalse l’analisi : artistica , del folklore, delle formule di culinaria pure in tante altre città siciliane. Il suo libro è guida e motore per chi voglia recarsi anche in paesetti sperduti, apparentemente insignificanti e non segnati da mappe geografiche. Tra il sacro ed il profano altre immagini, filmati che ‘toccano’ lo spirito alto della fede antica per il patrono ,Gesù,Maria ed i santi. E’ necessario, si afferma, che bisogna avvicinarsi ,toccare con mano e step by step ,ciò che il passato remoto e il prossimo ci consentono di visualizzare ‘de visu’. In tal guisa si può preservare ciò che rimane e rappresenta’ un atto di conoscenza collettiva e per una speranza di futura memoria’: We think so,our fine Friend,we hope that all remain with us forever. Ciò che ieri i nostri avi ci hanno ereditato, và con cura conservato, amato, accudito, mai disperso ; pur la piccola pietra del nostro giardino spesso non è più là, laggiù c’è una nuova ombra.

La custodia è passione, arte, rispetto, educazione, storia, fede, linguaje, civiltà di un popolo che, veste i propri colori variopinti e brillanti, merita rispetto ed ammirazione. Rappresenta dunque un monito per tutti, rafforzare gli studi sulla conservazione di atti, fatti e manufatti; potremmo essere progressisti, ma in giusta misura,ovvero, cercare di non capovolgere, cancellare, schiacciare sotto il passo il ‘seme bianco’ (v. G.Mulas), il made in Sicily. Negli equilibri socio-economici instabili, ci sforzeremo di trovare : il riordino in ogni attività programmata o in fieri, limitare massimamente l’inquinamento contro la Natura, tale da non distruggere le stagioni,il quieto vivere degli esseri viventi evitando così nuove morbi nel corpo ‘fragile’ dell’ Uomo intelligente e razionale. -Grato a voi tutti, sicuramente ,come sempre, sarà sicuro successo, gentile Amica e collega. Good travel -- Roberto Lo Presti – Messina,li 26 febb. 2017 –

 

P.S. Mi sia consentito di aggiungere un pensierino della sera.

 

La mia Terra

Ah, la mia Terra!Fatta di pietre una sull’altra, lavica dura rotta dalla fatica e segnata dal tempo e dalla pioggia del nostro cielo incantato. Ah, la mia Casa! Decorata di muschio davanti la porta, che ricopre le pietre e le fessure delle basole nere del vicolo di odoroso e soffice verde. Quel vicolo attraversa il paese dalla piazzetta della Miseria alla grande piazza della Speranza.

Qui il silenzio è pace… è dignità. E’ il silenzio delle voci dei padri che non sono andati mai via, e sono sempre presenti e vivi, e parlano, discutono del raccolto, ci chiamano e consigliano. E per sentirli basta chiudere gli occhi e predisporsi ai ricordi e all’amore. Roberto Lo Presti @ --

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